{"title":"Grandi Classici","description":"","products":[{"product_id":"autobianchi-a112-1serie-1969-73-giallo-senape-1-18","title":"Autobianchi A112 1°Serie 1969-73 Giallo Senape 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAutobianchi A112 1°Serie 1969-73 Giallo Senape 1:18 (Laudoracing LM216B)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa Autobianchi A112 1ª Serie, presentata nel 1969 dalla Autobianchi, è una delle utilitarie più innovative e rivoluzionarie della sua epoca.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eProgettata per offrire una vettura compatta ma moderna, la A112 introduce soluzioni tecniche avanzate per il segmento: trazione anteriore, motore trasversale e carrozzeria hatchback compatta, anticipando il concetto di city car europea moderna.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eIl design, sviluppato da Marcello Gandini, si distingue per linee semplici ma moderne, con proporzioni equilibrate e grande funzionalità.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa prima serie della A112 è oggi particolarmente ricercata dai collezionisti grazie ai dettagli specifici e allo stile puro delle prime versioni prodotte tra il 1969 e il 1973.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa colorazione Giallo Senape rappresenta perfettamente lo stile vivace degli anni ’70 italiani, donando alla vettura una forte personalità e un fascino vintage irresistibile.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eCompatta, leggera e piacevole da guidare, la A112 diventa rapidamente un’icona urbana italiana, aprendo la strada a una lunga carriera commerciale di successo.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eOggi è considerata una delle city car italiane più amate di sempre.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eIl modello Laudoracing LM216B riproduce la Autobianchi A112 1ª Serie 1969–73 Giallo Senape in scala 1:18, con grande fedeltà storica.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eCome tutti i modelli Laudoracing Models, è realizzato in resina con stampo chiuso (non apribile), ideale per garantire linee precise e dettagli accurati.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eCaratteristiche principali\u003c\/p\u003e\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\nscala 1:18\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nmodello Autobianchi A112 1ª Serie 1969–1973\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\ncolorazione Giallo Senape\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nmodello in resina (non apribile)\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\ndettagli realistici\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nproduzione Laudoracing\n\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\u003cp\u003eUn modello ideale per collezionisti di utilitarie italiane storiche e auto anni ’70.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eAutobianchi A112 1ª Serie 1969–73 Giallo Senape 1:18 – Laudoracing LM216B\u003c\/p\u003e\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\nAutobianchi A112 1ª Serie\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nCity car italiana iconica\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nScala 1:18 modello in resina\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nColorazione Giallo Senape\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nProduzione Laudoracing\n\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\u003cp\u003eLa Autobianchi A112 Giallo Senape 1:18 Laudoracing è il simbolo perfetto degli anni ’70 italiani. \u003c\/p\u003e\u003cp\u003eCompatta, vivace e piena di personalità.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eUn modello irresistibile per gli amanti delle classiche italiane.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eDa oltre vent’anni e-sco Modellismo seleziona modelli iconici per veri appassionati.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eAcquistala ora su e-sco e porta nella tua collezione una delle utilitarie più amate della storia italiana.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003e\n\n\u003c\/p\u003e","brand":"Laudoracing Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58213077778816,"sku":"LM216B","price":149.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/94559_fa53875f-10a3-4a6f-a3f7-216edf82e34d.jpg?v=1781461385"},{"product_id":"alfa-romeo-1750-berlina-1968-blu-scuro-118","title":"Alfa Romeo 1750 Berlina 1968 Blu Scuro 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo 1750 Berlina 1968 Blu Scuro 1:18 (Laudoracing LM136C)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo 1750 Berlina e la successiva \"2000 Berlina\", anche denominate \"1750\" e \"2000\", sono due modelli di automobile tre volumi a quattro porte, prodotti dalla casa milanese tra il 1968 e il 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePresentata ufficialmente al pubblico il 17 gennaio 1968, in occasione del Salone dell'automobile di Bruxelles, la \"1750\" ripropone i canoni tecnici della \"Giulia\", senza però\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eseguirne quelli stilistici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRispetto alla \"Giulia\", la \"1750 Berlina\" aumenta il passo di soli 6 cm, ma gli sbalzi anteriore e posteriore vengono aumentati, fino a raggiungere la lunghezza di 4,39 mt,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eguadagnando quei 25 cm in più che le consentono di aspirare ad una categoria superiore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSapientemente vestita da Bertone, nasce un'automobile dalle caratteristiche sportive nella guida, ma dall'aspetto sobrio ed elegante che ci si aspetta da una vettura di questa\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eclasse.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa scocca autoportante mantiene la struttura differenziata a deformazione progressiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl blocco motore-cambio con trazione posteriore, raggiunge un ottimo equilibrio di funzionamento.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSarà l'ultimo modello Alfa Romeo dotato di questo schema che era stato iniziato con la \"Giulietta\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNei modelli successivi, a cominciare dall'\"Alfetta\", il cambio verrà spostato sul ponte posteriore, aumentando la stabilità, ma perdendo quella dolcezza di innesto dei rapporti che\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eera il vanto delle vetture milanesi negli anni '50 e anni '60.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLaudoracing delizia nuovamente con questa ennesima chicca il pubblico di appassionati del marchio e non solo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEdizione Limitata Stampo Chiuso\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Laudoracing Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214254969216,"sku":"LM136C","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/49327.jpg?v=1781731574"},{"product_id":"alfa-romeo-1750-berlina-1968-prugna-118","title":"Alfa Romeo 1750 Berlina 1968 Prugna 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eAlfa Romeo 1750 Berlina 1968 Prugna 1:18 (MITICA 200001-D)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo 1750 Berlina e la successiva \"2000 Berlina\", anche denominate \"1750\" e \"2000\", sono due modelli di automobile tre volumi a quattro porte, prodotti dalla casa milanese tra il 1968 e il 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePresentata ufficialmente al pubblico il 17 gennaio 1968, in occasione del Salone dell'automobile di Bruxelles, la \"1750\" ripropone i canoni tecnici della \"Giulia\", senza però\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eseguirne quelli stilistici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRispetto alla \"Giulia\", la \"1750 Berlina\" aumenta il passo di soli 6 cm, ma gli sbalzi anteriore e posteriore vengono aumentati, fino a raggiungere la lunghezza di 4,39 mt,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eguadagnando quei 25 cm in più che le consentono di aspirare ad una categoria superiore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSapientemente vestita da Bertone, nasce un'automobile dalle caratteristiche sportive nella guida, ma dall'aspetto sobrio ed elegante che ci si aspetta da una vettura di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003equesta classe.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa scocca autoportante mantiene la struttura differenziata a deformazione progressiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl blocco motore-cambio con trazione posteriore, raggiunge un ottimo equilibrio di funzionamento.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSarà l'ultimo modello Alfa Romeo dotato di questo schema che era stato iniziato con la \"Giulietta\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNei modelli successivi, a cominciare dall'\"Alfetta\", il cambio verrà spostato sul ponte posteriore, aumentando la stabilità, ma perdendo quella dolcezza di innesto dei rapporti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eche era il vanto delle vetture milanesi negli anni '50 e anni '60.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMitica marchio di Carmodel delizia nuovamente con questa ennesima chicca il pubblico di appassionati del marchio e non solo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEdizione Limitata Stampo unico con aperture e ruote sterzanti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214255427968,"sku":"MITICA 200001-D","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/62409.jpg?v=1781735851"},{"product_id":"alfa-romeo-2000-berlina-1971-giallo-piper-118","title":"Alfa Romeo 2000 berlina 1971 Giallo piper 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eAlfa Romeo 2000 berlina 1971 Giallo piper 1:18 (Laudoracing LM141E\u003c\/b\u003e\u003cb\u003e)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo 1750 Berlina e la successiva \"2000 Berlina\", anche denominate \"1750\" e \"2000\", sono due modelli di automobile tre volumi a quattro porte, prodotti dalla casa\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emilanese tra il 1968 e il 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNella seconda metà degli anni sessanta l'Alfa Romeo aveva ormai pienamente realizzata la sua trasformazione in industria di grande serie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn un solo decennio, con i modelli su meccaniche \"Giulietta\" e \"Giulia\", la Casa milanese aveva inanellato una lunga e ininterrotta serie di successi commerciali nel settore\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edelle vetture berlina, coupé e spider di gamma medio-alta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDurante questo gravoso impegno, era stato abbandonato sia lo sviluppo, sia l'aggiornamento delle vetture di fascia alta, popolarmente denominate le \"Alfone\", rappresentate\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edalla gamma \"2000\/2600\", ultime e ormai obsolete derivazioni del modello \"1900\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa differenziazione produttiva attuata dall'Alfa Romeo e l'aumento dei costi di mano d'opera, rendevano antieconomica la produzione delle vetture di alta classe, realizzate\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econ metodi quasi artigianali, oltre che difficoltoso il continuo sviluppo tecnico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSostenere il confronto con case straniere come Mercedes e Jaguar, unicamente concentrate sulla produzione di tale tipologia di vetture, sarebbe risultato troppo oneroso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer contro, la casa del biscione non poteva, per motivi d'immagine, rinunciare totalmente a proporre vetture di prestigio che erano state per decenni il fiore all'occhiello della\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esua produzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInfine, oltre alle \"ragioni d'immagine\", occorre anche ricordare che il cosiddetto \"miracolo economico italiano\" aveva creato migliaia di piccoli imprenditori in grado di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esborsare le cifre necessarie per acquistare una vettura di classe superiore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTali clienti, in assenza di prodotti Alfa Romeo rispondenti alle loro aspirazioni, si erano rivolti ad altre aziende nazionali o estere.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel giugno 1971, a Gardone Riviera, viene presentata la gamma \"2000\", dotata del nuovo motore portato alla \"cilindrata europea\" di due litri\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa potenza sale a 132 CV  la velocità a oltre 190 Km\/h e il prezzo a L. 2.348.000.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNon si tratta di un adeguamento della potenza che, in effetti, era già più che sufficiente, ma di una seconda operazione commerciale per entrare nella cilindrata europea dei\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\"due litri\", dove BMW e Lancia stavano ottenendo buoni risultati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePur restando simile alla \"1750\" nella sostanza tecnica, la \"2000 Berlina\" riceve una miriade di piccole modifiche volte a ridurre la sportività della vettura, nel tentativo di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003erenderla adatta a una fascia di acquirenti sempre più vasta, che ricerca soprattutto vetture dotate di comfort e ben rifinite, anche se di intonazione sportiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSeguendo questa linea di mercato, gli interni risultano decisamente migliorati nella conformazione dei sedili e nella fattura di sellerie e tappezzerie, con ampio utilizzo di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emoquette e velluti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePiù ampia e completa la strumentazione, con grafica più ricercata e regolazione della luminosità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura restò in produzione fino al 1976, con l'uscita dal listino nei primi mesi del 1977, quando il prezzo di vendita aveva abbondantemente superato i 5 milioni di lire,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eper effetto dell'inflazione galoppante verificatasi in Italia negli anni settanta e ottanta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLaudoracing celebra questa splendida vettura in edizione limitata in stampo chiuso senza aperture\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Laudoracing Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214258475392,"sku":"LM141E","price":109.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/57659.jpg?v=1781734199"},{"product_id":"alfa-romeo-2000-berlina-1971-rosso-prugna-118","title":"Alfa Romeo 2000 berlina 1971 Rosso Prugna 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eAlfa Romeo 2000 berlina 1971 Rosso Prugna 1:18 (Laudoracing LM141C)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo 1750 Berlina e la successiva \"2000 Berlina\", anche denominate \"1750\" e \"2000\", sono due modelli di automobile tre volumi a quattro porte, prodotti dalla casa\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emilanese tra il 1968 e il 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNella seconda metà degli anni sessanta l'Alfa Romeo aveva ormai pienamente realizzata la sua trasformazione in industria di grande serie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn un solo decennio, con i modelli su meccaniche \"Giulietta\" e \"Giulia\", la Casa milanese aveva inanellato una lunga e ininterrotta serie di successi commerciali nel settore\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edelle vetture berlina, coupé e spider di gamma medio-alta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDurante questo gravoso impegno, era stato abbandonato sia lo sviluppo, sia l'aggiornamento delle vetture di fascia alta, popolarmente denominate le \"Alfone\", rappresentate\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edalla gamma \"2000\/2600\", ultime e ormai obsolete derivazioni del modello \"1900\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa differenziazione produttiva attuata dall'Alfa Romeo e l'aumento dei costi di mano d'opera, rendevano antieconomica la produzione delle vetture di alta classe, realizzate\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econ metodi quasi artigianali, oltre che difficoltoso il continuo sviluppo tecnico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSostenere il confronto con case straniere come Mercedes e Jaguar, unicamente concentrate sulla produzione di tale tipologia di vetture, sarebbe risultato troppo oneroso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer contro, la casa del biscione non poteva, per motivi d'immagine, rinunciare totalmente a proporre vetture di prestigio che erano state per decenni il fiore all'occhiello della\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esua produzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInfine, oltre alle \"ragioni d'immagine\", occorre anche ricordare che il cosiddetto \"miracolo economico italiano\" aveva creato migliaia di piccoli imprenditori in grado di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esborsare le cifre necessarie per acquistare una vettura di classe superiore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTali clienti, in assenza di prodotti Alfa Romeo rispondenti alle loro aspirazioni, si erano rivolti ad altre aziende nazionali o estere.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel giugno 1971, a Gardone Riviera, viene presentata la gamma \"2000\", dotata del nuovo motore portato alla \"cilindrata europea\" di due litri\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa potenza sale a 132 CV  la velocità a oltre 190 Km\/h e il prezzo a L. 2.348.000.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNon si tratta di un adeguamento della potenza che, in effetti, era già più che sufficiente, ma di una seconda operazione commerciale per entrare nella cilindrata europea dei\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\"due litri\", dove BMW e Lancia stavano ottenendo buoni risultati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePur restando simile alla \"1750\" nella sostanza tecnica, la \"2000 Berlina\" riceve una miriade di piccole modifiche volte a ridurre la sportività della vettura, nel tentativo di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003erenderla adatta a una fascia di acquirenti sempre più vasta, che ricerca soprattutto vetture dotate di comfort e ben rifinite, anche se di intonazione sportiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSeguendo questa linea di mercato, gli interni risultano decisamente migliorati nella conformazione dei sedili e nella fattura di sellerie e tappezzerie, con ampio utilizzo di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emoquette e velluti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePiù ampia e completa la strumentazione, con grafica più ricercata e regolazione della luminosità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura restò in produzione fino al 1976, con l'uscita dal listino nei primi mesi del 1977, quando il prezzo di vendita aveva abbondantemente superato i 5 milioni di lire,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eper effetto dell'inflazione galoppante verificatasi in Italia negli anni settanta e ottanta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLaudoracing celebra questa splendida vettura in edizione limitata in stampo chiuso senza aperture\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Laudoracing Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214258934144,"sku":"LM141C","price":109.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/57627.jpg?v=1781734188"},{"product_id":"alfa-romeo-2000-berlina-1971-verde-metallizzato-118","title":"Alfa Romeo 2000 berlina 1971 verde metallizzato 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eAlfa Romeo 2000 berlina 1971 verde metallizzato 1:18 (Laudoracing LM141B)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo 1750 Berlina e la successiva \"2000 Berlina\", anche denominate \"1750\" e \"2000\", sono due modelli di automobile tre volumi a quattro porte, prodotti dalla casa\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emilanese tra il 1968 e il 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNella seconda metà degli anni sessanta l'Alfa Romeo aveva ormai pienamente realizzata la sua trasformazione in industria di grande serie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn un solo decennio, con i modelli su meccaniche \"Giulietta\" e \"Giulia\", la Casa milanese aveva inanellato una lunga e ininterrotta serie di successi commerciali nel settore\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edelle vetture berlina, coupé e spider di gamma medio-alta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDurante questo gravoso impegno, era stato abbandonato sia lo sviluppo, sia l'aggiornamento delle vetture di fascia alta, popolarmente denominate le \"Alfone\", rappresentate\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edalla gamma \"2000\/2600\", ultime e ormai obsolete derivazioni del modello \"1900\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa differenziazione produttiva attuata dall'Alfa Romeo e l'aumento dei costi di mano d'opera, rendevano antieconomica la produzione delle vetture di alta classe, realizzate\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econ metodi quasi artigianali, oltre che difficoltoso il continuo sviluppo tecnico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSostenere il confronto con case straniere come Mercedes e Jaguar, unicamente concentrate sulla produzione di tale tipologia di vetture, sarebbe risultato troppo oneroso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer contro, la casa del biscione non poteva, per motivi d'immagine, rinunciare totalmente a proporre vetture di prestigio che erano state per decenni il fiore all'occhiello della\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esua produzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInfine, oltre alle \"ragioni d'immagine\", occorre anche ricordare che il cosiddetto \"miracolo economico italiano\" aveva creato migliaia di piccoli imprenditori in grado di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esborsare le cifre necessarie per acquistare una vettura di classe superiore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTali clienti, in assenza di prodotti Alfa Romeo rispondenti alle loro aspirazioni, si erano rivolti ad altre aziende nazionali o estere.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel giugno 1971, a Gardone Riviera, viene presentata la gamma \"2000\", dotata del nuovo motore portato alla \"cilindrata europea\" di due litri\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa potenza sale a 132 CV  la velocità a oltre 190 Km\/h e il prezzo a L. 2.348.000.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNon si tratta di un adeguamento della potenza che, in effetti, era già più che sufficiente, ma di una seconda operazione commerciale per entrare nella cilindrata europea dei\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\"due litri\", dove BMW e Lancia stavano ottenendo buoni risultati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePur restando simile alla \"1750\" nella sostanza tecnica, la \"2000 Berlina\" riceve una miriade di piccole modifiche volte a ridurre la sportività della vettura, nel tentativo di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003erenderla adatta a una fascia di acquirenti sempre più vasta, che ricerca soprattutto vetture dotate di comfort e ben rifinite, anche se di intonazione sportiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSeguendo questa linea di mercato, gli interni risultano decisamente migliorati nella conformazione dei sedili e nella fattura di sellerie e tappezzerie, con ampio utilizzo di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emoquette e velluti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePiù ampia e completa la strumentazione, con grafica più ricercata e regolazione della luminosità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura restò in produzione fino al 1976, con l'uscita dal listino nei primi mesi del 1977, quando il prezzo di vendita aveva abbondantemente superato i 5 milioni di lire,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eper effetto dell'inflazione galoppante verificatasi in Italia negli anni settanta e ottanta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLaudoracing celebra questa splendida vettura in edizione limitata in stampo chiuso senza aperture\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Laudoracing Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214258966912,"sku":"LM141B","price":109.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/57611.jpg?v=1781734183"},{"product_id":"alfa-romeo-giulia-16-ti-1962-grigio-grafite-118","title":"Alfa Romeo Giulia 1.6 Ti 1962 Grigio Grafite 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo Giulia 1.6 Ti 1962 Grigio Grafite 1:18 (Mitica 200022-D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eL'Alfa Romeo Giulia Tipo 105 è un'autovettura prodotta dall'Alfa Romeo dal 1962 al 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eNata come erede della \"Giulietta\", è stata proposta in numerose varianti di carrozzeria, nelle tipologie berlina, coupé, cabriolet e spider.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eComplessivamente, in 15 anni, ne sono stati prodotti circa 1 milione di esemplari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eCiò ha reso la Giulia una delle vetture più vendute della storia dell'Alfa Romeo;\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa vettura, secondo le strategie dei vertici Alfa Romeo, doveva essere lanciata in concomitanza con l'inaugurazione del nuovo stabilimento di Arese, ma a causa dei continui ritardi nella consegna dello stesso, i primi esemplari di Giulia, che furono assemblati nel 1962, vennero realizzati interamente allo storico impianto milanese del Portello.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003ePoi, per circa 2 anni, si ebbe una curiosa fase di transizione durante la quale le scocche erano prodotte ad Arese, mentre la componentistica meccanica proveniva ancora dal Portello. Ciò fu possibile per la distanza dei due siti produttivi, che era di soli 15 chilometri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa prima vettura ad essere prodotta interamente ad Arese fu invece la Giulia GT del 1963.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eProdotta in numerose cilindrate e svariati allestimenti \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eL'Alfa Romeo Giulia TI Super, più nota come \"Giulia Quadrifoglio\", è una berlina sportiva prodotta dall'Alfa Romeo tra il 1963 e il 1964.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eSeguendo una moda nata negli USA con le gare Grand National Series, alla fine degli anni '50 iniziarono a comparire sulle piste europee vetture da competizione derivate da berline di serie o ad esse collegate dall'impiego di organi meccanici comuni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eTale soluzione, naturalmente, aveva lo scopo di conferire alle vetture della grande serie un'aura di sportività e potenza che incideva positivamente sulle scelte dei potenziali acquirenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eDopo l'enorme sforzo economico e tecnico per mettere in produzione la berlina media più potente e tecnologicamente avanzata sul mercato mondiale, l'Alfa Romeo non poteva certo veder vanificato il proprio impegno dalle vittorie di automobili ibride e, per contrastare la concorrenza, decise di realizzare la versione \"Tipo 105.16\" della \"Giulia\", da omologare sia per la normale circolazione, sia per le competizioni nella categoria \"Turismo\", come indicato dalla sigla \"TI\", acronimo di \"Turismo Internazionale\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eCostruita con cura artigianale negli opifici del Portello, la \"TI Super\" venne mostrata in anteprima, il 24 aprile 1963, a un folto gruppo di giornalisti italiani ed esteri, invitati a visitare il nuovo stabilimento di Arese, del quale era stato completato in quei giorni il primo lotto, con il trasferimento della linea produttiva del modello \"Giulia\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eApparentemente simile alla \"Giulia\" di grande serie, la \"Giulia TI Super\" era il frutto di un'elaborazione certosina, ma non radicale, dato che il modello di partenza possedeva una decisa impostazione sportiva, sia del corpo vettura, sia della meccanica, oltre a un livello tecnologico generale assai elevato per l'epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eIl lavoro di alleggerimento della carrozzeria era stato affidato alla Touring che provvide ad eliminare vari componenti e sostituirne altri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa variante maggiore consiste nelle portiere e nel cofano in alluminio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003ePer il cruscotto venne adottato quello più leggero della \"Giulia SS\", due spartani e avvolgenti sedili anteriori presero il posto della confortevole panchetta, le vetrature laterali posteriori e del lunotto furono sostituite da lastre di plexiglas fisse e i cerchi ruota in lamiera stampata vennero rimpiazzati da cerchioni in elektron prodotti dalla Campagnolo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003ePer diminuire ulteriormente il peso, furono eliminati i proiettori centrali, l'impianto di riscaldamento e altri piccoli particolari come i braccioli e il cassetto del vano porta guanti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eI paraurti e il sedile posteriore vennero lasciati perché necessari all'omologazione, ma potevano essere facilmente asportati prima dell'impiego in gara.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eAltrettanto improntate al risparmio furono le modifiche apportate alla meccanica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eIndecisi con quale colorazione presentarla, vennero verniciate due scocche della Giulia TI Super di rosso e di bianco : fu scelto di adottare il bianco per tutta la produzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eSi registra anche un esemplare di colore grigio, realizzato su ordinazione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eFurono costruite 178 Giulia TI Super nel 1963 e altre 323 nel 1964, per un totale di 501 vetture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eNonostante i molti decenni trascorsi e l'ampio utilizzo in massacranti competizioni, sono sopravvissuti una cinquantina di esemplari circa, gelosamente custoditi da collezionisti di tutti i continenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eUn esemplare bianco è esposto al Museo Storico Alfa Romeo, mentre l'esemplare rosso risulta di proprietà di un collezionista argentino e l'esemplare grigio è custodito al Museo Fratelli Cozzi di Legnano.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eAlfa Romeo Giulia 1.6 Ti 1962 Grigio Grafite 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255232434560,"sku":"200022-D","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/82334.jpg?v=1781742940"},{"product_id":"alfa-romeo-giulia-ti-1962-acqua-di-fonte-1-18","title":"Alfa Romeo Giulia Ti 1962 Acqua di Fonte 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo Giulia Ti 1962 Acqua di Fonte 1:18 (Mitica 200021-D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLanciata nel 1962, la Giulia Ti rappresenta una pietra miliare nella storia Alfa Romeo: prima berlina italiana ad abbinare prestazioni da sportiva e spazio da famiglia. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCon il suo motore 1.6 bialbero da oltre 90 CV, superava i 165 km\/h, un risultato straordinario per una berlina dell’epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMitica propone questo modello in scala 1:18 nella raffinata colorazione “Acqua di Fonte”, un azzurro chiaro elegante e d’altri tempi. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa riproduzione è dettagliata, con interni curati, componenti in plastica e metallo, e ruote sterzanti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUn omaggio perfetto a un’auto che ha fatto la storia delle strade italiane.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche principali:\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eScala 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eColore: Acqua di Fonte (azzurro pastello)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eInterni realistici e dettagliati\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eRuote sterzanti\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eModello statico in metallo pressofuso\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eProdotto da Mitica con licenza ufficiale Alfa Romeo\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eAlfa Romeo Giulia Ti 1962 Acqua di Fonte 1:18 – Mitica 200021-D\u003c\/p\u003e\n\u003col\u003e\n\u003cli\u003eReplica della Giulia Ti 1962 in scala 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eColore azzurro “Acqua di Fonte”\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eModello statico in metallo pressofuso\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eInterni curati e ruote sterzanti\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eProdotto da Mitica con licenza ufficiale Alfa Romeo\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ol\u003e\n\u003cp\u003eAlfa Romeo Giulia Ti 1962 Acqua di Fonte 1:18 – Mitica | e-sco Modellismo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAcquista ora su e-sco Modellismo e aggiungi un’icona alla tua vetrina!\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255243018624,"sku":"200021-D","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/89949.jpg?v=1781742946"},{"product_id":"autobianchi-a112-1969-73-rosso-etna-1-18","title":"Autobianchi A112 1969-73 Rosso Etna 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAutobianchi A112 1969-73 Rosso Etna 1:18 (Laudoracing LM216A)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa Autobianchi A112, presentata nel 1969 dalla Autobianchi, è una delle city car più innovative e amate della storia automobilistica italiana.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eCompatta, moderna e versatile, la A112 nasce per offrire un’alternativa più raffinata e dinamica rispetto alle utilitarie tradizionali dell’epoca. \u003c\/p\u003e\u003cp\u003eGrazie alle dimensioni contenute e alla trazione anteriore, garantiva grande agilità nel traffico urbano, diventando rapidamente un enorme successo commerciale.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eIl design, firmato da Marcello Gandini per Bertone, introduce linee moderne e proporzioni compatte che anticipano il concetto di hatchback europea.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eSotto il cofano troviamo un motore piccolo ma brillante, perfetto per una vettura leggera e vivace da guidare. \u003c\/p\u003e\u003cp\u003eNel corso degli anni la A112 diventerà anche famosa grazie alle versioni sportive Abarth.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa colorazione Rosso Etna rappresenta perfettamente lo spirito italiano dell’epoca: brillante, elegante e ricca di personalità.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa A112 è oggi una delle auto italiane più iconiche degli anni ’70, amatissima dai collezionisti e dagli appassionati di youngtimer e classiche compatte.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eIl modello Laudoracing LM216A riproduce la Autobianchi A112 1969–73 Rosso Etna in scala 1:18, con grande attenzione ai dettagli storici.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eCome tutti i modelli Laudoracing Models, è realizzato in resina con stampo chiuso (non apribile), ideale per ottenere proporzioni perfette e finiture accurate.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eCaratteristiche principali\u003c\/p\u003e\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\nscala 1:18\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nmodello Autobianchi A112 1969–1973\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\ncolorazione Rosso Etna\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nmodello in resina (non apribile)\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\ndettagli realistici\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nproduzione Laudoracing\n\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\u003cp\u003eUn modello ideale per collezionisti di utilitarie italiane storiche e city car iconiche.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eAutobianchi A112 1969–73 Rosso Etna 1:18 – Laudoracing LM216A\u003c\/p\u003e\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\nAutobianchi A112 1969–73\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nCity car italiana iconica\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nScala 1:18 modello in resina\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nColorazione Rosso Etna\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nProduzione Laudoracing\n\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\u003cp\u003eLa Autobianchi A112 Rosso Etna 1:18 Laudoracing è un simbolo dell’Italia degli anni ’70. \u003c\/p\u003e\u003cp\u003eCompatta, elegante e ricca di fascino vintage.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eUn modello immancabile per gli appassionati di auto italiane storiche.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eDa oltre vent’anni e-sco Modellismo seleziona modelli iconici per veri appassionati.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eAcquistala ora su e-sco e aggiungi alla tua collezione una delle city car più amate di sempre.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003e\n\n\n\u003c\/p\u003e","brand":"Laudoracing Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255361245568,"sku":"LM216A","price":149.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/94507_9468117d-0e64-4271-b6ac-27f66c9b9497.jpg?v=1781461352"},{"product_id":"autobianchi-a112-1serie-1969-73-bianco-aurora-1-18","title":"Autobianchi A112 1°Serie 1969-73 Bianco Aurora 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAutobianchi A112 1°Serie 1969-73 Bianco Aurora 1:18 (Laudoracing LM216E)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Autobianchi A112 1ª Serie, lanciata nel 1969 dalla Autobianchi, è una delle city car più innovative e importanti della storia automobilistica italiana.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProgettata per offrire praticità urbana e modernità tecnica, la A112 introduce nel segmento delle utilitarie soluzioni avanzate come la trazione anteriore, il motore trasversale e la carrozzeria hatchback compatta. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUn’impostazione che influenzerà profondamente il futuro delle piccole auto europee.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl design, firmato da Marcello Gandini, è semplice ma elegante, con proporzioni compatte e linee moderne per l’epoca. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa prima serie prodotta tra il 1969 e il 1973 è oggi particolarmente ricercata dai collezionisti per il suo stile puro e autentico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa colorazione Bianco Aurora esalta la pulizia delle forme e il carattere sobrio della vettura, donandole un aspetto elegante e senza tempo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAgile nel traffico cittadino e piacevole da guidare, la A112 conquista rapidamente il pubblico italiano diventando una delle utilitarie più amate degli anni ’70.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOggi è considerata una vera icona della motorizzazione italiana.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello Laudoracing LM216E riproduce la Autobianchi A112 1ª Serie 1969–73 Bianco Aurora in scala 1:18, con grande fedeltà storica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCome tutti i modelli Laudoracing Models, è realizzato in resina con stampo chiuso (non apribile), ideale per garantire proporzioni perfette e dettagli accurati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche principali\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003escala 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003emodello Autobianchi A112 1ª Serie 1969–1973\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ecolorazione Bianco Aurora\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003emodello in resina (non apribile)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003edettagli realistici\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eproduzione Laudoracing\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eUn modello ideale per collezionisti di utilitarie italiane storiche e city car classiche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAutobianchi A112 1ª Serie 1969–73 Bianco Aurora 1:18 – Laudoracing LM216E\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eAutobianchi A112 1ª Serie\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCity car italiana iconica\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eScala 1:18 modello in resina\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eColorazione Bianco Aurora\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eProduzione Laudoracing\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eLa Autobianchi A112 Bianco Aurora 1:18 Laudoracing racchiude tutta la semplicità elegante dell’Italia anni ’70. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUn’utilitaria iconica dal fascino autentico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePerfetta per ogni collezione di auto italiane storiche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDa oltre vent’anni e-sco Modellismo seleziona modelli iconici per veri appassionati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAcquistala ora su e-sco e aggiungi alla tua collezione una delle city car più amate di sempre.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Laudoracing Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255361343872,"sku":"LM216E","price":149.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/94538_59b875f4-2afc-4bb8-8160-3ff4ccd303e9.jpg?v=1781461373"},{"product_id":"autobianchi-primula-coupe-1965-bianco-1-18","title":"Autobianchi Primula Coupé 1965 Bianco 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAutobianchi Primula Coupé 1965 Bianco 1:18 (Laudoracing LM164A)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'Autobianchi Primula è un'autovettura prodotta dalla casa automobilistica italiana Autobianchi tra il 1964 e il 1970.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Primula fu la prima auto del gruppo Fiat a sperimentare la trazione anteriore e motore trasversale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl suo compito, quasi si trattasse di una vettura da laboratorio, era quello di legittimare questo tipo di soluzione tecnica, mal vista nel gruppo Fiat. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'ostracismo era dovuto ad un incidente di collaudo, verificatosi nel 1932, durante il quale prese fuoco il primo prototipo di vettura FIAT a trazione anteriore, coinvolgendo personalmente il senatore Giovanni Agnelli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAll'inizio degli anni sessanta, tuttavia, Oreste Lardone e Dante Giacosa riuscirono a convincere i vertici della casa a sperimentare nuovamente una soluzione tecnica che, su automobili di piccola e media taglia, dava vantaggi indubitabili. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNessuno però se la sentì di utilizzare il marchio FIAT per questa sperimentazione, preferendo il \"collaterale\" Autobianchi: iniziò quindi nel 1961 quello che in codice era il \"Progetto 109\". \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eUtilizzando un nuovo pianale e sistemando in posizione anteriore trasversale il 4 cilindri in linea 1221 cm³ a carburatore della 1100 D, accoppiato stavolta ad un cambio con sincronizzatore anche per la prima velocità, nacque nel 1964 la Primula a trazione anteriore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDa notare che la prima auto a trazione anteriore e motore trasversale fu la Mini, progettata da sir Alec Issigonis. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMa mentre nella Mini il cambio era nella coppa dell'olio, il che creava problemi, dato che l'olio motore ha caratteristiche diverse da quello del cambio, nella Primula l'ingegner Dante Giacosa ebbe l'intuizione di piazzare il cambio esterno in posizione laterale, con il risultato che i due semiassi sono di lunghezza diversa, il che va bene per potenze limitate. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuando le potenze crescono, il semiasse più lungo viene suddiviso in due parti, una fissa, l'altra di lunghezza pari a quella dell'altro lato, questo per evitare sbandate durante le accelerazioni violente causate dall'effetto giroscopico. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta configurazione, motore trasversale e cambio laterale adottata anche sul Fiat 238, è stata in seguito la configurazione adottata dai costruttori della maggior parte le auto a trazione anteriore e motore trasversale, soluzione non brevettata, ma che è un'innovazione introdotta da FIAT.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCaratterizzata da una razionale e sobria linea a due volumi con accennate pinne posteriori, assai in voga all'epoca, la Primula poteva essere scelta in configurazione berlina o coupé.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa berlina poteva avere il pratico portellone posteriore o un semplice cofano bagagli, nelle versioni a 2, 3, 4 o 5 porte, mentre il modello coupé, caratterizzato da un padiglione più basso e posteriormente rastremato, veniva offerto nella sola versione a 2 porte.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl portellone posteriore che la rendeva una vettura \"fastback\", poco apprezzato in Italia, fu invece molto gradito in Francia; caso raro, dato che le vetture straniere non erano particolarmente apprezzate oltralpe, ma dove modelli utilitari come la Citroën 2CV Mixte o la Renault 4 erano assai amati proprio per il portellone posteriore che consentiva una grande versatilità d'utilizzo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCaratterizzata da finiture raffinate, grazie ai 59 CV del motore la nuova Autobianchi aveva buone prestazioni, supportate da una tenuta di strada eccellente; merito della trazione anteriore e delle sospensioni anteriori a ruote indipendenti MacPherson, altra novità per la casa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1968 la Primula venne ristilizzata. Sulla berlina cambiarono la mascherina anteriore e gli interni, mentre il coupé ottenne anche una coda completamente ridisegnata e priva delle caratteristiche pinne (che rimasero, invece, sulla berlina).\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDal punto di vista tecnico, invece, la novità più importante era data dall'adozione dei motori della Fiat 124. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa berlina venne equipaggiata col 1197 cm³ da 65 CV della 124 base, mentre il coupé (ora denominata Coupé S) ottenne il 1438 cm³ da 75 CV della 124 Special.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa linea del coupé, che nella parte posteriore sembrava \"incompleta\", piacque meno di quella della serie precedente, nonostante il miglioramento delle prestazioni e delle finiture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa produzione terminò nel 1970.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSul mercato c'era, ormai da quasi due anni, la sua erede spirituale, l'A111. Lo stabilimento di Desio \"sfornò\" 74.858 esemplari di questa vettura dal 1964 al 1970.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDalla Primula derivò anche il furgone Fiat 238.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEccola riprodotta per la prima volta in scala 1:18 da Laudoracing\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEdizione limitata stampo chiuso\u003c\/p\u003e","brand":"Laudoracing Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255365177728,"sku":"LM164A","price":139.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/78780.jpg?v=1781745719"},{"product_id":"autobianchi-primula-coupe-1965-blu-scuro-1-18","title":"Autobianchi Primula Coupé 1965 Blu Scuro 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eAutobianchi Primula Coupé 1965 Blu Scuro 1:18\u003c\/b\u003e\u003cstrong\u003e (Laudoracing LM164C)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'Autobianchi Primula è un'autovettura prodotta dalla casa automobilistica italiana Autobianchi tra il 1964 e il 1970.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Primula fu la prima auto del gruppo Fiat a sperimentare la trazione anteriore e motore trasversale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl suo compito, quasi si trattasse di una vettura da laboratorio, era quello di legittimare questo tipo di soluzione tecnica, mal vista nel gruppo Fiat. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'ostracismo era dovuto ad un incidente di collaudo, verificatosi nel 1932, durante il quale prese fuoco il primo prototipo di vettura FIAT a trazione anteriore, coinvolgendo personalmente il senatore Giovanni Agnelli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAll'inizio degli anni sessanta, tuttavia, Oreste Lardone e Dante Giacosa riuscirono a convincere i vertici della casa a sperimentare nuovamente una soluzione tecnica che, su automobili di piccola e media taglia, dava vantaggi indubitabili. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNessuno però se la sentì di utilizzare il marchio FIAT per questa sperimentazione, preferendo il \"collaterale\" Autobianchi: iniziò quindi nel 1961 quello che in codice era il \"Progetto 109\". \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eUtilizzando un nuovo pianale e sistemando in posizione anteriore trasversale il 4 cilindri in linea 1221 cm³ a carburatore della 1100 D, accoppiato stavolta ad un cambio con sincronizzatore anche per la prima velocità, nacque nel 1964 la Primula a trazione anteriore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDa notare che la prima auto a trazione anteriore e motore trasversale fu la Mini, progettata da sir Alec Issigonis. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMa mentre nella Mini il cambio era nella coppa dell'olio, il che creava problemi, dato che l'olio motore ha caratteristiche diverse da quello del cambio, nella Primula l'ingegner Dante Giacosa ebbe l'intuizione di piazzare il cambio esterno in posizione laterale, con il risultato che i due semiassi sono di lunghezza diversa, il che va bene per potenze limitate. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuando le potenze crescono, il semiasse più lungo viene suddiviso in due parti, una fissa, l'altra di lunghezza pari a quella dell'altro lato, questo per evitare sbandate durante le accelerazioni violente causate dall'effetto giroscopico. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta configurazione, motore trasversale e cambio laterale adottata anche sul Fiat 238, è stata in seguito la configurazione adottata dai costruttori della maggior parte le auto a trazione anteriore e motore trasversale, soluzione non brevettata, ma che è un'innovazione introdotta da FIAT.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCaratterizzata da una razionale e sobria linea a due volumi con accennate pinne posteriori, assai in voga all'epoca, la Primula poteva essere scelta in configurazione berlina o coupé.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa berlina poteva avere il pratico portellone posteriore o un semplice cofano bagagli, nelle versioni a 2, 3, 4 o 5 porte, mentre il modello coupé, caratterizzato da un padiglione più basso e posteriormente rastremato, veniva offerto nella sola versione a 2 porte.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl portellone posteriore che la rendeva una vettura \"fastback\", poco apprezzato in Italia, fu invece molto gradito in Francia; caso raro, dato che le vetture straniere non erano particolarmente apprezzate oltralpe, ma dove modelli utilitari come la Citroën 2CV Mixte o la Renault 4 erano assai amati proprio per il portellone posteriore che consentiva una grande versatilità d'utilizzo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCaratterizzata da finiture raffinate, grazie ai 59 CV del motore la nuova Autobianchi aveva buone prestazioni, supportate da una tenuta di strada eccellente; merito della trazione anteriore e delle sospensioni anteriori a ruote indipendenti MacPherson, altra novità per la casa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1968 la Primula venne ristilizzata. Sulla berlina cambiarono la mascherina anteriore e gli interni, mentre il coupé ottenne anche una coda completamente ridisegnata e priva delle caratteristiche pinne (che rimasero, invece, sulla berlina).\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDal punto di vista tecnico, invece, la novità più importante era data dall'adozione dei motori della Fiat 124. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa berlina venne equipaggiata col 1197 cm³ da 65 CV della 124 base, mentre il coupé (ora denominata Coupé S) ottenne il 1438 cm³ da 75 CV della 124 Special.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa linea del coupé, che nella parte posteriore sembrava \"incompleta\", piacque meno di quella della serie precedente, nonostante il miglioramento delle prestazioni e delle finiture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa produzione terminò nel 1970.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSul mercato c'era, ormai da quasi due anni, la sua erede spirituale, l'A111. Lo stabilimento di Desio \"sfornò\" 74.858 esemplari di questa vettura dal 1964 al 1970.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDalla Primula derivò anche il furgone Fiat 238.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEccola riprodotta per la prima volta in scala 1:18 da Laudoracing\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEdizione limitata stampo chiuso\u003c\/p\u003e","brand":"Laudoracing Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255365374336,"sku":"LM164C","price":139.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/78798.jpg?v=1781745732"},{"product_id":"autobianchi-primula-coupe-1965-grigio-metallizzato-1-18","title":"Autobianchi Primula Coupé 1965 Grigio metallizzato 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAutobianchi Primula Coupé 1965 Grigio metallizzato 1:18 (Laudoracing LM164D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'Autobianchi Primula è un'autovettura prodotta dalla casa automobilistica italiana Autobianchi tra il 1964 e il 1970.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Primula fu la prima auto del gruppo Fiat a sperimentare la trazione anteriore e motore trasversale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl suo compito, quasi si trattasse di una vettura da laboratorio, era quello di legittimare questo tipo di soluzione tecnica, mal vista nel gruppo Fiat. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'ostracismo era dovuto ad un incidente di collaudo, verificatosi nel 1932, durante il quale prese fuoco il primo prototipo di vettura FIAT a trazione anteriore, coinvolgendo personalmente il senatore Giovanni Agnelli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAll'inizio degli anni sessanta, tuttavia, Oreste Lardone e Dante Giacosa riuscirono a convincere i vertici della casa a sperimentare nuovamente una soluzione tecnica che, su automobili di piccola e media taglia, dava vantaggi indubitabili. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNessuno però se la sentì di utilizzare il marchio FIAT per questa sperimentazione, preferendo il \"collaterale\" Autobianchi: iniziò quindi nel 1961 quello che in codice era il \"Progetto 109\". \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eUtilizzando un nuovo pianale e sistemando in posizione anteriore trasversale il 4 cilindri in linea 1221 cm³ a carburatore della 1100 D, accoppiato stavolta ad un cambio con sincronizzatore anche per la prima velocità, nacque nel 1964 la Primula a trazione anteriore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDa notare che la prima auto a trazione anteriore e motore trasversale fu la Mini, progettata da sir Alec Issigonis. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMa mentre nella Mini il cambio era nella coppa dell'olio, il che creava problemi, dato che l'olio motore ha caratteristiche diverse da quello del cambio, nella Primula l'ingegner Dante Giacosa ebbe l'intuizione di piazzare il cambio esterno in posizione laterale, con il risultato che i due semiassi sono di lunghezza diversa, il che va bene per potenze limitate. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuando le potenze crescono, il semiasse più lungo viene suddiviso in due parti, una fissa, l'altra di lunghezza pari a quella dell'altro lato, questo per evitare sbandate durante le accelerazioni violente causate dall'effetto giroscopico. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta configurazione, motore trasversale e cambio laterale adottata anche sul Fiat 238, è stata in seguito la configurazione adottata dai costruttori della maggior parte le auto a trazione anteriore e motore trasversale, soluzione non brevettata, ma che è un'innovazione introdotta da FIAT.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCaratterizzata da una razionale e sobria linea a due volumi con accennate pinne posteriori, assai in voga all'epoca, la Primula poteva essere scelta in configurazione berlina o coupé.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa berlina poteva avere il pratico portellone posteriore o un semplice cofano bagagli, nelle versioni a 2, 3, 4 o 5 porte, mentre il modello coupé, caratterizzato da un padiglione più basso e posteriormente rastremato, veniva offerto nella sola versione a 2 porte.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl portellone posteriore che la rendeva una vettura \"fastback\", poco apprezzato in Italia, fu invece molto gradito in Francia; caso raro, dato che le vetture straniere non erano particolarmente apprezzate oltralpe, ma dove modelli utilitari come la Citroën 2CV Mixte o la Renault 4 erano assai amati proprio per il portellone posteriore che consentiva una grande versatilità d'utilizzo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCaratterizzata da finiture raffinate, grazie ai 59 CV del motore la nuova Autobianchi aveva buone prestazioni, supportate da una tenuta di strada eccellente; merito della trazione anteriore e delle sospensioni anteriori a ruote indipendenti MacPherson, altra novità per la casa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1968 la Primula venne ristilizzata. Sulla berlina cambiarono la mascherina anteriore e gli interni, mentre il coupé ottenne anche una coda completamente ridisegnata e priva delle caratteristiche pinne (che rimasero, invece, sulla berlina).\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDal punto di vista tecnico, invece, la novità più importante era data dall'adozione dei motori della Fiat 124. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa berlina venne equipaggiata col 1197 cm³ da 65 CV della 124 base, mentre il coupé (ora denominata Coupé S) ottenne il 1438 cm³ da 75 CV della 124 Special.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa linea del coupé, che nella parte posteriore sembrava \"incompleta\", piacque meno di quella della serie precedente, nonostante il miglioramento delle prestazioni e delle finiture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa produzione terminò nel 1970.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSul mercato c'era, ormai da quasi due anni, la sua erede spirituale, l'A111. Lo stabilimento di Desio \"sfornò\" 74.858 esemplari di questa vettura dal 1964 al 1970.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDalla Primula derivò anche il furgone Fiat 238.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEccola riprodotta per la prima volta in scala 1:18 da Laudoracing\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEdizione limitata stampo chiuso\u003c\/p\u003e","brand":"Laudoracing Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255365570944,"sku":"LM164D","price":139.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/78807.jpg?v=1781745738"},{"product_id":"autobianchi-primula-coupe-1965-rosso-1-18","title":"Autobianchi Primula Coupé 1965 Rosso 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAutobianchi Primula Coupé 1965 Rosso 1:18 (Laudoracing LM164B)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'Autobianchi Primula è un'autovettura prodotta dalla casa automobilistica italiana Autobianchi tra il 1964 e il 1970.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Primula fu la prima auto del gruppo Fiat a sperimentare la trazione anteriore e motore trasversale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl suo compito, quasi si trattasse di una vettura da laboratorio, era quello di legittimare questo tipo di soluzione tecnica, mal vista nel gruppo Fiat. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'ostracismo era dovuto ad un incidente di collaudo, verificatosi nel 1932, durante il quale prese fuoco il primo prototipo di vettura FIAT a trazione anteriore, coinvolgendo personalmente il senatore Giovanni Agnelli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAll'inizio degli anni sessanta, tuttavia, Oreste Lardone e Dante Giacosa riuscirono a convincere i vertici della casa a sperimentare nuovamente una soluzione tecnica che, su automobili di piccola e media taglia, dava vantaggi indubitabili. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNessuno però se la sentì di utilizzare il marchio FIAT per questa sperimentazione, preferendo il \"collaterale\" Autobianchi: iniziò quindi nel 1961 quello che in codice era il \"Progetto 109\". \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eUtilizzando un nuovo pianale e sistemando in posizione anteriore trasversale il 4 cilindri in linea 1221 cm³ a carburatore della 1100 D, accoppiato stavolta ad un cambio con sincronizzatore anche per la prima velocità, nacque nel 1964 la Primula a trazione anteriore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDa notare che la prima auto a trazione anteriore e motore trasversale fu la Mini, progettata da sir Alec Issigonis. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMa mentre nella Mini il cambio era nella coppa dell'olio, il che creava problemi, dato che l'olio motore ha caratteristiche diverse da quello del cambio, nella Primula l'ingegner Dante Giacosa ebbe l'intuizione di piazzare il cambio esterno in posizione laterale, con il risultato che i due semiassi sono di lunghezza diversa, il che va bene per potenze limitate. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuando le potenze crescono, il semiasse più lungo viene suddiviso in due parti, una fissa, l'altra di lunghezza pari a quella dell'altro lato, questo per evitare sbandate durante le accelerazioni violente causate dall'effetto giroscopico. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta configurazione, motore trasversale e cambio laterale adottata anche sul Fiat 238, è stata in seguito la configurazione adottata dai costruttori della maggior parte le auto a trazione anteriore e motore trasversale, soluzione non brevettata, ma che è un'innovazione introdotta da FIAT.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCaratterizzata da una razionale e sobria linea a due volumi con accennate pinne posteriori, assai in voga all'epoca, la Primula poteva essere scelta in configurazione berlina o coupé.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa berlina poteva avere il pratico portellone posteriore o un semplice cofano bagagli, nelle versioni a 2, 3, 4 o 5 porte, mentre il modello coupé, caratterizzato da un padiglione più basso e posteriormente rastremato, veniva offerto nella sola versione a 2 porte.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl portellone posteriore che la rendeva una vettura \"fastback\", poco apprezzato in Italia, fu invece molto gradito in Francia; caso raro, dato che le vetture straniere non erano particolarmente apprezzate oltralpe, ma dove modelli utilitari come la Citroën 2CV Mixte o la Renault 4 erano assai amati proprio per il portellone posteriore che consentiva una grande versatilità d'utilizzo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCaratterizzata da finiture raffinate, grazie ai 59 CV del motore la nuova Autobianchi aveva buone prestazioni, supportate da una tenuta di strada eccellente; merito della trazione anteriore e delle sospensioni anteriori a ruote indipendenti MacPherson, altra novità per la casa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1968 la Primula venne ristilizzata. Sulla berlina cambiarono la mascherina anteriore e gli interni, mentre il coupé ottenne anche una coda completamente ridisegnata e priva delle caratteristiche pinne (che rimasero, invece, sulla berlina).\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDal punto di vista tecnico, invece, la novità più importante era data dall'adozione dei motori della Fiat 124. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa berlina venne equipaggiata col 1197 cm³ da 65 CV della 124 base, mentre il coupé (ora denominata Coupé S) ottenne il 1438 cm³ da 75 CV della 124 Special.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa linea del coupé, che nella parte posteriore sembrava \"incompleta\", piacque meno di quella della serie precedente, nonostante il miglioramento delle prestazioni e delle finiture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa produzione terminò nel 1970.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSul mercato c'era, ormai da quasi due anni, la sua erede spirituale, l'A111. Lo stabilimento di Desio \"sfornò\" 74.858 esemplari di questa vettura dal 1964 al 1970.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDalla Primula derivò anche il furgone Fiat 238.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEccola riprodotta per la prima volta in scala 1:18 da Laudoracing\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEdizione limitata stampo chiuso\u003c\/p\u003e","brand":"Laudoracing Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255365800320,"sku":"LM164B","price":149.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/78789.jpg?v=1781745726"},{"product_id":"fiat-2300-familiare-1965-143","title":"FIAT 2300 Familiare 1965 1:43","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFIAT 2300 Familiare 1965 1:43 (Ixo CLC155)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Fiat 2300 è un sei cilindri auto esecutivo che è stato prodotto dalla italiana automobilistica costruttore Fiat tra il 1961 e il 1969.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl 2300 è stato fatto come berlina (in stile da Dante Giacosa ), station wagon e coupé .\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl 2300 berlina è degno di nota poiché nel 1966 divenne il primo modello Fiat disponibile con trasmissione automatica .\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello in scala 1:43 prodotto da Ixo su base in plastica e teca in plexiglass\u003c\/p\u003e","brand":"IXO Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255684239744,"sku":"CLC155","price":34.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/11713.jpg?v=1781722030"},{"product_id":"ferrari-250-gte-22-1960-giallo-modena-118","title":"Ferrari 250 GTE 2+2 1960 Giallo Modena 1:18","description":"\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 250 GTE 2+2 1960 Giallo Modena 1:18 (MATRIX Scale Model MXL0604-043)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eNovità assoluta nel mondo della produzione delle automobili in scala. La MATRIX Scale Model propone per la prima volta\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003ein scala 1:18 il modello della Ferrari 250 GTE 2+2 1960 Giallo Modena 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eMacchina senza parti apribili e dai dettagli elevatissimi\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eEdizione Limitata 204 pezzi\u003c\/p\u003e","brand":"MATRIX SCALE MODELS","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255693939072,"sku":"MXL0604-043","price":249.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/42512.jpg?v=1781729760"},{"product_id":"ferrari-400-superamerica-1962-red-118","title":"Ferrari 400 Superamerica 1962 Red 1:18","description":"\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 400 Superamerica 1962 Red 1:18 (BBR 1815B) \u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eLa 400 Superamerica è una autovettura sportiva a due posti costruita dalla Ferrari dal 1960 al 1964.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eFu prodotta in due serie, personalizzate in base alle richieste del cliente finale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eFurono costruiti anche modelli unici, denominati Superfast II, III e IV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eLa grande maggioranza degli esemplari erano coupé, con un'unica vettura realizzata con guida a destra.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eIl primo esemplare fu costruito per conto di Gianni Agnelli e fu la prima autovettura Ferrari il cui nome non\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eprendeva origine dalla cilindrata unitaria, cioè il volume dei singoli cilindri, ma da quella totale, che era infatti di circa 4000 cc.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eQuesta nuova linea, appena lanciata da BBR di modelli in resina in scala 1\/18 interamente studiati, prodotti e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eassemblati nel laboratorio artigianale di Saronno.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eModelli tutti in serie limitate e numerate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eFu la prima autovettura Ferrari il cui nome non prendeva origine dalla cilindrata unitaria, cioè il volume dei singoli\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003ecilindri, ma da quella totale, che era infatti di circa 4000 cc.\u003c\/p\u003e","brand":"BBR Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255698657664,"sku":"BBR 1815B","price":409.94,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/24271.jpg?v=1781724684"},{"product_id":"lancia-fulvia-1600-hf-1971-yellow-1-18","title":"Lancia Fulvia 1600 HF 1971 Yellow 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb style=\"font-weight:bolder;\"\u003eLancia Fulvia 1600 HF 1971 Yellow 1:18 (Norev 187981)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lancia Fulvia è un'automobile prodotta dalla casa automobilistica torinese Lancia dal 1963 al 1976 con 3 tipi di carrozzeria: berlina 4 porte, coupé e coupé Sport Zagato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDalla non fortunatissima berlina derivò, nel 1965, un'elegante e sportiva coupé, che divenne immediatamente un enorme successo commerciale, grazie alla bellezza della linea e,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ein un secondo tempo, all'impulso derivante dalle numerose vittorie nelle gare di rally, culminate con la conquista del Campionato Internazionale Rally 1972 antesignano del\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCampionato del Mondo Rally che sarà istituito l'anno successivo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDisegnata da Piero Castagnero, che s'ispirò secondo le sue dichiarazioni al motoscafo Riva, la Fulvia Coupé (costruita nella fabbrica Lancia di Chivasso) è una berlinetta sportiva a 2 posti più 2, dall'aspetto curato sin dai minimi particolari (come la plancia rivestita in vero legno) coadiuvato da un assetto di guida corsaiolo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn realtà, sono piuttosto evidenti le similitudini del frontale e della linea di fiancata con il prototipo presentato da Giovanni Michelotti al Salone di Torino del 1961, su meccanica Fiat 1300\/1500.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEsteticamente la Coupé HF era riconoscibile per la banda verniciata giallo\/blu su cofani e tetto, per l'elefantino sui parafanghi anteriori e la verniciatura in Amaranto di Montebello.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOltre alla Coupé 1.3 S, la gamma includeva la Coupé 1600 HF (1584 cm³, 115 CV) e la 1600 HF Lusso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa prima aveva carrozzeria priva di paraurti, sedili sportivi, allestimento semplificato; la seconda, aveva dotazioni più raffinate come i sedili con poggiatesta, i deflettori sulle portiere, insonorizzazione completa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe Coupé 1600 HF erano dotate di cerchioni Cromodora in lega leggera e la carrozzeria con parafanghi allargati che, assieme ad una meccanica più sportiva con camber negativo e sterzo diretto, le distinguono dalle 1,3 S.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer celebrare la vittoria del Rally di Montecarlo del 1972 fu allestita sulla carrozzeria a passaruota allargati (simili a quelli della Coupé 1600 HF una serie speciale di Coupé 1,3 S, con livrea bicolore analoga alla vettura da corsa - la cosiddetta Montecarlo - che però ricalcava le normali prestazioni delle 1,3 S stradali.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuando, alla fine del 1972, la Fulvia berlina fu tolta di listino, la Coupé vendeva ancora bene e rimase in produzione. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer non fare concorrenza alla nuova Beta Coupé nel 1973 la gamma venne ridotta alla sola versione 1.3 da 90 CV, sottoposta ad leggero aggiornamento, nacque così la Fulvia 3.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI ritocchi erano mirati ad aggiornarne l'estetica, nonché a rispondere ai nuovi standard di sicurezza stradale, cercando di contenere ancora di più i costi: la mascherina divenne in plastica nera conformemente alla moda dell'epoca, il volante in materiale sintetico imbottito, furono adottate cinture di sicurezza fisse a 3 punti ed i poggiatesta; il pomello della leva del cambio in legno come sulla Beta Coupé e sulla Stratos e un cruscotto con strumenti a sfondo bianco al posto di quelli neri della seconda serie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl restyling segnò anche l'abbandono delle competizioni, dove fu sostituita dalla mostruosa Stratos. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDalla 3 derivarono le versioni Montecarlo e Safari, quest'ultima costruita in sole 900 unità, diverse dalle altre Fulvia vista l'assenza del paraurti anteriore e l'impiego dei cerchi verniciati in nero, così come la mascherina, la presa d'aria e i tergicristalli. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa produzione della Fulvia 3 cessò nel 1976, quando fu lanciata la versione 1300 della Beta Coupé, risultando al contempo l'ultima vettura della casa torinese ad essere equipaggiata con il longevo motore Lancia V4.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eComplessivamente la Fulvia Coupé fu prodotta in 140.454 esemplari, di cui 6.419 HF \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNorev tocca il cuore degli appassionati del marchio torinese e non solo con questa splendida replica in scala 1:18 in edizione limitata solo 1000pz\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"e-sco","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256095445376,"sku":"187981","price":119.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/90761_d7c8ea47-6727-436a-826a-8f7b543cd213.jpg?v=1781458515"},{"product_id":"lancia-fulvia-3a-serie-1976-verde-dublino-1-18","title":"Lancia Fulvia 3.a Serie 1976 Verde Dublino 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb style=\"font-weight:bolder;\"\u003eLancia Fulvia 3.a Serie 1976 Verde Dublino 1:18 (Norev 187983)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lancia Fulvia è un'automobile prodotta dalla casa automobilistica torinese Lancia dal 1963 al 1976 con 3 tipi di carrozzeria: berlina 4 porte, coupé e coupé Sport Zagato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDalla non fortunatissima berlina derivò, nel 1965, un'elegante e sportiva coupé, che divenne immediatamente un enorme successo commerciale, grazie alla bellezza della linea e,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ein un secondo tempo, all'impulso derivante dalle numerose vittorie nelle gare di rally, culminate con la conquista del Campionato Internazionale Rally 1972 antesignano del\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCampionato del Mondo Rally che sarà istituito l'anno successivo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDisegnata da Piero Castagnero, che s'ispirò secondo le sue dichiarazioni al motoscafo Riva, la Fulvia Coupé (costruita nella fabbrica Lancia di Chivasso) è una berlinetta sportiva a 2 posti più 2, dall'aspetto curato sin dai minimi particolari (come la plancia rivestita in vero legno) coadiuvato da un assetto di guida corsaiolo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn realtà, sono piuttosto evidenti le similitudini del frontale e della linea di fiancata con il prototipo presentato da Giovanni Michelotti al Salone di Torino del 1961, su meccanica Fiat 1300\/1500.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEsteticamente la Coupé HF era riconoscibile per la banda verniciata giallo\/blu su cofani e tetto, per l'elefantino sui parafanghi anteriori e la verniciatura in Amaranto di Montebello.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOltre alla Coupé 1.3 S, la gamma includeva la Coupé 1600 HF (1584 cm³, 115 CV) e la 1600 HF Lusso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa prima aveva carrozzeria priva di paraurti, sedili sportivi, allestimento semplificato; la seconda, aveva dotazioni più raffinate come i sedili con poggiatesta, i deflettori sulle portiere, insonorizzazione completa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe Coupé 1600 HF erano dotate di cerchioni Cromodora in lega leggera e la carrozzeria con parafanghi allargati che, assieme ad una meccanica più sportiva con camber negativo e sterzo diretto, le distinguono dalle 1,3 S.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer celebrare la vittoria del Rally di Montecarlo del 1972 fu allestita sulla carrozzeria a passaruota allargati (simili a quelli della Coupé 1600 HF una serie speciale di Coupé 1,3 S, con livrea bicolore analoga alla vettura da corsa - la cosiddetta Montecarlo - che però ricalcava le normali prestazioni delle 1,3 S stradali.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuando, alla fine del 1972, la Fulvia berlina fu tolta di listino, la Coupé vendeva ancora bene e rimase in produzione. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer non fare concorrenza alla nuova Beta Coupé nel 1973 la gamma venne ridotta alla sola versione 1.3 da 90 CV, sottoposta ad leggero aggiornamento, nacque così la Fulvia 3.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI ritocchi erano mirati ad aggiornarne l'estetica, nonché a rispondere ai nuovi standard di sicurezza stradale, cercando di contenere ancora di più i costi: la mascherina divenne in plastica nera conformemente alla moda dell'epoca, il volante in materiale sintetico imbottito, furono adottate cinture di sicurezza fisse a 3 punti ed i poggiatesta; il pomello della leva del cambio in legno come sulla Beta Coupé e sulla Stratos e un cruscotto con strumenti a sfondo bianco al posto di quelli neri della seconda serie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl restyling segnò anche l'abbandono delle competizioni, dove fu sostituita dalla mostruosa Stratos. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDalla 3 derivarono le versioni Montecarlo e Safari, quest'ultima costruita in sole 900 unità, diverse dalle altre Fulvia vista l'assenza del paraurti anteriore e l'impiego dei cerchi verniciati in nero, così come la mascherina, la presa d'aria e i tergicristalli. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa produzione della Fulvia 3 cessò nel 1976, quando fu lanciata la versione 1300 della Beta Coupé, risultando al contempo l'ultima vettura della casa torinese ad essere equipaggiata con il longevo motore Lancia V4.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eComplessivamente la Fulvia Coupé fu prodotta in 140.454 esemplari, di cui 6.419 HF \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNorev tocca il cuore degli appassionati del marchio torinese e non solo con questa splendida replica in scala 1:18 in edizione limitata solo 1000pz\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLancia Fulvia 3.a Serie 1976 Verde Dublino 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Norev","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256095510912,"sku":"187983","price":119.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/83067.jpg?v=1781749219"}],"url":"https:\/\/www.e-sco.com\/collections\/grandi-classici.oembed?page=2","provider":"e-sco","version":"1.0","type":"link"}