{"title":"KK Scale","description":"\u003cp style=\"text-align:center;\"\u003e\u003cspan\u003eKK-Scale UG\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eMessingweg 47\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eD-48308 Senden\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","products":[{"product_id":"alfa-romeo-alfetta-gtv-1600-anno-1976-light-blue-metallic-1-18","title":"Alfa Romeo Alfetta GTV 1600 anno 1976 Light Blue Metallic 1:18","description":"\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo Alfetta GTV 1600 anno 1976 Light Blue Metallic 1:18 (KK Models KKDC181062)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo Alfetta GT è un'autovettura sportiva costruita dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 1974 al 1987 nello stabilimento di Arese.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1967 l'Alfa Romeo decide di incominciare lo studio per la realizzazione della coupé che dovrà sostituire negli anni 1970 il modello \"Giulia GT\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe principali direttive aziendali sono volte alla creazione di una vettura che possa offrire quattro posti comodi al posto del tradizionale 2+2 con un bagagliaio di buona capienza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePartendo dalla base meccanica della \"Giulia GT\" nel 1968 viene dato incarico per il nuovo progetto alla \"neonata\" Italdesign di Giorgetto Giugiaro, in considerazione del fatto che\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003etale progettista aveva seguito la nascita e lo sviluppo della \"Giulia GT\" negli anni in cui lavorava alla Bertone.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eContemporaneamente, il centro stile Alfa provvederà alla realizzazione di un progetto parallelo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl risultato finale fu una carrozzeria con i volumi spostati all'indietro e la coda tronca\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl momento del lancio nel 1974 la motorizzazione di base era costituita dal bialbero già montato anche sull'Alfetta berlina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1976 vengono introdotte la GT 1.6 1570 cm³ 109 CV a 5600 giri\/min che sostituisce la 1.8, viene rivista la mascherina, il tappo del serbatoio è a vista e nel retro si aggiunge la scritta Alfa Romeo sopra la targa;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econtemporaneamente nasce la GTV 2.0 (1962 cm³) erogante 122 CV a 5300 giri\/min, si differenzia dalla 1.6 per i rostri ai paraurti, due inserti cromati sulla mascherina e griglie per lo sfogo abitacolo con scritte GTV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1978 la 2.0 diventa 2.0 L che acquista 8 CV in più raggiungendo i 130 CV a 5400 giri\/min, vengono introdotti le guarnizioni su parabrezza e lunotto (incollati in precedenza).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSu richiesta dell'importatore tedesco, nel 1977, l'Autodelta realizzò la \"GTV 2.6 V8\", in soli 20 esemplari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDotata del propulsore otto cilindri a V della Montreal, disponeva di 200 CV e poteva raggiungere i 230 km\/h, con accelerazioni brucianti (0 a 100 km\/h in 7,5\").\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue anni più tardi, al fine di ottenere l'omologazione al \"Gruppo 4\" del Campionato Rally, vennero allestite 400 vetture della versione \"Turbodelta\", con motorizzazione di due litri alimentata con turbocompressore \"Alfa avio\" e in seguito KKK, arrivando a erogare 150 CV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eImpiegata nelle competizioni anche da piloti privati, non otterrà soddisfacenti risultati a causa della scarsa affidabilità meccanica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa GTV 2.0 Turbodelta del 1979 si riconosceva per il cofano motore di colore nero e strisce multicolore con scritta Turbodelta sotto gli sportelli con logo Autodelta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eNovità assoluta nel mondo della produzione delle automobili in scala in scala 1:18 il modello dell'Alfa Romeo Alfetta GTV 1600 anno 1976 Red 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eMacchina senza parti apribili e dai dettagli elevatissimi\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"feature-name\"\u003eLunghezza \u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"feature-value\"\u003e23.27 cm\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"clearfix\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"feature-name\"\u003eLarghezza \u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"feature-value\"\u003e9.22cm\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"clearfix\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"feature-name\"\u003eAltezza \u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"feature-value\"\u003e7.38 cm\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255221916032,"sku":"181062","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/76331.jpg?v=1781743937"},{"product_id":"alfa-romeo-alfetta-gtv-1600-anno-1976-red-1-18","title":"Alfa Romeo Alfetta GTV 1600 anno 1976 Red 1:18","description":"\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo Alfetta GTV 1600 anno 1976 Red 1:18 (KK Models KKDC181061)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo Alfetta GT è un'autovettura sportiva costruita dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 1974 al 1987 nello stabilimento di Arese.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1967 l'Alfa Romeo decide di incominciare lo studio per la realizzazione della coupé che dovrà sostituire negli anni 1970 il modello \"Giulia GT\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe principali direttive aziendali sono volte alla creazione di una vettura che possa offrire quattro posti comodi al posto del tradizionale 2+2 con un bagagliaio di buona capienza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePartendo dalla base meccanica della \"Giulia GT\" nel 1968 viene dato incarico per il nuovo progetto alla \"neonata\" Italdesign di Giorgetto Giugiaro, in considerazione del fatto che\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003etale progettista aveva seguito la nascita e lo sviluppo della \"Giulia GT\" negli anni in cui lavorava alla Bertone.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eContemporaneamente, il centro stile Alfa provvederà alla realizzazione di un progetto parallelo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl risultato finale fu una carrozzeria con i volumi spostati all'indietro e la coda tronca\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl momento del lancio nel 1974 la motorizzazione di base era costituita dal bialbero già montato anche sull'Alfetta berlina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1976 vengono introdotte la GT 1.6 1570 cm³ 109 CV a 5600 giri\/min che sostituisce la 1.8, viene rivista la mascherina, il tappo del serbatoio è a vista e nel retro si aggiunge\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ela scritta Alfa Romeo sopra la targa;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econtemporaneamente nasce la GTV 2.0 (1962 cm³) erogante 122 CV a 5300 giri\/min, si differenzia dalla 1.6 per i rostri ai paraurti, due inserti cromati sulla mascherina e griglie\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eper lo sfogo abitacolo con scritte GTV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1978 la 2.0 diventa 2.0 L che acquista 8 CV in più raggiungendo i 130 CV a 5400 giri\/min, vengono introdotti le guarnizioni su parabrezza e lunotto (incollati in precedenza).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSu richiesta dell'importatore tedesco, nel 1977, l'Autodelta realizzò la \"GTV 2.6 V8\", in soli 20 esemplari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDotata del propulsore otto cilindri a V della Montreal, disponeva di 200 CV e poteva raggiungere i 230 km\/h, con accelerazioni brucianti (0 a 100 km\/h in 7,5\").\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue anni più tardi, al fine di ottenere l'omologazione al \"Gruppo 4\" del Campionato Rally, vennero allestite 400 vetture della versione \"Turbodelta\", con motorizzazione di due litri alimentata con turbocompressore \"Alfa avio\" e in seguito KKK, arrivando a erogare 150 CV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eImpiegata nelle competizioni anche da piloti privati, non otterrà soddisfacenti risultati a causa della scarsa affidabilità meccanica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa GTV 2.0 Turbodelta del 1979 si riconosceva per il cofano motore di colore nero e strisce multicolore con scritta Turbodelta sotto gli sportelli con logo Autodelta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eNovità assoluta nel mondo della produzione delle automobili in scala in scala 1:18 il modello dell'Alfa Romeo Alfetta GTV 1600 anno 1976 Red 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eMacchina senza parti apribili e dai dettagli elevatissimi\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"feature-name\"\u003eLunghezza \u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"feature-value\"\u003e23.27 cm\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"clearfix\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"feature-name\"\u003eLarghezza \u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"feature-value\"\u003e9.22cm\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"clearfix\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"feature-name\"\u003eAltezza \u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"feature-value\"\u003e7.38 cm\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255221981568,"sku":"181061","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/76325.jpg?v=1781743931"},{"product_id":"alfa-romeo-alfetta-gtv-2000-1976-blue-1-18","title":"Alfa Romeo Alfetta GTV 2000 1976 Blue 1:18","description":"\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo Alfetta GTV 2000 1976 Blue 1:18 (KK Models KKDC181092)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo Alfetta GT è un'autovettura sportiva costruita dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 1974 al 1987 nello stabilimento di Arese.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1967 l'Alfa Romeo decide di incominciare lo studio per la realizzazione della coupé che dovrà sostituire negli anni 1970 il modello \"Giulia GT\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe principali direttive aziendali sono volte alla creazione di una vettura che possa offrire quattro posti comodi al posto del tradizionale 2+2 con un bagagliaio di buona capienza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePartendo dalla base meccanica della \"Giulia GT\" nel 1968 viene dato incarico per il nuovo progetto alla \"neonata\" Italdesign di Giorgetto Giugiaro, in considerazione del fatto che\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003etale progettista aveva seguito la nascita e lo sviluppo della \"Giulia GT\" negli anni in cui lavorava alla Bertone.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eContemporaneamente, il centro stile Alfa provvederà alla realizzazione di un progetto parallelo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl risultato finale fu una carrozzeria con i volumi spostati all'indietro e la coda tronca\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl momento del lancio nel 1974 la motorizzazione di base era costituita dal bialbero già montato anche sull'Alfetta berlina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1976 vengono introdotte la GT 1.6 1570 cm³ 109 CV a 5600 giri\/min che sostituisce la 1.8, viene rivista la mascherina, il tappo del serbatoio è a vista e nel retro si aggiunge\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ela scritta Alfa Romeo sopra la targa;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econtemporaneamente nasce la GTV 2.0 (1962 cm³) erogante 122 CV a 5300 giri\/min, si differenzia dalla 1.6 per i rostri ai paraurti, due inserti cromati sulla mascherina e griglie\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eper lo sfogo abitacolo con scritte GTV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1978 la 2.0 diventa 2.0 L che acquista 8 CV in più raggiungendo i 130 CV a 5400 giri\/min, vengono introdotti le guarnizioni su parabrezza e lunotto (incollati in precedenza).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSu richiesta dell'importatore tedesco, nel 1977, l'Autodelta realizzò la \"GTV 2.6 V8\", in soli 20 esemplari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDotata del propulsore otto cilindri a V della Montreal, disponeva di 200 CV e poteva raggiungere i 230 km\/h, con accelerazioni brucianti (0 a 100 km\/h in 7,5\").\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue anni più tardi, al fine di ottenere l'omologazione al \"Gruppo 4\" del Campionato Rally, vennero allestite 400 vetture della versione \"Turbodelta\", con motorizzazione di due litri\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ealimentata con turbocompressore \"Alfa avio\" e in seguito KKK, arrivando a erogare 150 CV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eImpiegata nelle competizioni anche da piloti privati, non otterrà soddisfacenti risultati a causa della scarsa affidabilità meccanica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa GTV 2.0 Turbodelta del 1979 si riconosceva per il cofano motore di colore nero e strisce multicolore con scritta Turbodelta sotto gli sportelli con logo Autodelta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eNovità assoluta nel mondo della produzione delle automobili in scala in scala 1:18 il modello dell'Alfa Romeo Alfetta GT 1.6 1976 Rosso 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eMacchina senza parti apribili e dai dettagli elevatissimi\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"feature-name\"\u003eLunghezza \u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"feature-value\"\u003e23.27 cm\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"clearfix\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"feature-name\"\u003eLarghezza \u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"feature-value\"\u003e9.22cm\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"clearfix\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"feature-name\"\u003eAltezza \u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"feature-value\"\u003e7.38 cm\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255222145408,"sku":"KKDC181092","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/74974.jpg?v=1781742889"},{"product_id":"alfa-romeo-alfetta-gtv-2000-1976-red-1-18","title":"Alfa Romeo Alfetta GTV 2000 1976 Red 1:18","description":"\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo Alfetta GTV 2000 1976 Red 1:18 (KK Models KKDC181091)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo Alfetta GT è un'autovettura sportiva costruita dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 1974 al 1987 nello stabilimento di Arese.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1967 l'Alfa Romeo decide di incominciare lo studio per la realizzazione della coupé che dovrà sostituire negli anni 1970 il modello \"Giulia GT\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe principali direttive aziendali sono volte alla creazione di una vettura che possa offrire quattro posti comodi al posto del tradizionale 2+2 con un bagagliaio di buona capienza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePartendo dalla base meccanica della \"Giulia GT\" nel 1968 viene dato incarico per il nuovo progetto alla \"neonata\" Italdesign di Giorgetto Giugiaro, in considerazione del fatto che\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003etale progettista aveva seguito la nascita e lo sviluppo della \"Giulia GT\" negli anni in cui lavorava alla Bertone.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eContemporaneamente, il centro stile Alfa provvederà alla realizzazione di un progetto parallelo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl risultato finale fu una carrozzeria con i volumi spostati all'indietro e la coda tronca\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl momento del lancio nel 1974 la motorizzazione di base era costituita dal bialbero già montato anche sull'Alfetta berlina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1976 vengono introdotte la GT 1.6 1570 cm³ 109 CV a 5600 giri\/min che sostituisce la 1.8, viene rivista la mascherina, il tappo del serbatoio è a vista e nel retro si aggiunge\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ela scritta Alfa Romeo sopra la targa;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econtemporaneamente nasce la GTV 2.0 (1962 cm³) erogante 122 CV a 5300 giri\/min, si differenzia dalla 1.6 per i rostri ai paraurti, due inserti cromati sulla mascherina e griglie\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eper lo sfogo abitacolo con scritte GTV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1978 la 2.0 diventa 2.0 L che acquista 8 CV in più raggiungendo i 130 CV a 5400 giri\/min, vengono introdotti le guarnizioni su parabrezza e lunotto (incollati in precedenza).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSu richiesta dell'importatore tedesco, nel 1977, l'Autodelta realizzò la \"GTV 2.6 V8\", in soli 20 esemplari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDotata del propulsore otto cilindri a V della Montreal, disponeva di 200 CV e poteva raggiungere i 230 km\/h, con accelerazioni brucianti (0 a 100 km\/h in 7,5\").\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue anni più tardi, al fine di ottenere l'omologazione al \"Gruppo 4\" del Campionato Rally, vennero allestite 400 vetture della versione \"Turbodelta\", con motorizzazione di due litri\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ealimentata con turbocompressore \"Alfa avio\" e in seguito KKK, arrivando a erogare 150 CV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eImpiegata nelle competizioni anche da piloti privati, non otterrà soddisfacenti risultati a causa della scarsa affidabilità meccanica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa GTV 2.0 Turbodelta del 1979 si riconosceva per il cofano motore di colore nero e strisce multicolore con scritta Turbodelta sotto gli sportelli con logo Autodelta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eNovità assoluta nel mondo della produzione delle automobili in scala in scala 1:18 il modello dell'Alfa Romeo Alfetta GT 1.6 1976 Rosso 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eMacchina senza parti apribili e dai dettagli elevatissimi\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"feature-name\"\u003eLunghezza \u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"feature-value\"\u003e23.27 cm\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"clearfix\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"feature-name\"\u003eLarghezza \u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"feature-value\"\u003e9.22cm\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"clearfix\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"feature-name\"\u003eAltezza \u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"feature-value\"\u003e7.38 cm\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255222309248,"sku":"KKDC181091","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/74981.jpg?v=1781742895"},{"product_id":"bmw-540i-e39-1995-blu-118","title":"BMW 540i (E39) 1995 Blu 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eBMW 540i (E39) 1995 Blu 1:18\u003c\/b\u003e\u003cstrong\u003e (KK Models KKDC181052)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNella seconda metà del 1995 venne presentata la nuova generazione di Serie 5, contraddistinta dalla sigla di progetto E39 e destinata a raccogliere il testimone della E34.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa E39 ottenne un successo superiore a quello dell'antenata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa linea, disegnata da Joji Nagashima, si presenta molto pulita e levigata, e in alcuni particolari anche muscolosa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDegno di nota sono il raccordo fra montante anteriore e nervatura del cofano motore, o ancora le scalfitture laterali che conferiscono un aspetto molto dinamico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCompletano il quadro una coda tronca e un raccordo tra coda stessa e padiglione molto spiovente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa parte anteriore riprendeva, aggiornati, i concetti delle E36 ed E38, con i classici proiettori rotondi carenati da una copertura in plexiglas trasparente, mentre il classico doppio rene era ora incastonato nel cofano motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa parte posteriore, abbandonava i classici fari a “gradino”, in luogo di proiettori più classici ed eleganti, che non erano più spezzati dall’apertura del bagagliaio, ma ne disegnavano la linea.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL’interno era caratterizzato dal classico cockpit orientato verso il guidatore, una spessa modanatura in radica, ma soprattutto dalla qualità dei materiali utilizzati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInfatti, la plancia era rivestita in un abs effetto pelle molto morbido, con un trattamento superficiale che la rendeva immune da invecchiamento.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eClassici i rivestimenti della selleria nelle prime serie, caratterizzati dal resistente velluto Flock o, su richiesta, da pelle di ottima fattura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAncora oggi, molti puristi della Casa, considerano la E39, insieme alla E46 coupé, la più bella BMW mai prodotta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMassiccio è l'uso di elettronica: accanto al sistema di iniezione elettronica multipoint con accensione integrata e misuratore di portata d'aria, vi sono i dispositivi per la sicurezza attiva, come l'ABS e il controllo di trazione (ASC+T), che impedisce alla vettura di scomporsi in situazioni di scarsa aderenza, eventualmente disinseribile per lasciare il totale controllo della vettura al conducente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInternamente, la E39 risultava più spaziosa del modello precedente: anche la zona posteriore dell'abitacolo risultava essere più comoda per gli occupanti, grazie ad alcuni centimetri in più recuperati in fase di progetto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl comfort è percepibile anche anteriormente, grazie alle regolazioni elettriche di sedili (optional), volante e retrovisori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl posto guida era caratterizzato anche dalla natura multifunzione del volante (optional) che incorpora i comandi dell'impianto radio e della climatizzazione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl momento dell'esordio la gamma includeva le versioni berlina con motori a 6 e 8 cilindri, benzina o turbodiesel, provenienti seppur rivisti nell'elettronica e dotati, in alcuni casi di sistema Vanos dall'ultima evoluzione della precedente E34.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe versioni disponibili al momento del lancio erano:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e520i - 6 cilindri in linea 24v 1991 cm³ da 150 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e523i - 6 cilindri in linea 24v 2494 cm³ da 170 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e528i - 6 cilindri in linea 24v 2793 cm³ da 193 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e525tds - 6 cilindri in linea 12v 2497 cm³ da 143 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEntro breve tempo vennero affiancate dalla 540i dotata di un V8 da 4398 cm³ e 286 CV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKK Scale Models ci presenta per la prima volta la BMW 530d (E39) 1995 Blu 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255391621504,"sku":"KKDC181052","price":79.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/72476.jpg?v=1781741139"},{"product_id":"bmw-530d-e39-1997-touring-black-metallic-1-18","title":"Bmw 530D E39 1997 Touring Black Metallic 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eBmw 520i E39 1997 Touring Black Metallic 1:18 (KK Models KKDC181083)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNella seconda metà del 1995 venne presentata la nuova generazione di Serie 5, contraddistinta dalla sigla di progetto E39 e destinata a raccogliere il testimone della E34.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa E39 ottenne un successo superiore a quello dell'antenata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa linea, disegnata da Joji Nagashima, si presenta molto pulita e levigata, e in alcuni particolari anche muscolosa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDegno di nota sono il raccordo fra montante anteriore e nervatura del cofano motore, o ancora le scalfitture laterali che conferiscono un aspetto molto dinamico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCompletano il quadro una coda tronca e un raccordo tra coda stessa e padiglione molto spiovente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa parte anteriore riprendeva, aggiornati, i concetti delle E36 ed E38, con i classici proiettori rotondi carenati da una copertura in plexiglas trasparente, mentre il classico doppio rene era ora incastonato nel cofano motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa parte posteriore, abbandonava i classici fari a “gradino”, in luogo di proiettori più classici ed eleganti, che non erano più spezzati dall’apertura del bagagliaio, ma ne disegnavano la linea.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL’interno era caratterizzato dal classico cockpit orientato verso il guidatore, una spessa modanatura in radica, ma soprattutto dalla qualità dei materiali utilizzati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInfatti, la plancia era rivestita in un abs effetto pelle molto morbido, con un trattamento superficiale che la rendeva immune da invecchiamento.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eClassici i rivestimenti della selleria nelle prime serie, caratterizzati dal resistente velluto Flock o, su richiesta, da pelle di ottima fattura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAncora oggi, molti puristi della Casa, considerano la E39, insieme alla E46 coupé, la più bella BMW mai prodotta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMassiccio è l'uso di elettronica: accanto al sistema di iniezione elettronica multipoint con accensione integrata e misuratore di portata d'aria, vi sono i dispositivi per la sicurezza attiva, come l'ABS e il controllo di trazione (ASC+T), che impedisce alla vettura di scomporsi in situazioni di scarsa aderenza, eventualmente disinseribile per lasciare il totale controllo della vettura al conducente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInternamente, la E39 risultava più spaziosa del modello precedente: anche la zona posteriore dell'abitacolo risultava essere più comoda per gli occupanti, grazie ad alcuni centimetri in più recuperati in fase di progetto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl comfort è percepibile anche anteriormente, grazie alle regolazioni elettriche di sedili (optional), volante e retrovisori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl posto guida era caratterizzato anche dalla natura multifunzione del volante (optional) che incorpora i comandi dell'impianto radio e della climatizzazione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl momento dell'esordio la gamma includeva le versioni berlina con motori a 6 e 8 cilindri, benzina o turbodiesel, provenienti seppur rivisti nell'elettronica e dotati, in alcuni casi di sistema Vanos dall'ultima evoluzione della precedente E34.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe versioni disponibili al momento del lancio erano:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e520i - 6 cilindri in linea 24v 1991 cm³ da 150 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e523i - 6 cilindri in linea 24v 2494 cm³ da 170 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e528i - 6 cilindri in linea 24v 2793 cm³ da 193 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e525tds - 6 cilindri in linea 12v 2497 cm³ da 143 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEntro breve tempo vennero affiancate dalla 540i dotata di un V8 da 4398 cm³ e 286 CV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKK Scale Models ci presenta per la prima volta la Bmw 520i E39 1997 Touring Black Metallic 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255482913152,"sku":"KKDC181083","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/81299.jpg?v=1781747819"},{"product_id":"bmw-530d-e39-1997-touring-blue-metallic-1-18","title":"Bmw 530D E39 1997 Touring Blue Metallic 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eBmw 530D E39 1997 Touring Blue Metallic 1:18 (KK KKDC181081)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNella seconda metà del 1995 venne presentata la nuova generazione di Serie 5, contraddistinta dalla sigla di progetto E39 e destinata a raccogliere il testimone della E34.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa E39 ottenne un successo superiore a quello dell'antenata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa linea, disegnata da Joji Nagashima, si presenta molto pulita e levigata, e in alcuni particolari anche muscolosa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDegno di nota sono il raccordo fra montante anteriore e nervatura del cofano motore, o ancora le scalfitture laterali che conferiscono un aspetto molto dinamico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCompletano il quadro una coda tronca e un raccordo tra coda stessa e padiglione molto spiovente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa parte anteriore riprendeva, aggiornati, i concetti delle E36 ed E38, con i classici proiettori rotondi carenati da una copertura in plexiglas trasparente, mentre il classico doppio rene era ora incastonato nel cofano motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa parte posteriore, abbandonava i classici fari a “gradino”, in luogo di proiettori più classici ed eleganti, che non erano più spezzati dall’apertura del bagagliaio, ma ne disegnavano la linea.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL’interno era caratterizzato dal classico cockpit orientato verso il guidatore, una spessa modanatura in radica, ma soprattutto dalla qualità dei materiali utilizzati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInfatti, la plancia era rivestita in un abs effetto pelle molto morbido, con un trattamento superficiale che la rendeva immune da invecchiamento.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eClassici i rivestimenti della selleria nelle prime serie, caratterizzati dal resistente velluto Flock o, su richiesta, da pelle di ottima fattura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAncora oggi, molti puristi della Casa, considerano la E39, insieme alla E46 coupé, la più bella BMW mai prodotta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMassiccio è l'uso di elettronica: accanto al sistema di iniezione elettronica multipoint con accensione integrata e misuratore di portata d'aria, vi sono i dispositivi per la sicurezza attiva, come l'ABS e il controllo di trazione (ASC+T), che impedisce alla vettura di scomporsi in situazioni di scarsa aderenza, eventualmente disinseribile per lasciare il totale controllo della vettura al conducente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInternamente la E39 risultava più spaziosa del modello precedente: anche la zona posteriore dell'abitacolo risultava essere più comoda per gli occupanti, grazie ad alcuni centimetri in più recuperati in fase di progetto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl comfort è percepibile anche anteriormente, grazie alle regolazioni elettriche di sedili (optional), volante e retrovisori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl posto guida era caratterizzato anche dalla natura multifunzione del volante (optional) che incorpora i comandi dell'impianto radio e della climatizzazione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl momento dell'esordio la gamma includeva le versioni berlina con motori a 6 e 8 cilindri, benzina o turbodiesel, provenienti seppur rivisti nell'elettronica e dotati, in alcuni casi di sistema Vanos dall'ultima evoluzione della precedente E34.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe versioni disponibili al momento del lancio erano:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e520i - 6 cilindri in linea 24v 1991 cm³ da 150 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e523i - 6 cilindri in linea 24v 2494 cm³ da 170 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e528i - 6 cilindri in linea 24v 2793 cm³ da 193 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e525tds - 6 cilindri in linea 12v 2497 cm³ da 143 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEntro breve tempo vennero affiancate dalla 540i dotata di un V8 da 4398 cm³ e 286 CV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKK Scale Models ci presenta per la prima volta la Bmw 530D E39 1997 Touring Blue Metallic 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255483437440,"sku":"KKDC181081","price":79.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/81300.jpg?v=1781747825"},{"product_id":"bmw-540i-e39-1997-touring-grey-metallic-118","title":"Bmw 540i E39 1997 Touring Grey Metallic 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eBmw 530D E39 1997 Touring Grey Metallic 1:18 (KK Models KKDC181082)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNella seconda metà del 1995 venne presentata la nuova generazione di Serie 5, contraddistinta dalla sigla di progetto E39 e destinata a raccogliere il testimone della E34.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa E39 ottenne un successo superiore a quello dell'antenata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa linea, disegnata da Joji Nagashima, si presenta molto pulita e levigata, e in alcuni particolari anche muscolosa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDegno di nota sono il raccordo fra montante anteriore e nervatura del cofano motore, o ancora le scalfitture laterali che conferiscono un aspetto molto dinamico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCompletano il quadro una coda tronca e un raccordo tra coda stessa e padiglione molto spiovente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa parte anteriore riprendeva, aggiornati, i concetti delle E36 ed E38, con i classici proiettori rotondi carenati da una copertura in plexiglas trasparente, mentre il classico doppio rene era ora incastonato nel cofano motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa parte posteriore, abbandonava i classici fari a “gradino”, in luogo di proiettori più classici ed eleganti, che non erano più spezzati dall’apertura del bagagliaio, ma ne disegnavano la linea.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL’interno era caratterizzato dal classico cockpit orientato verso il guidatore, una spessa modanatura in radica, ma soprattutto dalla qualità dei materiali utilizzati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInfatti, la plancia era rivestita in un abs effetto pelle molto morbido, con un trattamento superficiale che la rendeva immune da invecchiamento.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eClassici i rivestimenti della selleria nelle prime serie, caratterizzati dal resistente velluto Flock o, su richiesta, da pelle di ottima fattura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAncora oggi, molti puristi della Casa, considerano la E39, insieme alla E46 coupé, la più bella BMW mai prodotta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMassiccio è l'uso di elettronica: accanto al sistema di iniezione elettronica multipoint con accensione integrata e misuratore di portata d'aria, vi sono i dispositivi per la sicurezza attiva, come l'ABS e il controllo di trazione (ASC+T), che impedisce alla vettura di scomporsi in situazioni di scarsa aderenza, eventualmente disinseribile per lasciare il totale controllo della vettura al conducente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInternamente, la E39 risultava più spaziosa del modello precedente: anche la zona posteriore dell'abitacolo risultava essere più comoda per gli occupanti, grazie ad alcuni centimetri in più recuperati in fase di progetto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl comfort è percepibile anche anteriormente, grazie alle regolazioni elettriche di sedili (optional), volante e retrovisori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl posto guida era caratterizzato anche dalla natura multifunzione del volante (optional) che incorpora i comandi dell'impianto radio e della climatizzazione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl momento dell'esordio la gamma includeva le versioni berlina con motori a 6 e 8 cilindri, benzina o turbodiesel, provenienti seppur rivisti nell'elettronica e dotati, in alcuni casi di sistema Vanos dall'ultima evoluzione della precedente E34.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe versioni disponibili al momento del lancio erano:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e520i - 6 cilindri in linea 24v 1991 cm³ da 150 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e523i - 6 cilindri in linea 24v 2494 cm³ da 170 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e528i - 6 cilindri in linea 24v 2793 cm³ da 193 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e525tds - 6 cilindri in linea 12v 2497 cm³ da 143 CV\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEntro breve tempo vennero affiancate dalla 540i dotata di un V8 da 4398 cm³ e 286 CV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKK Scale Models ci presenta per la prima volta la Bmw 530D E39 1997 Touring Grey Metallic 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255483994496,"sku":"KKDC181082","price":79.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/81301.jpg?v=1781747831"},{"product_id":"dodge-monaco-bluesmobile-look-a-like-1974-with-the-horn-on-the-roof-1-18","title":"Dodge Monaco Bluesmobile look-a-like 1974 with the horn on the roof 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eDodge Monaco Bluesmobile look-a-like 1974 with the horn on the roof 1:18 (KK Scale KKDC181121)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Dodge Monaco è un'autovettura di classe alta prodotta dal 1965 dalla Dodge, divisione della Chrysler Corporation. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ questa vettura, nel suo modello 1974, la celebre Bluesmobile dei Blues Brothers.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Monaco originale venne progettata per competere con le altre vetture della sua classe quali la Pontiac Grand Prix.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIntrodotta nel 1965 come modello coupé questa vettura era basata sulla Dodge Polara due porte hardtop.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Monaco aveva un profilo del tetto speciale, elementi di lusso e una console centrale posta tra i due sedili anteriori. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1969 il nome Monaco identificava tutti i modelli, di produzione Dodge, dotati di un interno di alto livello, siano stati essi station wagon, berline o hardtop, sostituendo il precedente nome Polara che venne utilizzato per le vetture di livello base. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAnche la Chrysler Corporation of Canada Ltd costruì la Monaco e solo in questo paese era disponibile una versione decappottabile della vettura. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe vetture prodotte in Canada inoltre erano dotate, nel 1965 e nel 1966, del cruscotto della Plymouth.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCon la crisi energetica del 1973, la Chrysler applicò il nome Monaco a una vettura di classe media, la Coronet, il cui nome scomparve dopo 20 anni di uso da parte della Dodge.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer un breve periodo la versione di classe alta della Monaco, più grande, venne chiamata Dodge Royal Monaco.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl nome Monaco scomparve anch'esso nel 1979 per venire rimpiazzato nella Dodge dalla St. Regis. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1989 il nome Monaco venne riutilizzato, per un breve periodo, per la commercializzazione della Renault 25 venduta negli Stati Uniti dalla AMC come Eagle Premier, equipaggiata con un motore PRV e a trazione anteriore. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa produzione di questo modello venne interrotto nel 1992 quando fu introdotta la Dodge Intrepid.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe Monaco furono molto popolari come auto della polizia di diversi stati USA, e proprio come vettura della Mount Prospect Police è stata utilizzata nel film The Blues Brothers. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer la precisione la \"Bluesmobile\" è una \"Monaco 440\", ovvero con motore V8 da 7.200 cm³. (440in³) erogante 375 cv (280 kW). \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNella realtà, a causa della crisi del petrolio del 1973, venne adottata una cilindrata inferiore (360in³), scendendo ai pur rispettabili 275 CV (206 kW) del modello 1974.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eInoltre, sempre nei colori delle auto della polizia e insieme alla Plymouth Gran Fury, furono molto usate (e spesso distrutte) sulle scene di molti film d'azione degli anni settanta e ottanta, come la serie televisiva Hazzard.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eKK Scale Models ci presenta la Dodge Monaco Bluesmobile look-a-like 1974 with the horn on the roof 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBellissima\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255664447872,"sku":"KKDC181121","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/72508.jpg?v=1781741166"},{"product_id":"dodge-monaco-police-1974-chicago-police-1-18","title":"Dodge Monaco Police 1974 Chicago Police 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eDodge Monaco Police 1974 Chicago Police 1:18 (KK Scale Models 181151)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKK negli ultimi anni ha ripreso una produzione mirata di modello ormai non più in vendita da anni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTre i suoi più riusciti filoni c'è quello dedicato alle serie televisive e film che hanno fatto la storia\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn questo allestimento ecco a voi la Dodge Monaco Police 1974 Chicago Police 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNumerata in sequenza sulla base.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn metallo con aperture, ruote sterzanti\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255664742784,"sku":"181151","price":89.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/75662.jpg?v=1781743429"},{"product_id":"dodge-monaco-police-1974-hazzard-county-police-1-18","title":"Dodge Monaco Police 1974 Hazzard County Police 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eDodge Monaco Police 1974 Hazzard County Police 1:18 (KK Scale Models 181152)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKK negli ultimi anni ha ripreso una produzione mirata di modello ormai non più in vendita da anni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTre i suoi più riusciti filoni c'è quello dedicato alle serie televisive e film che hanno fatto la storia\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn questo allestimento ecco a voi la Dodge Monaco Police 1974 Hazzard County Police 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNumerata in sequenza sulla base.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn metallo con aperture, ruote sterzanti\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255664841088,"sku":"181152","price":89.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/75670.jpg?v=1781743435"},{"product_id":"ferrari-166-mm-barchetta-1949-red-1-18","title":"Ferrari 166 MM Barchetta 1949 Red 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 166 MM Barchetta 1949 Red 1:18 (KK 180911)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 166MM Barchetta fu la vettura che dette alla Ferrari la sua prima vittoria a Le Mans, nel 1949. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl motore era un 12 cilindri da 1995cc, dotato di tre carburatori da doppio corpo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCon 140 cavalli a 6600 giri, la 166MM poteva raggiungere una velocità massima di 210 km\/h. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl cambio era a 5 marce e il peso era particolarmente ridotto: 680 kg. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa carrozzeria, particolarmente armoniosa, fu disegnata dal figlio del fondatore della Touring, Carlo Bianchi-Anderloni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer le sue prestazioni e la sua facilità di utilizzo la 166MM riscosse un notevole successo anche presso i piloti e le scuderie private, che ottennero numerose vittorie nell’arco di diverse stagioni. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDella 166MM fu realizzata anche una versione coupé, sempre disegnata da Touring.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello prodotto da KK Scale Models in edizione limitata\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255693414784,"sku":"KKDC180911","price":89.96,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/69778.jpg?v=1781738981"},{"product_id":"ferrari-250gt-berlinetta-lusso-s-n-4891gt-coupe-brown-personal-car-steve-mcqueen-1-18","title":"Ferrari 250GT Berlinetta GT Coupè Brown  1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 250GT Berlinetta Lusso s\/n 4891GT Coupè Brown personal Car Steve McQueen 1:18 (KK Models \u003c\/strong\u003e\u003cb\u003eKKDC181023)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 250 è una famiglia di autovetture costruite dalla Ferrari dal 1952 al 1964.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu il modello di maggior successo tra le prime introdotte dalla Casa automobilistica del cavallino rampante, e fu sviluppata in diverse serie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu sostituita dalla 275 GTB e dalla 330.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMolte delle 250 condividevano lo stesso telaio e lo stesso passo, ed erano disponibili due versioni, telaio corto (da 2400 mm) conosciuto dagli appassionati come \"SWB\" (acronimo dell'Inglese Short Wheel Base), oppure con telaio lungo (da 2600 mm) conosciuto come \"LWB\" (Long Wheel Base).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMolte delle versioni da competizione e cabriolet usavano la versione corta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuasi tutte le 250 condividevano lo stesso motore, un propulsore V12 progettato da Gioachino Colombo chiamato “Tipo 125”.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNon aveva una cilindrata molto alta per il periodo in cui era realizzato e per il tipo di vettura (appena 2953 cm³), ma la sua leggerezza e la considerevole potenza erogata, 276 hp, facevano la differenza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003el progetto delle 250 GT fu estremamente di successo nelle corse automobilistiche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu preparata una versione da strada.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFurono costruiti varie tipologie, sia per le competizioni, che per le versioni da strada.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 250 GT Coupé è stata presentata al Salone dell'automobile di Parigi nel 1954.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNe furono costruiti un'ottantina di esemplari in poco più di un anno, e fu il primo passo della Ferrari di costruire autovetture per la normale clientela. Derivava dalla 250 Europa, e ci fu la ricomparsa del motore montato sulla 125 S alimentato con gli abituali tre carburatori di marca Weber e di modello 36 DCZ\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCon l'intenzione di produrre auto di serie per stabilizzare le finanze della compagnia, Enzo Ferrari chiese a Pininfarina di progettare una 250 GT coupé semplice e classica. Il risultato fu presentato a Milano nel 1958, e comprendeva 335 esemplari quasi identici costruiti fino al 1960.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTra gli acquirenti ci fu il principe Bertil di Svezia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta GT non aveva le prese d'aria laterali, a favore di una linea più pulita.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAveva una carrozzeria a tre volumi con un lunotto panoramico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa griglia ovale anteriore fu sostituita da una più stretta con fari sporgenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAveva ammortizzatori telescopici, in sostituzione di quelli Houdaille delle 250 precedenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI freni a disco furono introdotti nel 1960.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa “250 GT Coupe Pininfarina” finale aveva in comune con la Ferrari 340 America la coda, e fu presentata nel 1961 al Salone dell'automobile di Londra.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUn tempo presentati il prototipo coupé basato sulla serie 250 e la sua versione definitiva, rispettivamente al Salone dell'automobile di Ginevra del 1954 e del 1956, la Pininfarina si trovò nella condizione di non poter provvedere alla produzione del modello a causa dei lavori per il trasferimento della sede dal vecchio stabilimento di corso Trapani alla nuova struttura di Grugliasco.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo aver costruito i primi 8 esemplari, quindi, affidò la produzione alla carrozzeria di Felice Mario Boano, il quale apportò lievi modifiche alla linea di fiancata e realizzò 80 esemplari della \"250 GT Coupé\" che in questo allestimento presero la denominazione “250 GT Coupé Boano”.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eViene ricordata dagli esperti come la prima Ferrari prodotta in serie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuando Boano decise di accettare la direzione del centro stile FIAT, il suo posto in azienda venne preso dal genero Ezio Ellena e dal socio Luciano Pollo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Carrozzeria Ellena rivisitò il modello alzando il padiglione e rimuovendo i deflettori dalle portiere, e ne costruì altri 54 esemplari denominati “250 GT Coupé Ellena”.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCome gli allestimenti Pininfarina, anche le GT Boano ed Ellena utilizzano l'autotelaio a struttura tubolare della coeva \"250 Berlinetta\" da competizione, con passo allungato da 240 a 260 mm ed il motore depotenziato da 260 a 240 CV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDi tutti gli esemplari costruiti solo una era convertibile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto esemplare, con numero telaio 0461 GT, fu venduta a un collezionista, Bob Lee, al Salone dell'automobile di New York del 1956.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSotto la supervisione di Enzo Ferrari, Lee acquistò il modello a 9.500 dollari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLee la possiede ancora; è uno della Ferrari più vecchie ad essere in mano ai primi acquirenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEccola riprodotta da KK nel colore Brown scelto dal leggendario ed indimenticabile attore, driver, Steeve McQueen\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255695151488,"sku":"KKDC181023","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/82491.jpg?v=1781748739"},{"product_id":"ferrari-250gt-california-spider-with-hard-top-1-18","title":"Ferrari 250GT California Spider With Hard Top 1:18","description":"\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 250GT California Spider With Hard Top 1:18 (KK Models KKDC181046)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Ferrari 250 GT California è un'autovettura sportiva a due posti costruita dalla casa automobilistica italiana Ferrari dal 1957 al 1963. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFu fabbricata in due serie, una prima denominata “passo lungo” chiamata anche LWB (Long Wheel Base) e realizzata dal 1958 al 1960 (con un prototipo costruito nel 1957), ed una seconda a “passo corto” chiamata anche SWB (Short Wheel Base), prodotta dal 1960 al 1963, con l'ultimo esemplare finito all'inizio di quest'ultimo anno.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eGli Stati Uniti d'America erano divenuti un mercato di grande interesse per la Ferrari, soprattutto grazie alla reputazione di affermate vetture sportive prodotte dalla casa di Maranello, ed al lavoro di Luigi Chinetti, importatore della stessa. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'idea di proporre un modello studiato per il mercato statunitense fu di John Von Neumann, fiduciario della West Coast, che propose a Chinetti una serie di vetture adeguate al mercato americano.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eChinetti fece propria l'idea e persuase Enzo Ferrari. Il proposito ebbe dunque seguito, con la produzione di 106 esemplari, di cui nove interamente in alluminio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa parola “spider” nella denominazione che fu data originariamente alla vettura è improprio, infatti il modello è più una cabriolet con tettuccio ripiegabile. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 250 GT California ebbe origine dalle berlinette di quegli anni, dove rappresentava la versione aperta. Il nome “spyder” le fu dato per distinguerla dalle altre cabriolet, che erano in produzione in concomitanza con il modello, ma nascevano dalle 250 GT Coupé stradali\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa carrozzeria fu progettata e costruita da Scaglietti per entrambe le serie. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFu costruita in lamiere d'acciaio, tranne per le portiere ed il cofano, che erano in alluminio. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNove esemplari furono però fabbricati totalmente in alluminio, sempre prodotti dalla Scaglietti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 250 GT California fu fabbricata sulle stesse linee produttive delle berlinette, e condivideva con queste ultime le sospensioni, i freni e lo sterzo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eGli esemplari fabbricati avevano la guida a sinistra. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSugli ultimi modelli prodotti della prima serie furono introdotti i freni a disco sulle ruote, in sostituzione dei freni a tamburo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI primi esemplari della prima serie avevano in dotazione un motore V12 da 3 litri di cilindrata, che fu sviluppato e migliorato durante gli anni. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa distribuzione era a monoalbero per bancata di cilindri, con candele comprese nella “V” del propulsore. In un primo momento l'accensione era costituita da una bobina d'accensione e singolo distributore, successivamente cambiata in una doppia bobina e relativo distributore. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI modelli di transizione tra le due serie avevano invece le candele esterne alla “V” del motore, con sistema di distribuzione doppio, ed un impianto d'alimentazione con carburatori potenziati. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe ultime vetture della seconda serie conservavano il sistema di alimentazione con questa ultima soluzione e le candele esterne alla “V” del motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAlcuni esemplari della “250 California” parteciparono a competizioni, con il motore interessato ad un'evoluzione che portò ad importanti sviluppi tecnici. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl miglior risultato fu il quinto posto alla 24 Ore di Le Mans del 1959 con alla guida Bob Grossman e Fernand Tavano. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuest'ultimo esemplare partecipò anche ad altre gare negli Stati Uniti d'America ed ottenne buoni risultati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 250 GT California raggiungeva una velocità massima che andava da 225 a 250 km\/h per la prima serie e da 250 a 270 km\/h per la seconda serie a seconda del rapporto al ponte finale che veniva montato.\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255695184256,"sku":"KKDC181046","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/74060.jpg?v=1781742317"},{"product_id":"ferrari-testarossa-1984-blue-118","title":"Ferrari Testarossa 1984 Blue 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari Testarossa 1984 Blue 1:18 (KK Models 180503)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari Testarossa è una berlinetta a motore centrale prodotta dalla casa automobilistica italiana Ferrari dal 1984 fino al 1996.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl Salone dell'automobile di Parigi del 1984 la Ferrari presentò l'erede della 512 BB, di cui conservava la meccanica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura, con la sua linea, opera di Pininfarina caratterizzata dalla coda notevolmente allargata e dalle grandi griglie laterali, suscitò subito ampi consensi \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAnche gli interni, lussuosamente rifiniti, erano opulenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn origine la Ferrari Testarossa disponeva di un solo specchietto retrovisore, molto sporgente, e curiosamente situato sulla mezzeria del montante sinistro del parabrezza, allo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003escopo di migliorare la scarsissima visibilità posteriore, che era ostacolata dalla presenza della larga e massiccia coda; tale collocazione non era, in effetti, particolarmente\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eelegante, per cui, a partire dall'anno 1986 si passò ad una soluzione più tradizionale, consistente nell'adozione di due specchietti, situati alla base dei montanti, e non in\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eprossimità della loro mezzeria.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa meccanica era mutuata dal modello precedente, ma venne affinata: il 12 cilindri a V di 180° di 4 942 cm³ beneficiò di una nuova testata a 4 valvole per cilindro ed erogava ora una potenza di 390 CV. Il retrotreno venne dotato di doppi ammortizzatori\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Testarossa originaria rimase in produzione praticamente invariata (salvo modifiche di dettaglio a cerchi e dotazioni) fino al 1992.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1989, però, per adeguarsi alla normativa antinquinamento, venne montata la marmitta catalitica, con conseguente calo di potenza a 380 CV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDella Testarossa la Ferrari produsse un modello unico in versione spider per l'avvocato Gianni Agnelli\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl motore 12 cilindri contrapposti poteva spingere la Testarossa alla velocità di oltre 290 km\/h.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDella Testarossa sono state prodotte 7177 esemplari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKK Models Ferrari Testarossa 1984 Blue 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMonodado Monospecchio\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255766094208,"sku":"180503","price":79.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/53136.jpg?v=1781732647"},{"product_id":"fiat-500-f-1968-verde-menta-1-12","title":"Fiat 500 F 1968 Verde Menta 1:12","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFiat 500 F 1968 Verde Menta 1:12 (KK Scale model 120036)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Fiat 500 F, introdotta nel 1965 dalla FIAT, è una delle versioni più iconiche e diffuse della storica Nuova 500. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEvoluzione della prima serie del 1957, la versione “F” contribuì in modo decisivo alla diffusione dell’automobile in Italia durante il boom economico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUna delle modifiche più importanti fu l’introduzione delle porte con apertura tradizionale (incernierate anteriormente), che sostituirono le precedenti porte controvento, migliorando sicurezza e praticità. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl motore rimaneva il classico bicilindrico raffreddato ad aria da circa 499 cc, semplice, robusto ed estremamente economico nei consumi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Fiat 500 F divenne rapidamente un simbolo della mobilità urbana italiana: compatta, agile e perfetta per le strade cittadine, rappresentava una soluzione accessibile per milioni di famiglie. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl suo design semplice ma inconfondibile ha reso la 500 una delle auto più amate e riconoscibili al mondo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa colorazione Verde Menta è una delle tinte più affascinanti dell’epoca, capace di esaltare il carattere vivace e leggero della vettura, rendendola ancora oggi particolarmente apprezzata dai collezionisti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello KK Scale Models 120036 riproduce la Fiat 500 F 1968 Verde Menta in scala 1:12, una scala importante che valorizza ogni dettaglio della vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto da KK Scale Models, il modello è realizzato in metallo pressofuso (die-cast) con stampo chiuso (non apribile), soluzione che garantisce linee pulite e proporzioni fedeli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche principali\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003escala 1:12 (large scale)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ecarrozzeria die-cast\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003estampo chiuso (non apribile)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eversione Fiat 500 F 1968\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ecolorazione Verde Menta\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003edettagli esterni accurati\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eproduzione KK Scale Models\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eUn modello ideale per collezionisti di Fiat 500, auto italiane storiche e modelli in grande scala.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFiat 500 F 1968 Verde Menta 1:12 – KK Scale Models 120036\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eFiat 500 F 1968\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eIcona dell’automobile italiana\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eScala 1:12 grande formato\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eModello die-cast stampo chiuso\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eProduzione KK Scale Models\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eLa Fiat 500 F 1:12 KK Scale Verde Menta è un modello che unisce eleganza e simpatia in una delle colorazioni più iconiche dell’epoca. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGrazie alla scala 1:12, questo modello diventa un vero pezzo da esposizione, capace di catturare immediatamente l’attenzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePerfetto per chi ama le auto storiche italiane e desidera un modello scenografico e ricco di fascino.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDa oltre vent’anni e-sco Modellismo seleziona modelli iconici per offrire ai collezionisti il meglio del mercato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAcquistala ora su e-sco e aggiungi alla tua collezione una delle utilitarie più amate di sempre.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255780544896,"sku":"120036","price":119.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/93461_375200e0-9f02-4371-b90a-93c556133b40.jpg?v=1781460502"},{"product_id":"jeep-grand-wagoner-1981-red-1-18","title":"Jeep Grand Wagoner 1981 Red 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eJeep Grand Wagoner 1981 Red 1:18 (KKDC 181112)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl nome Wagoneer ha identificato per molti anni il modello top della gamma Jeep. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto modello è famoso in tutto il mondo per lo stile tipicamente \"Yankee\": dimensioni importanti, dotazione di lusso e soprattutto per le classiche fiancate color legno. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ apparsa sette anni prima della Range Rover e, assieme a quest'ultima, può essere considerata la \"madre\" dei SUV di lusso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI motori erano potenti 6 cilindri in linea o V8, tutti a benzina:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e4.2 l (4226 cm³) 6 cilindri a benzina. Potenza max: 110 CV (80,9 kW) a 3500 rpm.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e5.3 l (327 cid) \"Vigilante\" AMC\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e5.7 l (350 cid) Buick GM\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e5.0 l (304 cid) AMC V8\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e5.9 l (360 cid) AMC V8\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e6.6 l (401 cid) AMC V8\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal 1984 al 1990 il nome Wagoneer identifica un modello più piccolo ricavato dalla nuova Jeep Cherokee (XJ), sempre nella classica linea con pannelli in legno: il Wagoneer XJ.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo l'ingresso della Wagoneer XJ, dal 1984, la precedente Wagoneer SJ diventa Grand Wagoneer SJ, rimanendo in produzione fino al 1991.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMotore: 5.9 l V8 a benzina Magnum (a carburatori) Potenza max: 235 CV. Coppia max: 386 N·m Cambio: automatico a 4 rapporti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNell'ultima versione della Grand Wagoneer SJ il motore era un 5.900 cm³ V8 \/ 360 cid AMC, l'ultimo motore a carburatori montato su una jeep.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEccola in tutto il  suo splendore riprodotta in scala 1:18 da KK Scale \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255988720000,"sku":"KKDC181112","price":79.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/72486.jpg?v=1781741153"},{"product_id":"jeep-grand-wagoner-1981-white-1-18","title":"Jeep Grand Wagoner 1981 White 1:18","description":"\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cstrong\u003eJeep Grand Wagoner 1981 White 1:18 (KKDC 181111)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl nome Wagoneer ha identificato per molti anni il modello top della gamma Jeep. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesto modello è famoso in tutto il mondo per lo stile tipicamente \"Yankee\": dimensioni importanti, dotazione di lusso e soprattutto per le classiche fiancate color legno. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ apparsa sette anni prima della Range Rover e, assieme a quest'ultima, può essere considerata la \"madre\" dei SUV di lusso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI motori erano potenti 6 cilindri in linea o V8, tutti a benzina:\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e4.2 l (4226 cm³) 6 cilindri a benzina. Potenza max: 110 CV (80,9 kW) a 3500 rpm.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e5.3 l (327 cid) \"Vigilante\" AMC\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e5.7 l (350 cid) Buick GM\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e5.0 l (304 cid) AMC V8\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e5.9 l (360 cid) AMC V8\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e6.6 l (401 cid) AMC V8\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDal 1984 al 1990 il nome Wagoneer identifica un modello più piccolo ricavato dalla nuova Jeep Cherokee (XJ), sempre nella classica linea con pannelli in legno: il Wagoneer XJ.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDopo l'ingresso della Wagoneer XJ, dal 1984, la precedente Wagoneer SJ diventa Grand Wagoneer SJ, rimanendo in produzione fino al 1991.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMotore: 5.9 l V8 a benzina Magnum (a carburatori) Potenza max: 235 CV. Coppia max: 386 N·m Cambio: automatico a 4 rapporti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNell'ultima versione della Grand Wagoneer SJ il motore era un 5.900 cm³ V8 \/ 360 cid AMC, l'ultimo motore a carburatori montato su una jeep.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEccola in tutto il  suo splendore riprodotta in scala 1:18 da KK Scale Models\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255989047680,"sku":"KKDC181111","price":79.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/72485.jpg?v=1781741147"},{"product_id":"mini-cooper-1992-lhd-black-white-union-jack-112","title":"Mini Cooper 1992 LHD Black White Union Jack 1:12","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eMini Cooper 1992 LHD Black White Union Jack 1:12 (KK-Scale KKDC120052L)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa Mini apparve nel 1959 e portò con sé una rivoluzione per l'industria automobilistica. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eVenduto da diversi marchi, avrebbe portato i segni di Austin, Morris, Wolseley, Leyland, Innocenti, prima di finire \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003econ Rover. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa British Motor Corporation iniziò a studiare un erede per la Mini alla fine degli anni sessanta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Gruppo Rover iniziò a pensare alla sostituzione della Mini nel 1992.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInizialmente gli sforzi si concentrarono su una rielaborazione in chiave moderna della Mini: venne così ideato e realizzato il prototipo della Minki, una Mini dotata di motore Rover serie K, cambio a 5 marce, sospensioni Hydragas, portellone posteriore, cruscotto completamente nuovo e posizione di guida migliorata; questo progetto venne però abbandonato a causa del rapporto tra investimenti necessari e vendite previste, che secondo gli analisti sarebbe stato piuttosto sfavorevole.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1994 il gruppo Rover venne acquistato dalla BMW: la casa bavarese trovò l'idea della Minki interessante, e l'anno successivo fece costruire un secondo prototipo (chiamato Minki II), con delle sospensioni Hydragas perfezionate e altri piccoli miglioramenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel frattempo, tuttavia, i piani per la sostituzione della Mini si erano concentrati sulla produzione di un'automobile completamente nuova, e l'idea della Minki fu abbandonata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSi susseguirono diverse proposte, avanzate sia dal Gruppo Rover che dalla BMW, ma quella definitiva venne realizzata da Frank Stephenson;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1999, prima del definitivo abbandono della vecchia versione, venne prodotta la Mini 40th Anniversary, prodotta in pochi esemplari solo 250 nel Regno Unito e 300 per l'Italia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNello stesso anno la BMW dismise il Gruppo Rover che divenne Gruppo MG Rover mantenendo la proprietà del solo marchio Mini, e l'anno seguente mise in commercio la nuova generazione della Mini.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKK Models  ci presenta questa splendida riproduzione in diecast apribile della mitica Mini Cooper\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in scatola vetrina con aperture disponibili.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBellissima\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256402514304,"sku":"KKDC120052L","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/66573.jpg?v=1781737735"},{"product_id":"mini-cooper-1992-lhd-blue-metallic-white-112","title":"Mini Cooper 1992 LHD Blue Metallic - White 1:12","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eMini Cooper 1992 LHD Blue Metallic - White 1:12 (KK-Scale KKDC120053L)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa Mini apparve nel 1959 e portò con sé una rivoluzione per l'industria automobilistica. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eVenduto da diversi marchi, avrebbe portato i segni di Austin, Morris, Wolseley, Leyland, Innocenti, prima di finire \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003econ Rover. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa British Motor Corporation iniziò a studiare un erede per la Mini alla fine degli anni sessanta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Gruppo Rover iniziò a pensare alla sostituzione della Mini nel 1992.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInizialmente gli sforzi si concentrarono su una rielaborazione in chiave moderna della Mini: venne così ideato e realizzato il prototipo della Minki, una Mini dotata di motore Rover serie K, cambio a 5 marce, sospensioni Hydragas, portellone posteriore, cruscotto completamente nuovo e posizione di guida migliorata; questo progetto venne però abbandonato a causa del rapporto tra investimenti necessari e vendite previste, che secondo gli analisti sarebbe stato piuttosto sfavorevole.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1994 il gruppo Rover venne acquistato dalla BMW: la casa bavarese trovò l'idea della Minki interessante, e l'anno successivo fece costruire un secondo prototipo (chiamato Minki II), con delle sospensioni Hydragas perfezionate e altri piccoli miglioramenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel frattempo, tuttavia, i piani per la sostituzione della Mini si erano concentrati sulla produzione di un'automobile completamente nuova, e l'idea della Minki fu abbandonata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSi susseguirono diverse proposte, avanzate sia dal Gruppo Rover che dalla BMW, ma quella definitiva venne realizzata da Frank Stephenson;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1999, prima del definitivo abbandono della vecchia versione, venne prodotta la Mini 40th Anniversary, prodotta in pochi esemplari solo 250 nel Regno Unito e 300 per l'Italia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNello stesso anno la BMW dismise il Gruppo Rover che divenne Gruppo MG Rover mantenendo la proprietà del solo marchio Mini, e l'anno seguente mise in commercio la nuova generazione della Mini.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKK Models  ci presenta questa splendida riproduzione in diecast apribile della mitica Mini Cooper\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in scatola vetrina con aperture disponibili.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBellissima\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256402874752,"sku":"KKDC120053L","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/66580.jpg?v=1781737745"},{"product_id":"mini-cooper-1992-lhd-dark-green-white-112","title":"Mini Cooper 1992 LHD Dark Green White 1:12","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eMini Cooper 1992 LHD Dark Green White 1:12 (KK-Scale KKDC120051L)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa Mini apparve nel 1959 e portò con sé una rivoluzione per l'industria automobilistica. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\u003cp\u003e\u003cspan\u003eVenduto da diversi marchi, avrebbe portato i segni di Austin, Morris, Wolseley, Leyland, Innocenti, prima di finire \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003econ Rover. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa British Motor Corporation iniziò a studiare un erede per la Mini alla fine degli anni sessanta.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eIl Gruppo Rover iniziò a pensare alla sostituzione della Mini nel 1992.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eInizialmente gli sforzi si concentrarono su una rielaborazione in chiave moderna della Mini: venne così ideato e realizzato il prototipo della Minki, una Mini dotata di motore Rover serie K, cambio a 5 marce, sospensioni Hydragas, portellone posteriore, cruscotto completamente nuovo e posizione di guida migliorata; questo progetto venne però abbandonato a causa del rapporto tra investimenti necessari e vendite previste, che secondo gli analisti sarebbe stato piuttosto sfavorevole.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eNel 1994 il gruppo Rover venne acquistato dalla BMW: la casa bavarese trovò l'idea della Minki interessante, e l'anno successivo fece costruire un secondo prototipo (chiamato Minki II), con delle sospensioni Hydragas perfezionate e altri piccoli miglioramenti.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eNel frattempo, tuttavia, i piani per la sostituzione della Mini si erano concentrati sulla produzione di un'automobile completamente nuova, e l'idea della Minki fu abbandonata.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eSi susseguirono diverse proposte, avanzate sia dal Gruppo Rover che dalla BMW, ma quella definitiva venne realizzata da Frank Stephenson;\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eNel 1999, prima del definitivo abbandono della vecchia versione, venne prodotta la Mini 40th Anniversary, prodotta in pochi esemplari solo 250 nel Regno Unito e 300 per l'Italia.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eNello stesso anno la BMW dismise il Gruppo Rover che divenne Gruppo MG Rover mantenendo la proprietà del solo marchio Mini, e l'anno seguente mise in commercio la nuova generazione della Mini.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eKK Models  ci presenta questa splendida riproduzione in diecast apribile della mitica Mini Cooper\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eIl modello è in scatola vetrina con aperture disponibili.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eBellissima\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256402973056,"sku":"KKDC120051L","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/66567.jpg?v=1781737731"},{"product_id":"porsche-911-carrera-cabrio-32-1988-argento-1-18","title":"Porsche 911 Carrera Cabrio 3.2 1988 Argento 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003ePorsche 911 Carrera Cabrio 3.2 1988 Argento 1:18 (KK Models \u003c\/strong\u003e\u003cb\u003e180712)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256509632896,"sku":"180712","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/84524.jpg?v=1781750621"},{"product_id":"talbot-matra-rancho-1979-grand-raid-matt-brown-118","title":"Talbot Matra Rancho 1979 Grand Raid Matt Brown 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eTalbot Matra Rancho 1979 Grand Raid Matt Brown 1:18 (KK Models \u003cspan\u003e148402\u003c\/span\u003e)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Matra-Simca Rancho o Ranch è un'autovettura prodotta dal 1977 al 1984 dalla Casa automobilistica francese Matra.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura fu presentata al Salone di Ginevra del 1977: l'aspetto era quello di un fuoristrada, ma la trazione solamente anteriore ne penalizzava l'uso off-road più impegnativo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal punto di vista stilistico, la Rancho tradisce la sua parentela con la 1100, specie osservandone il frontale, dove si scorgono con facilità il disegno dei parafanghi anteriori nella\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ezona in cui vanno ad inglobare i tondi proiettori, anch'essi di origine 1100.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl frontale mostrava anche la scritta Matra-Simca Rancho nella parte superiore della mascherina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'utilizzo della plastica permise di ridisegnare gran parte del corpo vettura, dal cassone posteriore, ora destinato a contenere anche il divanetto posteriore ai codolini passaruota, dai paraurti, ora più massicci, al portabagagli montato sul tetto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa parte posteriore risulta molto più voluminosa rispetto alla 1100 VF2 che costituiva la base di partenza, ed inoltre era dotata di superfici vetrate assai ampie, che andavano\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ea svilupparsi fin sopra la linea anteriore del tetto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePur essendo di fatto una station wagon, la Rancho conservò la soluzione a due sole porte laterali, una soluzione che tradiva anch'essa la parentela con i mezzi commerciali\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ederivati dalla 1100, e che di fatto andava a penalizzare l'accesso ai posti posteriori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl portellone posteriore era ad apertura spezzata, cioè la parte superiore si apriva verso l'alto, mentre quella inferiore si apriva verso il basso e si trasformava così in un comodo ripiano su cui poter consumare un veloce pasto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'abitacolo della Rancho nascondeva alcune caratteristiche peculiari, come ad esempio il divanetto posteriore, che costituiva di per sé stesso una caratteristica abbastanza singolare, poiché poteva essere abbattuto e trasformarsi in un lettino, una soluzione ideale per chi utilizzava tale vettura per andare in campeggio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl cruscotto della Rancho era ripreso da quello della 1100 GLS, ma con un volante dalle finiture specifiche, dotato di stemma con la scritta Rancho sul mozzo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKK ci propone la Talbot Matra Rancho 1979 Grand Raid 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256961700224,"sku":"148402","price":79.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/47579.jpg?v=1781730911"},{"product_id":"talbot-matra-rancho-1979-grand-raid-red-metallic-118","title":"Talbot Matra Rancho 1979 Grand Raid Red Metallic 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eTalbot Matra Rancho 1979 Grand Raid Red Metallic 1:18 (KK Models \u003cspan\u003e148401\u003c\/span\u003e)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Matra-Simca Rancho o Ranch è un'autovettura prodotta dal 1977 al 1984 dalla Casa automobilistica francese Matra.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura fu presentata al Salone di Ginevra del 1977: l'aspetto era quello di un fuoristrada, ma la trazione solamente anteriore ne penalizzava l'uso off-road più impegnativo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal punto di vista stilistico, la Rancho tradisce la sua parentela con la 1100, specie osservandone il frontale, dove si scorgono con facilità il disegno dei parafanghi anteriori nella\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ezona in cui vanno ad inglobare i tondi proiettori, anch'essi di origine 1100.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl frontale mostrava anche la scritta Matra-Simca Rancho nella parte superiore della mascherina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'utilizzo della plastica permise di ridisegnare gran parte del corpo vettura, dal cassone posteriore, ora destinato a contenere anche il divanetto posteriore ai codolini passaruota, dai paraurti, ora più massicci, al portabagagli montato sul tetto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa parte posteriore risulta molto più voluminosa rispetto alla 1100 VF2 che costituiva la base di partenza, ed inoltre era dotata di superfici vetrate assai ampie, che andavano\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ea svilupparsi fin sopra la linea anteriore del tetto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePur essendo di fatto una station wagon, la Rancho conservò la soluzione a due sole porte laterali, una soluzione che tradiva anch'essa la parentela con i mezzi commerciali\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ederivati dalla 1100, e che di fatto andava a penalizzare l'accesso ai posti posteriori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl portellone posteriore era ad apertura spezzata, cioè la parte superiore si apriva verso l'alto, mentre quella inferiore si apriva verso il basso e si trasformava così in un comodo ripiano su cui poter consumare un veloce pasto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'abitacolo della Rancho nascondeva alcune caratteristiche peculiari, come ad esempio il divanetto posteriore, che costituiva di per sé stesso una caratteristica abbastanza singolare, poiché poteva essere abbattuto e trasformarsi in un lettino, una soluzione ideale per chi utilizzava tale vettura per andare in campeggio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl cruscotto della Rancho era ripreso da quello della 1100 GLS, ma con un volante dalle finiture specifiche, dotato di stemma con la scritta Rancho sul mozzo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKK ci propone la Talbot Matra Rancho 1979 Grand Raid Red Metallic 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e148401\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256962912640,"sku":"148401","price":79.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/47597.jpg?v=1781730915"},{"product_id":"volkswagen-passat-b3-vr6-variant-1988-black-metallic-118","title":"Volkswagen Passat B3 VR6 variant 1988 black metallic 1:18","description":"\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003e\u003cstrong\u003eVolkswagen Passat B3 VR6 variant 1988 black metallic (KKDC 180072)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eEdizione Limitata 1\/1000pz\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eModello in Resina\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eNon apribile\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58257063444864,"sku":"KKDC180072","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/209.jpg?v=1781719836"},{"product_id":"volkswagen-passat-b3-vr6-variant-1988-grey-metallic-118","title":"Volkswagen Passat B3 VR6 variant 1988 grey metallic 1:18","description":"\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003e\u003cstrong\u003eVolkswagen Passat B3 VR6 variant 1988 grey metallic 1:18 (KKDC180071)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eEdizione Limitata 1\/1000pz\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eModello in Resina\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003eNon apribile\u003c\/p\u003e","brand":"KK Scale","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58257064231296,"sku":"KKDC180071","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/198.jpg?v=1781719832"}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/collections\/8.jpg?v=1781193144","url":"https:\/\/www.e-sco.com\/collections\/kk-scale.oembed?page=2","provider":"e-sco","version":"1.0","type":"link"}