{"title":"GP Replicas","description":"\u003cp\u003eTop Marques Collectibles è un'Azienda gestita e posseduta da un gruppo di amanti di automobili.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl nostro obiettivo è riprodurre in maniera fedele, precisa e con la più alta qualità,modelli in resina in scala 1.18 e 1.12.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNoi viviamo, respiriamo e dormiamo con le auto, e pensiamo sempre quali modelli in scala dovrebbero essere riprodotte in futuro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI nostri modelli sono prodotti artigianalmente a mano ed in quantità estremamente limitate per dare al cliente un vero oggetto da collezione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNon riproduciamo migliaia di pezzi per fare modellini collezionabili da supermercato e cerchiamo di dare ai nostri clienti un prodotto\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eeccezionale a un prezzo ragionevole.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSiamo una azienda giovane e in evoluzione con uno spirito di comunità, un'azienda che crede nell'innovazione e qualità e che utilizza le\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003etecnologie più all'avanguardia possibile nei processi di produzione per dare il miglior prodotto disponibile oggi sul mercato.\u003c\/p\u003e","products":[{"product_id":"alpine-a523-team-f1-3rd-monaco-gp-2023-esteban-ocon-1-19","title":"Alpine A523 Team F1 3rd Monaco GP 2023 Esteban Ocon 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAlpine A523 Team F1 3rd Monaco GP 2023 Esteban Ocon 1:18 (Spark 18S881)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alpine A521 è una vettura da Formula 1 realizzata dalla Alpine F1 Team per gareggiare nel campionato mondiale di Formula 1 2021.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura è una stretta evoluzione della precedente Renault R.S.20, essendo basata sullo stesso telaio e condividendone molti componenti non modificabili per regolamento.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ la prima vettura realizzata dal team di Enstone dopo il cambio di denominazione in Alpine.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Alpine A521 riprende il nome dalla monoposto di Formula 1 Alpine A500 del 1975.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura porta al debutto il nuovo motore Renault E-TECH 21 ed è tra l'altro l'unica monoposto della stagione 2021 ad essere motorizzata Renault.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl motore completamente nuovo, pur montando alcune componenti Renault, dal 2021 è assemblato e realizzato dalla Mecachrome, già realizzatrice di motori per la Formula 1 in passato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn particolare si occupa della realizzazione del monoblocco, della distribuzione e della testata e della costruzione finale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Gran Premio di Monaco 2023 è stata la sesta prova della stagione 2023 del campionato mondiale di Formula 1. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa gara si è corsa domenica 28 maggio sul circuito di Monte Carlo a Monaco ed è stata vinta dall'olandese Max Verstappen su Red Bull Racing-Honda RBPT, al trentanovesimo successo in carriera;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVerstappen ha preceduto all'arrivo lo spagnolo Fernando Alonso su Aston Martin Aramco-Mercedes e il francese Esteban Ocon su Alpine-Renault.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAlpine A523 Team F1 3rd Monaco GP 2023 Esteban Ocon 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255295349120,"sku":"18S881","price":219.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/82423.jpg?v=1781748677"},{"product_id":"brabham-bmw-bt55-f1-1986-riccardo-patrese-118","title":"Brabham BMW BT55 F1 1986 Riccardo Patrese 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eBrabham BMW BT55 F1 1986 Riccardo Patrese 1:18 (GP Replcas GP58A\u003cspan\u003e)\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Brabham BT55 è una vettura monoposto impiegata in Formula 1, portata in gara dal team Brabham nel 1986.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProgettata da Gordon Murray la BT55 non ottenne alcun successo e a fine stagione poté contare solo due punti, ma\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003efu alla base della progettazione della McLaren MP4\/4 che nel 1988 vinse 15 gare su 16.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI piloti erano Riccardo Patrese ed Elio De Angelis, poi sostituito da Derek Warwick.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello in scala 1:18 su base in plastica e teca in plexiglass\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255489696128,"sku":"GP58A","price":269.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/51807.jpg?v=1781732249"},{"product_id":"brabham-bmw-bt52-f1-1983-riccardo-patrese-118","title":"Brabham Bmw BT52 F1 1983 Riccardo Patrese 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eBrabham Bmw BT52 F1 1983 Riccardo Patrese 1:18 (GP Replicas GP102B)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Brabham BT52 con la sua evoluzione BT52B è stata una monoposto di Formula 1 realizzata dal team inglese Brabham e ha preso parte al campionato mondiale del 1983.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1982, la Brabham aveva installato sulle proprie vetture il motore BMW, realizzando una vettura, la BT50, adattamento della BT49D che calcava le piste dalla fine del 1979.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu avviato il progetto di una vettura completamente nuova, la BT51 che non vide mai le gare, scendendo in pista solo per alcuni test nell'autunno 1982, a causa del cambio di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eregolamenti, con il divieto di utilizzo delle minigonne, l'adozione del fondo piatto e la conseguente messa al bando delle vetture ad effetto suolo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCon l'introduzione di un nuovo regolamento tecnico, la squadra realizzò quindi una nuova monoposto, ribattezzata con la sigla BT52.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI piloti erano Nelson Piquet (N°5) e Riccardo Patrese (N°6).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura nel corso della stagione 1983 ha vinto 4 gare su 15 conquistando 2 pole position e facendo segnare il giro più veloce in ben 5 gran premi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl termine della stagione Piquet vinse il campionato mondiale con 59 punti mentre il titolo costruttori andò alla Scuderia Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa Brabham BT52 fu la prima monoposto dotata di motore sovralimentato a vincere il Mondiale di Formula 1. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQuesta monoposto, ideata dal noto progettista sudafricano Gordon Murray, fu caratterizzata da un’innovativa forma a freccia conferitagli dalle fiancate e dalla grande ala\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e anteriore. Spinta da un propulsore 4 cilindri in linea di 1,5 litri con una sola turbina KKK posta sul lato sinistro ed un unico scambiatore, in grado di sviluppare una potenza di\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e variabile tra i 740 e 800 cv, la Brabham BT52 aveva perfettamente inglobato tutta una serie di soluzioni vincenti. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eDal serbatoio della benzina di dimensioni particolarmente ridotte , ai martinetti idraulici per il sollevamento rapido che ne agevolavano la sosta ai box. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eAlle sospensioni di tipo pull-rod, evoluzione di quelle impiegate l’anno precedente, si coniugava una ripartizione dei pesi più accentuata sull’asse posteriore.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e Il telaio era in fibra di carbonio nella parte superiore, mentre quella inferiore era realizzata in alluminio a nido d’ape per un peso complessivo di 540 kg.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e Con essa Nelson Piquet conquistò il secondo dei suoi tre titoli iridati, ottenendo in totale tre vittorie, le ultime due (sulle piste di Monza e Brands Hatch) con l’evoluzione BT52B \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eche esordì a metà stagione in Gran Bretagna.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo un primo successo all'esordio in Brasile, la vettura soffrì alcuni problemi di affidabilità e patì la superiorità della Renault e della Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello bellissimo e significativo sia per il costruttore che per la storia del pilota brasiliano\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEdizione Limitata 500pz su base e con Teca in Plexiglas\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255491826048,"sku":"GP102B","price":269.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/53319.jpg?v=1781732696"},{"product_id":"brabham-ford-bt49c-german-gp-1981-nelson-piquet-1-18","title":"Brabham Ford BT49C German GP 1981 Nelson Piquet 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eBrabham Ford BT49C German GP 1981 Nelson Piquet 1:18 (GP Replicas GP130A)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Brabham abbandona la motorizzazione Alfa Romeo con la quale aveva tentato l’avventura in Formula 1 nella seconda parte degli anni Settanta, torna al vecchio ma sempre affidabile 8 cilindri Ford-Cosworth e vince il suo primo titolo mondiale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa BT49C nasce a metà della stagione 1979 e nasce in contrapposizione alla monoposto con la quale la Brabham motorizzata Alfa Romeo sta correndo quell’anno. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa BT48 equipaggiata dal 12 cilindri Alfa Romeo di nuova concezione al posto del grosso, pesante e assetato boxer continua a non dare le garanzie che Bernie Ecclestone, proprietario della Brabham, pretende. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCosì, il suo geniale progettista, il sudafricano Gordon Murray, inizia a pensare a una nuova monoposto spinta dall’8 cilindri Ford Cosworth\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eNelson Piquet\u003c\/strong\u003e: È lui che tiene al debutto la BT49 e che vince sei dei sette gran premi che la monoposto progettata da Gordon Murray si aggiudica tra il 1980 e l’inizio del 1982. Nelson sale sul gradino più alto del podio a Long Beach, Zandvoort e Monza nell’80, e a Buenos Aires, Imola e Hockenheim nel 1981. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA fine stagione si laurea campione del mondo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ il suo primo titolo personale e il primo per la Brabham.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEccola riprodotta nell'allestimento del Gran Premio di Germania 1981 Nelson Piquet \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255493497216,"sku":"GP130A","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/80830.jpg?v=1781747385"},{"product_id":"brabham-ford-bt49c-monaco-gp-1981-with-nelson-piquet-1-18","title":"Brabham Ford BT49C Monaco GP 1981 with Nelson Piquet 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eBrabham Ford BT49C Monaco GP 1981 with Nelson Piquet 1:18 (GP Replicas GP130CWD)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Brabham abbandona la motorizzazione Alfa Romeo con la quale aveva tentato l’avventura in Formula 1 nella seconda parte degli anni Settanta, torna al vecchio ma sempre affidabile 8 cilindri Ford-Cosworth e vince il suo primo titolo mondiale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa BT49C nasce a metà della stagione 1979 e nasce in contrapposizione alla monoposto con la quale la Brabham motorizzata Alfa Romeo sta correndo quell’anno. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa BT48 equipaggiata dal 12 cilindri Alfa Romeo di nuova concezione al posto del grosso, pesante e assetato boxer continua a non dare le garanzie che Bernie Ecclestone, proprietario della Brabham, pretende. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCosì, il suo geniale progettista, il sudafricano Gordon Murray, inizia a pensare a una nuova monoposto spinta dall’8 cilindri Ford Cosworth\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eNelson Piquet\u003c\/strong\u003e: È lui che tiene al debutto la BT49 e che vince sei dei sette gran premi che la monoposto progettata da Gordon Murray si aggiudica tra il 1980 e l’inizio del 1982. Nelson sale sul gradino più alto del podio a Long Beach, Zandvoort e Monza nell’80, e a Buenos Aires, Imola e Hockenheim nel 1981. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA fine stagione si laurea campione del mondo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ il suo primo titolo personale e il primo per la Brabham.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEccola riprodotta nell'allestimento del Gran Premio di Monaco 1981 con alla guida Nelson Piquet \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255493693824,"sku":"GP130CWD","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/80828.jpg?v=1781747378"},{"product_id":"brabham-ford-cosworth-dfv-bt44b-f1-1975-carlos-reutemann-118","title":"Brabham Ford Cosworth DFV BT44B F1 1975 Carlos Reutemann 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eBrabham Ford Cosworth DFV BT44B F1 1975 Carlos Reutemann 1:18 (GP Replicas GP104A)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Brabham BT44 fu una monoposto di Formula 1 concepita dall'ingegnere sudafricano Gordon Murray per la stagione 1974.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEra in parte un miglioramento della precedente BT42 del 1973, costruita attorno al classico binomio motore-cambio Ford-Cosworth DFV \/ Hewland per la trazione posteriore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'aerodinamica era molto elaborata e le linee pulite, in particolare l'air-scope, maggiorato e più integrato con il corpo vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCome per la BT42 l'anteriore aveva le prese d'aria laterali da alcuni anni caratteristica delle Brabham, ma inserite in una linea a cuneo con minore resistenza all'avanzamento\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ementre le fiancate seguivano l'inclinazione del blocco motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl 1974 fu una stagione di successo per la Brabham: Carlos Reutemann vinse alla sua terza gara.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePoi cattivi risultati prima di un podio in Germania, una vittoria in Austria, una pole e una doppietta con Carlos Pace, che aveva sostituito Rikky von Opel nel corso della stagione\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eall'ultimo Gran Premio. Reutemann fu sesto e la Brabham terza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa BT44 fu schierata di nuovo nel 1975 nella configurazione BT44B.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEbbe sette podi nelle prime sette gare, con una vittoria di Pace al GP del Brasile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eReutemann vinse in Germania, fu terzo in campionato e la scuderia vicecampione tra i costruttori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSostituita dalle BT45 a motore Alfa Romeo nel 1976, le BT44B furono rivendute alla scuderia RAM Racing, senza risultati \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas per la prima volta in assoluto ci presenta questa iconica vettura in scala  1:18 in edizione limitata 500pz\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255494021504,"sku":"GP104A","price":259.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/55174.jpg?v=1781733469"},{"product_id":"ferrari-126-c-1980-gilles-villeneuve-118","title":"Ferrari 126 C 1980 Gilles Villeneuve 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 126 C 1980 Gilles Villeneuve 1:18 (GP Replicas \u003cspan\u003eGP97B\u003c\/span\u003e)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCostruita per sostituire la 312T, la Ferrari 126C è stata la prima monoposto di Formula 1 di Ferrari ad avere un turbocompressore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAnche se non è riuscita a raggiungere lo stesso successo della vettura precedente, la 126C riuscì a conquistare un paio di titoli costruttori in soli quattro anni di servizio grazie a\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003euno dei motori più potenti dei primi anni ‘80.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo una stagione piuttosto deludente, che ha visto la Scuderia Ferrari finire al 10º posto nella classifica finale dei costruttori senza vincere una sola gara, era noto a tutti che la 312T era diventata ormai obsoleta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAnche se molto affidabile, il suo motore a 12 cilindri non era più all’altezza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUn anno prima, Enzo Ferrari assunse Nicola Materazzi nel dicembre del ‘79 per sviluppare un nuovo propulsore da utilizzare in F1.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ stato scelto Materazzi per la sua esperienza con l’induzione forzata, acquisita lavorando sulla leggendaria Lancia Stratos Gruppo 5.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEnzo Ferrari era convinto che le unità turbo fossero il futuro dello sport, anche se non le apprezzava.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNicola Materazzi e il suo team di ingegneri svilupparono un V6 più piccolo nella prima parte del 1980 e inizialmente lo dotarono di un compressore Comprex.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl sistema è stato elogiato dai piloti per la potenza extra e per aver eliminato il turbolag.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas ci propone questa bellissima, tra le più belle in verità, vetture di F1 mai realizzate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera tipo carbonio, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFerrari 126 C 1980 Gilles Villeneuve 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255692890496,"sku":"GP97B","price":269.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/49477.jpg?v=1781731600"},{"product_id":"ferrari-126-c2-1982-belgian-gp-with-driver-figure-gilles-villeneuve-1-18","title":"Ferrari 126 C2 1982 Belgian GP with driver figure Gilles Villeneuve 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 126 C2 1982 Belgian GP with driver figure Gilles Villeneuve 1:18 (GP Replicas GP19AWDF)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 126 C2 è un'automobile monoposto sportiva di Formula 1, che gareggiò nel 1982 e, in versione \"B\", nella prima metà del 1983.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVettura estremamente efficace e competitiva sia dal punto di vista meccanico che aerodinamico, garantì alla Ferrari la vittoria del campionato costruttori;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003enon riuscì però a raggiungere il titolo piloti a causa degli incidenti gravissimi in cui fu coinvolta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'aerodinamica della monoposto venne sviluppata con lunghe sedute presso la galleria del vento della Pininfarina; ne risultò una vettura dalle forme morbide e arrotondate,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econ pance laterali sempre di notevoli dimensioni, inclinate in avanti e dotate di minigonne sul fondo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl musetto presentava una forma spiovente ed arrotondata, l'ala anteriore era notevolmente rimpicciolita rispetto agli anni precedenti, giacché l'effetto suolo sviluppato dal corpo macchina garantiva da solo una grande deportanza, rendendo superflua tale appendice aerodinamica (che nelle gare più veloci non veniva nemmeno montata).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 126 C2 sarà l'ultima Ferrari di Formula 1 ad effetto suolo (wing car), giacché nel 1983 il regolamento tecnico bandì le minigonne e impose il fondo piatto per le monoposto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl motore era ancora una volta un V6 con un angolo tra le bancata di 120°, ulteriormente affinato sotto il profilo dell'affidabilità e della potenza (portata a 580 cavalli) e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esovralimentato con due turbocompressori KKK.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA metà stagione 1982, sulla 126 C2 vennero introdotte all'avantreno le sospensioni di tipo pull rod (ideate anni prima da Gordon Murray della Brabham), che sostituirono quelle a bilanciere utilizzate fino ad allora.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta soluzione all'anteriore sarà poi adottata dalla Ferrari fino alla fine del 1988, ovvero fino al termine della \"era del turbo\" in Formula 1.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAltra grande innovazione, per la Ferrari, fu il telaio in pannelli di honeycomb di alluminio incollati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSi trattava in realtà di una tecnologia ormai obsolescente, introdotta dalla McLaren nel lontano 1976 con la M26, visto che già dal 1981 la McLaren schierava avveniristici telai in fibra di carbonio, ma comunque un passo in avanti rispetto all'ormai superato telaio tubolare irrigidito da pannelli di alluminio che la Ferrari aveva usato fino al 1981.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUn altro aspetto tecnico rilevante riguardò le gomme: dopo 4 anni di collaborazione con la Michelin, nel 1982 la Ferrari tornò ad utilizzare pneumatici Goodyear.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa stagione 1982 fu segnata da vari dissidi in seno alla Formula 1: tra i più eclatanti vi fu quello legato allo scandalo dei \"freni raffreddati ad acqua\", inerente ad uno\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003estratagemma messo in atto dalle scuderie inglesi ancora con motore aspirato per barare sul peso e compensare la minore potenza del motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari non fu estranea a tale clima di tensione, come dimostrò l'episodio accaduto al GP di Long Beach: al fine di evidenziare la necessità di una maggiore serietà\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003enell'applicazione del regolamento, la Ferrari presentò un'ala posteriore composta da due alette sovrapposte sfalsate, lunghe ciascuna tanto quanto consentito dal regolamento, ovvero 110 cm, ma disposte in maniera tale da raddoppiare la larghezza della superficie alare totale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl risultato fu che Gilles Villeneuve, che chiuse al terzo posto quella gara, venne squalificato (Pironi si era dovuto ritirare).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa grande competitività della 126 C2, che pure garantì alla Ferrari la vittoria nella coppa costruttori, fu sostanzialmente vanificata dai vari incidenti che la coinvolsero, che\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003espinsero Nelson Piquet a definirla insicura e pericolosa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNei primi anni 1980 infatti le vetture da corsa erano ancora ben lungi dall'essere considerate sicure: la robustezza delle scocche era ancora bassa, l'abitacolo delle monoposto era molto avanzato, con la pedaliera posizionata oltre l'asse anteriore (con grave pericolo per le gambe del pilota in caso di impatto frontale).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInoltre un altro grave pericolo era costituito dalla tendenza delle wing car a decollare in caso di urto con le ruote di altre vetture: questo fu esattamente ciò che accadde\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003enell'incidente che costò la vita a Gilles Villeneuve e a quello che pose fine alla carriera di Didier Pironi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePironi tuttavia, prima dell'incidente, riuscì ad ottenere due vittorie (GP San Marino e GP Olanda), a cui si aggiunse il successo di Patrick Tambay in Germania.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDei 7 telai costruiti nel 1982, ben 4 andarono distrutti (due da Pironi durante test a Le Castellet, uno nell'incidente mortale di Villeneuve ed uno nel gravissimo incidente di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePironi)\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas ci propone questa bellissima, tra le più belle in verità, vetture di F1 mai realizzate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 100 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera tipo carbonio, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFerrari 126 C2 1982 Belgian GP with driver figure Gilles Villeneuve 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255692923264,"sku":"GP19AWDF","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/80801.jpg?v=1781747357"},{"product_id":"ferrari-126cx-gp-united-states-grand-prix-west-long-beach-1981-with-figure-gilles-villeneuve-1-18","title":"Ferrari 126CX GP United States Grand Prix West Long Beach 1981 with figure Gilles Villeneuve 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 126CX GP United States Grand Prix West Long Beach 1981 with figure Gilles Villeneuve 1:18 (GP Replicas GPGV006)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo tanti anni di motori aspirati a dodici cilindri, la Ferrari passò al motore turbo, che era stato introdotto alla fine degli anni settanta dalla Renault. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 126 CK fu la vettura della Scuderia Ferrari che corse la Stagione di Formula 1 1981. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProgettata da Mauro Forghieri, trae il suo nome dal propulsore da 6 cilindri a V di 120° (126), sovralimentato con un sistema di turbine Kühnle, Kopp \u0026amp; Kausch (K), mentre la C sta per \"competizione\"\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa precocità con la quale la vettura venne messa in cantiere consentì di portarla al debutto già durante le prove del Gran Premio d'Italia 1980; in tale frangente la nuova monoposto fu molto più veloce della T5 (Gilles Villeneuve compì un giro veloce di 1'35\"75, oltre un secondo in meno del compagno Scheckter al volante della vecchia macchina), ma meno affidabile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer la sovralimentazione vennero inizialmente testati sia il classico turbocompressore Kühnle, Kopp \u0026amp; Kausch (denominazione 126 CK) che il Comprex (denominazione 126 CX), un compressore meccanico \"ad onda di pressione\" della Brown Boveri, che essendo collegato all'albero motore annullava il ritardo di risposta (in inglese turbo-lag) tipico dei motori turbo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTali prove proseguirono per tutto l'inverno e la primavera prima del campionato 1981: le vetture CX si distinguevano per la presenza di un singolo tubo di scappamento e per una diversa forma del cofano motore, su cui era altresì collocata un'etichetta azzurra con la dicitura BBC (acronimo di Brown Boveri Comprex).\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl Comprex effettivamente garantiva una più equilibrata gestione della potenza, ma ben presto emerse che il pesante tamburo del compressore concepito per uso stradale, sottoposto alle repentine accelerazioni del propulsore da competizione, generava un'inerzia tale da spezzare la cinghia che lo metteva in movimento. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Brown Boveri si disse disposta a sviluppare il sistema in chiave agonistica, ma chiese alla Ferrari di contribuirvi finanziariamente: la scuderia però giudicò l'impegno troppo oneroso e dopo le prime due gare del Mondiale scelse definitivamente il meno elaborato, ma più affidabile turbocompressore KKK\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl propulsore disponeva di una cilindrata di poco meno di 1500 cc e sviluppava una potenza di 570 cavalli, capaci di spingere la monoposto a una velocità di punta di 320 km\/h.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è stato prodotto nella solita alta GP Replicas qualità e riflette l'originale possibile. Realizzato in resina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer il 1981 la Ferrari scelse di confermare Gilles Villeneuve come prima guida, mentre per sostituire Jody Scheckter, ritiratosi dalle competizioni dopo la deludente stagione 1980, venne ingaggiato dalla Ligier Didier Pironi. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer la prima volta alle monoposto di Maranello venne associata la numerazione 27-28, destinata a connotarle quasi senza interruzioni fino al 1995 (salvo poi nella stagione 1990).\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa stagione fu segnata dalle difficoltà incontrate dalla Ferrari nel mettere a punto il motore turbocompresso, che con le sue rotture causò diversi ritiri. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIn aggiunta il telaio, ancora di tipo tubolare e quindi poco rigido (ereditato dalla antecedente 312 T5), sostanzialmente vanificò la maggior potenza fornita dal motore; ciò spiega come mai i successi maggiori arrivarono su circuiti lenti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTale lezione fu ben metabolizzata dalla Ferrari, che l'anno successivo assunse il telaista inglese Harvey Postlethwaite per porre rimedio al problema.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA metà stagione Villeneuve riuscì a vincere due GP, a Monaco, dopo avere avuto ragione di Alan Jones, e in Spagna, a Jarama (in quest'ultimo caso resistendo per oltre 50 giri agli assalti di 5 vetture più veloci della sua). \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eProprio per il fatto di essere riuscito a difendersi dagli attacchi di vetture più performanti, si può dire che la vittoria in Spagna sia stata una delle più spettacolari della carriera di Gilles Villeneuve. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl canadese compì poi un'altra grande impresa al GP di casa, terminando terzo nonostante un danno all'alettone anteriore che, essendo rimasto piegato dopo un contatto con un'altra vettura, ostruì la visuale del pilota (già non ottimale per via del maltempo) per diversi giri, mettendone inoltre a repentaglio l'incolumità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMolto più difficile si rivelò la stagione per il compagno di squadra Didier Pironi, particolarmente a disagio nell'adattarsi alle caratteristiche del mezzo: egli colse solamente qualche piazzamento a punti e vide sfumare la vittoria in Belgio per noie meccaniche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA fine stagione la Ferrari fu quinta in classifica costruttori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eParticolarità del modello:\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eimitazione cockpit fedele all'originale\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eedizione limitata\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003econ cofano in plexiglas\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eincluding showcase and driver figure\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255693185408,"sku":"GPGV006","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/81776.jpg?v=1781748258"},{"product_id":"ferrari-312-t2-1977-gilles-villeneuve-118","title":"Ferrari 312 T2 1977 Gilles Villeneuve 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 312 T2 1977 Gilles Villeneuve 1:18 (GP Replicas GP14C)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 312 T2, è stata la vettura che partecipò ai campionati di Formula 1 1976, 1977 e in parte 1978 per la Scuderia Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu guidata da Niki Lauda, Clay Regazzoni, Carlos Reutemann e Gilles Villeneuve.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 312 T2 si presenta come l'evoluzione della 312 T, della quale manteneva il motore 12 cilindri piatto, più potente dei motori della concorrenza e al tempo stesso affidabile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe novità principali furono introdotte dai cambiamenti regolamentari che, a partire dal Gran Premio di Spagna 1976, limitarono l'altezza delle vetture,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eimpedendo l'uso delle grandi prese d'aria dei motori, che erano in voga in quel periodo e che somigliavano a dei periscopi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa necessità di trovare un nuovo modo di alimentare il motore portò alla realizzazione di due grandi prese d'aria davanti all'abitacolo, caratteristica unica che identifica questa\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emonoposto, anche quando, negli sviluppi successivi, queste prese vennero ridotte di dimensioni e sagomate con la tipica forma aeronautica NACA.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDella 312 T era stato mantenuto lo schema delle sospensioni ma erano stati fatti lavori di alleggerimento e migliorie aerodinamiche\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ea partire dall'alettone anteriore posizionato più in alto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello d'esordio in Ferrari di Gilles Villeneuve che fu chiamato nell'agosto 1977 a sostituire Lauda che aveva lasciato il team\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 499 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera in pelle, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255697281408,"sku":"GP14C","price":229.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/15684.jpg?v=1781722592"},{"product_id":"ferrari-312-t2-1977-niki-lauda-world-champion-with-driver-118","title":"Ferrari 312 T2 1977 Niki Lauda World Champion with driver 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eFerrari 312 T2 1977 Niki Lauda World Champion with driver 1:188 (GP Replicas GP14AN)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 312 T2, è stata la vettura che partecipò ai campionati di Formula 1 1976, 1977 e in parte 1978 per la Scuderia Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu guidata da Niki Lauda, Clay Regazzoni, Carlos Reutemann e Gilles Villeneuve.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 312 T2 si presenta come l'evoluzione della 312 T, della quale manteneva il motore 12 cilindri piatto, più potente dei motori della concorrenza e al tempo stesso affidabile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe novità principali furono introdotte dai cambiamenti regolamentari che, a partire dal Gran Premio di Spagna 1976, limitarono l'altezza delle vetture,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eimpedendo l'uso delle grandi prese d'aria dei motori, che erano in voga in quel periodo e che somigliavano a dei periscopi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa necessità di trovare un nuovo modo di alimentare il motore portò alla realizzazione di due grandi prese d'aria davanti all'abitacolo, caratteristica unica che identifica questa\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emonoposto, anche quando, negli sviluppi successivi, queste prese vennero ridotte di dimensioni e sagomate con la tipica forma aeronautica NACA.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDella 312 T era stato mantenuto lo schema delle sospensioni ma erano stati fatti lavori di alleggerimento e migliorie aerodinamiche\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ea partire dall'alettone anteriore posizionato più in alto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi con pilota nell'abitacolo e teca in plexiglass\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera in pelle, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255697314176,"sku":"GP14AN","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/60322.jpg?v=1781735099"},{"product_id":"ferrari-312-t2-2nd-monaco-gp-1977-niki-lauda-with-driver-118","title":"Ferrari 312 T2 2nd Monaco GP 1977 Niki Lauda with driver 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eFerrari 312 T2 2nd Monaco GP 1977 Niki Lauda with driver 1:18 (GP Replicas GP14JF)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 312 T2, è stata la vettura che partecipò ai campionati di Formula 1 1976, 1977 e in parte 1978 per la Scuderia Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu guidata da Niki Lauda, Clay Regazzoni, Carlos Reutemann e Gilles Villeneuve.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 312 T2 si presenta come l'evoluzione della 312 T, della quale manteneva il motore 12 cilindri piatto, più potente dei motori della concorrenza e al tempo stesso affidabile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe novità principali furono introdotte dai cambiamenti regolamentari che, a partire dal Gran Premio di Spagna 1976, limitarono l'altezza delle vetture,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eimpedendo l'uso delle grandi prese d'aria dei motori, che erano in voga in quel periodo e che somigliavano a dei periscopi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa necessità di trovare un nuovo modo di alimentare il motore portò alla realizzazione di due grandi prese d'aria davanti all'abitacolo, caratteristica unica che identifica questa\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emonoposto, anche quando, negli sviluppi successivi, queste prese vennero ridotte di dimensioni e sagomate con la tipica forma aeronautica NACA.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDella 312 T era stato mantenuto lo schema delle sospensioni ma erano stati fatti lavori di alleggerimento e migliorie aerodinamiche\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ea partire dall'alettone anteriore posizionato più in alto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Gran Premio di Monaco 1977 è stata la sesta prova della stagione 1977 del Campionato mondiale di Formula 1.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSi è corsa domenica 22 maggio 1977 sul Circuito di Monte Carlo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa gara è stata vinta da Jody Scheckter, su Wolf-Ford Cosworth; per il vincitore si tratta del sesto successo in carriera.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eHa preceduto sul traguardo l'austriaco Niki Lauda e l'argentino Carlos Reutemann, entrambi su Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi con pilota nell'abitacolo e teca in plexiglass\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera in pelle, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255697412480,"sku":"GP14JF","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/60332_48733ca0-6f2c-4d62-8778-dea2ea41059f.jpg?v=1781735108"},{"product_id":"ferrari-312-t4-zandwoort-gp-1979-gilles-villeneuve-118","title":"Ferrari 312 T4 Zandwoort Gp 1979 Gilles Villeneuve 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 312 T4 Zandwoort Gp 1979 Gilles Villeneuve 1:18 (GP Replicas GP02CN)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 312 T4 è un'automobile monoposto sportiva di Formula 1, che gareggiò nel 1979.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGuidata dal sudafricano Jody Scheckter, ottenne il mondiale piloti e la coppa costruttori nel 1979, grazie anche ai punti conquistati dal compagno di squadra Gilles Villeneuve.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eConquistò 6 vittorie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 312 T4 è descritta come una delle Ferrari meno esteticamente attraenti che abbiano mai corso in Formula 1, ma fu contemporaneamente una delle più vincenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa sua curiosa forma, tozza e spigolosa, era dovuta al fatto che, non potendo ricreare nel retrotreno un vero e proprio tubo di Venturi per generare depressione sotto la vettura,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esi allungarono le pance laterali il più possibile, fin quasi in corrispondenza dell'ala anteriore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa conformazione aerodinamica fu studiata nella galleria del vento Pininfarina\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura era dotata di minigonne, ma non era una vera e propria wing car, giacché le bandelle risultavano poco efficienti a causa degli ingombri del motore Ferrari Tipo 015 a\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e12 cilindri contrapposti con angolo fra le bancate di 180°.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTuttavia, la potenza di tale propulsore (che contribuiva anche ad abbassare il baricentro), e l'uso quasi esclusivo delle innovative gomme radiali Michelin permisero alla vettura di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emantenere alto il livello di competitività.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAltre caratteristiche peculiari erano il cambio trasversale, ormai utilizzato a Maranello dal 1975 e le sospensioni, che grazie alla loro geometria risultavano efficienti su vari tipi di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003etracciato. Ne furono costruiti in tutto 5 esemplari\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo due gare disputate con la 312 T3, dal Gran Premio del Sud Africa, viene schierata la 312 T4, che coglie subito una doppietta con Villeneuve vincitore seguito da Scheckter.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCosì sarà anche al Gp successivo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo un GP di Spagna non brillantissimo per la scuderia è il sudafricano a vincere due gare consecutive, con il compagno di squadra canadese costretto al ritiro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProprio al Gran Premio di Francia, si verifica poi uno dei duelli più belli che la Formula 1 ricordi, quello tra Gilles Villeneuve e René Arnoux per la conquista del secondo posto, con\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esorpassi continui.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAlla fine avrà la meglio il canadese, nella gara che vede la prima vittoria di una vettura con motore turbo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel prosieguo della stagione la Ferrari conquista vari piazzamenti, resistendo alla serie di tre vittorie di seguito di Alan Jones.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA fine anno Scheckter vincerà il titolo e Villeneuve sarà secondo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDa ricordare anche che il canadese, dopo il Gran Premio d'Olanda 1979, in cui si ritirò mentre Scheckter arrivò secondo, promise di non ostacolare il compagno di squadra per la\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003evittoria del titolo mondiale, visto che in classifica era ormai a 12 punti dal compagno ed era stato sorpassato da Jones, la cui Williams era in quel momento decisamente la\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003evettura più performante (4 vittorie consecutive) e da Jacques Laffite.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSoprattutto per quel giro indomito su tre ruote con la posteriore ormai accartocciata, cercando di arrivare ai box.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIndomabile e dal grande cuore, questa gara assieme ad altre epiche corse lo fece entrare per sempre nel cuore dei ferraristi\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInoltre Enzo Ferrari, fondatore della scuderia, avrà una grande rivincita nei confronti di Niki Lauda, il quale aveva lasciato la squadra nel 1977, facendo una scommessa con il\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\"Drake\" riguardante chi dei due avesse vinto per primo un campionato\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera in pelle, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMODELLO CON PILOTA NELL'ABITACOLO\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDECALS TABACCO INCLUSE DA APPLICARE\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255697904000,"sku":"GP02CN","price":319.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/53640.jpg?v=1781732834"},{"product_id":"ferrari-312-t5-5th-monaco-gp-1980-with-pilot-figure-gilles-villeneuve-118","title":"Ferrari 312 T5 5th Monaco GP 1980 with pilot figure Gilles Villeneuve 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eFerrari 312 T5 5th Monaco GP 1980 with pilot figure Gilles Villeneuve 1:18 (GP Replicas GPGV003)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 312 T5 fu la monoposto della Scuderia Ferrari realizzata per partecipare al Campionato mondiale di Formula 1 1980.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eViene ricordata come la vetture da corsa meno competitiva mai realizzata dalla Ferrari: conquistò appena 8 punti iridati, senza mai andare oltre il quinto posto nelle gare.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProgettata da Mauro Forghieri e pilotata da Jody Scheckter e Gilles Villeneuve, era sostanzialmente una semplice evoluzione (neanche troppo elaborata) della 312 T4\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'affermarsi dei propulsori turbo aveva spinto la Ferrari a concentrarsi, già durante la stagione 1980, sullo sviluppo della vettura che avrebbe disputato il campionato 1981.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa T5 costituì quindi un semplice e modesto sviluppo della T4, con il motore aspirato a 12 cilindri \"piatto\" (il Tipo 015) che aveva subìto solo piccole modifiche rispetto alla versione precedente\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMa non fu solo questa la causa della disastrosa stagione: il vero tallone d'Achille della T5 era la carenza dell'effetto suolo rispetto alla concorrenza: con gli ingombri laterali del\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003epotente motore a cilindri contrapposti (sebbene oggetto di una riduzione di dimensioni) non si poteva realizzare una vera e propria wing car.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn più, la Ferrari usava ancora un obsolescente telaio tubolare (struttura in lega leggera e pannelli di alluminio), non molto diverso da quello della T4, non all'altezza delle migliori\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003erealizzazioni delle squadre inglesi e messo in difficoltà dai (seppur lievi) miglioramenti aerodinamici rispetto alla vettura precedente (ottenuti grazie agli studi effettuati nella galleria del vento della Pininfarina).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn aggiunta, la Michelin forniva pneumatici ottimizzati per le vetture turbocompresse, che sulle vetture aspirate rendevano molto di meno.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA questi dettagli tecnici si aggiunse il fattore umano:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eJody Scheckter, campione del mondo in carica e ormai appagato per il titolo conquistato, apparve spesso demotivato, arrivando anche in un'occasione a mancare la qualificazione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTutto ciò impedì alla squadra italiana qualsiasi velleità di vittoria.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 250 pezzi della Ferrari 312 T5 5th Monaco GP 1980 con figura Gilles Villeneuve in scala 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEdizionelimitata con base in pelle e teca in plexiglass prodotto in resina con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255698035072,"sku":"GPGV003","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/67136.jpg?v=1781737989"},{"product_id":"ferrari-312t2-argentina-gp-1978-gilles-villeneuve-1-18","title":"Ferrari 312T2 Argentina GP 1978 Gilles Villeneuve 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 312T2 Argentina GP 1978 Gilles Villeneuve 1:18 (GP Replicas GP14H)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 312 T2, è stata la vettura che partecipò ai campionati di Formula 1 1976, 1977 e in parte 1978 per la Scuderia Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 312 T2 si presenta come l'evoluzione della 312 T, della quale manteneva il motore 12 cilindri piatto, più potente dei motori della concorrenza e al tempo stesso affidabile. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProgettata per la stagione di Formula 1 del 1976, la Ferrari 312 T2 riproponeva le stesse soluzioni meccaniche della 312 T campione del mondo 1975. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUna delle differenze consisteva nell'eliminazione della grossa presa d'aria alle spalle del pilota, ormai vietata dal regolamento. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari iniziò la stagione 1976 con la vecchia 312 T, ma a partire dal GP di Spagna, Lauda e Regazzoni ebbero a disposizione la nuova 312 T2. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSolo l'incidente al GP di Germania impedì a Lauda di conquistare di nuovo la vittoria nel campionato mondiale piloti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 312 T2 venne utilizzata anche nel 1977 quando, ulteriormente aggiornata, permise a Lauda di conquistare il suo secondo campionato, con le vittorie in Sudafrica, Germania e Olanda. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa T2 prese parte anche alle prime due gare del 1978, prima di essere rimpiazzata dalla 312 T3.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas ci presenta questa vettura in scala 1:18 in edizione limitata che si presento al via nel Gran Premio di Argentina nel 1978\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255698264448,"sku":"GP14H","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/74831.jpg?v=1781742765"},{"product_id":"ferrari-312t3-canadian-gp-1978-gilles-villeneuve-1-18","title":"Ferrari 312T3 Canadian Gp 1978 Gilles Villeneuve 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eFerrari 312T3 Canadian Gp 1978 Gilles Villeneuve 1:18\u003c\/b\u003e\u003cstrong\u003e (GP Replicas GP37BWD)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 312 T3 fu la vettura con cui la Scuderia Ferrari disputò la stagione 1978 e le prime gare del 1979.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI piloti erano Carlos Reutemann (Jody Scheckter nel 1979) e Gilles Villeneuve, mentre il progetto era affidato all'ingegner Forghieri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo l'episodio del Gran Premio del Giappone 1976 che costò a Niki Lauda il titolo piloti i rapporti tra il team e l'austriaco si erano incrinati e così rimasero nel 1977, tanto che alla vigilia del Gran Premio d'Italia, quando Lauda annunciò di voler lasciare la Ferrari, Enzo Ferrari scommise con lui riguardo a chi avrebbe nuovamente vinto per primo un mondiale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGià nelle ultime due prove del 1977 Lauda fu sostituito da un giovane pilota canadese: Gilles Villeneuve, che per l'occasione non dimostrò particolare talento, ma aveva l'appoggio di Ferrari, e ciò fu molto importante per lui.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer la stagione 1978 venne invece confermato l'argentino Carlos Reutemann, che aveva corso per la Rossa anche l'anno precedente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer il 1978 cambiò il fornitore di pneumatici e in Ferrari vennero adottati i Michelin.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFurono quindi necessarie delle modifiche al telaio, che venne appunto chiamato 312 T3.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe modifiche più evidenti riguardavano ancora una volta la parte anteriore della vettura: venne prolungato il musetto e allargato l'alettone.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa T3 era anche più bassa della T2, mentre l'alettone posteriore era posto più in alto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e312 T3\/032. Usata in tre gare, una da Villeneuve e due da Reutemann (vittoria a Long Beach)\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e312 T3\/033. 5 Gare con Reutemann nel 1978, Usata una sola volta vittoriosamente da Villeneuve nella Race of Champions 1979\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e312 T3\/034. A partire dalla gara di Long Beach divenne la vettura di Villeneuve. La usò 12 volte nel 1978 (vittoria in Canada) e in Brasile nel 1979.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e312 T3\/035. Usata 5 volte da Reutemann nel 1978 (vittoria nel Gran premio degli USA) e da Scheckter nelle prime due gare del 1979.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e312 T3\/036. Usata nelle ultime gare europee da Reutemann nel 1978 e da Villeneuve in Argentina nel 1979.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGià dalle prime due gare si capisce che le vetture destinate a lottare per il titolo sono Ferrari e Lotus.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePrima e terza gara alle monoposto nere, seconda e quarta a quelle italiane.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer le prime cinque gare la stagione vive un grande equilibrio, ma dal Gran Premio del Belgio la Lotus comincia a dominare con le cosiddette wing car e la Ferrari deve raccogliere solamente le briciole, con Villeneuve e Ferrari sotto accusa, il primo per i continui errori commessi in gara, il secondo perché difende il primo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA parte un acuto in Gran Bretagna, solo dopo la scomparsa di Ronnie Peterson deceduto a Monza e un calo di rendimento di Andretti le rosse torneranno ad essere competitive: Reutemann vince negli USA e Villeneuve in Canada, a casa sua, chiudendo nel migliore dei modi una stagione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer il giovane canadese approdato in Formula 1 sul finire della stagione precedente e assunto al posto di Lauda, la stagione 1978 è un lungo apprendistato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNella prima parte dell’anno compie molti errori, subisce diversi incidenti e fatica a terminare le gare.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMa poi, quando finalmente prende le misure al mondo della Formula 1, porta a casa la prima vittoria in carriera nel Gran Premio del Canada sul circuito che oggi porta il suo nome.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera in pelle, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFerrari 312T3 Canadian Gp 1978 Gilles Villeneuve 1:18 con pilota\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255698297216,"sku":"GP037BWD","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/80770.jpg?v=1781747314"},{"product_id":"ferrari-412-t1-f1-1994-gerard-berger-118","title":"Ferrari 412 T1 F1 1994 Gerard Berger 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 412 T1 F1 1994 Gerard Berger 1:18 (GP Replicas GP18B)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 412 T1 e T1B è la quarantunesima automobile monoposto sportiva costruita e impiegata dalla Scuderia Ferrari per prendere parte al campionato mondiale di Formula 1, nel 1994.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo tre stagioni segnate da risultati di scarso livello e da vetture poco competitive e inaffidabili, già nel 1993 la Scuderia Ferrari aveva intrapreso una lenta rifondazione della\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003epropria struttura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTra i vari provvedimenti, il presidente Luca Cordero di Montezemolo aveva ingaggiato John Barnard con un contratto a lungo termine, mettendolo a capo del Ferrari Design and Development (FDD), struttura creata ad hoc con sede a Shalford, in Inghilterra.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo una prima fase nella quale il FDD si limitò a fornire consulenze per la progettazione della monoposto per il 1993, nel 1994 la nuova struttura progettuale entrò in funzione a pieno regime, prendendo direttamente in carico la concezione della nuova vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl progetto inglese venne poi affidato a Gustav Brunner, che lo sviluppò col proprio team a Maranello:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003enacque così la Ferrari 412 T1, il cui nome evocava il numero di valvole per cilindro 4, il numero stesso dei cilindri 12 e la presenza del cambio trasversale T.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa fase tra la fine della stagione 1993 e l'inizio di quella del 1994 era tuttavia avvolta dall'incertezza in merito ai regolamenti cui attenersi, sicché (in assenza di criteri tecnici certi) i progettisti ebbero cura di mantenere una certa flessibilità costruttiva, onde rendere possibile apportarvi in tempi brevi modifiche e cambiamenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl regolamento di Formula 1 venne infatti rivoluzionato: rispetto al 1993 vennero bandite le sospensioni attive, il traction control, l'ABS, i freni assistiti, il differenziale elettronico e la telemetria bidirezionale;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu inoltre introdotto un ulteriore elemento tattico, autorizzando l'effettuazione di rifornimenti di carburante durante la corsa, che portò a una riduzione delle dimensioni dei serbatoi\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'idea di base del progetto era la ricerca di una maggiore rigidità rispetto al telaio, sicché i tecnici svolsero un complesso lavoro di studio al fine di adattare al meglio il motore alle nuove esigenze del corpo vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe novità più rilevanti consistettero nell'adozione del cambio trasversale e di attacchi al telaio delle sospensioni anteriori a piastrina flessibile in luogo del precedente sistema a sfera.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal punto di vista dell'aerodinamica la vettura presentò un muso ancora più alto rispetto all'antesignana F93 A; vennero poi ridisegnate le pance laterali, che assunsero una forma trapezoidale (strette all'anteriore, si allargavano al centro e si restringevano nella coda, dotata del consueto profilo \"a Coca-cola\"), con le prese d'aria dei radiatori a forma di ogiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQueste ultime si rivelarono però foriere di problemi, in quanto sottodimensionate per le esigenze di raffreddamento del V12, in particolare sui circuiti non molto veloci:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ein un primo momento si corse ai ripari allargandole manualmente, semplicemente segando via il bordo inferiore dell'imboccatura, dopodiché si optò per una soluzione più \"stabile\". \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVersione B\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal Gran Premio di Francia 1994 la vettura subì alcune sostanziali modifiche: la nuova versione, identificata con il nome di 412 T1B, vide l'introduzione di nuove pance laterali,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003epiù corte, strette e arretrate, con prese d'aria generose e dotate di innovative pinne deviatrici di flusso davanti alle loro imboccature.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn tal modo si rese più sostanzioso il flusso d'aria verso il propulsore, risolvendo i problemi di surriscaldamento palesati dalla prima versione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas ci propone questa bellissima, tra le più belle in verità, vetture di F1 mai realizzate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera tipo carbonio, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Gran Premio di Germania 1994 si svolse il 31 luglio 1994 sull'Hockenheimring e fu il nono appuntamento mondiale della stagione 1994.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa gara segnò il ritorno alla vittoria della Ferrari dopo quasi quattro anni di assenza dal gradino più alto del podio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTra gli episodi salienti della gara, ci fu un incendio che scoppiò sulla Benetton di Jos Verstappen al momento del pit-stop. Il pilota olandese riportò, fortunatamente, solo alcune piccole ustioni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBerger vince e la Ferrari torna alla vittoria dopo quasi 4 anni di digiuno, ovvero dal Gran Premio di Spagna 1990.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCompletano il podio Olivier Panis ed Éric Bernard; la Ligier piazza due vetture sul podio a quasi 9 anni di distanza dall'ultima volta, ossia dal Gran Premio d'Australia 1985.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ la quarta ed ultima volta che ciò accade nella storia della casa francese, destinata a cessare l'attività da lì a due anni.\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255698723200,"sku":"GP18B","price":259.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/42767.jpg?v=1781729835"},{"product_id":"ferrari-412-t1-f1-1994-jean-alesi-118","title":"Ferrari 412 T1 F1 1994 Jean Alesi 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 412 T1 F1 1994 Jean Alesi 1:18 (GP Replicas GP18A)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 412 T1 e T1B è la quarantunesima automobile monoposto sportiva costruita e impiegata dalla Scuderia Ferrari per prendere parte al campionato mondiale di Formula 1, nel 1994.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo tre stagioni segnate da risultati di scarso livello e da vetture poco competitive e inaffidabili, già nel 1993 la Scuderia Ferrari aveva intrapreso una lenta rifondazione della\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003epropria struttura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTra i vari provvedimenti, il presidente Luca Cordero di Montezemolo aveva ingaggiato John Barnard con un contratto a lungo termine, mettendolo a capo del Ferrari Design and Development (FDD), struttura creata ad hoc con sede a Shalford, in Inghilterra.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo una prima fase nella quale il FDD si limitò a fornire consulenze per la progettazione della monoposto per il 1993, nel 1994 la nuova struttura progettuale entrò in funzione a pieno regime, prendendo direttamente in carico la concezione della nuova vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl progetto inglese venne poi affidato a Gustav Brunner, che lo sviluppò col proprio team a Maranello:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003enacque così la Ferrari 412 T1, il cui nome evocava il numero di valvole per cilindro 4, il numero stesso dei cilindri 12 e la presenza del cambio trasversale T.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa fase tra la fine della stagione 1993 e l'inizio di quella del 1994 era tuttavia avvolta dall'incertezza in merito ai regolamenti cui attenersi, sicché (in assenza di criteri tecnici\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ecerti) i progettisti ebbero cura di mantenere una certa flessibilità costruttiva, onde rendere possibile apportarvi in tempi brevi modifiche e cambiamenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl regolamento di Formula 1 venne infatti rivoluzionato: rispetto al 1993 vennero bandite le sospensioni attive, il traction control, l'ABS, i freni assistiti, il differenziale elettronico\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ee la telemetria bidirezionale;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu inoltre introdotto un ulteriore elemento tattico, autorizzando l'effettuazione di rifornimenti di carburante durante la corsa, che portò a una riduzione delle dimensioni dei serbatoi\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'idea di base del progetto era la ricerca di una maggiore rigidità rispetto al telaio, sicché i tecnici svolsero un complesso lavoro di studio al fine di adattare al meglio il motore alle nuove esigenze del corpo vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe novità più rilevanti consistettero nell'adozione del cambio trasversale e di attacchi al telaio delle sospensioni anteriori a piastrina flessibile in luogo del precedente sistema a sfera.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal punto di vista dell'aerodinamica la vettura presentò un muso ancora più alto rispetto all'antesignana F93 A; vennero poi ridisegnate le pance laterali, che assunsero una\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eforma trapezoidale (strette all'anteriore, si allargavano al centro e si restringevano nella coda, dotata del consueto profilo \"a Coca-cola\"), con le prese d'aria dei radiatori a forma\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edi ogiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQueste ultime si rivelarono però foriere di problemi, in quanto sottodimensionate per le esigenze di raffreddamento del V12, in particolare sui circuiti non molto veloci:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ein un primo momento si corse ai ripari allargandole manualmente, semplicemente segando via il bordo inferiore dell'imboccatura, dopodiché si optò per una soluzione più \"stabile\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVersione B\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal Gran Premio di Francia 1994 la vettura subì alcune sostanziali modifiche: la nuova versione, identificata con il nome di 412 T1B, vide l'introduzione di nuove pance laterali,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003epiù corte, strette e arretrate, con prese d'aria generose e dotate di innovative pinne deviatrici di flusso davanti alle loro imboccature.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn tal modo si rese più sostanzioso il flusso d'aria verso il propulsore, risolvendo i problemi di surriscaldamento palesati dalla prima versione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas ci propone questa bellissima, tra le più belle in verità, vetture di F1 mai realizzate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera tipo carbonio, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255698788736,"sku":"GP18A","price":259.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/42761.jpg?v=1781729830"},{"product_id":"ferrari-412-t1b-f1-1994-german-gp-con-jean-alesi-1-18","title":"Ferrari 412 T1B F1 1994 German GP con Jean Alesi 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 412 T1B F1 1994 German GP con Jean Alesi 1:18 (GP Replicas GP172AWD)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Ferrari 412 T1 e T1B è la quarantunesima automobile monoposto sportiva costruita e impiegata dalla Scuderia Ferrari per prendere parte al campionato mondiale di Formula 1, nel 1994.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDopo tre stagioni segnate da risultati di scarso livello e da vetture poco competitive e inaffidabili, già nel 1993 la Scuderia Ferrari aveva intrapreso una lenta rifondazione della propria struttura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTra i vari provvedimenti, il presidente Luca Cordero di Montezemolo aveva ingaggiato John Barnard con un contratto a lungo termine, mettendolo a capo del Ferrari Design and Development (FDD), struttura creata ad hoc con sede a Shalford, in Inghilterra.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDopo una prima fase nella quale il FDD si limitò a fornire consulenze per la progettazione della monoposto per il 1993, nel 1994 la nuova struttura progettuale entrò in funzione a pieno regime, prendendo direttamente in carico la concezione della nuova vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl progetto inglese venne poi affidato a Gustav Brunner, che lo sviluppò col proprio team a Maranello:\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003enacque così la Ferrari 412 T1, il cui nome evocava il numero di valvole per cilindro 4, il numero stesso dei cilindri 12 e la presenza del cambio trasversale T.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa fase tra la fine della stagione 1993 e l'inizio di quella del 1994 era tuttavia avvolta dall'incertezza in merito ai regolamenti cui attenersi, sicché (in assenza di criteri tecnici certi) i progettisti ebbero cura di mantenere una certa flessibilità costruttiva, onde rendere possibile apportarvi in tempi brevi modifiche e cambiamenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl regolamento di Formula 1 venne infatti rivoluzionato: rispetto al 1993 vennero bandite le sospensioni attive, il traction control, l'ABS, i freni assistiti, il differenziale elettronico e la telemetria bidirezionale;\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFu inoltre introdotto un ulteriore elemento tattico, autorizzando l'effettuazione di rifornimenti di carburante durante la corsa, che portò a una riduzione delle dimensioni dei serbatoi\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'idea di base del progetto era la ricerca di una maggiore rigidità rispetto al telaio, sicché i tecnici svolsero un complesso lavoro di studio al fine di adattare al meglio il motore alle nuove esigenze del corpo vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe novità più rilevanti consistettero nell'adozione del cambio trasversale e di attacchi al telaio delle sospensioni anteriori a piastrina flessibile in luogo del precedente sistema a sfera.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDal punto di vista dell'aerodinamica la vettura presentò un muso ancora più alto rispetto all'antesignana F93 A; vennero poi ridisegnate le pance laterali, che assunsero una forma trapezoidale (strette all'anteriore, si allargavano al centro e si restringevano nella coda, dotata del consueto profilo \"a Coca-cola\"), con le prese d'aria dei radiatori a forma di ogiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQueste ultime si rivelarono però foriere di problemi, in quanto sottodimensionate per le esigenze di raffreddamento del V12, in particolare sui circuiti non molto veloci:in un primo momento si corse ai ripari allargandole manualmente, semplicemente segando via il bordo inferiore dell'imboccatura, dopodiché si optò per una soluzione più \"stabile\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDal Gran Premio di Francia 1994 la vettura subì alcune sostanziali modifiche: la nuova versione, identificata con il nome di 412 T1B, vide l'introduzione di nuove pance laterali, più corte, strette e arretrate, con prese d'aria generose e dotate di innovative pinne deviatrici di flusso davanti alle loro imboccature.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIn tal modo si rese più sostanzioso il flusso d'aria verso il propulsore, risolvendo i problemi di surriscaldamento palesati dalla prima versione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl Gran Premio di Germania 1994 si svolse il 31 luglio 1994 sull'Hockenheimring e fu il nono appuntamento mondiale della stagione 1994.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa gara segnò il ritorno alla vittoria della Ferrari dopo quasi quattro anni di assenza dal gradino più alto del podio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTra gli episodi salienti della gara, ci fu un incendio che scoppiò sulla Benetton di Jos Verstappen al momento del pit-stop. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl pilota olandese riportò, fortunatamente, solo alcune piccole ustioni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAlla partenza avviene un primo incidente nelle retrovie che coinvolge quattro monoposto, ma il peggio accade qualche istante dopo: alla fine del rettilineo, Hakkinen stringe verso il centro della pista e causa un contatto con la Williams-Renault di Coulthard. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl pilota della Mclaren perde il controllo della vettura, che si gira ed esce di pista tagliando la strada alle monoposto che sopraggiungono. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAltre sei vetture vengono coinvolte in questo incidente e sono costrette al ritiro, mentre altre, essendo danneggiate, rientrano ai box il giro seguente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer fortuna non c'è nessuna conseguenza fisica per nessuno dei piloti coinvolti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIntanto anche Alesi è costretto a ritirarsi poche centinaia di metri più avanti per problemi all'elettronica della monoposto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNonostante il pericolo di detriti in pista e di vetture ferme in vari punti del tracciato, la gara non viene interrotta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe due Williams di Coulthard e Hill rientrano ai box dopo l'incidente e finiscono nelle retrovie perdendo più di un giro nei confronti degli avversari e non potendo più lottare per posizioni importanti. Dunque la gara continua con Berger, sulla Ferrari, in prima posizione, seguito a pochi decimi da Schumacher. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl tedesco della Benetton si rivela nettamente più veloce sul giro, tuttavia non riesce a superare il ferrarista: sui rettilinei si palesa la superiorità del motore V12 della Ferrari, rispetto al Ford V8 della Benetton.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAl quindicesimo passaggio il secondo pilota Benetton Jos Verstappen rientra ai box per il pit stop. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel completare le operazioni tuttavia i meccanici sfilano troppo rapidamente il bocchettone di rifornimento del carburante: tale manovra impropria, complice la particolare soluzione implementata dalla scuderia britannica sulla valvola d'immissione del liquido (priva di filtro, in modo tale da velocizzare il travaso nel serbatoio e rendere l'operazione più veloce), causa una copiosa fuoriuscita di benzina che inonda la monoposto e, a contatto con il retrotreno rovente, s'incendia. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe fiamme vengono rapidamente domate e l'olandese riesce a mettersi in salvo autonomamente, riportando solo alcune lievi ustioni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel frattempo la gara continua con Berger e Schumacher in lotta, seguiti a lunga distanza dalle Ligier di Panis e Bernard avvantaggiate dalla bontà dei propulsori Renault, rispetto alle altre vetture. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl tedesco della Benetton decide di anticipare il pit-stop, cercando di avvantaggiarsi nei confronti di Berger, tuttavia al ventesimo giro è costretto al ritiro a causa della rottura del propulsore della sua Benetton.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNelle battute finali della gara si scatena un duello tra Gianni Morbidelli ed Érik Comas per la conquista della quinta posizione, vinto infine dal pilota italiano.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eBerger mantiene il comando della gara e vince; la Ferrari torna alla vittoria dopo quasi 4 anni di digiuno, ovvero dal Gran Premio di Spagna 1990. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCompletano il podio Olivier Panis ed Éric Bernard; la Ligier piazza due vetture sul podio a quasi 9 anni di distanza dall'ultima volta, ossia dal Gran Premio d'Australia 1985. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ la quarta ed ultima volta che ciò accade nella storia della casa francese, destinata a cessare l'attività da lì a due anni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eGP Replicas ci propone questa bellissima, tra le più belle in verità, vetture di F1 mai realizzate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base in pelle con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFerrari 412 T1B F1 1994 German GP con Jean Alesi 1:18 con pilota nell'abitacolo\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255698821504,"sku":"GP172AWD","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/84500.jpg?v=1781750588"},{"product_id":"ferrari-412-t1b-f1-1994-winner-german-gp-con-gerard-berger-1-18","title":"Ferrari 412 T1B F1 1994 Winner German GP con Gerard Berger 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 412 T1B F1 1994 Winner German GP con Gerard Berger 1:18 (GP Replicas GP172BWD)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Ferrari 412 T1 e T1B è la quarantunesima automobile monoposto sportiva costruita e impiegata dalla Scuderia Ferrari per prendere parte al campionato mondiale di Formula 1, nel 1994.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDopo tre stagioni segnate da risultati di scarso livello e da vetture poco competitive e inaffidabili, già nel 1993 la Scuderia Ferrari aveva intrapreso una lenta rifondazione della propria struttura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTra i vari provvedimenti, il presidente Luca Cordero di Montezemolo aveva ingaggiato John Barnard con un contratto a lungo termine, mettendolo a capo del Ferrari Design and Development (FDD), struttura creata ad hoc con sede a Shalford, in Inghilterra.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDopo una prima fase nella quale il FDD si limitò a fornire consulenze per la progettazione della monoposto per il 1993, nel 1994 la nuova struttura progettuale entrò in funzione a pieno regime, prendendo direttamente in carico la concezione della nuova vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl progetto inglese venne poi affidato a Gustav Brunner, che lo sviluppò col proprio team a Maranello:\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003enacque così la Ferrari 412 T1, il cui nome evocava il numero di valvole per cilindro 4, il numero stesso dei cilindri 12 e la presenza del cambio trasversale T.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa fase tra la fine della stagione 1993 e l'inizio di quella del 1994 era tuttavia avvolta dall'incertezza in merito ai regolamenti cui attenersi, sicché (in assenza di criteri tecnici certi) i progettisti ebbero cura di mantenere una certa flessibilità costruttiva, onde rendere possibile apportarvi in tempi brevi modifiche e cambiamenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl regolamento di Formula 1 venne infatti rivoluzionato: rispetto al 1993 vennero bandite le sospensioni attive, il traction control, l'ABS, i freni assistiti, il differenziale elettronico e la telemetria bidirezionale;\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFu inoltre introdotto un ulteriore elemento tattico, autorizzando l'effettuazione di rifornimenti di carburante durante la corsa, che portò a una riduzione delle dimensioni dei serbatoi\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'idea di base del progetto era la ricerca di una maggiore rigidità rispetto al telaio, sicché i tecnici svolsero un complesso lavoro di studio al fine di adattare al meglio il motore alle nuove esigenze del corpo vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe novità più rilevanti consistettero nell'adozione del cambio trasversale e di attacchi al telaio delle sospensioni anteriori a piastrina flessibile in luogo del precedente sistema a sfera.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDal punto di vista dell'aerodinamica la vettura presentò un muso ancora più alto rispetto all'antesignana F93 A; vennero poi ridisegnate le pance laterali, che assunsero una forma trapezoidale (strette all'anteriore, si allargavano al centro e si restringevano nella coda, dotata del consueto profilo \"a Coca-cola\"), con le prese d'aria dei radiatori a forma di ogiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQueste ultime si rivelarono però foriere di problemi, in quanto sottodimensionate per le esigenze di raffreddamento del V12, in particolare sui circuiti non molto veloci:in un primo momento si corse ai ripari allargandole manualmente, semplicemente segando via il bordo inferiore dell'imboccatura, dopodiché si optò per una soluzione più \"stabile\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDal Gran Premio di Francia 1994 la vettura subì alcune sostanziali modifiche: la nuova versione, identificata con il nome di 412 T1B, vide l'introduzione di nuove pance laterali, più corte, strette e arretrate, con prese d'aria generose e dotate di innovative pinne deviatrici di flusso davanti alle loro imboccature.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIn tal modo si rese più sostanzioso il flusso d'aria verso il propulsore, risolvendo i problemi di surriscaldamento palesati dalla prima versione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl Gran Premio di Germania 1994 si svolse il 31 luglio 1994 sull'Hockenheimring e fu il nono appuntamento mondiale della stagione 1994.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa gara segnò il ritorno alla vittoria della Ferrari dopo quasi quattro anni di assenza dal gradino più alto del podio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTra gli episodi salienti della gara, ci fu un incendio che scoppiò sulla Benetton di Jos Verstappen al momento del pit-stop. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl pilota olandese riportò, fortunatamente, solo alcune piccole ustioni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAlla partenza avviene un primo incidente nelle retrovie che coinvolge quattro monoposto, ma il peggio accade qualche istante dopo: alla fine del rettilineo, Hakkinen stringe verso il centro della pista e causa un contatto con la Williams-Renault di Coulthard. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl pilota della Mclaren perde il controllo della vettura, che si gira ed esce di pista tagliando la strada alle monoposto che sopraggiungono. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAltre sei vetture vengono coinvolte in questo incidente e sono costrette al ritiro, mentre altre, essendo danneggiate, rientrano ai box il giro seguente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer fortuna non c'è nessuna conseguenza fisica per nessuno dei piloti coinvolti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIntanto anche Alesi è costretto a ritirarsi poche centinaia di metri più avanti per problemi all'elettronica della monoposto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNonostante il pericolo di detriti in pista e di vetture ferme in vari punti del tracciato, la gara non viene interrotta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe due Williams di Coulthard e Hill rientrano ai box dopo l'incidente e finiscono nelle retrovie perdendo più di un giro nei confronti degli avversari e non potendo più lottare per posizioni importanti. Dunque la gara continua con Berger, sulla Ferrari, in prima posizione, seguito a pochi decimi da Schumacher. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl tedesco della Benetton si rivela nettamente più veloce sul giro, tuttavia non riesce a superare il ferrarista: sui rettilinei si palesa la superiorità del motore V12 della Ferrari, rispetto al Ford V8 della Benetton.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAl quindicesimo passaggio il secondo pilota Benetton Jos Verstappen rientra ai box per il pit stop. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel completare le operazioni tuttavia i meccanici sfilano troppo rapidamente il bocchettone di rifornimento del carburante: tale manovra impropria, complice la particolare soluzione implementata dalla scuderia britannica sulla valvola d'immissione del liquido (priva di filtro, in modo tale da velocizzare il travaso nel serbatoio e rendere l'operazione più veloce), causa una copiosa fuoriuscita di benzina che inonda la monoposto e, a contatto con il retrotreno rovente, s'incendia. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe fiamme vengono rapidamente domate e l'olandese riesce a mettersi in salvo autonomamente, riportando solo alcune lievi ustioni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel frattempo la gara continua con Berger e Schumacher in lotta, seguiti a lunga distanza dalle Ligier di Panis e Bernard avvantaggiate dalla bontà dei propulsori Renault, rispetto alle altre vetture. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl tedesco della Benetton decide di anticipare il pit-stop, cercando di avvantaggiarsi nei confronti di Berger, tuttavia al ventesimo giro è costretto al ritiro a causa della rottura del propulsore della sua Benetton.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNelle battute finali della gara si scatena un duello tra Gianni Morbidelli ed Érik Comas per la conquista della quinta posizione, vinto infine dal pilota italiano.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eBerger mantiene il comando della gara e vince; la Ferrari torna alla vittoria dopo quasi 4 anni di digiuno, ovvero dal Gran Premio di Spagna 1990. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCompletano il podio Olivier Panis ed Éric Bernard; la Ligier piazza due vetture sul podio a quasi 9 anni di distanza dall'ultima volta, ossia dal Gran Premio d'Australia 1985. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ la quarta ed ultima volta che ciò accade nella storia della casa francese, destinata a cessare l'attività da lì a due anni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eGP Replicas ci propone questa bellissima, tra le più belle in verità, vetture di F1 mai realizzate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su 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Berger.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVettura molto convenzionale e veloce da assettare, conta nel suo palmarès una vittoria al Gran Premio del Canada e il terzo posto nel mondiale costruttori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 412 T2 fu protagonista di prestazioni altalenanti durante tutto l'arco del campionato e vari guasti fecero perdere diversi punti ai due piloti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFino al Gran Premio del Canada le 412 T2 di Berger o Alesi riuscirono a salire sempre sul podio e il francese centrò anche, proprio a Montréal, l'unica vittoria stagionale del Cavallino oltreché l'unica della carriera per il pilota di Avignone;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVa segnalata poi la prima fila tutta rossa al Gran Premio del Belgio, con Berger autore a Spa-Francorchamps dell'unica pole position dell'anno per la 412 T2, ma vanificata poi dai ritiri dapprima di Alesi (problemi alle sospensioni) e poi dello stesso austriaco\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMa la più grande delusione della stagione la si ebbe al Gran Premio d'Italia, per via di un assurdo incidente di gara: dopo una partenza rocambolesca i ferraristi occupavano, con grande vantaggio, le prime due posizioni della gara quando al trentatreesimo giro la camera-car della vettura di Alesi, che faceva l'andatura, si staccò e tranciò di netto un braccio della sospensione anteriore di Berger.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA meno di dieci giri dalla fine anche Alesi fu costretto al ritiro a causa della rottura di un cuscinetto con conseguenti problemi ai freni;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003evano ogni tentativo del francese per cercare di terminare la gara che vide la vittoria di Johnny Herbert.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo avere sfiorato un'altra possibile vittoria nel Gran Premio d'Europa, con Alesi costretto a cedere il primo posto a Schumacher solo negli ultimi giri a causa dell'usura dei suoi pneumatici, la stagione si concluse con Alesi 42 punti e Berger 31 punti al quinto e sesto posto della classifica mondiale;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ela Ferrari 73 punti chiuse al terzo posto della classifica costruttori dietro a Benetton 137 punti e Williams 112\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas ci propone questa bellissima, tra le più belle in verità, vetture di F1 mai realizzate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera tipo carbonio, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255698887040,"sku":"GP48B","price":259.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/46704.jpg?v=1781730706"},{"product_id":"ferrari-412-t2-f1-1995-jean-alesi-118","title":"Ferrari 412 T2 F1 1995 Jean Alesi 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 412 T2 F1 1995 Jean Alesi 1:18 (GP 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Avignone;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVa segnalata poi la prima fila tutta rossa al Gran Premio del Belgio, con Berger autore a Spa-Francorchamps dell'unica pole position dell'anno per la 412 T2, ma vanificata poi dai ritiri dapprima di Alesi (problemi alle sospensioni) e poi dello stesso austriaco\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMa la più grande delusione della stagione la si ebbe al Gran Premio d'Italia, per via di un assurdo incidente di gara: dopo una partenza rocambolesca i ferraristi occupavano, con grande vantaggio, le prime due posizioni della gara quando al trentatreesimo giro la camera-car della vettura di Alesi, che faceva l'andatura, si staccò e tranciò di netto un braccio della sospensione anteriore di Berger.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA meno di dieci giri dalla fine anche Alesi fu costretto al ritiro a causa della rottura di un cuscinetto con conseguenti problemi ai freni;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003evano ogni tentativo del francese per cercare di terminare la gara che vide la vittoria di Johnny Herbert.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo avere sfiorato un'altra possibile vittoria nel Gran Premio d'Europa, con Alesi costretto a cedere il primo posto a Schumacher solo negli ultimi giri a causa dell'usura dei suoi pneumatici, la stagione si concluse con Alesi 42 punti e Berger 31 punti al quinto e sesto posto della classifica mondiale;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ela Ferrari 73 punti chiuse al terzo posto della classifica costruttori dietro a Benetton 137 punti e Williams 112\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas ci propone questa bellissima, tra le più belle in verità, vetture di F1 mai realizzate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera tipo carbonio, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255699083648,"sku":"GP48A","price":259.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/46698.jpg?v=1781730702"},{"product_id":"ferrari-412-t2-f1-winner-canadian-gp-1995-jean-alesi-1-18","title":"Ferrari 412 T2 F1 Winner Canadian GP 1995 with Jean Alesi 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eFerrari 412 T2 F1 Winner Canadian GP 1995 with Jean Alesi 1:18\u003c\/b\u003e\u003cstrong\u003e (GP Replicas GP48CWD)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 412 T2 è un'automobile monoposto sportiva di Formula 1 che gareggiò nella stagione 1995, la quarantaduesima utilizzata dalla Scuderia Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura fu disegnata da John Barnard ed era guidata da Jean Alesi e Gerhard Berger.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVettura molto convenzionale e veloce da assettare, conta nel suo palmarès una vittoria al Gran Premio del Canada e il terzo posto nel mondiale costruttori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 412 T2 fu protagonista di prestazioni altalenanti durante tutto l'arco del campionato e vari guasti fecero perdere diversi punti ai due piloti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFino al Gran Premio del Canada le 412 T2 di Berger o Alesi riuscirono a salire sempre sul podio e il francese centrò anche, proprio a Montréal, l'unica vittoria stagionale del Cavallino oltreché l'unica della carriera per il pilota di Avignone;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVa segnalata poi la prima fila tutta rossa al Gran Premio del Belgio, con Berger autore a Spa-Francorchamps dell'unica pole position dell'anno per la 412 T2, ma vanificata poi dai ritiri dapprima di Alesi (problemi alle sospensioni) e poi dello stesso austriaco\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMa la più grande delusione della stagione la si ebbe al Gran Premio d'Italia, per via di un assurdo incidente di gara: dopo una partenza rocambolesca i ferraristi occupavano, con grande vantaggio, le prime due posizioni della gara quando al trentatreesimo giro la camera-car della vettura di Alesi, che faceva l'andatura, si staccò e tranciò di netto un braccio della sospensione anteriore di Berger.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA meno di dieci giri dalla fine anche Alesi fu costretto al ritiro a causa della rottura di un cuscinetto con conseguenti problemi ai freni;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003evano ogni tentativo del francese per cercare di terminare la gara che vide la vittoria di Johnny Herbert.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo avere sfiorato un'altra possibile vittoria nel Gran Premio d'Europa, con Alesi costretto a cedere il primo posto a Schumacher solo negli ultimi giri a causa dell'usura dei suoi pneumatici, la stagione si concluse con Alesi 42 punti e Berger 31 punti al quinto e sesto posto della classifica mondiale;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ela Ferrari 73 punti chiuse al terzo posto della classifica costruttori dietro a Benetton 137 punti e Williams 112\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas ci propone questa bellissima, tra le più belle in verità, vetture di F1 mai realizzate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera tipo carbonio, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFerrari 412 T2 F1 Winner Canadian GP 1995 Jean Alesi 1:18 \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDecals Tabacco da applicare\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255699116416,"sku":"GP048CWD","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/85500.jpg?v=1781751485"},{"product_id":"ferrari-412-t2-test-estoril-f1-1995-michael-schumacher-1-18","title":"Ferrari 412 T2 Test Estoril F1 1995 Michael Schumacher 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 412 T2 Test Estoril F1 1995 Michael Schumacher 1:18 (GP Replicas GP48DWD)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 412 T2 è un'automobile monoposto sportiva di Formula 1 che gareggiò nella stagione 1995, la quarantaduesima utilizzata dalla Scuderia Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura fu disegnata da John Barnard ed era guidata da Jean Alesi e Gerhard Berger.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVettura molto convenzionale e veloce da assettare, conta nel suo palmarès una vittoria al Gran Premio del Canada e il terzo posto nel mondiale costruttori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 412 T2 fu protagonista di prestazioni altalenanti durante tutto l'arco del campionato e vari guasti fecero perdere diversi punti ai due piloti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFino al Gran Premio del Canada le 412 T2 di Berger o Alesi riuscirono a salire sempre sul podio e il francese centrò anche, proprio a Montréal, l'unica vittoria stagionale del Cavallino oltreché l'unica della carriera per il pilota di Avignone;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVa segnalata poi la prima fila tutta rossa al Gran Premio del Belgio, con Berger autore a Spa-Francorchamps dell'unica pole position dell'anno per la 412 T2, ma vanificata poi dai ritiri dapprima di Alesi (problemi alle sospensioni) e poi dello stesso austriaco\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMa la più grande delusione della stagione la si ebbe al Gran Premio d'Italia, per via di un assurdo incidente di gara: dopo una partenza rocambolesca i ferraristi occupavano, con grande vantaggio, le prime due posizioni della gara quando al trentatreesimo giro la camera-car della vettura di Alesi, che faceva l'andatura, si staccò e tranciò di netto un braccio della sospensione anteriore di Berger.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA meno di dieci giri dalla fine anche Alesi fu costretto al ritiro a causa della rottura di un cuscinetto con conseguenti problemi ai freni;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003evano ogni tentativo del francese per cercare di terminare la gara che vide la vittoria di Johnny Herbert.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo avere sfiorato un'altra possibile vittoria nel Gran Premio d'Europa, con Alesi costretto a cedere il primo posto a Schumacher solo negli ultimi giri a causa dell'usura dei suoi pneumatici, la stagione si concluse con Alesi 42 punti e Berger 31 punti al quinto e sesto posto della classifica mondiale;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ela Ferrari 73 punti chiuse al terzo posto della classifica costruttori dietro a Benetton 137 punti e Williams 112\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas ci propone questa bellissima, tra le più belle in verità, vetture di F1 mai realizzate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base in pelle con targhetta metallica con incise le informazioni del modello in scala 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa sua particolarità à dovuta al fatto che fu la prima Ferrari guidata da Schumacher che aveva firmato per il 1996 \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGuidata nei test Estoril 1995 a fine stagione colpì tantissimo Schumi che elogiò il V12 Ferrari purtroppo da regolamento sostituito dal V10 l'anno successivo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255702393216,"sku":"GP048DWD","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/85503.jpg?v=1781751492"},{"product_id":"ferrari-6412-f1-1990-nigel-mansell-118","title":"Ferrari 641\/2 F1 1990 Nigel Mansell 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 641\/2 F1 1990 Nigel Mansell 1:18 (GP Replicas GP35B)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 641 F1, conosciuta anche come F1-90 è una monoposto da competizione prodotta dalla Scuderia Ferrari, che partecipò al campionato mondiale di Formula 1 1990.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto modello fu a disposizione del campione del mondo in carica, il francese Alain Prost, e dall'inglese Nigel Mansell;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econ tale monoposto la Ferrari ritornò a competere, con Prost, per il titolo mondiale dopo anni di digiuno, e sempre con il transalpino ottenne a Le Castellet la sua vittoria numero\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ecento nelle gare della massima serie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDurante la stagione l'auto venne evoluta in una versione aggiornata e identificata come 641\/2, pur se altri non era che una F1-90 più affinata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOltre che per la sua competitività, la vettura è ricordata per la bellezza e l'armoniosità delle sue forme, che ne hanno fatto una delle monoposto di F1 più apprezzate di sempre:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ela 641\/2 è tuttora l'unica auto da competizione, e una delle sole sei automobili, entrate a far parte della collezione storica del Museum of Modern Art di New York.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 641 F1 aveva un'impostazione meccanica e aerodinamica tipica delle monoposto Ferrari a cavallo degli anni 1980 e 1990.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl progetto iniziato nel 1989 da John Barnard, ex direttore tecnico della McLaren, venne portata a termine dal nuovo direttore tecnico Enrique Scalabroni assieme al nuovo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003earrivato Steve Nichols, quest'ultimo già all'opera sull'imbattibile McLaren MP4\/4 del 1988, sotto la supervisione del direttore sportivo Cesare Fiorio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUno dei punti di forza di questa vettura era la semplicità della linea.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAerodinamicamente era molto valida in quanto era stata disegnata in modo armonioso e non necessitava\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVisivamente somigliava parecchio alla sua progenitrice 640 ma, rispetto a questa, le linee erano meno tese e più smussate; in particolare nel musetto di nuova concezione, e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003enelle prese d'aria laterali per il raffreddamento di motore e radiatori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe pance laterali, molto basse, avevano la tipica conformazione a \"cassa di violino\", dunque molto tondeggianti, le quali partivano dalle prese d'aria laterali, si allargavano fino a\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e3\/4 vettura, e poi stringevano verso il retrotreno, creando la cosiddetta forma a \"Coca-Cola\" e terminavano sulla scatola del cambio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl corpo-vettura della monoposto, dalla linea sinuosa e tondeggiante, veniva ritenuto molto efficace aerodinamicamente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGli alettoni non avevano dimensioni esagerate, soprattutto rispetto ai concorrenti (ad esempio l'ala posteriore della McLaren), e ciò è indice di una migliore efficienza\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eaerodinamica del corpo vettura, il quale da solo riusciva a fornire una sufficiente deportanza e a offire di conseguenza un'ottimale tenuta di strada.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta affermazione è ancora più vera, se si va a osservare il profilo estrattore: anche in questo caso quello della Ferrari era più piccolo rispetto a quelli delle altre vetture,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edunque la 641 sfruttava bene il fenomeno di effetto suolo grazie alla conformazione aerodinamica del corpo vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer il resto poteva contare sulle innovative sospensioni push rod e su di un telaio molto leggero.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 641 era munita del classico V12 Ferrari propulsore, che come il resto dell'auto era derivato dalla 640.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl regolamento tecnico imponeva una cilindrata totale massima di 3500 cm³: gli ingegneri modenesi sfruttarono al massimo questa regola, realizzando un motore di 3497,96 cm³\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eche, in configurazione da qualifica, nel corso della stagione arrivò a sprigionare 710 CV a 13.800 giri al minuto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl V12 montato sulla 641 F1 verrà poi utilizzato come base per l'unità con cui equipaggiare la Ferrari F50, supercar stradale prodotta nel 1995 per celebrare il cinquantenario\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edella casa del Cavallino.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas celebra questa splendida vettura\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera tipo carbonio, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255709962624,"sku":"GP35B","price":249.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/24628.jpg?v=1781724865"},{"product_id":"ferrari-f1-1985-156-85-michele-alboreto-1-18","title":"Ferrari F1 1985 156-85 Michele Alboreto 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari F1 1985 156-85 Michele Alboreto 1:18 (GP Replicas GP28A)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 156-85 è una monoposto di Formula Uno, costruita dalla Scuderia Ferrari, che gareggiò nella stagione 1985, conquistando due vittorie con Alboreto in Germania e in Canada, dove la casa di Maranello conquistò una doppietta con il secondo posto di Stefan Johansson.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 156-85 è anche la prima Ferrari della massima serie che, dopo 23 anni, non vede il nome di Mauro Forghieri tra i capi progetto:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003equesti aveva infatti abbandonato la scuderia di Maranello verso la fine del 1984, lasciando quindi ad Harvey Postlethwaite e al suo staff la completa paternità della nuova vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCon questa vettura Michele Alboreto lottò per il mondiale piloti, ma nella parte finale della stagione la Ferrari introdusse un nuovo propulsore dotato di maggiore potenza e di una nuova fluidodinamica interna.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu un vero e proprio disastro, tanto che Alboreto, allora in lotta per il mondiale non riuscì più a concludere una gara, consegnando a Prost la vittoria finale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAd incidere sul risultato furono soprattutto le turbine e l'affidabilità del motore Tag-Porsche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera tipo carbonio, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255711666560,"sku":"GP28A","price":259.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/80807.jpg?v=1781747362"},{"product_id":"ferrari-f1-1985-156-85-rene-arnoux-118","title":"Ferrari F1 1985 156-85 Rene Arnoux 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari F1 1985 156-85 Rene Arnoux 1:18 (GP Replicas GP28B)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 156-85 è una monoposto di Formula Uno, costruita dalla Scuderia Ferrari, che gareggiò nella stagione 1985, conquistando due vittorie con Alboreto in Germania e in\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCanada, dove la casa di Maranello conquistò una doppietta con il secondo posto di Stefan Johansson.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 156-85 è anche la prima Ferrari della massima serie che, dopo 23 anni, non vede il nome di Mauro Forghieri tra i capi progetto:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003equesti aveva infatti abbandonato la scuderia di Maranello verso la fine del 1984, lasciando quindi ad Harvey Postlethwaite e al suo staff la completa paternità della nuova vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCon questa vettura Michele Alboreto lottò per il mondiale piloti, ma nella parte finale della stagione la Ferrari introdusse un nuovo propulsore dotato di maggiore potenza e di una nuova fluidodinamica interna.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu un vero e proprio disastro, tanto che Alboreto, allora in lotta per il mondiale non riuscì più a concludere una gara, consegnando a Prost la vittoria finale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAd incidere sul risultato furono soprattutto le turbine e l'affidabilità del motore Tag-Porsche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera tipo carbonio, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255711797632,"sku":"GP28B","price":259.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/31553.jpg?v=1781726684"},{"product_id":"ferrari-f1-640-f1-1989-brazilian-gp-gerard-berger-1-18","title":"Ferrari F1 640 F1 1989 Brazilian GP Gerard Berger 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari F1 640 F1 1989 Brazilian GP Gerard Berger 1:18 (Gp Replicas GP144B) \u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl progetto è di John Barnard, rimasto solo al comando della direzione tecnica della Scuderia Ferrari, anche se il suo rifiuto di trasferirsi a Maranello e la sua insistenza nel lavorare dall’Inghilterra lo porteranno presto a lasciare la Ferrari. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 640 ad ogni modo è una vettura non solo vincente, ma anche rivoluzionaria.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ infatti la prima monoposto di Formula 1 ad adottare un cambio semi-automatico sequenziale a sette marce con due levette dietro al volante (una per salire di marcia, l’altra per scalare) al posto della tradizionale leva al fianco del pilota.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ da considerare la madre delle moderne vetture di Formula 1. Innanzi tutto perché fu la prima ad adottare un cambio semi-automatico sequenziale a 7 rapporti più retromarcia azionato dal paddle-shift al volante, quando all’epoca tutti utilizzavano il modello longitudinale con attuatore idraulico. Ma un’altra novità assoluta introdotta da John Barnard su questa monoposto, fu il muso allungato dalla forma di becco che le valse il soprannome di “papera”. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDotata di un telaio monoscocca in composito di kevlar e fibra di carbonio, con un peso di 505 kg ed un passo di 2830 mm, la Ferrari 640 montava pneumatici Goodyear ed era equipaggiata da un motore 3.5 V12 aspirato. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa F1-89, come era stata ribattezzata, vinse all’esordio nel Gran Premio del Brasile del 1989 che si corse sul circuito di Jacarepagua, a dispetto della scarsa affidabilità evidenziatasi nei test invernali. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSu questa stessa vettura Gerhard Berger ebbe il più grave incidente della sua carriera, sul circuito di Imola, al quarto giro del Gran Premio di San Marino. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL’austriaco tirò dritto al Tamburello a causa del distaccamento dell’ala anteriore, impattando contro il muro di protezione e rimanendo imprigionato in stato di incoscienza tra le fiamme in quello che rimaneva dell’abitacolo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA salvargli la vita fu senz’altro l’intervento immediato dei Leoni della CEA e poi quello del medico della FIA Sid Watkins e del dottor Domenico Salcito. Berger conquistò poi un successo in Portogallo, mentre Mansell vinse anche la gara dell’Hungaroring. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA fine anno l’inglese chiuse quarto in campionato e Berger settimo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAlla Ferrari andò il terzo posto nella classifica Costruttori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'esordio di Nigel Mansell con la Ferrari fu quasi incredibile: al volante di una vettura giudicata ancora fragile, l'inglese vinse il GP del Brasile 1989, dopo essersi qualificato col 6° tempo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuell'anno Mansel vinse ancora in Ungheria, conquistando 38 punti che gli permisero di classificarsi al 4° posto nel campionato piloti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNigell Mansell: \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSua è la vittoria nella gara del debutto del cambio semi-automatico, il Gran Premio del Brasile 1989 che coincide peraltro con la sua prima gara in Ferrari. Mansell vincerà ancora in Ungheria e conquisterà il secondo gradino del podio al Paul Ricard e a Silverstone, e il terzo a Hockenheim e Spa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eGerhard Berger: Berger, che a Imola è protagonista di uno spettacolare incidente e viene estratto dalla sua macchina in fiamme, è costretto al ritiro in dieci delle prime undici gare della stagione. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVivrà un solo momento di gloria, tra metà settembre e i primi di ottobre, quando farà suo il Gran Premio del Portogallo e si classificherà al secondo posto in Italia e Spagna.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eUna peculiarità: la 640 o non arriva al traguardo, o conquista il podio. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTra i due piloti colleziona infatti 19 ritiri, tre vittorie, quattro secondi e due terzi posti. Nient’altro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA fine stagione è seconda nel Mondiale Costruttori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255730082176,"sku":"GP144B","price":269.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/80764.jpg?v=1781747309"},{"product_id":"ferrari-f1-f300-pole-e-vittoria-gp-italia-1998-monza-with-michael-schumacher-1-18","title":"Ferrari F1 F300 Pole e Vittoria Gp Italia 1998 Monza with Michael Schumacher 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari F1 F300 Pole e Vittoria Gp Italia 1998 Monza Michael Schumacher 1:18 (GP Replicas GP75AWD)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e La Ferrari F300 è un'automobile monoposto sportiva di Formula 1 che gareggiò nel 1998, la quarantaquattresima utilizzata dalla Scuderia Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI piloti erano Michael Schumacher  e Eddie Irvine. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu la prima Ferrari progettata da Rory Byrne, dopo l'abbandono della Scuderia da parte di John Barnard dopo diversi anni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa F300 esordì in Australia l'8 marzo 1998. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNella prima parte di stagione la vettura subì la netta superiorità delle McLaren MP4\/13 di Mika Häkkinen e David Coulthard, favorite anche dagli pneumatici Bridgestone che nelle prime gare si dimostrarono nettamente superiori ai Goodyear usati dalla Scuderia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDopo il quarto posto di Eddie Irvine all'Albert Park e il terzo di Michael Schumacher in Brasile, arrivò un primo successo, ottenuto dal tedesco in Argentina, dove il suo compagno di squadra completò l'ultimo gradino del podio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDue settimane dopo, nel Gran Premio di San Marino corso a Imola, le Rosse replicarono il secondo e terzo posto dell'anno prima e, complice il ritiro di Häkkinen, Schumacher sembrò riaprire la partita mondiale portandosi a sei punti dal finlandese leader della classifica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNella gara sammarinese la F300 aveva inoltre adottato per la prima volta le cosiddette X-Wing, ovvero delle appendici alari montate sopra le fiancate ai lati dell'abitacolo, per migliorare il bilanciamento aerodinamico. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePochi giorni dopo queste strutture soprannominate per la loro forma \"candelabri\" furono vietate dalla FIA sicché la Scuderia decise di compensare questa perdita introducendo, per la successiva tappa in Spagna, dei nuovi scarichi \"alti\", posti cioè nella parte superiore della scocca, una novità autenticamente rivoluzionaria per la Formula 1.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTuttavia nelle due gare seguenti Schumacher tornò a subire la superiorità delle McLaren, piazzandosi solo terzo a Montmeló e chiudendo fuori dai punti a Monaco, dopo avere danneggiato la macchina in un duello con la Benetton di Wurz, mentre nell'occasione Irvine arrivò terzo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDopo appena sei gare, quindi, il tedesco si trovava già staccato di 22 punti dal rivale finlandese, mentre tra i costruttori il Cavallino scontava 36 lunghezze in meno del marchio di Woking.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIn estate arrivarono però diversi miglioramenti a Maranello, nonché uno sviluppo delle coperture Goodyear, così nei successivi appuntamenti di Canada, Francia e Inghilterra Schumacher inanellò tre vittorie consecutive, propiziate anche da guasti ed errori in casa McLaren, mentre Irvine ottenne due terzi posti a Montréal e a Silverstone intercalati dalla seconda piazza di Magny-Cours, grazie alla quale la Ferrari ottenne la sua prima doppietta dal Gran Premio di Spagna 1990.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDopo un terzo e un quinto posto rispettivamente in Austria e in Germania, Schumacher colse altre due vittorie in Ungheria e in Italia, dove arrivò una seconda doppietta, grazie alle quali il tedesco appaiò Häkkinen in testa alla classifica; fra queste due gare si inserì tuttavia lo sfortunato Gran Premio del Belgio in cui Schumacher fu costretto al ritiro, mentre era al comando, dopo avere urtato la McLaren di Coulthard in fase di doppiaggio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa crescita della F300 fu poi confermata dalle tre pole position ottenute, tutte da Schumacher, prima a Monza e poi anche negli ultimi due appuntamenti dell'anno. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAl Nürburgring, per il Gran Premio del Lussemburgo, le Rosse partirono entrambe in prima fila, ma Häkkinen riuscì a portarsi in testa grazie al gioco dei pit stop, andando a vincere davanti al tedesco e presentandosi all'ultima gara dell'anno, in Giappone, con quattro lunghezze di vantaggio sulla prima guida ferrarista. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA Suzuka Schumacher vide la sua partenza al palo vanificata dello spegnimento del motore, che lo obbligò a ripartire in fondo allo schieramento: la sua rimonta e annesse speranze iridate terminarono al trentunesimo giro per lo scoppio di una gomma, che lo costrinse al ritiro; nell'occasione Irvine riuscì comunque ad arrivare secondo, ma ciò non bastò al Cavallino per togliere il titolo piloti ad Häkkinen e il mondiale marche alla McLaren.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn totale la F300 ottenne sei vittorie e due doppiette nella stagione 1998 di Formula 1, totalizzando 133 punti nel campionato costruttori, 86 conquistati da Schumacher e 47 da Irvine.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Gran Premio d'Italia 1998 fu il quattordicesimo appuntamento della stagione di Formula 1 1998. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDisputatosi il 13 settembre sull'Autodromo Nazionale Monza, ha visto la vittoria di Michael Schumacher su Ferrari, seguito dal compagno di squadra Eddie Irvine e da Ralf Schumacher su Jordan; per la prima volta in Formula 1 due fratelli condivisero lo stesso podio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas negli ultimi anni sta ampliando e perfezionando la sua proposta commerciale con modello introvabili e ricercarti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePilota Michael Schumacher\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCon Pilota a bordo\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255730475392,"sku":"GP75AWD","price":329.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/74837.jpg?v=1781742773"},{"product_id":"ferrari-f1-86-2nd-austrian-gp-1986-stefan-johansson-1-18","title":"Ferrari F1-86 2nd Austrian GP 1986 Stefan Johansson 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari F1-86 2nd Austrian GP 1986 Stefan Johansson 1:18 (GP Replicas GP169B)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Ferrari F1-86 è un'automobile monoposto sportiva con la quale la Ferrari ha corso il trentasettesimo campionato mondiale di Formula 1 nel 1986.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa F1-86 doveva sobbarcarsi la difficile eredità di sostituire la Ferrari 156-85, che si dimostrò competitiva anche se non sempre affidabile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa nuova vettura deluse però le aspettative, in quanto l'anno prima la Ferrari aveva conteso il titolo alla McLaren fino a tre gare dal termine del campionato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa F1-86, invece, non solo denunciò un livello prestazionale inferiore, ma fu ancora più vittima di inconvenienti tecnici, solo in parte mitigati dallo sviluppo approntato nell'ultima parte di stagione, con l'impiego della più potente F1-86B.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa vettura utilizzava un telaio e una conformazione aerodinamica innovativa rispetto al modello precedente, in quanto la 156-85, pur essendo diversa rispetto alle precedenti, non venne evoluta più di tanto perché derivata dalla serie 126, che esordì nel 1981 e subì continui miglioramenti fino all'ultimo modello del 1984, la Ferrari 126 C4.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 156-85 usava il motore Ferrari 031, derivato da quello utilizzato nel 1984 ma più potente e con l'aspirazione al centro e gli scarichi ai lati anziché il contrario.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIn quegli anni tutte le squadre cercavano potenze sempre più elevate, tanto che dalla stagione successiva la FIA ridimensionò, per ragioni di sicurezza, le concessioni fatte ai progettisti. Anche la Ferrari decise di puntare sulla potenza del motore, spingendo al limite il motore 120°, in attesa per il 1987 del nuovo motore a V stretta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNasce così l'F1-86, la quale è la Ferrari di Formula Uno più potente almeno in prova.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl suo propulsore infatti, denominato tipo 032, erogava una potenza iniziale di 850 CV, che diventarono 890 nel corso dell'anno.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eInoltre in qualifica veniva usato un motore ancora più potente e capace di toccare i 1200 cavalli nelle piste più veloci. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQueste potenze venivano raggiunte grazie a due turbocompressori, i quali erano accoppiati ad un motore V6 di 120°.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl Gran Premio d'Austria 1986, è stata la dodicesima gara del campionato di Formula 1 del 1986, si è svolto il 17 agosto sul circuito dell'Österreichring ed è stato vinto da Alain Prost su McLaren-TAG Porsche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eEcco la riproduzione in scala della vettura di Ferrari F1-86 2nd Austrian GP 1986 Stefan Johansson 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eEdizione limitata su base in pelle e teca in plexiglass\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255732539776,"sku":"GP169B","price":259.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/84494.jpg?v=1781750547"},{"product_id":"ferrari-f1-86-2nd-austrian-gp-1986-con-stefan-johansson-1-18","title":"Ferrari F1-86 2nd Austrian GP 1986 con Stefan Johansson 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari F1-86 2nd Austrian GP 1986 con Stefan Johansson 1:18 (GP Replicas GP169BWD)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Ferrari F1-86 è un'automobile monoposto sportiva con la quale la Ferrari ha corso il trentasettesimo campionato mondiale di Formula 1 nel 1986.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa F1-86 doveva sobbarcarsi la difficile eredità di sostituire la Ferrari 156-85, che si dimostrò competitiva anche se non sempre affidabile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa nuova vettura deluse però le aspettative, in quanto l'anno prima la Ferrari aveva conteso il titolo alla McLaren fino a tre gare dal termine del campionato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa F1-86, invece, non solo denunciò un livello prestazionale inferiore, ma fu ancora più vittima di inconvenienti tecnici, solo in parte mitigati dallo sviluppo approntato nell'ultima parte di stagione, con l'impiego della più potente F1-86B.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa vettura utilizzava un telaio e una conformazione aerodinamica innovativa rispetto al modello precedente, in quanto la 156-85, pur essendo diversa rispetto alle precedenti, non venne evoluta più di tanto perché derivata dalla serie 126, che esordì nel 1981 e subì continui miglioramenti fino all'ultimo modello del 1984, la Ferrari 126 C4.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 156-85 usava il motore Ferrari 031, derivato da quello utilizzato nel 1984 ma più potente e con l'aspirazione al centro e gli scarichi ai lati anziché il contrario.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIn quegli anni tutte le squadre cercavano potenze sempre più elevate, tanto che dalla stagione successiva la FIA ridimensionò, per ragioni di sicurezza, le concessioni fatte ai progettisti. Anche la Ferrari decise di puntare sulla potenza del motore, spingendo al limite il motore 120°, in attesa per il 1987 del nuovo motore a V stretta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNasce così l'F1-86, la quale è la Ferrari di Formula Uno più potente almeno in prova.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl suo propulsore infatti, denominato tipo 032, erogava una potenza iniziale di 850 CV, che diventarono 890 nel corso dell'anno.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eInoltre in qualifica veniva usato un motore ancora più potente e capace di toccare i 1200 cavalli nelle piste più veloci. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQueste potenze venivano raggiunte grazie a due turbocompressori, i quali erano accoppiati ad un motore V6 di 120°.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl Gran Premio d'Austria 1986, è stata la dodicesima gara del campionato di Formula 1 del 1986, si è svolto il 17 agosto sul circuito dell'Österreichring ed è stato vinto da Alain Prost su McLaren-TAG Porsche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eEcco la riproduzione in scala della vettura di Ferrari F1-86 2nd Austrian GP 1986 con Stefan Johansson 1:18 con pilota nell'abitacolo\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eEdizione limitata su base in pelle e teca in plexiglass\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255732900224,"sku":"GP169BWD","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/84497.jpg?v=1781750552"},{"product_id":"ferrari-f2000-f1-2000-winner-german-gp-monza-rubens-barrichello-1-18","title":"Ferrari F2000 F1 2000 Winner German GP Monza Rubens Barrichello 1:18","description":"\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cb\u003eFerrari F2000 F1 2000 Winner German GP Rubens Barrichello 1:18\u003c\/b\u003e\u003cstrong\u003e (GP Replicas GP167B)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFerrari F1-2000 È la monoposto che riporta a Maranello il titolo mondiale Piloti dopo 21 anni. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eBasterebbe questo per renderla speciale. In realtà la F1-2000 è considerata anche una delle monoposto più innovative della sua epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProgettata da  Rory Byrne, con la vettura che l’ha preceduta, di cui per certi versi è la naturale evoluzione, ha in realtà poco a che spartire a parte il cambio. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl muso ha un profilo più rialzato e il baricentro è ulteriormente abbassato grazie all’utilizzo di un nuovo motore a V  con angolo di 90° tra le due bancate che permette tra l’altro un migliore utilizzo delle gomme, all’epoca fornite dalla Bridgestone. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGrazie all’impiego di nuovi materiali compositi e di leghe leggere nella realizzazione di alcuni componenti, il peso complessivo della monoposto è inferiore rispetto all’anno precedente, con un evidente vantaggio a livello di ripartizione dei pesi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMichael Schumacher: \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 2000 il pilota tedesco centra l’obiettivo mondiale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ il terzo titolo, il primo con la Ferrari, e ha un sapore speciale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa stagione di Michael è strepitosa. Vince un totale di nove gran premi, stablisce nove pole position e due giri più veloci in gara. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe tre vittorie consecutive nelle prime tre prove stagionali – Australia, Brasile e San Marino – gli consentono di prendere il largo in classifica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eUna serie di ritiri a metà stagione permettono agli avversari di colmare parte del disavanzo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePoi Michael ritorna alla vittoria e chiude la stagione con quattro vittorie consecutive a a Montreal, Monza, Indianapolis, Suzuka e Sepang.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRubens Barrichello: \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa stagione 2000 è la prima in Ferrari per il pilota brasiliano. Rubens non delude.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSi rivela un compagno di squadra leale e affidabile si conferma pilota veloce. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSale per otto volte sul podio e vince il Gran Premio di Germania portando via punti preziosi ai rivali di Schumacher nella classifica mondiale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAlla fine della stagione è quarto in classifica, il migliore risultato fino a quel punto della carriera.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eUna vittoria leggendaria sotto la pioggia di Hockenheim\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl 30 luglio 2000, sotto un cielo plumbeo e una pioggia battente, Rubens Barrichello conquistò la sua prima vittoria in Formula 1 al Gran Premio di Germania, regalando alla Ferrari un trionfo epico. Partito dalla 18ª posizione, il brasiliano mise in scena una rimonta memorabile, approfittando di una strategia perfetta e di un talento cristallino sotto l’acqua. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu una delle gare più emozionanti della stagione, e uno dei momenti più toccanti della carriera di Rubinho, che sul podio non riuscì a trattenere le lacrime.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari F2000, progettata da Rory Byrne e Ross Brawn, era una monoposto rivoluzionaria: motore V10 da 810 cavalli, aerodinamica raffinata e una distribuzione dei pesi ottimizzata. Con questa vettura, la Scuderia tornò a dominare il mondiale, conquistando entrambi i titoli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto da GP Replicas in scala 1:18, il modello è una replica fedele della Ferrari F2000 #4 guidata da Barrichello a Hockenheim. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRealizzato in resina di alta qualità, è pensato per collezionisti esigenti e appassionati di Formula 1 storica.\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eScala: 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eMateriale: Resina\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eLivrea: GP Germania 2000 – Rosso Ferrari con dettagli bianchi\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ePilota incluso: Miniatura di Rubens Barrichello nell’abitacolo\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eBase espositiva: Con teca acrilica e targa identificativa\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eEdizione limitata: Solo 500 pezzi numerati\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eQuesto modellino è un tributo alla determinazione, al talento e all’emozione pura. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ perfetto per chi ama le storie di riscatto, per chi colleziona momenti iconici della Formula 1 e per chi vuole custodire un frammento di leggenda brasiliana in rosso Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUn capolavoro in miniatura che racconta una delle vittorie più belle della F1 moderna\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255733981568,"sku":"GP167B","price":269.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/88440.jpg?v=1781754247"},{"product_id":"ferrari-f2000-f1-2000-winner-italian-gp-monza-michael-schumacher-1-18","title":"Ferrari F2000 F1 2000 Winner Italian GP Monza Michael Schumacher 1:18","description":"\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cstrong\u003eFerrari F2000 F1 2000 Winner Italian GP Monza Michael Schumacher 1:18 (GP Replicas GPMZ06)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFerrari F1-2000 È la monoposto che riporta a Maranello il titolo mondiale Piloti dopo 21 anni. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eBasterebbe questo per renderla speciale. In realtà la F1-2000 è considerata anche una delle monoposto più innovative della sua epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProgettata da  Rory Byrne, con la vettura che l’ha preceduta, di cui per certi versi è la naturale evoluzione, ha in realtà poco a che spartire a parte il cambio. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl muso ha un profilo più rialzato e il baricentro è ulteriormente abbassato grazie all’utilizzo di un nuovo motore a V  con angolo di 90° tra le due bancate che permette tra l’altro un migliore utilizzo delle gomme, all’epoca fornite dalla Bridgestone. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGrazie all’impiego di nuovi materiali compositi e di leghe leggere nella realizzazione di alcuni componenti, il peso complessivo della monoposto è inferiore rispetto all’anno precedente, con un evidente vantaggio a livello di ripartizione dei pesi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMichael Schumacher: \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 2000 il pilota tedesco centra l’obiettivo mondiale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ il terzo titolo, il primo con la Ferrari, e ha un sapore speciale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa stagione di Michael è strepitosa. Vince un totale di nove gran premi, stablisce nove pole position e due giri più veloci in gara. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe tre vittorie consecutive nelle prime tre prove stagionali – Australia, Brasile e San Marino – gli consentono di prendere il largo in classifica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eUna serie di ritiri a metà stagione permettono agli avversari di colmare parte del disavanzo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePoi Michael ritorna alla vittoria e chiude la stagione con quattro vittorie consecutive a a Montreal, Monza, Indianapolis, Suzuka e Sepang.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRubens Barrichello: \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa stagione 2000 è la prima in Ferrari per il pilota brasiliano. Rubens non delude.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSi rivela un compagno di squadra leale e affidabile si conferma pilota veloce. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSale per otto volte sul podio e vince il Gran Premio di Germania portando via punti preziosi ai rivali di Schumacher nella classifica mondiale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAlla fine della stagione è quarto in classifica, il migliore risultato fino a quel punto della carriera.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl giorno in cui l’Italia tornò a sognare\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl 10 settembre 2000, il tempio della velocità di Monza esplose in un boato rosso: Michael Schumacher, al volante della Ferrari F2000, vinse il Gran Premio d’Italia e riportò la Scuderia a un passo dal titolo mondiale piloti, atteso da ben 21 anni. Fu una gara carica di tensione, emozione e significato: Schumacher scoppiò in lacrime sul podio, consapevole di aver scritto una pagina indelebile nella storia della Formula 1 e del Cavallino Rampante.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa F2000, progettata da Rory Byrne e Ross Brawn, era una monoposto rivoluzionaria: leggera, bilanciata, con un nuovo motore V10 da 810 cavalli e una distribuzione dei pesi ottimizzata. Fu l’arma perfetta per conquistare 9 vittorie stagionali e riportare a Maranello il titolo mondiale piloti e costruttori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUn modellino che racconta una leggenda\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto da GP Replicas in scala 1:18, il modello è una replica fedele della Ferrari F2000 #3 vincitrice a Monza in confezione esclusiva celebrativa del 100° anniversario del Circuito di Monza dedicato alle vetture che hanno vinto sulla pista Brianzola\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRealizzato in resina di alta qualità, è pensato per collezionisti esigenti e appassionati di Formula 1 storica.\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eScala: 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eMateriale: Resina\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eLivrea: Rosso Ferrari con dettagli bianchi – GP Italia 2000\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ePilota incluso: Miniatura di Michael Schumacher nell’abitacolo\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eBase espositiva: Con teca acrilica e targa identificativa\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eEdizione limitata: Prodotto esclusivo per collezionisti\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003ePerché aggiungerlo alla tua collezione\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto modellino è un tributo al ritorno della Ferrari sul tetto del mondo, alla determinazione di Schumacher e alla passione di milioni di tifosi. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ perfetto per chi ama la Formula 1 degli anni 2000, per chi ha vissuto quell’emozione in diretta o per chi vuole custodire un frammento di gloria italiana.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUn capolavoro rosso che racchiude lacrime, vittorie e leggenda.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255734243712,"sku":"GPMZ06","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/88446.jpg?v=1781754259"},{"product_id":"ferrari-f2000-f1-2000-winner-japanese-gp-with-michael-schumacher-1-18","title":"Ferrari F2000 F1 2000 Winner Japanese GP with Michael Schumacher 1:18","description":"\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cstrong\u003eFerrari F2000 F1 2000 Winner Japanese GP with Michael Schumacher 1:18 (GP Replicas GP167CWD)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFerrari F1-2000 È la monoposto che riporta a Maranello il titolo mondiale Piloti dopo 21 anni. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eBasterebbe questo per renderla speciale. In realtà la F1-2000 è considerata anche una delle monoposto più innovative della sua epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProgettata da  Rory Byrne, con la vettura che l’ha preceduta, di cui per certi versi è la naturale evoluzione, ha in realtà poco a che spartire a parte il cambio. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl muso ha un profilo più rialzato e il baricentro è ulteriormente abbassato grazie all’utilizzo di un nuovo motore a V  con angolo di 90° tra le due bancate che permette tra l’altro un migliore utilizzo delle gomme, all’epoca fornite dalla Bridgestone. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGrazie all’impiego di nuovi materiali compositi e di leghe leggere nella realizzazione di alcuni componenti, il peso complessivo della monoposto è inferiore rispetto all’anno precedente, con un evidente vantaggio a livello di ripartizione dei pesi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMichael Schumacher: \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 2000 il pilota tedesco centra l’obiettivo mondiale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ il terzo titolo, il primo con la Ferrari, e ha un sapore speciale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa stagione di Michael è strepitosa. Vince un totale di nove gran premi, stablisce nove pole position e due giri più veloci in gara. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe tre vittorie consecutive nelle prime tre prove stagionali – Australia, Brasile e San Marino – gli consentono di prendere il largo in classifica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eUna serie di ritiri a metà stagione permettono agli avversari di colmare parte del disavanzo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePoi Michael ritorna alla vittoria e chiude la stagione con quattro vittorie consecutive a a Montreal, Monza, Indianapolis, Suzuka e Sepang.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRubens Barrichello: \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa stagione 2000 è la prima in Ferrari per il pilota brasiliano. Rubens non delude.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSi rivela un compagno di squadra leale e affidabile si conferma pilota veloce. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSale per otto volte sul podio e vince il Gran Premio di Germania portando via punti preziosi ai rivali di Schumacher nella classifica mondiale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAlla fine della stagione è quarto in classifica, il migliore risultato fino a quel punto della carriera.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eIl giorno in cui la leggenda tornò a vivere\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl 8 ottobre 2000, sul circuito di Suzuka, Michael Schumacher vinse il Gran Premio del Giappone e riportò a Maranello il titolo mondiale piloti dopo 21 anni di attesa. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu un momento storico, carico di emozione e orgoglio: la Ferrari tornava sul tetto del mondo, e lo faceva con un campione che aveva saputo unire talento, determinazione e cuore. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vittoria a Suzuka fu la nona della stagione per Schumacher, che chiuse il campionato con una striscia trionfale e indimenticabile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa F2000, progettata da Rory Byrne e Ross Brawn, era una monoposto rivoluzionaria: motore V10 da 810 cavalli, aerodinamica raffinata, materiali compositi e una distribuzione dei pesi ottimizzata. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEra l’arma perfetta per scrivere una nuova era nella storia della Formula 1.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto da GP Replicas in scala 1:18, il modello è una replica fedele della Ferrari F2000 #3 guidata da Schumacher a Suzuka. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRealizzato in resina di alta qualità, è pensato per collezionisti esigenti e appassionati di Formula 1 storica.\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eScala: 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eMateriale: Resina\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eLivrea: GP Giappone 2000 – Rosso Ferrari con dettagli bianchi\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ePilota incluso: Miniatura di Michael Schumacher nell’abitacolo\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eBase espositiva: Con teca acrilica e targa identificativa\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eEdizione limitata: Solo 500 pezzi numerati\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eQuesto modellino è un tributo alla rinascita Ferrari, alla grandezza di Schumacher e a uno dei momenti più emozionanti della storia della Formula 1. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ perfetto per chi vuole custodire un frammento di leggenda rossa, per chi ha vissuto quell’emozione o per chi sogna di riviverla ogni giorno.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUn capolavoro in miniatura che racconta una vittoria eterna.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default 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significative della sua storia, a favore di un nuovissimo motore a dieci cilindri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa novità più rilevante rispetto al passato è l'introduzione di un propulsore V10 in luogo del V12 usato dalla scuderia per gran parte della sua storia in F1:\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003etale motore era infatti meno dispendioso e più adatto alla cilindrata di 3000 cm³ imposta dal regolamento in vigore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa scelta è dettata in parte dai regolamenti che impongono, dall’anno precedente, propulsori di cilindrata non superiore ai tre litri, e in parte da ragioni di minor consumo, minore peso e minore ingombro. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIn classico stile Ferrari, la sigla della vettura sintetizza le caratteristiche del motore: 3 litri di cilindrata, 10 cilindri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa nuova motorizzazione è peraltro solo lo specchio di una rivoluzione molto più ampia che ha investito Maranello dopo l’insediamento al vertice, nell’autunno del 1991, di Luca di Montezemolo e il successivo arrivo di tecnici di grande valore come Ross Brawn, e il ritorno di altri come Gustav Brunner e soprattutto John Barnard. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eResponsabile della progettazione e dello sviluppo dei motori è il modenese Paolo Martinelli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDurante il corso della stagione la vettura subì una modifica nella parte anteriore: in luogo dell'originario musetto ribassato e raccordato direttamente all'alettone, venne realizzato un musetto rialzato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAltre novità si individuavano nelle pance laterali staccate dal corpo macchina in modo analogo alla Ferrari F92A e in modo più simile alla F92B se si confronta anche il fondo\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ee nel cofano motore, molto largo e che andava ad avvolgere il poggiatesta e i bordi dell'abitacolo, in ottemperanza alle nuove disposizioni del regolamento per la protezione del collo e del capo dei piloti dagli spostamenti laterali.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAl termine della stagione 1995 ebbe termine il rapporto di collaborazione tra Scuderia Ferrari ed Agip, che durava dal 1974: alla fornitura di carburante e olio subentrò pertanto\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eShell, già partner del \"cavallino rampante\" dal 1929 agli anni 1970, che ebbe peraltro un ruolo determinante nel garantire le risorse economiche necessarie per ingaggiare Michael Schumacher\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTra le tante novità della stagione 1996 ci sono anche i piloti, con una coppia inedita. Michael Schumacher arriva sull’onda dei due titoli mondiali conquistati nelle due stagioni precedenti e non delude. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAl volante della 310 è già sul primo gradino del podio nella settima gara stagione, il Gran Premio di Spagna a Barcellona. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMa prima di allora è già salito per due volte sul secondo gradino del podio al Nürburgring (GP d’Europa) e a Imola. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePrima della fine dell’anno vince ancora a Spa e a Monza. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl bilancio della sua prima stagione in Ferrari è di tre vittorie, cinque podi, quattro pole position e due giri più veloci in gara.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl pilota irlandese inizia bene con un terzo posto nel primo gran premio dell’anno a Melbourne. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePoi 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F1:\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003etale motore era infatti meno dispendioso e più adatto alla cilindrata di 3000 cm³ imposta dal regolamento in vigore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa scelta è dettata in parte dai regolamenti che impongono, dall’anno precedente, propulsori di cilindrata non superiore ai tre litri, e in parte da ragioni di minor consumo, minore peso e minore ingombro. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIn classico stile Ferrari, la sigla della vettura sintetizza le caratteristiche del motore: 3 litri di cilindrata, 10 cilindri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa nuova motorizzazione è peraltro solo lo specchio di una rivoluzione molto più ampia che ha investito Maranello dopo l’insediamento al vertice, nell’autunno del 1991, di Luca di Montezemolo e il successivo arrivo di tecnici di grande valore come Ross Brawn, e il ritorno di altri come Gustav Brunner e soprattutto John Barnard. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eResponsabile della progettazione e dello sviluppo dei motori è il modenese Paolo Martinelli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDurante il corso della stagione la vettura subì una modifica nella parte anteriore: in luogo dell'originario musetto ribassato e raccordato direttamente all'alettone, venne realizzato un musetto rialzato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAltre novità si individuavano nelle pance laterali staccate dal corpo macchina in modo analogo alla Ferrari F92A e in modo più simile alla F92B se si confronta anche il fondo\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ee nel cofano motore, molto largo e che andava ad avvolgere il poggiatesta e i bordi dell'abitacolo, in ottemperanza alle nuove disposizioni del regolamento per la protezione del collo e del capo dei piloti dagli spostamenti laterali.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAl termine della stagione 1995 ebbe termine il rapporto di collaborazione tra Scuderia Ferrari ed Agip, che durava dal 1974: alla fornitura di carburante e olio subentrò pertanto\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eShell, già partner del \"cavallino rampante\" dal 1929 agli anni 1970, che ebbe peraltro un ruolo determinante nel garantire le risorse economiche necessarie per ingaggiare Michael Schumacher\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTra le tante novità della stagione 1996 ci sono anche i piloti, con una coppia inedita. Michael Schumacher arriva sull’onda dei due titoli mondiali conquistati nelle due stagioni precedenti e non delude. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAl volante della 310 è già sul primo gradino del podio nella settima gara stagione, il Gran Premio di Spagna a Barcellona. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMa prima di allora è già salito per due volte sul secondo gradino del podio al Nürburgring (GP d’Europa) e a Imola. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePrima della fine dell’anno vince ancora a Spa e a Monza. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl bilancio della sua prima stagione in Ferrari è di tre vittorie, cinque podi, quattro pole position e due giri più veloci in gara.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl pilota irlandese inizia bene con un terzo posto nel primo gran premio dell’anno a Melbourne. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePoi 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incappa in una lunga serie di ritiri, inframmezzata da tre arrivi nei punti e altri due nei primi dieci. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMa si rivela sin da subito uomo squadra e la sua intesa con il compagno di squadra Schumacher è perfetta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eBellissima ed in edizione limitata 500 pz\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas ci propone con la sua consueta qualità il modello guidato dal pilota Tedesco nel suo primo anno in ferrari nella sua prima vittoria Rossa a Spa Franchorchamps nel 1996\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFerrari F310\/2 F1 Winner Belgium Gp 1996 with Michael Schumacher 1:18 con pilota in abitacolo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDecals Tabacco incluse da applicare\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default 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V10.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl termine della stagione 1996 venne formalizzato il rafforzamento del rapporto commerciale tra la Scuderia Ferrari e la Philip Morris International, in virtù del quale il marchio Marlboro, concluso il ventennale rapporto con la McLaren e l'ancor più longeva esperienza del World Championship Team divenne title sponsor della squadra di Maranello, di conseguenza ufficialmente ribattezzata Scuderia Ferrari Marlboro a partire dal 1997.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa F310B fu l'ultima vettura Ferrari progettata da John Barnard: il tecnico britannico, infatti, a poche settimane dall'inizio della stagione passò alla Arrows e venne sostituito da Rory Byrne, il quale ereditò un progetto ormai in fase di ultimazione: con l'arrivo del telaista sudafricano a Maranello, peraltro, si ricompose il gruppo di lavoro che, con il direttore tecnico Ross Brawn e il pilota Michael Schumacher, era stato il fulcro dei successi Benetton a metà del decennio.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eFilosofia-base del progetto fu la ricerca della massima affidabilità  punto debole nella precedente F310 a scapito della prestazione estrema: ne risultò una vettura pienamente competitiva al massimo livello, che dopo sei anni di difficoltà consentì nuovamente alla Rossa di lottare per la vittoria nelle classifiche iridate.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eRispetto alla vettura precedente, la monoposto del 1997 appariva più squadrata, con la centina dell'abitacolo più bassa e sottile, a imitazione della rivale Williams.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl muso della vettura presentava fin da subito la configurazione \"alta\" con due montanti paralleli di supporto all'ala.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInoltre venne abbassato il baricentro e rastremato il posteriore, con un deciso arretramento delle pance laterali, le cui imboccature tornarono ad avere forma rettangolare e a essere rasenti alle fiancate.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eA metà stagione il nuovo progettista Byrne intervenne sul progetto, con susseguente messa in pista di una versione modificata della vettura, caratterizzata da un nuovo retrotreno e da un airscope distaccato dal poggiatesta, anche in questo caso riprendendo un'idea originale della Williams.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa prima parte del campionato fu altalenante, foriera di risultati un po' deludenti soprattutto in gara. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMichael Schumacher giunse al secondo posto nella gara di apertura, alle spalle della McLaren di David Coulthard, penalizzato da un problema al serbatoio che lo costrinse a una sosta aggiuntiva negli ultimi giri. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo un quinto posto sofferto in Brasile, il tedesco fu costretto al ritiro in Argentina dopo un contatto alla prima curva con la Stewart di Barrichello, ma in compenso l'altro ferrarista Eddie Irvine disputò un'ottima corsa conquistando il secondo posto, mentre al successivo appuntamento a Imola entrambe le Rosse salirono sul podio, piazzandosi seconda e terza, un fatto che non avveniva dal Gran Premio di San Marino 1995. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA maggio arrivò la prima vittoria, sotto la pioggia di Monaco, dove Schumacher inflisse distacchi abissali ai suoi avversari mentre Irvine concluse di nuovo terzo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesti risultati permisero al tedesco di balzare in testa alla classifica, complici i numerosi passi falsi compiuti anche dalla Williams campione in carica.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eLa F310B pagava tuttavia in termini di potenza nei confronti delle dirette avversarie, in particolare della Williams FW19, risultando penalizzata nelle piste medio-veloci e veloci, come accadde a Montmeló dove Schumacher concluse solo quarto, complice la scarsa tenuta degli pneumatici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDa metà stagione però, con l'adozione della versione rivisitata della monoposto e del nuovo motore, le prestazioni migliorarono decisamente, tanto che il tedesco riuscì a portare la monoposto a vincere altre quattro gare. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa prima di queste arrivò in Canada quando Coulthard, che si era portato in testa alla gara, si fermò per una sosta supplementare dovuta al degrado improvviso delle gomme, restando poi bloccato per parecchi secondi a causa di un problema tecnico; appena due giri dopo la corsa venne interrotta per via del grave incidente occorso alla Prost di Panis, e Schumacher si aggiudicò il Gran Premio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl terzo successo arrivò due settimane dopo in Francia, dove Schumacher vinse davanti alla Williams di Frentzen, a Irvine e all'altro alfiere di Grove, Jacques Villeneuve. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSia a Montréal sia a Magny Cours la prima guida del Cavallino aveva conquistato anche la pole position, dimostrando quindi la ritrovata competitività della F310B anche in qualifica. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo otto gare dunque il tedesco comandava la classifica con 14 lunghezze di margine su Villeneuve, mentre la Ferrari ne vantava 13 in più della Williams nel campionato costruttori, uno scenario che fino all'anno prima sembrava impensabile. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo un ritiro in Gran Bretagna, Schumacher ottenne un secondo posto in Germania, dietro alla Benetton di Berger, e un quarto in Ungheria, dove partì di nuovo al palo, venendo però rallentato dal deterioramento delle coperture; dopodiché vinse sul bagnato in Belgio, riportando così il suo vantaggio su Villeneuve a 11 punti.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eIn settembre tuttavia la F310B registrò un improvviso calo di prestazioni, ne conseguì che Schumacher raccolse solo due sesti posti in Italia e in Austria, dove venne anche penalizzato con uno stop and go di 10\" per un sorpasso in regime di bandiere gialle, mentre al via del Gran Premio del Lussemburgo al Nürburgring il tedesco venne urtato dalla Jordan del fratello Ralf alla prima staccata, dovendo così abbandonare la corsa; Villeneuve, approfittando anche dei ritiri delle due McLaren di Häkkinen e Coulthard, che avevano comandato buona parte della gara, colse un importante successo con cui tornò al comando della classifica piloti con 9 punti di vantaggio. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal canto suo Irvine, dopo il terzo posto in Francia, non era riuscito a ottenere punti per sette gare consecutive compromettendo anche le speranze di Maranello nella lotta per il titolo costruttori. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl mondiale si riaprì tuttavia dopo la squalifica di Villeneuve in Giappone, dove Schumacher tornò a vincere, presentandosi così all'ultima gara di nuovo in testa al campionato, con 1 punto di margine sul rivale (78 a 77): era dal 1983 che la Rossa non arrivava all'ultima gara dell'anno ancora in lotta per il titolo piloti.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eNel decisivo Gran Premio d'Europa, disputatosi sul tracciato di Jerez de la Frontera, Schumacher scattò in testa alla partenza ma, dopo avere guidato due terzi della corsa, successivamente al cambio gomme cominciò a pagare la rimonta di Villeneuve: giunti al quarantottesimo giro, ormai braccato dal canadese che si stava apprestando a superarlo, in un disperato tentativo di resistenza il tedesco speronò deliberatamente la Williams al tornantino Dry Sac, danneggiando irrimediabilmente la sospensione anteriore destra della sua F310B e venendo così costretto al ritiro. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa manovra, oltre a precludere le ambizioni iridate del ferrarista, venne giudicata volontaria dalla Federazione Internazionale dell'Automobile che per questo lo squalificò dalla classifica mondiale del 1997, revocandogli il secondo posto e tutti i punti maturati in stagione; la decisione non riguardò i punti validi per la casa di Maranello nella classifica costruttori.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eLa F310B ottenne 5 vittorie e 3 pole con Schumacher nel campionato 1997 di Formula 1, totalizzando 102 punti nel campionato costruttori, 78 conquistati da Schumacher e 24 da Irvine. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePur non facendo suoi i due titoli mondiali, la monoposto ebbe il pregio di riportare la Ferrari a lottare concretamente al vertice della categoria, cosa che non si verificava dalla 641 F1 della stagione 1990.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eGP Replicas ci propone la vettura con la quale il kaiser Schumy vinse in Canada nel 1997 \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello in edizione limitata su base in pelle e teca\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSenza pilota\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255736635776,"sku":"GP134A","price":269.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/80788.jpg?v=1781747337"},{"product_id":"ferrari-f310b-winner-gp-canada-1997-michael-schumacher-1-18","title":"Ferrari F310B Winner Gp Canada 1997 Michael Schumacher 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari F310B 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Marlboro a partire dal 1997.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa F310B fu l'ultima vettura Ferrari progettata da John Barnard: il tecnico britannico, infatti, a poche settimane dall'inizio della stagione passò alla Arrows e venne sostituito da Rory Byrne, il quale ereditò un progetto ormai in fase di ultimazione: con l'arrivo del telaista sudafricano a Maranello, peraltro, si ricompose il gruppo di lavoro che, con il direttore tecnico Ross Brawn e il pilota Michael Schumacher, era stato il fulcro dei successi Benetton a metà del decennio.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eFilosofia-base del progetto fu la ricerca della massima affidabilità  punto debole nella precedente F310 a scapito della prestazione estrema: ne risultò una vettura pienamente competitiva al massimo livello, che dopo sei anni di difficoltà consentì nuovamente alla Rossa di lottare per la vittoria nelle classifiche iridate.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eRispetto alla vettura precedente, la monoposto del 1997 appariva più squadrata, con la centina dell'abitacolo più bassa e sottile, a imitazione della rivale Williams.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl muso della vettura presentava fin da subito la configurazione \"alta\" con due montanti paralleli di supporto all'ala.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInoltre venne abbassato il baricentro e rastremato il posteriore, con un deciso arretramento delle pance laterali, le cui imboccature tornarono ad avere forma rettangolare e a essere rasenti alle fiancate.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eA metà stagione il nuovo progettista Byrne intervenne sul progetto, con susseguente messa in pista di una versione modificata della vettura, caratterizzata da un nuovo retrotreno e da un airscope distaccato dal poggiatesta, anche in questo caso riprendendo un'idea originale della Williams.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa prima parte del campionato fu altalenante, foriera di risultati un po' deludenti soprattutto in gara. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMichael 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in Belgio, riportando così il suo vantaggio su Villeneuve a 11 punti.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eIn settembre tuttavia la F310B registrò un improvviso calo di prestazioni, ne conseguì che Schumacher raccolse solo due sesti posti in Italia e in Austria, dove venne anche penalizzato con uno stop and go di 10\" per un sorpasso in regime di bandiere gialle, mentre al via del Gran Premio del Lussemburgo al Nürburgring il tedesco venne urtato dalla Jordan del fratello Ralf alla prima staccata, dovendo così abbandonare la corsa; Villeneuve, approfittando anche dei ritiri delle due McLaren di Häkkinen e Coulthard, che avevano comandato buona parte della gara, colse un importante successo con cui tornò al comando della classifica piloti con 9 punti di vantaggio. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal canto suo Irvine, dopo il terzo posto in Francia, non era riuscito a ottenere punti per sette gare consecutive compromettendo anche le speranze di Maranello nella lotta per il titolo costruttori. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl mondiale si riaprì tuttavia dopo la squalifica di Villeneuve in Giappone, dove Schumacher tornò a vincere, presentandosi così all'ultima gara di nuovo in testa al campionato, con 1 punto di margine sul rivale (78 a 77): era dal 1983 che la Rossa non arrivava all'ultima gara dell'anno ancora in lotta per il titolo piloti.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eNel decisivo Gran Premio d'Europa, disputatosi sul tracciato di Jerez de la Frontera, Schumacher scattò in testa alla partenza ma, dopo avere guidato due terzi della corsa, successivamente al cambio gomme cominciò a pagare la rimonta di Villeneuve: giunti al quarantottesimo giro, ormai braccato dal canadese che si stava apprestando a superarlo, in un disperato tentativo di resistenza il tedesco speronò deliberatamente la Williams al tornantino Dry Sac, danneggiando irrimediabilmente la sospensione anteriore destra della sua F310B e venendo così costretto al ritiro. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa manovra, oltre a precludere le ambizioni iridate del ferrarista, venne giudicata volontaria dalla Federazione Internazionale dell'Automobile che per questo lo squalificò dalla classifica mondiale del 1997, revocandogli il secondo posto e tutti i punti maturati in stagione; la decisione non riguardò i punti validi per la casa di Maranello nella classifica costruttori.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eLa F310B ottenne 5 vittorie e 3 pole con Schumacher nel campionato 1997 di Formula 1, totalizzando 102 punti nel campionato costruttori, 78 conquistati da Schumacher e 24 da Irvine. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePur non facendo suoi i due titoli mondiali, la monoposto ebbe il pregio di riportare la Ferrari a lottare concretamente al vertice della categoria, cosa che non si verificava dalla 641 F1 della stagione 1990.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eGP Replicas ci propone la vettura con la quale il kaiser Schumy vinse in Canada nel 1997\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default 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style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa F399 si dimostrò una vettura molto concreta ed affidabile: nonostante la rivale McLaren MP4\/14 fosse più competitiva sul piano tecnico, riuscì a battagliare con Irvine per il titolo piloti fino all'ultima gara e, soprattutto, a conquistare il campionato costruttori, titolo che mancava alla Ferrari dal 1983\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa F399 si presentava come l'evoluzione della precedente Ferrari F300 e conservava da questa monoposto il musetto, le sospensioni anteriori e gli scarichi del motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe modifiche riguardarono invece l'abitacolo, dove la posizione del pilota fu arretrata e fu cambiata la presa d'aria del motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eParzialmente rinnovato fu, invece, il cambio, che differiva dal precedente per ciò che riguarda la forma della struttura deformabile e per il distanziale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTotalmente nuova la sospensione posteriore che riprese i concetti di quella installata nella parte anteriore della F300, con gli ammortizzatori sistemati in posizione verticale a lato del cambio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa parte che subiva il maggior numero di modifiche era invece l'aerodinamica, che si presentava molto più curata rispetto a quella della F300, in particolar modo nelle fiancate, costruite in modo da poter ottenere un buon grado di smaltimento termico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAltrettanta cura venne dedicata alla diminuzione del peso, di circa 20 chili rispetto alla monoposto precedente, in modo da poter aver a disposizione una buona quantità di zavorra da distribuire sulla vettura a seconda del tipo di circuito.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer quanto concerne le forniture tecniche, dopo 17 anni si concluse il rapporto con la Goodyear, che al termine della stagione 1998 scelse di abbandonare la Formula 1; \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ela Ferrari passò quindi agli pneumatici Bridgestone, che nel 1999 fu fornitore unico della categoria.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Gran Premio di Monaco 1999 è stato un Gran Premio di Formula 1 disputato il 16 maggio 1999 sul Circuito di Monaco. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa gara è stata vinta da Michael Schumacher, su Ferrari; secondo e terzo sono giunti rispettivamente Irvine e Häkkinen.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEcco la vettura del compagno di squadra Eddie Irvine giunta seconda\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello in edizione limitata su base in pelle e teca in plexiglass\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default 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vettura molto concreta ed affidabile: nonostante la rivale McLaren MP4\/14 fosse più competitiva sul piano tecnico, riuscì a battagliare con Irvine per il titolo piloti fino all'ultima gara e, soprattutto, a conquistare il campionato costruttori, titolo che mancava alla Ferrari dal 1983\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa F399 si presentava come l'evoluzione della precedente Ferrari F300 e conservava da questa monoposto il musetto, le sospensioni anteriori e gli scarichi del motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe modifiche riguardarono invece l'abitacolo, dove la posizione del pilota fu arretrata e fu cambiata la presa d'aria del motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eParzialmente rinnovato fu, invece, il cambio, che differiva dal precedente per ciò che riguarda la forma della struttura deformabile e per il distanziale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTotalmente nuova la sospensione posteriore che riprese i concetti di quella installata nella parte anteriore della F300, con gli ammortizzatori sistemati in posizione verticale a lato del cambio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa parte che subiva il maggior numero di modifiche era invece l'aerodinamica, che si presentava molto più curata rispetto a quella della F300, in particolar modo nelle fiancate, costruite in modo da poter ottenere un buon grado di smaltimento termico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAltrettanta cura venne dedicata alla diminuzione del peso, di circa 20 chili rispetto alla monoposto precedente, in modo da poter aver a disposizione una buona quantità di zavorra da distribuire sulla vettura a seconda del tipo di circuito.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer quanto concerne le forniture tecniche, dopo 17 anni si concluse il rapporto con la Goodyear, che al termine della stagione 1998 scelse di abbandonare la Formula 1; \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ela Ferrari passò quindi agli pneumatici Bridgestone, che nel 1999 fu fornitore unico della categoria.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Gran Premio di Monaco 1999 è stato un Gran Premio di Formula 1 disputato il 16 maggio 1999 sul Circuito di Monaco. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa gara è stata vinta da Michael Schumacher, su Ferrari; secondo e terzo sono giunti rispettivamente Irvine e Häkkinen.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEcco la vettura del compagno di squadra Eddie Irvine giunta seconda\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello in edizione limitata su base in pelle e teca in plexiglass con pilota in abitacolo\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default 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vettura molto concreta ed affidabile: nonostante la rivale McLaren MP4\/14 fosse più competitiva sul piano tecnico, riuscì a battagliare con Irvine per il titolo piloti fino all'ultima gara e, soprattutto, a conquistare il campionato costruttori, titolo che mancava alla Ferrari dal 1983\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa F399 si presentava come l'evoluzione della precedente Ferrari F300 e conservava da questa monoposto il musetto, le sospensioni anteriori e gli scarichi del motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe modifiche riguardarono invece l'abitacolo, dove la posizione del pilota fu arretrata e fu cambiata la presa d'aria del motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eParzialmente rinnovato fu, invece, il cambio, che differiva dal precedente per ciò che riguarda la forma della struttura deformabile e per il distanziale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTotalmente nuova la sospensione posteriore che riprese i concetti di quella installata nella parte anteriore della F300, con gli ammortizzatori sistemati in posizione verticale a lato del cambio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa parte che subiva il maggior numero di modifiche era invece l'aerodinamica, che si presentava molto più curata rispetto a quella della F300, in particolar modo nelle fiancate, costruite in modo da poter ottenere un buon grado di smaltimento termico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAltrettanta cura venne dedicata alla diminuzione del peso, di circa 20 chili rispetto alla monoposto precedente, in modo da poter aver a disposizione una buona quantità di zavorra da distribuire sulla vettura a seconda del tipo di circuito.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer quanto concerne le forniture tecniche, dopo 17 anni si concluse il rapporto con la Goodyear, che al termine della stagione 1998 scelse di abbandonare la Formula 1; \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ela Ferrari passò quindi agli pneumatici Bridgestone, che nel 1999 fu fornitore unico della categoria.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Gran Premio di Monaco 1999 è stato un Gran Premio di Formula 1 disputato il 16 maggio 1999 sul Circuito di Monaco. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa gara è stata vinta da Michael Schumacher, su Ferrari; secondo e terzo sono giunti rispettivamente Irvine e Häkkinen.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello in edizione limitata su base in pelle e teca in plexiglass\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255738372480,"sku":"GP136A","price":269.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/74915.jpg?v=1781742826"},{"product_id":"ferrari-f399-f1-winner-monaco-1999-michael-schumacher-1-18-with-driver","title":"Ferrari F399 F1 Winner Monaco 1999 Michael Schumacher 1:18 with 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style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa F399 si presentava come l'evoluzione della precedente Ferrari F300 e conservava da questa monoposto il musetto, le sospensioni anteriori e gli scarichi del motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe modifiche riguardarono invece l'abitacolo, dove la posizione del pilota fu arretrata e fu cambiata la presa d'aria del motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eParzialmente rinnovato fu, invece, il cambio, che differiva dal precedente per ciò che riguarda la forma della struttura deformabile e per il distanziale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTotalmente nuova la sospensione posteriore che riprese i concetti di quella installata nella parte anteriore della F300, con gli ammortizzatori sistemati in posizione verticale a lato del cambio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa parte che subiva il maggior numero di modifiche era invece l'aerodinamica, che si presentava molto più curata rispetto a quella della F300, in particolar modo nelle fiancate, costruite in modo da poter ottenere un buon grado di smaltimento termico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAltrettanta cura venne dedicata alla diminuzione del peso, di circa 20 chili rispetto alla monoposto precedente, in modo da poter aver a disposizione una buona quantità di zavorra da distribuire sulla vettura a seconda del tipo di circuito.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer quanto concerne le forniture tecniche, dopo 17 anni si concluse il rapporto con la Goodyear, che al termine della stagione 1998 scelse di abbandonare la Formula 1; \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ela Ferrari passò quindi agli pneumatici Bridgestone, che nel 1999 fu fornitore unico della categoria.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Gran Premio di Monaco 1999 è stato un Gran Premio di Formula 1 disputato il 16 maggio 1999 sul Circuito di Monaco. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa gara è stata vinta da Michael Schumacher, su Ferrari; secondo e terzo sono giunti rispettivamente Irvine e Häkkinen.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello in edizione limitata su base in pelle e teca in plexiglass con pilota in abitacolo\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255738503552,"sku":"GP136AWD","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/74918.jpg?v=1781742831"},{"product_id":"ferrari-f92a-1992-ivan-capelli-118","title":"Ferrari F92A 1992 Jean Alesi 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari F92A 1992 Jean Alesi 1:18 (GP Replicas GP20A)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari F92A è un'automobile monoposto sportiva di Formula 1 che gareggiò nel Campionato mondiale di Formula 1 1992.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA differenza di tutte le Ferrari di Formula 1 progettate tra il 1989 e il 1991, la F92A non condivideva nessun componente con la Ferrari 640 F1, che aveva costituito la base di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003epartenza per le nuove monoposto realizzate fino all'anno prima.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eConsiderato lo scarso rendimento delle vetture impiegate nella stagione 1991 (tecnicamente obsolete e incapaci di tenere il passo con le prestazioni di McLaren e Williams),\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ela Ferrari aveva infatti deciso di realizzare una monoposto di concezione completamente rinnovata: carrozzeria, motore e cambio vennero ridisegnate tentando di massimizzare\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003el'efficienza del telaio e della conformazione aerodinamica (il cui sviluppo tentò di allinearsi agli ultimi ritrovati tecnologici introdotti in quegli anni in Formula 1).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAerodinamica\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel campo dell'aerodinamica, la vettura riprendeva diverse soluzioni adoperate in aeronautica sui velivoli militari, dovute essenzialmente all'apporto dell'ingegnere aeronautico\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eJean Claude Migeot, che in quegli anni realizzò molte soluzioni innovative su diverse monoposto di Formula 1.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNello specifico, riprendendo una soluzione introdotta da Migeot stesso ai tempi in cui lavorava alla Tyrrell (e destinata ad un grande successo), la F92 A fu la prima monoposto\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFerrari di Formula 1 a presentare un musetto rialzato, collegato all'ala anteriore con due montanti paralleli, in luogo del profilo spiovente usato fino alle stagioni precedenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAltra caratteristica peculiare erano le prese d'aria delle fiancate, di forma ovoidale e separate dal corpo vettura, imitando le tendenze progettuali dei jet militari\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e(nei quali le prese d'aria dei motori sono sempre staccate dalla fusoliera per evitare l'ingestione dello strato limite).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'estetica della monoposto le valse pertanto il nomignolo di caccia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'innovazione maggiore riguardava però il cosiddetto doppio fondo, con cui si tentò di riprodurre un effetto Venturi paragonabile a quello delle monoposto dei primi anni 1980\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edotate di minigonne: al di sopra del normale fondo piatto, imposto dal regolamento tecnico, ne era infatti stato creato un altro, parallelo al primo e formante con esso una serie\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edi canalizzazioni che avrebbero dovuto generare un elevato effetto suolo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVenne infine modificata la zona Coca-Cola, ossia la parte terminale della carrozzeria che converge verso il cambio e l'asse posteriore, che assunse una forma più squadrata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMotore\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSotto il profilo motoristico, la F92A non si discostava più di tanto dalle precedenti realizzazioni della casa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl motore, sempre in posizione posteriore centrale longitudinale, adottava la classica architettura V12, con l'angolo di bancata corrispondente ai canonici 65°; come da\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eregolamento la cilindrata era di 3500 cm³.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVennero mantenute le cinque valvole per cilindro, sempre comandate con due alberi a camme in testa per bancata e il richiamo a molle tradizionali al posto del sistema\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003epneumatico in uso presso i top team avversari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCiò impedì di migliorare le prestazioni in termini di potenza massima incrementando il regime di rotazione: il richiamo a molla oltre un certo regime diventa infatti inefficace\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e, perché non riesce più a garantire il contatto con la camma, causando una chiusura ritardata della valvola.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl motore perse inoltre 35 CV di potenza rispetto a quello della precedente vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA questo propulsore venne abbinato il classico cambio semiautomatico, dotato tuttavia di solo 6 rapporti più retromarcia (laddove dal 1990 era prassi in Formula 1 averne 7)\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003eMessa alla prova in competizione, la monoposto si rivelò concettualmente errata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'impianto aerodinamico, che negli studi al computer ed in galleria del vento mostrava rendimenti eccellenti, nelle situazioni reali della pista rendeva la vettura instabile e lenta:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003el'elevata resistenza aerodinamica del corpo vettura consentì buone prestazioni solo in circostanze particolari, quali ad esempio le gare con pioggia (dove le velocità massime\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ehanno un'importanza relativa).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn aggiunta, lungi dall'essere state risolte dalle scelte \"penalizzanti\" (motore depotenziato e cambio con meno marce) le noie meccaniche e strutturali continuarono ad essere\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003efrequenti e a causare molti ritiri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel tentativo di correggere la rotta, la Ferrari provò a schierare una versione evoluta della vettura (denominata Ferrari F92 AT) a partire dal Gran Premio del Belgio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEssa venne dotata di un motore più potente, di una nuova aerodinamica ritenuta più adatta ai circuiti particolarmente veloci (come appunto Spa-Francorchamps, Monza e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSuzuka) e di un nuovo cambio trasversale in luogo del precedente longitudinale (da cui l'aggiunta della lettera T nel nome).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNemmeno tale innovazione produsse però benefici apprezzabili e la monoposto rimase lenta e fragile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer il secondo anno consecutivo la Ferrari non ottenne né una vittoria, né una pole position, né tanto meno (a differenza dell'anno prima) un giro più veloce in gara.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI piazzamenti di maggior rilievo che riuscì a conseguire furono due terzi posti nel Gran Premio di Spagna e nel Gran Premio del Canada, in tutte e due le occasioni grazie a Jean\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAlesi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl suo compagno di squadra Ivan Capelli (distintosi negli anni precedenti alla guida della Leyton House progettata dal tecnico inglese Adrian Newey) ottenne due soli piazzamenti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ea punti: il quinto posto in Brasile e il sesto in Ungheria, venendo peraltro sostituito nelle ultime due gare della stagione dal terzo pilota Nicola Larini, che non ottenne punti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari raccolse in totale 21 punti, pari a meno della metà di quelli ottenuti nel 1991:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ela squadra di Maranello retrocedette dal terzo al quarto posto nella classifica costruttori, dietro anche alla Benetton, oltre che a McLaren e Williams.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera tipo carbonio, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255740305792,"sku":"GP20A","price":249.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/22857.jpg?v=1781724317"},{"product_id":"ih-axial-flow-1460-mietitrebbia-1-32","title":"IH Axial Flow 1460 Mietitrebbia 1:32","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eIH Axial Flow 1460 Mietitrebbia 1:32 (Recplicagri REP087)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eDescrizione del prodotto\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa International Harvester Axial Flow 1460 è una delle mietitrebbie più iconiche e rivoluzionarie della fine del XX secolo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto modellino in scala 1:32, prodotto da Replicagri, riproduce con grande accuratezza il mezzo agricolo introdotto nel 1977, celebre per il suo sistema di trebbiatura assiale che ha segnato un punto di svolta nell’efficienza e nella produttività delle macchine da raccolta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eCaratteristiche tecniche del modellino\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eScala: 1:32\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eProduttore: Replicagri\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCodice prodotto: REP087\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eModello reale: IH Axial Flow 1460\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eTipo veicolo: Mietitrebbia agricola\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eColore: Rosso IH con dettagli neri\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eMateriali: Metallo pressofuso e parti in plastica ad alta definizione\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eParti mobili: Coclea orientabile\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eRuote sterzanti\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eDettagli del battitore\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCabina con interni visibili  \u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eDettagli realistici\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRiproduzione accurata del sistema di trebbiatura assiale\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePneumatici agricoli scolpiti e realistici\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGrafica IH originale stampata con precisione\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eComponentistica dettagliata: scala di accesso, luci, specchi, cofano motore\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIdeale per esposizione in collezioni agricole o diorama a tema rurale\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003ePerché sceglierlo\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUn pezzo fondamentale per ogni collezionista di modellini agricoli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa IH Axial Flow 1460 è un modello di riferimento per l’innovazione meccanica e viene riproposta da Replicagri con cura artigianale e fedeltà storica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePerfetto per appassionati di meccanizzazione agricola e storici della tecnologia rurale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255923806592,"sku":"REP087","price":129.99,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/87182.jpg?v=1781753050"},{"product_id":"ligier-ford-cosworth-dfv-v8-js1115-f1-1980-jacques-laffite-118","title":"Ligier Ford Cosworth DFV V8 JS11\/15 F1 1980 Jacques Laffite 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLigier Ford Cosworth DFV V8 JS11\/15 F1 1980 Jacques Laffite 1:18 (GP Replicas GP70A)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ligier JS11 fu una vettura di Formula 1 costruita dalla scuderia francese Ligier e che prese parte al campionato 1979 e 1980 in versione evoluta Ligier JS11\/15.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDisegnata da Gérard Ducarouge e Michel Beaujon, l'auto era spinta da un motore Ford Cosworth DFV e possedeva un cambio costruito dalla stessa casa transalpina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'abbandono del motore Matra a 12 cilindri a V consentì alla Ligier di progettare una vettura a effetto suolo che si dimostrò competitiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer la stagione 1980, la JS11 fu aggiornata dal punto di vista aerodinamico e ne fu esasperato l'effetto suolo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa squadra ingaggiò Didier Pironi al posto di Depailler.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'automobile era ancora veloce e competitiva, ma la Brabham BT49 e la Williams FW07 risultarono essere le automobili da battere, con Alan Jones che conquistò il campionato del mondo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNondimeno, la squadra ottenne ancora due vittorie e certamente avrebbe ottenute più se non fosse stato per i numerosi guasti agli pneumatici e alle sospensioni a metà\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003estagione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'automobile era in grado di produrre così tanta deportanza che le sospensioni e i mozzi delle ruote non erano in grado di sopportarla e quindi le rotture da sforzo si\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emoltiplicarono, soprattutto se sommate alle immense forze sviluppate in frenata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEsemplare fu la gara a Brands Hatch, dove Didier Pironi piombò dalla prima all'ultima posizione a causa del tempo perso ai box per sostituire uno pneumatico che si stava\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esgonfiando e, risalito in classifica fino alla quinta posizione, fu costretto a ritirarsi definitivamente per un'altra foratura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta frustrante situazione costò alla Ligier la possibilità di combattere ad armi pari con Williams e Brabham per entrambi i titoli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGp Replicas per la prima volta in scala 1:18 ci presenta questa vettura francese che affascinava tanti appassionati sulle piste negli anni 80\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDecals Tabacco incluse\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256139452800,"sku":"GP70B","price":259.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/49158_78ba737d-3867-4e73-b212-c929794b881c.jpg?v=1781731510"},{"product_id":"lotus-79-jps-ford-cosworth-dfv-f1-1978-mario-andretti-118","title":"Lotus 79 JPS Ford Cosworth DFV F1 1978 Mario Andretti 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eLotus 79 JPS Ford Cosworth DFV F1 1978 Mario Andretti 1:18\u003c\/b\u003e\u003cstrong\u003e (GP Replicas GP54A\u003c\/strong\u003e\u003cb\u003e)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lotus 79 è una monoposto di Formula 1 che ha gareggiato nel mondiale 1978.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCon i suoi piloti Mario Andretti e Ronnie Peterson vinse ben 6 Gran Premi che permisero all'italo-americano di diventare Campione del mondo e alla squadra di vincere il titolo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ecostruttori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSoprannominata \"Black Beauty\" per le sue forme proporzionate e la livrea nera dello sponsor John Player Special, viene da alcuni ritenuta la monoposto tecnicamente più\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esignificativa della storia della F1.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lotus 79 fu un'auto davvero rivoluzionaria per la sua epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProgettata da Martin Ogilvie e Peter Wright, portava al massimo compimento le ricerche sull'aerodinamica compiute in gran segreto dalla Lotus in quegli anni ed in parte già\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eespresse nel modello precedente, la Lotus 78. Si usò in seguito un nuovo termine per definire queste vetture: a effetto suolo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'idea alla base del progetto era lo sfruttamento dell'effetto Venturi, un fenomeno scoperto dall'omonimo fisico italiano e noto sin dalla fine del Settecento.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGli ingegneri Lotus sagomarono il sottoscocca della vettura (in particolare i cassoni laterali che alloggiavano i radiatori) in modo da ricavarne un profilo alare rovesciato che,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003einsieme al profilo stradale e alla presenza delle minigonne laterali, costituiva un condotto convergente-divergente, ovvero un condotto di Venturi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'aria convogliata in questo canale veniva accelerata a causa del restringimento della sezione maestra, causando un forte abbassamento della pressione statica,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eche si traduceva in un aumento della deportanza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eContrariamente alle appendici alari la deportanza così generata causava solo un minimo aumento della resistenza aerodinamica, rendendo così l'auto molto più veloce sia in\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ecurva che nei rettilinei.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl debutto la Lotus 79 si dimostrò subito più rapida di tutte le concorrenti e solamente ritiri dovuti a guasti meccanici le impedirono di vincere tutte le gare in calendario.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'auto fece scuola, anche se tutte le altre squadre di Formula 1 impiegarono almeno un anno per scoprire il motivo che avvantaggiava le Lotus 79.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProgressivamente, a partire dal 1979, tutte le auto di F1 adottarono l'effetto suolo, con minigonne e fondo profilato, finché nel 1983 la Federazione intervenne per cambiare i\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eregolamenti e limitare l'utilizzo di questi dispositivi aerodinamici che avevano causato un repentino e generalizzato aumento delle prestazioni, rendendo le vetture molto pericolose.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNovità assoluta in scala 1:18 da parte di GP Replicas in scala 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eJohn Player Team Lotus\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256141975936,"sku":"GP54A","price":269.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/55171_4be987a3-abd0-44e0-8563-67be039a3d8a.jpg?v=1781733465"},{"product_id":"lotus-brm-h-16-south-africa-gp-kyalami-1967-jim-clark-1-18","title":"Lotus BRM H-16 South Africa Gp Kyalami 1967 Jim Clark 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLotus BRM H-16 South Africa Gp Kyalami 1967 Jim Clark 1:18 (GP Replicas GP157C)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Lotus 43 è una vettura da Formula 1 progettata da Colin Chapman per la stagione 1966 del campionato. In parte riprendeva alcune componenti della Lotus 38, vettura destinata a Indianapolis, permettendo così di sfruttare l'esperienza con motori di grande cilindrata e con l'assetto delle sospensioni e degli pneumatici.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa vettura venne progettata in risposta al nuovo regolamento del 1966 che portava la cilindrata dei motori a 3 litri. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eInsieme con le gomme nuove e più larghe che permettevano di gestire la potenza dei motori più grandi si rese necessario realizzare un progetto più solido.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eChapman e la Lotus firmarono un contratto per l'utilizzo del nuovo motore H16 prodotto dalla BRM e per nuovi pneumatici. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSulla carta il motore era molto avanzato dal punto di vista tecnico e molto potente e Chapman sperava che questo motore potesse portare ad un'altra stagione di successi.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMa questa speranza non si realizzò.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl primo segnale dei successivi problemi di questo motore divenne evidente quando per scaricarlo dal camion furono necessarie quattro persone. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl motore si dimostrò poco affidabile, troppo pesante e non forniva il livello di potenza promesso. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eJim Clark non riuscì ad ottenere nessun punto fino a metà della stagione. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSolo nel finale di stagione, Clark riuscì a ottenere qualche risultato e alla fine della stagione vinse il Gran Premio degli Stati Uniti a Watkins Glen, unica gara vinta dal motore BRM H16. Nel 1967 la 43 effettuò la sua ultima partenza durante il Gran Premio del Sud Africa sul circuito di Kyalami dove Clark si ritirò. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl telaio della Lotus 43 era un progetto eccellente non supportato da un motore competitivo.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Lotus tornò così al modello \"33\" con motore Climax (2,2 litri) sino al \"Gran Premio d'Olanda 1967', quando con l'arrivo del motore Ford Cosworth DFV sulla Lotus 49, la scuderia iniziò un periodo di dominio nel campionato.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa \"49\" ereditava dalla \"43\" vari elementi come l'utilizzo del motore quale elemento portante del telaio, soluzione che faceva risparmiare peso; ad esso era anche collegata la sospensione posteriore\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eEccola in scala 1:18 prodotta da GP Replicas la Lotus 43 nell'ultima gara disputata a Kyalami alla guida Jim Clark\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256142598528,"sku":"GP157C","price":269.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/80824.jpg?v=1781747373"},{"product_id":"lotus-ford-cosworth-dfv-type-88-f1-1981courage-nigel-mansell-118","title":"Lotus Ford Cosworth DFV Type 88 F1 1981\"Courage\" Nigel Mansell 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLotus Ford Cosworth DFV Type 88 F1 1981\"Courage\" Nigel Mansell 1:18 (GP Replicas GP74B)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lotus 88 è una vettura di Formula 1 progettata da Colin Chapman, Peter Wright, Tony Rudd e Martin Ogilvie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCon questa vettura, rivoluzionaria a quel tempo, si voleva massimizzare la deportanza creata dall'effetto suolo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 88 utilizzava un ingegnoso sistema composto da due telai, uno interno all'altro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl telaio più interno ospitava l'abitacolo ed era ammortizzato indipendentemente da quello esterno, che era invece progettato per sostenere la pressione generata dall'effetto\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esuolo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuello esterno non aveva ali ed era in realtà un enorme sistema di generazione dell'effetto suolo, che iniziava subito dietro al muso della vettura e si estendeva fino alle\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eruote posteriori producendo un enorme valore di deportanza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCome motore la vettura utilizzava il Ford Cosworth DFV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI piloti del team, Elio De Angelis e Nigel Mansell, dichiararono che la vettura era un disastro e che ne avevano paura quando ad alte velocità l'aria si infilava fra i due telai.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer generare il carico aerodinamico nella forma più gestibile possibile la vettura fu costruita facendo ampio uso di fibra di carbonio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta scelta la rese, insieme alla McLaren MP4\/1, la prima monoposto per la cui costruzione furono utilizzate le fibre sintetiche in grande quantità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas ci delizia con una della più belle Formula uno di tutti i tempi, oltre ad essere una della più rivoluzionarie\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePilota l'indomabile Leone inglese Nigel Mansell\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256148365696,"sku":"GP74B","price":249.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/43953.jpg?v=1781730114"}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/collections\/80.jpg?v=1781193218","url":"https:\/\/www.e-sco.com\/collections\/gp-replicas.oembed","provider":"e-sco","version":"1.0","type":"link"}