{"title":"Kyosho","description":"\u003cp\u003eKyosho\u003c\/p\u003e","products":[{"product_id":"audi-r8-52-spider-fsi-quattro-jet-blue-118","title":"Audi R8 5.2 Spider FSI Quattro Jet Blue 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAudi R8 5.2 Spider FSI Quattro Jet Blue 1:18 (Kyosho \u003cspan\u003e9217BL\u003c\/span\u003e)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBellissima riproduzione in scala 1:18 della Audi RS8 Spider della Kyosho.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEdizione limitata e tettuccio incluso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAperture varie e ruote sterzanti\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255351841152,"sku":"9217BL","price":149.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/1853.jpg?v=1781720218"},{"product_id":"bmw-2002-tii-1972-beige-118","title":"BMW 2002 tii 1972 Beige 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eBMW 2002 tii 1972 Beige 1:18 (Kyosho 08543ML)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Serie 02 è una famiglia di autovetture di fascia medio-alta prodotte dalla BMW tra il 1966 ed il 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel febbraio del 1971 la gamma fu infatti sottoposta ad un lieve aggiornamento estetico che andò ad includere esternamente solo i paraurti rivestiti parzialmente in gomma e le\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emodanature laterali cromate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel corso della primavera, la gamma si arricchì poi con l'arrivo della 1802, della 2002 Cabriolet e della 2002 Tii.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel mese di maggio del 1971, la gamma venne ulteriormente ampliata con l'arrivo della 2002 tii, prima ed unica versione della Serie 02 a montare l'alimentazione ad iniezione\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emeccanica Kugelfischer.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGrazie a tale sistema di alimentazione, la potenza massima crebbe fino a 130 CV, garantendo alla vettura un allungo massimo di 190 km\/h, al vertice della gamma 02, almeno\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003efino all'arrivo della 2002 Turbo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNonostante queste prestazioni molto brillanti per l'epoca, la 2002 Tii si rivelò relativamente economa se guidata ad andature tranquille e senza esagerare con il gas.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn questo caso, si arrivava a percorrere 100 km con 9 litri di carburante, che in quegli anni e con quelle tecnologie di alimentazione di un motore endotermico a benzina, era un\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003erisultato di rilievo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSfruttando più a fondo le potenzialità del motore, però, si arrivava a consumare anche 13 litri per coprire la stessa distanza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 2002 tii fu concepita per sostituire la 2002 Ti, ma in realtà durante il primo anno di commercializzazione la affiancò semplicemente per poi sostituirla nella primavera del\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e1972.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho riproduce fedelmente in scala 1:18 la BMW 2002Ti in metallo con aperture disponibili e ruote sterzanti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBellissima\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è stato prodotto nella consueta alta qualità Kyosho e riflette il più possibile l'originale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche del modello:\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eRifiniture interne autentiche\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eVano motore dettagliato\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eRuote anteriori girevoli\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCofano, portiere e bagagliaio apribili\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255380775296,"sku":"08543ML","price":199.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/64030.jpg?v=1781736510"},{"product_id":"bmw-2002-tii-1972-orange-118","title":"BMW 2002 tii 1972 Orange 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eBMW 2002 tii 1972 Orange 1:18 (Kyosho 08543P)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Serie 02 è una famiglia di autovetture di fascia medio-alta prodotte dalla BMW tra il 1966 ed il 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel febbraio del 1971 la gamma fu infatti sottoposta ad un lieve aggiornamento estetico che andò ad includere esternamente solo i paraurti rivestiti parzialmente in gomma e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ele modanature laterali cromate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel corso della primavera, la gamma si arricchì poi con l'arrivo della 1802, della 2002 Cabriolet e della 2002 Tii.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel mese di maggio del 1971, la gamma venne ulteriormente ampliata con l'arrivo della 2002 tii, prima ed unica versione della Serie 02 a montare l'alimentazione ad\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003einiezione meccanica Kugelfischer.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGrazie a tale sistema di alimentazione, la potenza massima crebbe fino a 130 CV, garantendo alla vettura un allungo massimo di 190 km\/h, al vertice della gamma 02, almeno fino all'arrivo della 2002 Turbo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNonostante queste prestazioni molto brillanti per l'epoca, la 2002 Tii si rivelò relativamente economa se guidata ad andature tranquille e senza esagerare con il gas.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn questo caso, si arrivava a percorrere 100 km con 9 litri di carburante, che in quegli anni e con quelle tecnologie di alimentazione di un motore endotermico a benzina, era\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eun risultato di rilievo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSfruttando più a fondo le potenzialità del motore, però, si arrivava a consumare anche 13 litri per coprire la stessa distanza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 2002 tii fu concepita per sostituire la 2002 Ti, ma in realtà durante il primo anno di commercializzazione la affiancò semplicemente per poi sostituirla nella primavera del\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e1972.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho riproduce fedelmente in scala 1:18 la BMW 2002Ti in metallo con aperture disponibili e ruote sterzanti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBellissima\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è stato prodotto nella consueta alta qualità Kyosho e riflette il più possibile l'originale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche del modello:\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eRifiniture interne autentiche\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eVano motore dettagliato\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eRuote anteriori girevoli\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCofano, portiere e bagagliaio apribili\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255381234048,"sku":"08543P","price":199.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/64036.jpg?v=1781736515"},{"product_id":"bmw-2002-tii-1972-silver-118","title":"BMW 2002 tii 1972 Silver 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eBMW 2002 tii 1972 Silver 1:18 (Kyosho 08543S)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Serie 02 è una famiglia di autovetture di fascia medio-alta prodotte dalla BMW tra il 1966 ed il 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel febbraio del 1971 la gamma fu infatti sottoposta ad un lieve aggiornamento estetico che andò ad includere esternamente solo i paraurti rivestiti parzialmente in gomma e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ele modanature laterali cromate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel corso della primavera, la gamma si arricchì poi con l'arrivo della 1802, della 2002 Cabriolet e della 2002 Tii.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel mese di maggio del 1971, la gamma venne ulteriormente ampliata con l'arrivo della 2002 tii, prima ed unica versione della Serie 02 a montare l'alimentazione ad\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003einiezione meccanica Kugelfischer.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGrazie a tale sistema di alimentazione, la potenza massima crebbe fino a 130 CV, garantendo alla vettura un allungo massimo di 190 km\/h, al vertice della gamma 02, almeno fino all'arrivo della 2002 Turbo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNonostante queste prestazioni molto brillanti per l'epoca, la 2002 Tii si rivelò relativamente economa se guidata ad andature tranquille e senza esagerare con il gas.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn questo caso, si arrivava a percorrere 100 km con 9 litri di carburante, che in quegli anni e con quelle tecnologie di alimentazione di un motore endotermico a benzina, era\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eun risultato di rilievo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSfruttando più a fondo le potenzialità del motore, però, si arrivava a consumare anche 13 litri per coprire la stessa distanza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 2002 tii fu concepita per sostituire la 2002 Ti, ma in realtà durante il primo anno di commercializzazione la affiancò semplicemente per poi sostituirla nella primavera del\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e1972.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho riproduce fedelmente in scala 1:18 la BMW 2002Ti in metallo con aperture disponibili e ruote sterzanti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBellissima\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è stato prodotto nella consueta alta qualità Kyosho e riflette il più possibile l'originale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche del modello:\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eRifiniture interne autentiche\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eVano motore dettagliato\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eRuote anteriori girevoli\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCofano, portiere e bagagliaio apribili\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255381496192,"sku":"08543S","price":199.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/64042.jpg?v=1781736520"},{"product_id":"bmw-2002-tii-1972-white-118","title":"BMW 2002 tii 1972 white 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eBMW 2002 tii 1972 white 1:18 (Kyosho 08543W)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Serie 02 è una famiglia di autovetture di fascia medio-alta prodotte dalla BMW tra il 1966 ed il 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel febbraio del 1971 la gamma fu infatti sottoposta ad un lieve aggiornamento estetico che andò ad includere esternamente solo i paraurti rivestiti parzialmente in gomma e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ele modanature laterali cromate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel corso della primavera, la gamma si arricchì poi con l'arrivo della 1802, della 2002 Cabriolet e della 2002 Tii.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel mese di maggio del 1971, la gamma venne ulteriormente ampliata con l'arrivo della 2002 tii, prima ed unica versione della Serie 02 a montare l'alimentazione ad\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003einiezione meccanica Kugelfischer.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGrazie a tale sistema di alimentazione, la potenza massima crebbe fino a 130 CV, garantendo alla vettura un allungo massimo di 190 km\/h, al vertice della gamma 02, almeno fino all'arrivo della 2002 Turbo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNonostante queste prestazioni molto brillanti per l'epoca, la 2002 Tii si rivelò relativamente economa se guidata ad andature tranquille e senza esagerare con il gas.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn questo caso, si arrivava a percorrere 100 km con 9 litri di carburante, che in quegli anni e con quelle tecnologie di alimentazione di un motore endotermico a benzina, era\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eun risultato di rilievo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSfruttando più a fondo le potenzialità del motore, però, si arrivava a consumare anche 13 litri per coprire la stessa distanza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 2002 tii fu concepita per sostituire la 2002 Ti, ma in realtà durante il primo anno di commercializzazione la affiancò semplicemente per poi sostituirla nella primavera del\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e1972.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho riproduce fedelmente in scala 1:18 la BMW 2002Ti in metallo con aperture disponibili e ruote sterzanti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBellissima\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è stato prodotto nella consueta alta qualità Kyosho e riflette il più possibile l'originale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche del modello:\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eRifiniture interne autentiche\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eVano motore dettagliato\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eRuote anteriori girevoli\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCofano, portiere e bagagliaio apribili\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255381791104,"sku":"08543W","price":199.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/64048.jpg?v=1781736524"},{"product_id":"bmw-2002-tii-1972-yellow-118","title":"BMW 2002 tii 1972 yellow 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eBMW 2002 tii 1972 yellow 1:18 (Kyosho 08543GF)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Serie 02 è una famiglia di autovetture di fascia medio-alta prodotte dalla BMW tra il 1966 ed il 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel febbraio del 1971 la gamma fu infatti sottoposta ad un lieve aggiornamento estetico che andò ad includere esternamente solo i paraurti rivestiti parzialmente in gomma e le\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emodanature laterali cromate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel corso della primavera, la gamma si arricchì poi con l'arrivo della 1802, della 2002 Cabriolet e della 2002 Tii.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel mese di maggio del 1971, la gamma venne ulteriormente ampliata con l'arrivo della 2002 tii, prima ed unica versione della Serie 02 a montare l'alimentazione ad iniezione\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emeccanica Kugelfischer.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGrazie a tale sistema di alimentazione, la potenza massima crebbe fino a 130 CV, garantendo alla vettura un allungo massimo di 190 km\/h, al vertice della gamma 02, almeno\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003efino all'arrivo della 2002 Turbo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNonostante queste prestazioni molto brillanti per l'epoca, la 2002 Tii si rivelò relativamente economa se guidata ad andature tranquille e senza esagerare con il gas.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn questo caso, si arrivava a percorrere 100 km con 9 litri di carburante, che in quegli anni e con quelle tecnologie di alimentazione di un motore endotermico a benzina, era un\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003erisultato di rilievo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSfruttando più a fondo le potenzialità del motore, però, si arrivava a consumare anche 13 litri per coprire la stessa distanza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 2002 tii fu concepita per sostituire la 2002 Ti, ma in realtà durante il primo anno di commercializzazione la affiancò semplicemente per poi sostituirla nella primavera del\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e1972.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho riproduce fedelmente in scala 1:18 la BMW 2002Ti in metallo con aperture disponibili e ruote sterzanti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBellissima\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è stato prodotto nella consueta alta qualità Kyosho e riflette il più possibile l'originale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche del modello:\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eRifiniture interne autentiche\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eVano motore dettagliato\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eRuote anteriori girevoli\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCofano, portiere e bagagliaio apribili\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255382151552,"sku":"08543GF","price":199.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/64022.jpg?v=1781736505"},{"product_id":"delta-integrale-evolution-ii-1991-martini-5-1-18","title":"Delta Integrale Evolution II 1991 Martini 5  1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eDelta Integrale Evolution II 1991 Martini 5  1:18 (Kyosho KS08344B)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lancia Delta HF Integrale è una versione sportiva della Lancia Delta, esplicitamente progettata per partecipare al Campionato del mondo rally, campionato in cui ha\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003egareggiato dal 1988 al 1993 ottenendo 5 titoli mondiali costruttori e 35 vittorie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl Salone dell'automobile di Francoforte del settembre 1987 venne presentato il primo step evolutivo della Delta HF 4WD: ribattezzata Delta HF Integrale, risultava\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eaggiornata in alcuni particolari, sia stilistici sia meccanici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEsternamente la nuova versione si riconosceva per i parafanghi allargati, il nuovo disegno di paraurti e minigonne, le nuove prese d'aria anteriori e sul cofano motore, i cerchi\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ein lega da 15 anziché da 14 pollici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer quanto concerne la parte meccanica, furono migliorate sospensioni e impianto frenante.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa potenza del motore 1995 cm³ turbocompresso e dotato di intercooler, passò da 165 CV a 185 CV grazie all'adozione di una turbina Garrett T3 e a una rinnovata gestione elettronica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta versione della Lancia Delta venne presentata nell'ottobre 1987 con il preciso scopo di partecipare al Campionato del mondo rally a partire dalla stagione 1988.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura era una diretta evoluzione della Delta HF 4WD, modello che aveva partecipato con successo all'edizione 1987 monopolizzando i titoli marche e conduttori,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003equest'ultimo con Juha Kankkunen.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLancia nel 1992 celebrò la sesta vittoria consecutiva del mondiale costruttori Rally con una edizione speciale della spettacolare Delta Integrale la Martini 6.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNe vennero realizzate solo 310.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Delta HF Integrale Martini monta un motore 2 litri 16 valvole turbo da oltre 210 cavalli di potenza, cambio a cinque marce, trazione integrale e quattro freni a disco.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl particolare modello “Martini 6” veste i classici colori del team Martini Racing.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa scritta “World Rally Champion” è presente nelle portiere anteriori e davanti alla griglia del radiatore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLo spoiler posteriore ha su entrame i lati la scritta “Martini Racing”.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAll’interno, un profilo di fibra di carbonio è montato attorno alla leva del cambio e mostra una targa numerata di sotto di essa con il numero di serie della edizione limitata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI sedili Recaro e gli altri elementi degli interni  sono finiti in un verde acqua unico con cuciture rosse.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNei poggiatesta sono presenti i loghi HF.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo anni di attesa ecco la vera novità relativa alle Delte Integrali.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho propone questa vettura in Die Cast con aperture ed elevatissimi dettagli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello ad alto valore collezionistico nel tempo\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255650619776,"sku":"08344B","price":199.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/73151.jpg?v=1781741597"},{"product_id":"delta-integrale-evolution-ii-1992-club-italia-dark-blue-118","title":"Delta Integrale Evolution II 1992 Club Italia dark blue 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eDelta Integrale Evolution II 1992 Club Italia dark blue 1:18 \u003c\/b\u003e\u003cstrong\u003e(Kyosho KS08343V)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lancia Delta HF Integrale è una versione sportiva della Lancia Delta, esplicitamente progettata per partecipare al Campionato del mondo rally, campionato in cui ha\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003egareggiato dal 1988 al 1993 ottenendo 5 titoli mondiali costruttori e 35 vittorie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl Salone dell'automobile di Francoforte del settembre 1987 venne presentato il primo step evolutivo della Delta HF 4WD: ribattezzata Delta HF Integrale, risultava\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eaggiornata in alcuni particolari, sia stilistici sia meccanici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEsternamente la nuova versione si riconosceva per i parafanghi allargati, il nuovo disegno di paraurti e minigonne, le nuove prese d'aria anteriori e sul cofano motore, i cerchi\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ein lega da 15 anziché da 14 pollici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer quanto concerne la parte meccanica, furono migliorate sospensioni e impianto frenante.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa potenza del motore 1995 cm³ turbocompresso e dotato di intercooler, passò da 165 CV a 185 CV grazie all'adozione di una turbina Garrett T3 e a una rinnovata gestione elettronica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta versione della Lancia Delta venne presentata nell'ottobre 1987 con il preciso scopo di partecipare al Campionato del mondo rally a partire dalla stagione 1988.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura era una diretta evoluzione della Delta HF 4WD, modello che aveva partecipato con successo all'edizione 1987 monopolizzando i titoli marche e conduttori,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003equest'ultimo con Juha Kankkunen.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Delta HF Integrale Club Italia nasce sulla base della filosofia del Club e in perfetto accordo con le finalità di promozione dell’immagine dell’auto italiana nel mondo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSi distingue per una serie di modifiche rispetto alla vettura di serie, che riguardano all’esterno il colore nel tipico blu scuro Lancia e la personalizzazione con due stemmi in\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esmalto del Club.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInteramente, spicca l’adozione di sedili Recaro di tipo più avvolgente rispetto a quelli usati di normale impiego rivestiti, come tutti gli elementi di finitura, in pelle Connolly di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ecolore bordeaux con il marchio HF termo impresso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal punto di visto tecnico il particolare più singolare della Delta Club Italia è il pulsante di avviamento, posizionato su una piastra di fibra di carbonio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ stata modificata anche la leva del cambio, ora dotata di un pomello nero sferico e di cuffia ribassata, alloggiata anch’essa su di un supporto in fibra di carbonio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNuovo anche il bocchettone di rifornimento con ghiera in alluminio a vista.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel vano motore spiccano il coperchio delle punterie verniciato con i classici colori giallo-blu delle Fulvia Hf degli anni Settanta e l’adozione di una barra di collegamento tra i\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eduomi delle sospensioni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOgnuna delle 15 Delta HF Integrale Club Italia reca due targhette, poste vicino al cambio e nel vano motore, che identificano la serie speciale limitata, la numerazione\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eprogressiva di costruzione e l’abbinamento fra il nome Lancia e quello del Club Italia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa targa posta nel vano motore è inoltre personalizzata con il nome del possessore della vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCome detto, la realizzazione di questa esclusiva serie limitata creata dalla Lancia per il Club Italia rappresenta un importante omaggio alla Delta, la vettura che più di ogni\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ealtra ha contribuito alle affermazioni dello sport automobilistico italiano negli anni Ottanta e Novanta e meglio ha saputo esportare nel mondo il prestigioso tecnologico della\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003enostra industria.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo anni di attesa ecco la vera novità relativa alle Delte Integrali.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho propone questa vettura in Die Cast con aperture ed elevatissimi dettagli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello ad alto valore collezionistico nel tempo\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255650914688,"sku":"08343SC","price":199.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/62036.jpg?v=1781735700"},{"product_id":"delta-integrale-evolution-ii-1992-martini-6-118","title":"Delta Integrale Evolution II 1992 Martini 6  1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eDelta Integrale Evolution II 1992 Martini 6  1:18 (Kyosho KS08344E)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lancia Delta HF Integrale è una versione sportiva della Lancia Delta, esplicitamente progettata per partecipare al Campionato del mondo rally, campionato in cui ha\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003egareggiato dal 1988 al 1993 ottenendo 5 titoli mondiali costruttori e 35 vittorie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl Salone dell'automobile di Francoforte del settembre 1987 venne presentato il primo step evolutivo della Delta HF 4WD: ribattezzata Delta HF Integrale, risultava\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eaggiornata in alcuni particolari, sia stilistici sia meccanici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEsternamente la nuova versione si riconosceva per i parafanghi allargati, il nuovo disegno di paraurti e minigonne, le nuove prese d'aria anteriori e sul cofano motore, i cerchi\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ein lega da 15 anziché da 14 pollici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer quanto concerne la parte meccanica, furono migliorate sospensioni e impianto frenante.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa potenza del motore 1995 cm³ turbocompresso e dotato di intercooler, passò da 165 CV a 185 CV grazie all'adozione di una turbina Garrett T3 e a una rinnovata gestione elettronica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta versione della Lancia Delta venne presentata nell'ottobre 1987 con il preciso scopo di partecipare al Campionato del mondo rally a partire dalla stagione 1988.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura era una diretta evoluzione della Delta HF 4WD, modello che aveva partecipato con successo all'edizione 1987 monopolizzando i titoli marche e conduttori,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003equest'ultimo con Juha Kankkunen.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLancia nel 1992 celebrò la sesta vittoria consecutiva del mondiale costruttori Rally con una edizione speciale della spettacolare Delta Integrale la Martini 6.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNe vennero realizzate solo 310.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Delta HF Integrale Martini monta un motore 2 litri 16 valvole turbo da oltre 210 cavalli di potenza, cambio a cinque marce, trazione integrale e quattro freni a disco.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl particolare modello “Martini 6” veste i classici colori del team Martini Racing.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa scritta “World Rally Champion” è presente nelle portiere anteriori e davanti alla griglia del radiatore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLo spoiler posteriore ha su entrame i lati la scritta “Martini Racing”.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAll’interno, un profilo di fibra di carbonio è montato attorno alla leva del cambio e mostra una targa numerata di sotto di essa con il numero di serie della edizione limitata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI sedili Recaro e gli altri elementi degli interni  sono finiti in un verde acqua unico con cuciture rosse.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNei poggiatesta sono presenti i loghi HF.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo anni di attesa ecco la vera novità relativa alle Delte Integrali.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho propone questa vettura in Die Cast con aperture ed elevatissimi dettagli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello ad alto valore collezionistico nel tempo\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255651144064,"sku":"08344E","price":219.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/62062.jpg?v=1781735705"},{"product_id":"ferrari-250-gto-rhd-1962-goodwood-tourist-trophy-1-18","title":"Ferrari 250 GTO (RHD) 1962 Goodwood Tourist Trophy 1:18","description":"\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eFerrari 250 GTO (RHD) 1962 Goodwood Tourist Trophy 1:18 (Kyosho 08438C)\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003ch5\u003e\u003cem\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eUna leggenda del Cavallino: la Ferrari 250 GTO\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/h5\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eLa Ferrari 250 GTO è considerata universalmente una delle auto più iconiche e desiderate della storia dell’automobilismo. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eProgettata per le competizioni GT all'inizio degli anni '60, la 250 GTO combinava eleganza, aerodinamica e prestazioni straordinarie.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eIl modello qui riprodotto rappresenta la versione con guida a destra (RHD) che corse nel celebre Goodwood Tourist Trophy del 1962, una delle manifestazioni più prestigiose del calendario britannico. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eQuesta vettura incarna l’essenza della Ferrari da corsa, capace di dominare le piste e far battere il cuore degli appassionati di ogni epoca.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003ch5\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eDettagli del modello Kyosho\u003c\/span\u003e\u003c\/h5\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eIl modello statico in scala 1:18 prodotto da Kyosho (codice 08438C) riproduce con impressionante fedeltà la Ferrari 250 GTO RHD del 1962 nella configurazione del Goodwood Tourist Trophy. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eLa carrozzeria in metallo pressofuso, la verniciatura accurata e i numerosi dettagli realistici rendono questa replica un must per ogni collezionista di auto storiche da corsa. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eGli interni sono rifiniti con grande attenzione, mentre le ruote sterzanti e le portiere apribili completano un’esperienza modellistica di alto livello.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003ch5\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eCaratteristiche Tecniche\u003c\/span\u003e\u003c\/h5\u003e\n\u003cdiv class=\"container o_text_columns\"\u003e\n\u003cdiv class=\"row\"\u003e\n\u003cdiv class=\"col-4\"\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eScala: 1:18\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eProduttore: Kyosho\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eCodice prodotto: 08438C\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eModello: Ferrari 250 GTO (RHD)\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eAnno: 1962\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eEvento: Goodwood Tourist Trophy\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eColore:  Verde Chiaro \u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eMateriale: Metallo pressofuso (die-cast)\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eDettagli: Aperture funzionali, ruote sterzanti, interni curati\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003ch5\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003ePerché inserirla nella tua collezione\u003c\/span\u003e\u003c\/h5\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eQuesta Ferrari 250 GTO (RHD) del 1962 è un tributo in miniatura a una delle più grandi leggende delle corse automobilistiche.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eUn pezzo da esposizione di altissimo livello, realizzato per chi cerca non solo un modello, ma una storia da raccontare.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eL’edizione limitata e la fedeltà nella riproduzione la rendono una perla per collezionisti esigenti.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003ch5\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eOrdina subito\u003c\/span\u003e\u003c\/h5\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eRivivi il fascino del motorsport classico con questa fedele riproduzione della Ferrari 250 GTO. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eAggiungi al carrello e assicurati un modello d’eccezione, firmato Kyosho.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e​\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-2\"\u003e​\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255694201216,"sku":"8438C","price":399.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/86639.jpg?v=1781752538"},{"product_id":"ferrari-250-gto-1962-sebring-blue-1-18","title":"Ferrari 250 GTO 1962 Sebring Blue 1:18","description":"\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eFerrari 250 GTO 1962 Sebring Blue 1:18 (Kyosho 08438D)\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e\u003cem\u003eIcona da corsa in scala \u003c\/em\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eLa Ferrari 250 GTO è più di un'auto: è una leggenda. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eQuesta versione in blu Sebring riproduce con straordinaria fedeltà una delle vetture da competizione più rare e ammirate al mondo. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eIl modello in scala 1:18 prodotto da Kyosho unisce eleganza, dettagli storici e finiture di alta qualità.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eCaratteristiche del modello\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eScala: 1:18\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eModello: Ferrari 250 GTO 1962\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eColore: Sebring Blue\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eProduttore: Kyosho\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eCodice prodotto: 08438D\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eMateriale: Die-cast con parti in plastica\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003ePorte, cofano e bagagliaio apribili\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eMotore V12 dettagliato\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eInterni fedelmente riprodotti\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eSterzo funzionante e sospensioni realistiche\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e\u003cem\u003ePunto di forza\u003c\/em\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eUn capolavoro dell'ingegneria automobilistica italiana, proposto in una veste cromatica insolita ma storicamente accurata. Ideale per collezionisti che cercano l’unione tra prestazioni, estetica e storia del motorsport.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e\u003cem\u003eA chi è dedicato\u003c\/em\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eA collezionisti di auto classiche Ferrari, appassionati del motorsport anni ‘60, e cultori del design automobilistico vintage.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e​\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e​\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e​\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e​\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255694561664,"sku":"8438D","price":399.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/86839.jpg?v=1781752698"},{"product_id":"ferrari-250-gto-30l-v12-coupe-team-pierre-noblet-2nd-24h-le-mans-1962-guichet-noblet-118","title":"Ferrari 250 GTO 2nd 24H Le Mans 1962 Guichet-Noblet 1:18","description":"\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 250 GTO 3.0L V12 Coupe Team Pierre Noblet 2nd 24H Le Mans 1962 Guichet-Noblet 1:18 (Kyosho 08438A)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAll'inizio degli anni sessanta, dopo una decina di anni vissuti al top, la Ferrari viveva un momento di declino nell'attività agonistica ed in quella privata del suo fondatore Enzo Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa tensione era alle stelle ogni giorno e raggiunse livelli estremi nel marzo 1961 quando la rivale inglese Jaguar presenta una nuova auto al Salone di Ginevra: la E- Type Coupè. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEnzo Ferrari diede incarico a Giotto Bizzarrini di progettare una nuova vettura di classe GT.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl progetto partì dal valido modello 250GT \/ SWB dimostratosi valido contro test severi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe principali modifiche che ne seguirono riguardarono l'asse posteriore, l'aerodinamica del corpo e il centro di gravità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'auto ottenne l'omologazione con la nuova denominazione di 250 GTO, dove \"O\" sta per la parola italiana \"omologata\" Un azzardata osservazione fatta al costruttore da parte\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edel team tecnico che riguardava la vita privata del Drake, sfociò in un \"colpo di stato\" contro Enzo Ferrari in seguito al quale diversi tecnici, incluso Bizzarrini, dovettero lasciare l'azienda.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGli succedette Mauro Foghieri, che si mise a lavorare insieme al carrozziere Sergio Scaglietti e completò il progetto di sviluppo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa GTO vantava una linea straordinariamente bella, e fu presentata alla stampa internazionale a Maranello nel febbraio 1962.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 24 Ore di Le Mans del 1962 è stata una gara automobilistica per vetture sperimentali e Gran Turismo, andata in scena sul Circuit de la Sarthe, Le Mans, in Francia, il 23 e 24 giugno 1962. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ stato il 30° Gran Premio di Endurance e l'ottavo round del Campionato Internazionale Costruttori del 1962.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa gara è stata vinta da Olivier Gendebien e Phil Hill alla guida di una Ferrari 330 TRI\/LM.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eKyosho ci presenta la Ferrari 250 GTO 3.0L V12 Coupe Team Pierre Noblet 2nd 24H Le Mans 1962 Guichet-Noblet 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255694594432,"sku":"8438A","price":399.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/85600.jpg?v=1781743000"},{"product_id":"ferrari-250-gto-3h-daytona-1963-1-18","title":"Ferrari 250 GTO 3H Daytona 1963 1:18","description":"\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eFerrari 250 GTO 3H Daytona 1963 1:18 (Kyosho 08438F)\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e\u003cem\u003eLeggenda delle endurance – Scala 1:18 Kyosho 08438F\u003c\/em\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eLa Ferrari 250 GTO è universalmente riconosciuta come una delle vetture da corsa più iconiche della storia. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eQuesta edizione riproduce la versione 3H Daytona 1963, famosa per le sue imprese nella leggendaria gara endurance americana. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eIl modello in scala 1:18, prodotto da Kyosho, è un concentrato di dettagli storici e finiture da alta collezione.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e\u003cem\u003eCaratteristiche del modello\u003c\/em\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eScala: 1:18\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eModello: Ferrari 250 GTO – 3 Hours of Daytona 1963\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eColore e livrea gara fedelmente riprodotti\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eProduttore: Kyosho\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eCodice prodotto: 08438F\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eMateriale: Die-cast con componenti in plastica\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eApertura porte, cofano e bagagliaio\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eMotore V12 ricco di particolari\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eInterni racing, con strumentazione dettagliata\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eSospensioni realistiche e sterzo funzionante\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e\u003cem\u003ePunto di forza\u003c\/em\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eUna fedele replica da gara di una Ferrari che ha scritto pagine di storia sulle piste americane.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eUna combinazione perfetta tra racing heritage e maestria modellistica.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e\u003cem\u003eA chi è dedicato\u003c\/em\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eA collezionisti di Ferrari da competizione, appassionati delle gare endurance storiche, e a chi desidera aggiungere alla propria vetrina un pezzo di Daytona anni ’60.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e​\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e​\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255694627200,"sku":"8438F","price":399.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/86853.jpg?v=1781752705"},{"product_id":"ferrari-250-gto-30l-v12-coupe-equipe-nationale-belge-3rd-24h-le-mans-1962-dernier-beurlys-blaton-1-18","title":"Ferrari 250 GTO 3rd 24H Le Mans 1962 Dernier-Beurlys Blaton 1:18","description":"\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 250 GTO 3.0L V12 Coupe Equipe Nationale Belge 3rd 24H Le Mans 1962 Dernier-Beurlys Blaton 1:18 (Kyosho 08438B)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAll'inizio degli anni sessanta, dopo una decina di anni vissuti al top, la Ferrari viveva un momento di declino nell'attività agonistica ed in quella privata del suo fondatore Enzo Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa tensione era alle stelle ogni giorno e raggiunse livelli estremi nel marzo 1961 quando la rivale inglese Jaguar presenta una nuova auto al Salone di Ginevra: la E- Type Coupè. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEnzo Ferrari diede incarico a Giotto Bizzarrini di progettare una nuova vettura di classe GT.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl progetto partì dal valido modello 250GT \/ SWB dimostratosi valido contro test severi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe principali modifiche che ne seguirono riguardarono l'asse posteriore, l'aerodinamica del corpo e il centro di gravità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'auto ottenne l'omologazione con la nuova denominazione di 250 GTO, dove \"O\" sta per la parola italiana \"omologata\" Un azzardata osservazione fatta al costruttore da parte\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edel team tecnico che riguardava la vita privata del Drake, sfociò in un \"colpo di stato\" contro Enzo Ferrari in seguito al quale diversi tecnici, incluso Bizzarrini, dovettero lasciare l'azienda.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGli succedette Mauro Foghieri, che si mise a lavorare insieme al carrozziere Sergio Scaglietti e completò il progetto di sviluppo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa GTO vantava una linea straordinariamente bella, e fu presentata alla stampa internazionale a Maranello nel febbraio 1962.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 24 Ore di Le Mans del 1962 è stata una gara automobilistica per vetture sperimentali e Gran Turismo, andata in scena sul Circuit de la Sarthe, Le Mans, in Francia, il 23 e 24 giugno 1962. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ stato il 30° Gran Premio di Endurance e l'ottavo round del Campionato Internazionale Costruttori del 1962.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa gara è stata vinta da Olivier Gendebien e Phil Hill alla guida di una Ferrari 330 TRI\/LM.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eKyosho ci presenta la Ferrari 250 GTO 3.0L V12 Coupe Equipe Nationale Belge 3rd 24H Le Mans 1962 Dernier-Beurlys Blaton 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255694725504,"sku":"8438B","price":399.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/75160.jpg?v=1781743006"},{"product_id":"ferrari-250-gto-coupe-1962-red-1-18","title":"Ferrari 250 GTO Coupe 1962 Red 1:18","description":"\u003cp style=\"text-align:left;\"\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 250 GTO Coupe 1962 Red 1:18 (Kyosho 08438R)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAll'inizio degli anni sessanta, dopo una decina di anni vissuti al top, la Ferrari viveva un momento di declino nell'attività agonistica ed in quella privata del suo fondatore Enzo Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa tensione era alle stelle ogni giorno e raggiunse livelli estremi nel marzo 1961 quando la rivale inglese Jaguar presenta una nuova auto al Salone di Ginevra: la E- Type Coupè. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEnzo Ferrari diede incarico a Giotto Bizzarrini di progettare una nuova vettura di classe GT.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl progetto partì dal valido modello 250GT \/ SWB dimostratosi valido contro test severi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe principali modifiche che ne seguirono riguardarono l'asse posteriore, l'aerodinamica del corpo e il centro di gravità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'auto ottenne l'omologazione con la nuova denominazione di 250 GTO, dove \"O\" sta per la parola italiana \"omologata\" Un azzardata osservazione fatta al costruttore da parte\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edel team tecnico che riguardava la vita privata del Drake, sfociò in un \"colpo di stato\" contro Enzo Ferrari in seguito al quale diversi tecnici, incluso Bizzarrini, dovettero lasciare l'azienda.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGli succedette Mauro Foghieri, che si mise a lavorare insieme al carrozziere Sergio Scaglietti e completò il progetto di sviluppo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa GTO vantava una linea straordinariamente bella, e fu presentata alla stampa internazionale a Maranello nel febbraio 1962.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eKyosho ci presenta la Ferrari 250 GTO Coupe 1962 Red 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255694987648,"sku":"8438R","price":399.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/75165.jpg?v=1781743011"},{"product_id":"ferrari-f40-1987-giallo-modena-1-18","title":"Ferrari F40 1987 Giallo Modena 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari F40 1987 Giallo Modena 1:18 (Kyosho 8416Y)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePresentata nel 1987 per celebrare i quarant’anni della Ferrari, la Ferrari F40 è una delle supercar più leggendarie mai costruite. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVoluta personalmente da Enzo Ferrari, la F40 rappresenta l’ultima vettura approvata dal fondatore della casa di Maranello prima della sua scomparsa nel 1988.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa F40 nasce con un obiettivo preciso: creare una supercar estrema, senza compromessi, capace di trasferire su strada l’esperienza maturata da Ferrari nelle competizioni. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl telaio utilizza una struttura tubolare rinforzata con materiali compositi avanzati come kevlar e fibra di carbonio, mentre la carrozzeria disegnata da Pininfarina è pensata per massimizzare aerodinamica e leggerezza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl motore è un V8 biturbo da 2.9 litri, capace di sviluppare 478 CV, permettendo alla F40 di raggiungere una velocità massima superiore ai 320 km\/h, rendendola all’epoca una delle auto di serie più veloci al mondo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa colorazione Giallo Modena rappresenta una delle varianti più affascinanti della F40, meno diffusa rispetto al tradizionale Rosso Corsa ma particolarmente apprezzata dai collezionisti perché mette in evidenza le linee aggressive e le prese d’aria della carrozzeria.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOggi la Ferrari F40 è considerata una delle supercar più iconiche della storia dell’automobile, simbolo della filosofia Ferrari più pura: leggerezza, potenza e guida senza filtri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello Kyosho 8416Y riproduce la Ferrari F40 1987 Giallo Modena in scala 1:18, con uno standard qualitativo molto elevato, tipico delle produzioni della casa giapponese Kyosho.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRealizzato in metallo pressofuso (die-cast) con numerose parti apribili, il modello consente di osservare nel dettaglio l’abitacolo minimalista e il celebre motore V8 biturbo visibile sotto il cofano posteriore trasparente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche principali\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003escala 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ecarrozzeria die-cast\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eporte, cofano anteriore e posteriore apribili\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eriproduzione dettagliata del motore V8 biturbo\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003einterni racing fedeli all’originale\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ecolorazione Giallo Modena\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eUn modello ideale per collezionisti di supercar Ferrari, icone degli anni ’80 e modelli die-cast di alta qualità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFerrari F40 1987 Giallo Modena 1:18 – Kyosho 8416Y\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eFerrari F40 supercar 1987\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eMotore V8 biturbo 478 CV\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eScala 1:18 modello die-cast\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eParti apribili con motore dettagliato\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eProduzione Kyosho\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari F40 Giallo Modena 1:18 Kyosho è un modello straordinario per ogni collezionista di supercar Ferrari. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa colorazione gialla esalta in modo unico le linee estreme della F40, rendendo questa versione particolarmente affascinante ed esclusiva in vetrina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDa oltre vent’anni e-sco Modellismo seleziona modelli iconici e versioni di grande valore collezionistico, diventando un punto di riferimento europeo per gli appassionati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e👉 Acquistala ora su e-sco e aggiungi alla tua collezione una delle Ferrari più leggendarie di tutti i tempi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003ch2\u003e\u003c\/h2\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255738634624,"sku":"8416Y","price":349.94,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/93132_7ba0f862-a29e-4963-9ce4-334e6fd1521d.jpg?v=1781460265"},{"product_id":"ferrari-f40-1987-nero-1-18","title":"Ferrari F40 1987 Nero 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari F40 1987 Nero 1:18 (Kyosho 8416BK)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari F40 è un'auto sportiva prodotta dalla casa automobilistica italiana Ferrari, , costruita tra il 1987 e il 1998, la cui erede fu la F50. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNata per celebrare i primi quarant'anni di attività sportiva della casa automobilistica modenese, la \"F40\" fu presentata in anteprima alla stampa presso il centro civico di \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMaranello, il 21 luglio 1987, da Enzo Ferrari, Leonardo Fioravanti e Nicola Materazzi. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel successivo mese di settembre venne esposta al pubblico durante il salone dell'automobile di Francoforte.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTra le altre particolarità la vettura ha quella di essere stata la prima auto stradale nella storia Ferrari a essere costruita con svariati materiali compositi quali il kevlar per il telaio,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e fibra Carbonio , fibre di vetro per la carrozzeria, resine aeronautiche per i serbatoi e il plexiglas per i finestrini laterali e di essere stata, al momento della sua presentazione l'auto \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003estradale più veloce mai costruita con i suoi 324 km\/h dichiarati (spesso sensibilmente superati in vari test).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta versione ha i finestrini che si abbassano con maniglia laterale, come su auto anni 60\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBellissima ed in edizione limitata di soli 400 esemplari, dalla maestria di BBR un piccolo capolavoro\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLicenza \"BBR 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F40 è un'auto sportiva prodotta dalla casa automobilistica italiana Ferrari, , costruita tra il 1987 e il 1998, la cui erede fu la F50.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNata per celebrare i primi quarant'anni di attività sportiva della casa automobilistica modenese, la \"F40\" fu presentata in anteprima alla stampa presso il centro civico di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMaranello, il 21 luglio 1987, da Enzo Ferrari, Leonardo Fioravanti e Nicola Materazzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel successivo mese di settembre venne esposta al pubblico durante il salone dell'automobile di Francoforte.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTra le altre particolarità la vettura ha quella di essere stata la prima auto stradale nella storia Ferrari a essere costruita con svariati materiali compositi quali il kevlar per il telaio,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003efibra Carbonio , fibre di vetro per la carrozzeria, resine aeronautiche per i serbatoi e il plexiglas per i finestrini laterali e di essere stata, al momento della sua presentazione l'auto\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003estradale più veloce mai costruita con i suoi 324 km\/h dichiarati (spesso sensibilmente superati in vari test).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta versione ha i finestrini che si abbassano con maniglia laterale, come su auto anni 60\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBellissima ed in edizione limitata di soli 400 esemplari, dalla maestria di BBR un piccolo capolavoro\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLicenza \"BBR Models\"\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCARATTERISTICHE\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eMateriale: Die-Cast\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCodice EAN: 4548565468089\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eColore: Verde Menta\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eAperture: 4\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eData di Uscita: Settembre 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estrema della 288 GTO e sviluppata con un’impostazione quasi da vettura da competizione, la F40 utilizzava una struttura tubolare rinforzata con materiali compositi come fibra di carbonio e kevlar, mentre la carrozzeria disegnata da Pininfarina era ottimizzata per garantire massima efficienza aerodinamica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl cuore della vettura era il celebre V8 biturbo da 2.9 litri, capace di sviluppare 478 CV e spingere la F40 oltre i 320 km\/h, rendendola all’epoca una delle auto di serie più veloci al mondo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe versioni Light Weight con LM Wing richiamano direttamente le varianti da competizione sviluppate per il mondo delle gare GT. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL’adozione dell’imponente ala posteriore “LM”, insieme ad alleggerimenti e componenti racing, esalta il carattere aggressivo e radicale della vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa combinazione Rosso con interni rossi rende questa configurazione particolarmente scenografica e ricercata tra gli appassionati Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello Kyosho 8461RLM riproduce la Ferrari F40 “Light Weight” LM Wing in scala 1:18, con uno standard qualitativo molto elevato tipico della produzione Kyosho.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRealizzato in metallo pressofuso (die-cast) con numerose parti apribili, il modello permette di osservare nel dettaglio il motore V8 biturbo, l’abitacolo racing e gli elementi aerodinamici specifici della versione LM.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche principali\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003escala 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ecarrozzeria die-cast\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eporte, cofano anteriore e posteriore apribili\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eversione Light Weight con ala posteriore LM\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003einterni rossi racing\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003emotore V8 biturbo dettagliato\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eproduzione Kyosho\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eUn modello ideale per collezionisti di supercar Ferrari, versioni racing e icone automobilistiche degli anni ’80 e ’90.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFerrari F40 “Light Weight” LM Wing Rosso Interni Rossi 1:18 – Kyosho 8461RLM\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eFerrari F40 versione Light Weight LM Wing\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eSupercar Ferrari 1987\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eScala 1:18 modello die-cast\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eParti apribili con motore dettagliato\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eProduzione Kyosho\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari F40 “Light Weight” LM Wing 1:18 Kyosho è un modello spettacolare per ogni collezionista di Ferrari. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL’imponente ala posteriore, gli interni rossi e i dettagli racing rendono questa versione una delle più aggressive e scenografiche della F40.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDa oltre vent’anni e-sco Modellismo seleziona modelli iconici e versioni di grande valore collezionistico, diventando un punto di riferimento europeo per gli appassionati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e👉 Acquistala ora su e-sco e aggiungi alla tua collezione una delle Ferrari più estreme e affascinanti mai realizzate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255739552128,"sku":"8416RLM","price":349.99,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/93142_cc0a6990-43cf-4306-a992-65ae41135160.jpg?v=1781460272"},{"product_id":"fiat-131-abarth-alitalia-rallye-portugal-1978-sandro-munari-piero-sodano-118","title":"Fiat 131 Abarth Alitalia Rallye Portugal 1978 Sandro Munari - Piero Sodano 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eFiat 131 Abarth River Team 6th Rallye San Remo 1980 Attilio Bettega - Arnaldo Bernacchini 1:18 (Kyosho 08376C)\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa Fiat 131 Abarth venne realizzata sulla base della berlina di Fiat a due porte.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eL’elaborazione di Abarth ha riguardato molti interventi come l’alleggerimento della scocca, la realizzazione di passaruota maggiorati, l’adozione di prese d’aria sul cofano e sulle \u003c\/span\u003efiancate per ottimizzare il raffreddamento della meccanica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa Fiat 131 Abarth utilizzò un motore anteriore longitudinale 4 cilindri anteriore in linea con la testata in lega leggera e con 4 valvole per cilindro.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eCostruita a partire dal 1976 venne impiegata nel Campionato Mondiale Rally dove conquistò tre mondiali costruttori, un Coppa FIA Piloti ed un mondiale piloti.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003ePrese parte alle competizioni internazionali nel sino al 1982 quando venne sostituita dalle vetture del marchio Lancia\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e12º Rallye de Portugal Vinho do Porto si tenne dal \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e19 al 23 aprile 1978\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho celebra questa splendida vettura del team \u003cspan\u003eFiat Alitalia \u003c\/span\u003eche si ritirò nel  Rally del Portogallo 1978 con il duo italiano \u003cspan\u003eSandro Munari -  Piero Sodano\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eIl modello è stato prodotto nella solita alta qualità Kyosho e riflette l'originale possibile.\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eCaratteristiche del modello:\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eFiniture interne autentiche\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eVano motore dettagliato\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eRuote Sterzanti\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eCofano, porte e bagagliaio apribili\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255775531392,"sku":"08376B","price":199.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/37165.jpg?v=1781728270"},{"product_id":"fiat-131-abarth-river-team-6th-rallye-san-remo-1980-attilio-bettega-arnaldo-bernacchini-1-18","title":"Fiat 131 Abarth River Team 6th Rallye San Remo 1980 Attilio Bettega - Arnaldo Bernacchini 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFiat 131 Abarth River Team 6th Rallye San Remo 1980 Attilio Bettega - Arnaldo Bernacchini 1:18 (Kyosho 08376C)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Fiat 131 Abarth venne realizzata sulla base della berlina di Fiat a due porte.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL’elaborazione di Abarth ha riguardato molti interventi come l’alleggerimento della scocca, la realizzazione di passaruota maggiorati, l’adozione di prese d’aria sul cofano e sulle fiancate per ottimizzare il raffreddamento della meccanica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Fiat 131 Abarth utilizzò un motore anteriore longitudinale 4 cilindri anteriore in linea con la testata in lega leggera e con 4 valvole per cilindro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCostruita a partire dal 1976 venne impiegata nel Campionato Mondiale Rally dove conquistò tre mondiali costruttori, un Coppa FIA Piloti ed un mondiale piloti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePrese parte alle competizioni internazionali nel sino al 1982 quando venne sostituita dalle vetture del marchio Lancia\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eil 22° Rallye di San Remo 1980 e si svolse dal 06 al 11 Ottobre 1980\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho celebra questa splendida vettura del team River che si classificò sesta al Rally di San Remo 1980 con il duo italiano Attilio Bettega, Arnaldo Bernacchini\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è stato prodotto nella solita alta qualità Kyosho e riflette l'originale possibile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche del modello:\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eFiniture interne autentiche\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eVano motore dettagliato\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eRuote Sterzanti\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCofano, porte e bagagliaio apribili\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255776219520,"sku":"08376C","price":199.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/73155.jpg?v=1781741604"},{"product_id":"fiat-131-abarth-winner-rallye-portugal-1980-walter-roehrl-christian-geistdoerfer-118","title":"Fiat 131 Abarth Winner Rallye Portugal 1980 Walter Röhrl - Christian Geistdörfer 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cb\u003eFiat 131 Abarth Winner Rallye Portugal 1980 Walter Röhrl - Christian Geistdörfer 1:18 (Kyosho 08376A)\u003c\/b\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa Fiat 131 Abarth venne realizzata sulla base della berlina di Fiat a due porte.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eL’elaborazione di Abarth ha riguardato molti interventi come l’alleggerimento della scocca, la realizzazione di passaruota maggiorati, l’adozione di prese d’aria sul cofano e sulle \u003c\/span\u003efiancate per ottimizzare il raffreddamento della meccanica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa Fiat 131 Abarth utilizzò un motore anteriore longitudinale 4 cilindri anteriore in linea con la testata in lega leggera e con 4 valvole per cilindro.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eCostruita a partire dal 1976 venne impiegata nel Campionato Mondiale Rally dove conquistò tre mondiali costruttori, un Coppa FIA Piloti ed un mondiale piloti.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003ePrese parte alle competizioni internazionali nel sino al 1982 quando venne sostituita dalle vetture del marchio Lancia \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eil 14° Rallye del Portogallo e si svolse dal 4 al 9 marzo 1980\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho celebra questa splendida vettura del team Fiat che si vinse la Prova in Portogallo con il duo Walter Röhrl - Christian Geistdörfer \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eIl modello è stato prodotto nella solita alta qualità Kyosho e riflette l'originale possibile.\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eCaratteristiche del modello:\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eFiniture interne autentiche\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eVano motore dettagliato\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eRuote Sterzanti\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eCofano, porte e bagagliaio apribili\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255776350592,"sku":"08376A","price":199.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/64090.jpg?v=1781736542"},{"product_id":"fiat-nuova-500-1957-celeste-crociera-1-18","title":"Fiat Nuova 500 1957 Celeste Crociera 1:18","description":"\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cstrong\u003eFiat Nuova 500 1957 Celeste Crociera 1:18 (Kyosho 8966LB)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa FIAT Nuova 500, nota anche come solo Fiat 500, è un'automobile superutilitaria della casa torinese, prodotta dal luglio 1957 all'agosto 1975 e, in versione Giardiniera, fino al 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNon appena messo in vendita, il modello \"600\" riscosse un successo enorme, anche grazie al diffuso ottimismo generato dal miracolo economico e al sistema rateale messo a punto dalla SAVA. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTuttavia, ancora grandi strati della popolazione italiana non avevano la potenzialità economica per acquistare un'automobile, continuando a preferire le motociclette o le neonate microvetture tipo la ISO Isetta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePensando a questo enorme bacino di potenziale clientela, Vittorio Valletta aveva incaricato Dante Giacosa di realizzare, contemporaneamente alla \"600\", un'automobile superutilitaria, i cui costi di acquisto, uso e manutenzione, potessero essere compatibili con il modesto bilancio delle famiglie operaie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'idea attorno alla quale lavorare arrivò inaspettatamente da Hans Peter Bauhof, un giovane impiegato tedesco della Deutsche-Fiat di Weinsberg che, nel 1953, inviò alla casa di Torino i disegni di una microvettura a due posti, ispirata nelle forme al celebre Maggiolino, motorizzata con un propulsore due tempi posizionato posteriormente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eGiacosa esaminò il progetto di Bauhof e bocciò immediatamente il motore. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl disegno della carrozzeria, però, gli piacque e lo schema tecnico risultava perfetto per ottenere un basso costo di produzione. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVennero allestiti i primi prototipi di forma, fino ad ottenere un eccellente Cx (coefficiente di resistenza aerodinamica) di 0,38, e contemporaneamente iniziò la progettazione del motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI tempi necessari per la progettazione e lo sviluppo del nuovo propulsore erano però incompatibili con l'urgenza aziendale di immettere il modello \"600\", ragion per cui l'operazione ebbe qualche ritardo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSoddisfatte le immediate esigenze dell'azienda, Giacosa poté finalmente dedicarsi con calma al motore della \"Nuova 500\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVennero allestite e testati prototipi a benzina a quattro tempi con due cilindri raffreddati ad aria forzata, in varie configurazioni: a camere di combustione in testa e a camere laterali, ad alberi a camme in testa e ad alberi a camme nel basamento con punterie ad aste e bilancieri, a cilindri paralleli e a cilindri contrapposti, a disposizione longitudinale e a disposizione trasversale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa versione a cilindri contrapposti era però osteggiata dallo stesso Giacosa a causa dei costi eccessivi, mentre le altre venivano via via scartate per scarsa affidabilità o eccesso di vibrazioni. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa scelta definitiva cadde sul motore longitudinale a due cilindri paralleli con camere di combustione a tetto in testa e punterie ad aste e bilancieri, due valvole per cilindro, raffreddato ad aria forzata, 479 cm³ di cilindrata, erogante 13 cv. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'unità non riuscirà mai ad essere del tutto priva di vibrazioni a causa della scelta progettuale dei pistoni affiancati; si sopperisce montando il motore a sbalzo su una piccola sospensione a molla ancorata alla traversa posteriore che diverrà una tra le caratteristiche più note della 500. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFu un capolavoro di “economia”: il filtro dell'olio centrifugo in asse con l'albero motore permise grosse semplificazioni, e l'albero a gomiti fu realizzato in ghisa fusa cava, anziché in acciaio fucinato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAncora, venne sviluppata una versione del motore con i cilindri paralleli ma orizzontali (“a sogliola”) che sarà la base del progetto 110B che, realizzato dalla Autobianchi, diventerà la Bianchina, e che sarà poi affiancato dalla versione “Giardiniera” della stessa “Nuova 500”.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl 1º luglio 1957, la \"Nuova 500\" venne mostrata in anteprima al Presidente del Consiglio Adone Zoli, nei giardini del Viminale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl 2 luglio la vettura fu presentata presso il circolo Sporting di Torino, tradizionale cornice in cui la FIAT ufficializzava all'epoca le sue novità; alla serata di gala fece gli onori di casa il gotha aziendale, composto dal presidente Vittorio Valletta, dai vicepresidenti Giovanni Agnelli e Gaudenzio Bono, dal responsabile dell'ufficio stampa Luigi Pestelli, oltre a vari dirigenti e tecnici. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAd attendere le autorità, i giornalisti e le varie personalità, una cinquantina di esemplari del nuovo modello, tutti di colore grigio e accompagnati da meccanici in tuta bianca, schierati a bordo piscina e pronti per un giro di prova. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTra i molti che vollero cimentarsi alla guida della \"Nuova 500\", anche il campione di Formula 1 Nino Farina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl nome di Nuova 500 fu scelto per sottolineare la discendenza e la comunanza alla 500 \"Topolino\", quale automobile di minor costo della gamma FIAT, fissato a 490.000 lire, pari a circa 13 stipendi di un operaio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'allestimento di questa prima serie era davvero spartano anche per l'epoca, e mancavano soprattutto le cromature, tanto amate dagli italiani in quegli anni. I cerchi delle ruote, in lamiera color giallo crema, fissati con quattro bulloni a vista, erano stati appositamente concepiti per escludere la necessità di usare le coppe alle ruote, che tra l'altro montano pneumatici di 12 pollici, fino a quel momento mai prodotti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMancavano anche le levette del devioluci e delle frecce sul piantone dello sterzo, le luci si comandavano interamente con la chiave di accensione modello Bosch a sei posizioni (solo luci di posizione, neutra, marcia a luci spente, marcia con posizioni, marcia con anabbaglianti, marcia con abbaglianti), le frecce con una levetta trasparente che incorporava la spia di funzionamento posizionata al centro della plancia poco sopra la chiave. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI vetri erano fissi tranne i due deflettori laterali apribili a compasso, senza fermo, che, a piena apertura, disturbavano l'azione delle mani sul volante: l'aria, a capote chiusa, confluiva dall'esterno esclusivamente da questi deflettori o dalle due feritoie poste sotto i fari anteriori, che, tramite due tubi nel bagagliaio, potevano immettere l'aria da due bocchette con sportellini a farfalla dislocate sotto la plancia. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDall'ottobre del 1959, tuttavia, le feritoie saranno rimpiazzate dagli indicatori di direzione frontali, per adeguare l'auto al Nuovo Codice della strada. Il tetto era costituito da un'ampia capote in tela impermeabilizzata che scendeva fino al limite del cofano posteriore e incorporava il lunotto in vinile;\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003equesta capote si apriva sostenuta da lunghi pantografi e poteva essere arrotolata. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMancava il sedile posteriore e al suo posto c'era solo una panchetta non imbottita, per via della quale la vettura venne omologata per soli due posti: questa fu una scelta ben ponderata dalla FIAT, che non aveva alcuna intenzione di scoraggiare le vendite di successo della coeva 600.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI fari non avevano le future cornicette cromate. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLo sbrinatore del parabrezza era un optional. Parecchie saldature erano a vista e la tappezzeria degli interni in skai, molto povera ed essenziale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSecondo l'uso di quegli anni, le portiere si aprivano “a vento”, erano cioè incernierate posteriormente. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'aria per il raffreddamento del motore, che assolveva anche la funzione del riscaldamento interno, era aspirata dalla presa d'aria a griglia subito sotto il lunotto posteriore. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa trazione era posteriore come su quasi tutte le automobili di quel periodo e il cambio aveva quattro marce non sincronizzate più la retromarcia (innesti ad imbocco rapido). \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLo schema sospensivo era quello della 600: anteriormente balestra e ammortizzatori, posteriormente ruote indipendenti con molle elicoidali coassiali agli ammortizzatori. Anche l'impianto frenante idraulico a quattro tamburi era ereditato dalla 600, ma le ganasce erano autocentranti con recupero automatico del gioco (prima auto FIAT a montare questo dispositivo). \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe luci posteriori erano di forma ovale e comprendevano le luci di posizione, gli stop (rossi) e gli indicatori di direzione (arancio); i proiettori anteriori comprendevano soltanto le luci abbaglianti e anabbaglianti, mentre le posizioni anteriori erano incorporate con gli indicatori di direzione in una gemma a forma di goccia (con lampadina a doppio filamento di colore bianco) posta sui parafanghi anteriori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'accoglienza del pubblico è tuttavia piuttosto tiepida rispetto alle previsioni, se non addirittura fredda poiché, come diceva il pubblico dell'epoca a cui la vettura era indirizzata, «nessuno torna indietro».\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa nuova piccola vettura appare troppo spartana agli occhi dei più, ormai usi alla vista delle luccicanti cromature che adornano le altre automobili. Il cliente-tipo ipotizzato dall'azienda è il vecchio proprietario di \"Topolino\" e chi usa piccole motociclette per gli spostamenti quotidiani, tanto che nella parata inaugurale partita dagli stabilimenti Mirafiori le nuove 500 sfilano davanti a una Gilera Saturno del 1956 con marmitta Abarth, motocicletta assai famosa in quegli anni e di prezzo paragonabile. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMolti di questi vedono però di mal occhio i soli due posti e la giudicano troppo costosa rispetto alla sorella maggiore: meglio accantonare qualche soldo in più e acquistare la 600. Anche le prestazioni sono motivo di critica, il motore è poco elastico, la potenza modesta, la velocità massima un po' troppo bassa, il motore bicilindrico vibra troppo ai bassi regimi ed è troppo rumoroso agli alti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eBasterebbe forse poco di più per accontentare la clientela, e l'azienda corre ai ripari. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel settembre dello stesso anno esce una versione lievemente revisionata, con l'aggiunta alla lista degli optional delle coppe ruota cromate, ma non basta. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSi pensa allora a un aggiornamento sostanzioso e si lavora sia sul motore sia sull'allestimento. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl primo viene rivisto nel carburatore (Weber 24IMB2) nella fasatura e nell'alzata delle valvole migliorandone l'erogazione ed elevandone la potenza alla soglia dei 15 CV a 4 000 giri al minuto, il secondo si arricchisce di molti dettagli ritenuti irrinunciabili come le modanature cromate sulle fiancate e i finestrini discendenti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa velocità massima sale a 90 km\/h. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA partire dal novembre 1957 la Nuova 500 viene quindi commercializzata in due versioni: Economica (quella della presentazione, venduta a 465 000 lire anziché 490 000) e Normale, con l'allestimento migliorato descritto sopra (venduta a 490.000 lire). \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCaso unico nella storia dell'automobile, i proprietari delle Nuova 500 Economica vendute prima del lancio della Normale, ricevono la differenza di 25.000 lire tramite assegno e vengono invitati presso le Stazioni di Servizio autorizzate FIAT per l'aggiornamento gratuito del motore. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ importante osservare che la Nuova 500 economica non fu la prima Nuova 500 prodotta. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesto ruolo spetta alla cosiddetta prima serie che restò in produzione solo tre mesi: dal luglio 1957 al settembre 1957. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl nome ufficiale della prima serie è semplicemente Nuova 500; le serie successive conservano questo nome ma gli affiancano una denominazione esplicativa (Economica, Normale, America, Sport, Giardiniera D, Giardiniera F e Giardiniera Autobianchi, D, F, L, R; nelle varianti trasformabile e tetto apribile) quasi mai indicata sul corpo della vettura in modo chiaro ed inequivocabile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDivenne simbolo della rinascita italica e del miracolo economico\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ekyosho ne celebra il mito con questo modello scala 1:18 in edizione limitata in diecast con aperture\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255833104768,"sku":"8966LB","price":219.99,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/79644.jpg?v=1781746414"},{"product_id":"fiat-nuova-500-1957-rosso-corallo-1-18","title":"Fiat Nuova 500 1957 Rosso Corallo 1:18","description":"\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cstrong\u003eFiat Nuova 500 1957 Rosso Corallo 1:18 (Kyosho 8966R)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa FIAT Nuova 500, nota anche come solo Fiat 500, è un'automobile superutilitaria della casa torinese, prodotta dal luglio 1957 all'agosto 1975 e, in versione Giardiniera, fino al 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNon appena messo in vendita, il modello \"600\" riscosse un successo enorme, anche grazie al diffuso ottimismo generato dal miracolo economico e al sistema rateale messo a punto dalla SAVA. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTuttavia, ancora grandi strati della popolazione italiana non avevano la potenzialità economica per acquistare un'automobile, continuando a preferire le motociclette o le neonate microvetture tipo la ISO Isetta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePensando a questo enorme bacino di potenziale clientela, Vittorio Valletta aveva incaricato Dante Giacosa di realizzare, contemporaneamente alla \"600\", un'automobile superutilitaria, i cui costi di acquisto, uso e manutenzione, potessero essere compatibili con il modesto bilancio delle famiglie operaie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'idea attorno alla quale lavorare arrivò inaspettatamente da Hans Peter Bauhof, un giovane impiegato tedesco della Deutsche-Fiat di Weinsberg che, nel 1953, inviò alla casa di Torino i disegni di una microvettura a due posti, ispirata nelle forme al celebre Maggiolino, motorizzata con un propulsore due tempi posizionato posteriormente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eGiacosa esaminò il progetto di Bauhof e bocciò immediatamente il motore. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl disegno della carrozzeria, però, gli piacque e lo schema tecnico risultava perfetto per ottenere un basso costo di produzione. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVennero allestiti i primi prototipi di forma, fino ad ottenere un eccellente Cx (coefficiente di resistenza aerodinamica) di 0,38, e contemporaneamente iniziò la progettazione del motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI tempi necessari per la progettazione e lo sviluppo del nuovo propulsore erano però incompatibili con l'urgenza aziendale di immettere il modello \"600\", ragion per cui l'operazione ebbe qualche ritardo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSoddisfatte le immediate esigenze dell'azienda, Giacosa poté finalmente dedicarsi con calma al motore della \"Nuova 500\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVennero allestite e testati prototipi a benzina a quattro tempi con due cilindri raffreddati ad aria forzata, in varie configurazioni: a camere di combustione in testa e a camere laterali, ad alberi a camme in testa e ad alberi a camme nel basamento con punterie ad aste e bilancieri, a cilindri paralleli e a cilindri contrapposti, a disposizione longitudinale e a disposizione trasversale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa versione a cilindri contrapposti era però osteggiata dallo stesso Giacosa a causa dei costi eccessivi, mentre le altre venivano via via scartate per scarsa affidabilità o eccesso di vibrazioni. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa scelta definitiva cadde sul motore longitudinale a due cilindri paralleli con camere di combustione a tetto in testa e punterie ad aste e bilancieri, due valvole per cilindro, raffreddato ad aria forzata, 479 cm³ di cilindrata, erogante 13 cv. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'unità non riuscirà mai ad essere del tutto priva di vibrazioni a causa della scelta progettuale dei pistoni affiancati; si sopperisce montando il motore a sbalzo su una piccola sospensione a molla ancorata alla traversa posteriore che diverrà una tra le caratteristiche più note della 500. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFu un capolavoro di “economia”: il filtro dell'olio centrifugo in asse con l'albero motore permise grosse semplificazioni, e l'albero a gomiti fu realizzato in ghisa fusa cava, anziché in acciaio fucinato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAncora, venne sviluppata una versione del motore con i cilindri paralleli ma orizzontali (“a sogliola”) che sarà la base del progetto 110B che, realizzato dalla Autobianchi, diventerà la Bianchina, e che sarà poi affiancato dalla versione “Giardiniera” della stessa “Nuova 500”.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl 1º luglio 1957, la \"Nuova 500\" venne mostrata in anteprima al Presidente del Consiglio Adone Zoli, nei giardini del Viminale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl 2 luglio la vettura fu presentata presso il circolo Sporting di Torino, tradizionale cornice in cui la FIAT ufficializzava all'epoca le sue novità; alla serata di gala fece gli onori di casa il gotha aziendale, composto dal presidente Vittorio Valletta, dai vicepresidenti Giovanni Agnelli e Gaudenzio Bono, dal responsabile dell'ufficio stampa Luigi Pestelli, oltre a vari dirigenti e tecnici. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAd attendere le autorità, i giornalisti e le varie personalità, una cinquantina di esemplari del nuovo modello, tutti di colore grigio e accompagnati da meccanici in tuta bianca, schierati a bordo piscina e pronti per un giro di prova. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTra i molti che vollero cimentarsi alla guida della \"Nuova 500\", anche il campione di Formula 1 Nino Farina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl nome di Nuova 500 fu scelto per sottolineare la discendenza e la comunanza alla 500 \"Topolino\", quale automobile di minor costo della gamma FIAT, fissato a 490.000 lire, pari a circa 13 stipendi di un operaio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'allestimento di questa prima serie era davvero spartano anche per l'epoca, e mancavano soprattutto le cromature, tanto amate dagli italiani in quegli anni. I cerchi delle ruote, in lamiera color giallo crema, fissati con quattro bulloni a vista, erano stati appositamente concepiti per escludere la necessità di usare le coppe alle ruote, che tra l'altro montano pneumatici di 12 pollici, fino a quel momento mai prodotti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMancavano anche le levette del devioluci e delle frecce sul piantone dello sterzo, le luci si comandavano interamente con la chiave di accensione modello Bosch a sei posizioni (solo luci di posizione, neutra, marcia a luci spente, marcia con posizioni, marcia con anabbaglianti, marcia con abbaglianti), le frecce con una levetta trasparente che incorporava la spia di funzionamento posizionata al centro della plancia poco sopra la chiave. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI vetri erano fissi tranne i due deflettori laterali apribili a compasso, senza fermo, che, a piena apertura, disturbavano l'azione delle mani sul volante: l'aria, a capote chiusa, confluiva dall'esterno esclusivamente da questi deflettori o dalle due feritoie poste sotto i fari anteriori, che, tramite due tubi nel bagagliaio, potevano immettere l'aria da due bocchette con sportellini a farfalla dislocate sotto la plancia. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDall'ottobre del 1959, tuttavia, le feritoie saranno rimpiazzate dagli indicatori di direzione frontali, per adeguare l'auto al Nuovo Codice della strada. Il tetto era costituito da un'ampia capote in tela impermeabilizzata che scendeva fino al limite del cofano posteriore e incorporava il lunotto in vinile;\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003equesta capote si apriva sostenuta da lunghi pantografi e poteva essere arrotolata. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMancava il sedile posteriore e al suo posto c'era solo una panchetta non imbottita, per via della quale la vettura venne omologata per soli due posti: questa fu una scelta ben ponderata dalla FIAT, che non aveva alcuna intenzione di scoraggiare le vendite di successo della coeva 600.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI fari non avevano le future cornicette cromate. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLo sbrinatore del parabrezza era un optional. Parecchie saldature erano a vista e la tappezzeria degli interni in skai, molto povera ed essenziale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSecondo l'uso di quegli anni, le portiere si aprivano “a vento”, erano cioè incernierate posteriormente. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'aria per il raffreddamento del motore, che assolveva anche la funzione del riscaldamento interno, era aspirata dalla presa d'aria a griglia subito sotto il lunotto posteriore. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa trazione era posteriore come su quasi tutte le automobili di quel periodo e il cambio aveva quattro marce non sincronizzate più la retromarcia (innesti ad imbocco rapido). \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLo schema sospensivo era quello della 600: anteriormente balestra e ammortizzatori, posteriormente ruote indipendenti con molle elicoidali coassiali agli ammortizzatori. Anche l'impianto frenante idraulico a quattro tamburi era ereditato dalla 600, ma le ganasce erano autocentranti con recupero automatico del gioco (prima auto FIAT a montare questo dispositivo). \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe luci posteriori erano di forma ovale e comprendevano le luci di posizione, gli stop (rossi) e gli indicatori di direzione (arancio); i proiettori anteriori comprendevano soltanto le luci abbaglianti e anabbaglianti, mentre le posizioni anteriori erano incorporate con gli indicatori di direzione in una gemma a forma di goccia (con lampadina a doppio filamento di colore bianco) posta sui parafanghi anteriori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'accoglienza del pubblico è tuttavia piuttosto tiepida rispetto alle previsioni, se non addirittura fredda poiché, come diceva il pubblico dell'epoca a cui la vettura era indirizzata, «nessuno torna indietro».\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa nuova piccola vettura appare troppo spartana agli occhi dei più, ormai usi alla vista delle luccicanti cromature che adornano le altre automobili. Il cliente-tipo ipotizzato dall'azienda è il vecchio proprietario di \"Topolino\" e chi usa piccole motociclette per gli spostamenti quotidiani, tanto che nella parata inaugurale partita dagli stabilimenti Mirafiori le nuove 500 sfilano davanti a una Gilera Saturno del 1956 con marmitta Abarth, motocicletta assai famosa in quegli anni e di prezzo paragonabile. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMolti di questi vedono però di mal occhio i soli due posti e la giudicano troppo costosa rispetto alla sorella maggiore: meglio accantonare qualche soldo in più e acquistare la 600. Anche le prestazioni sono motivo di critica, il motore è poco elastico, la potenza modesta, la velocità massima un po' troppo bassa, il motore bicilindrico vibra troppo ai bassi regimi ed è troppo rumoroso agli alti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eBasterebbe forse poco di più per accontentare la clientela, e l'azienda corre ai ripari. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel settembre dello stesso anno esce una versione lievemente revisionata, con l'aggiunta alla lista degli optional delle coppe ruota cromate, ma non basta. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSi pensa allora a un aggiornamento sostanzioso e si lavora sia sul motore sia sull'allestimento. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl primo viene rivisto nel carburatore (Weber 24IMB2) nella fasatura e nell'alzata delle valvole migliorandone l'erogazione ed elevandone la potenza alla soglia dei 15 CV a 4 000 giri al minuto, il secondo si arricchisce di molti dettagli ritenuti irrinunciabili come le modanature cromate sulle fiancate e i finestrini discendenti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa velocità massima sale a 90 km\/h. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA partire dal novembre 1957 la Nuova 500 viene quindi commercializzata in due versioni: Economica (quella della presentazione, venduta a 465 000 lire anziché 490 000) e Normale, con l'allestimento migliorato descritto sopra (venduta a 490.000 lire). \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCaso unico nella storia dell'automobile, i proprietari delle Nuova 500 Economica vendute prima del lancio della Normale, ricevono la differenza di 25.000 lire tramite assegno e vengono invitati presso le Stazioni di Servizio autorizzate FIAT per l'aggiornamento gratuito del motore. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ importante osservare che la Nuova 500 economica non fu la prima Nuova 500 prodotta. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesto ruolo spetta alla cosiddetta prima serie che restò in produzione solo tre mesi: dal luglio 1957 al settembre 1957. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl nome ufficiale della prima serie è semplicemente Nuova 500; le serie successive conservano questo nome ma gli affiancano una denominazione esplicativa (Economica, Normale, America, Sport, Giardiniera D, Giardiniera F e Giardiniera Autobianchi, D, F, L, R; nelle varianti trasformabile e tetto apribile) quasi mai indicata sul corpo della vettura in modo chiaro ed inequivocabile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDivenne simbolo della rinascita italica e del miracolo economico\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ekyosho ne celebra il mito con questo modello scala 1:18 in edizione limitata in diecast con aperture\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFiat Nuova 500 1957 Rosso Corallo 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255833301376,"sku":"8966R","price":219.99,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/79657.jpg?v=1781746426"},{"product_id":"fiat-nuova-500-1957-verde-chiaro-1-18","title":"Fiat Nuova 500 1957 Verde Chiaro 1:18","description":"\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cstrong\u003eFiat Nuova 500 1957 Verde Chiaro 1:18 (Kyosho 8966LG)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa FIAT Nuova 500, nota anche come solo Fiat 500, è un'automobile superutilitaria della casa torinese, prodotta dal luglio 1957 all'agosto 1975 e, in versione Giardiniera, fino al 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNon appena messo in vendita, il modello \"600\" riscosse un successo enorme, anche grazie al diffuso ottimismo generato dal miracolo economico e al sistema rateale messo a punto dalla SAVA. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTuttavia, ancora grandi strati della popolazione italiana non avevano la potenzialità economica per acquistare un'automobile, continuando a preferire le motociclette o le neonate microvetture tipo la ISO Isetta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePensando a questo enorme bacino di potenziale clientela, Vittorio Valletta aveva incaricato Dante Giacosa di realizzare, contemporaneamente alla \"600\", un'automobile superutilitaria, i cui costi di acquisto, uso e manutenzione, potessero essere compatibili con il modesto bilancio delle famiglie operaie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'idea attorno alla quale lavorare arrivò inaspettatamente da Hans Peter Bauhof, un giovane impiegato tedesco della Deutsche-Fiat di Weinsberg che, nel 1953, inviò alla casa di Torino i disegni di una microvettura a due posti, ispirata nelle forme al celebre Maggiolino, motorizzata con un propulsore due tempi posizionato posteriormente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eGiacosa esaminò il progetto di Bauhof e bocciò immediatamente il motore. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl disegno della carrozzeria, però, gli piacque e lo schema tecnico risultava perfetto per ottenere un basso costo di produzione. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVennero allestiti i primi prototipi di forma, fino ad ottenere un eccellente Cx (coefficiente di resistenza aerodinamica) di 0,38, e contemporaneamente iniziò la progettazione del motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI tempi necessari per la progettazione e lo sviluppo del nuovo propulsore erano però incompatibili con l'urgenza aziendale di immettere il modello \"600\", ragion per cui l'operazione ebbe qualche ritardo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSoddisfatte le immediate esigenze dell'azienda, Giacosa poté finalmente dedicarsi con calma al motore della \"Nuova 500\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVennero allestite e testati prototipi a benzina a quattro tempi con due cilindri raffreddati ad aria forzata, in varie configurazioni: a camere di combustione in testa e a camere laterali, ad alberi a camme in testa e ad alberi a camme nel basamento con punterie ad aste e bilancieri, a cilindri paralleli e a cilindri contrapposti, a disposizione longitudinale e a disposizione trasversale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa versione a cilindri contrapposti era però osteggiata dallo stesso Giacosa a causa dei costi eccessivi, mentre le altre venivano via via scartate per scarsa affidabilità o eccesso di vibrazioni. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa scelta definitiva cadde sul motore longitudinale a due cilindri paralleli con camere di combustione a tetto in testa e punterie ad aste e bilancieri, due valvole per cilindro, raffreddato ad aria forzata, 479 cm³ di cilindrata, erogante 13 cv. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'unità non riuscirà mai ad essere del tutto priva di vibrazioni a causa della scelta progettuale dei pistoni affiancati; si sopperisce montando il motore a sbalzo su una piccola sospensione a molla ancorata alla traversa posteriore che diverrà una tra le caratteristiche più note della 500. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFu un capolavoro di “economia”: il filtro dell'olio centrifugo in asse con l'albero motore permise grosse semplificazioni, e l'albero a gomiti fu realizzato in ghisa fusa cava, anziché in acciaio fucinato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAncora, venne sviluppata una versione del motore con i cilindri paralleli ma orizzontali (“a sogliola”) che sarà la base del progetto 110B che, realizzato dalla Autobianchi, diventerà la Bianchina, e che sarà poi affiancato dalla versione “Giardiniera” della stessa “Nuova 500”.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl 1º luglio 1957, la \"Nuova 500\" venne mostrata in anteprima al Presidente del Consiglio Adone Zoli, nei giardini del Viminale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl 2 luglio la vettura fu presentata presso il circolo Sporting di Torino, tradizionale cornice in cui la FIAT ufficializzava all'epoca le sue novità; alla serata di gala fece gli onori di casa il gotha aziendale, composto dal presidente Vittorio Valletta, dai vicepresidenti Giovanni Agnelli e Gaudenzio Bono, dal responsabile dell'ufficio stampa Luigi Pestelli, oltre a vari dirigenti e tecnici. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAd attendere le autorità, i giornalisti e le varie personalità, una cinquantina di esemplari del nuovo modello, tutti di colore grigio e accompagnati da meccanici in tuta bianca, schierati a bordo piscina e pronti per un giro di prova. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTra i molti che vollero cimentarsi alla guida della \"Nuova 500\", anche il campione di Formula 1 Nino Farina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl nome di Nuova 500 fu scelto per sottolineare la discendenza e la comunanza alla 500 \"Topolino\", quale automobile di minor costo della gamma FIAT, fissato a 490.000 lire, pari a circa 13 stipendi di un operaio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'allestimento di questa prima serie era davvero spartano anche per l'epoca, e mancavano soprattutto le cromature, tanto amate dagli italiani in quegli anni. I cerchi delle ruote, in lamiera color giallo crema, fissati con quattro bulloni a vista, erano stati appositamente concepiti per escludere la necessità di usare le coppe alle ruote, che tra l'altro montano pneumatici di 12 pollici, fino a quel momento mai prodotti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMancavano anche le levette del devioluci e delle frecce sul piantone dello sterzo, le luci si comandavano interamente con la chiave di accensione modello Bosch a sei posizioni (solo luci di posizione, neutra, marcia a luci spente, marcia con posizioni, marcia con anabbaglianti, marcia con abbaglianti), le frecce con una levetta trasparente che incorporava la spia di funzionamento posizionata al centro della plancia poco sopra la chiave. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI vetri erano fissi tranne i due deflettori laterali apribili a compasso, senza fermo, che, a piena apertura, disturbavano l'azione delle mani sul volante: l'aria, a capote chiusa, confluiva dall'esterno esclusivamente da questi deflettori o dalle due feritoie poste sotto i fari anteriori, che, tramite due tubi nel bagagliaio, potevano immettere l'aria da due bocchette con sportellini a farfalla dislocate sotto la plancia. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDall'ottobre del 1959, tuttavia, le feritoie saranno rimpiazzate dagli indicatori di direzione frontali, per adeguare l'auto al Nuovo Codice della strada. Il tetto era costituito da un'ampia capote in tela impermeabilizzata che scendeva fino al limite del cofano posteriore e incorporava il lunotto in vinile;\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003equesta capote si apriva sostenuta da lunghi pantografi e poteva essere arrotolata. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMancava il sedile posteriore e al suo posto c'era solo una panchetta non imbottita, per via della quale la vettura venne omologata per soli due posti: questa fu una scelta ben ponderata dalla FIAT, che non aveva alcuna intenzione di scoraggiare le vendite di successo della coeva 600.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI fari non avevano le future cornicette cromate. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLo sbrinatore del parabrezza era un optional. Parecchie saldature erano a vista e la tappezzeria degli interni in skai, molto povera ed essenziale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSecondo l'uso di quegli anni, le portiere si aprivano “a vento”, erano cioè incernierate posteriormente. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'aria per il raffreddamento del motore, che assolveva anche la funzione del riscaldamento interno, era aspirata dalla presa d'aria a griglia subito sotto il lunotto posteriore. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa trazione era posteriore come su quasi tutte le automobili di quel periodo e il cambio aveva quattro marce non sincronizzate più la retromarcia (innesti ad imbocco rapido). \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLo schema sospensivo era quello della 600: anteriormente balestra e ammortizzatori, posteriormente ruote indipendenti con molle elicoidali coassiali agli ammortizzatori. Anche l'impianto frenante idraulico a quattro tamburi era ereditato dalla 600, ma le ganasce erano autocentranti con recupero automatico del gioco (prima auto FIAT a montare questo dispositivo). \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe luci posteriori erano di forma ovale e comprendevano le luci di posizione, gli stop (rossi) e gli indicatori di direzione (arancio); i proiettori anteriori comprendevano soltanto le luci abbaglianti e anabbaglianti, mentre le posizioni anteriori erano incorporate con gli indicatori di direzione in una gemma a forma di goccia (con lampadina a doppio filamento di colore bianco) posta sui parafanghi anteriori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'accoglienza del pubblico è tuttavia piuttosto tiepida rispetto alle previsioni, se non addirittura fredda poiché, come diceva il pubblico dell'epoca a cui la vettura era indirizzata, «nessuno torna indietro».\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa nuova piccola vettura appare troppo spartana agli occhi dei più, ormai usi alla vista delle luccicanti cromature che adornano le altre automobili. Il cliente-tipo ipotizzato dall'azienda è il vecchio proprietario di \"Topolino\" e chi usa piccole motociclette per gli spostamenti quotidiani, tanto che nella parata inaugurale partita dagli stabilimenti Mirafiori le nuove 500 sfilano davanti a una Gilera Saturno del 1956 con marmitta Abarth, motocicletta assai famosa in quegli anni e di prezzo paragonabile. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMolti di questi vedono però di mal occhio i soli due posti e la giudicano troppo costosa rispetto alla sorella maggiore: meglio accantonare qualche soldo in più e acquistare la 600. Anche le prestazioni sono motivo di critica, il motore è poco elastico, la potenza modesta, la velocità massima un po' troppo bassa, il motore bicilindrico vibra troppo ai bassi regimi ed è troppo rumoroso agli alti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eBasterebbe forse poco di più per accontentare la clientela, e l'azienda corre ai ripari. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel settembre dello stesso anno esce una versione lievemente revisionata, con l'aggiunta alla lista degli optional delle coppe ruota cromate, ma non basta. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSi pensa allora a un aggiornamento sostanzioso e si lavora sia sul motore sia sull'allestimento. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl primo viene rivisto nel carburatore (Weber 24IMB2) nella fasatura e nell'alzata delle valvole migliorandone l'erogazione ed elevandone la potenza alla soglia dei 15 CV a 4 000 giri al minuto, il secondo si arricchisce di molti dettagli ritenuti irrinunciabili come le modanature cromate sulle fiancate e i finestrini discendenti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa velocità massima sale a 90 km\/h. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA partire dal novembre 1957 la Nuova 500 viene quindi commercializzata in due versioni: Economica (quella della presentazione, venduta a 465 000 lire anziché 490 000) e Normale, con l'allestimento migliorato descritto sopra (venduta a 490.000 lire). \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCaso unico nella storia dell'automobile, i proprietari delle Nuova 500 Economica vendute prima del lancio della Normale, ricevono la differenza di 25.000 lire tramite assegno e vengono invitati presso le Stazioni di Servizio autorizzate FIAT per l'aggiornamento gratuito del motore. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ importante osservare che la Nuova 500 economica non fu la prima Nuova 500 prodotta. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesto ruolo spetta alla cosiddetta prima serie che restò in produzione solo tre mesi: dal luglio 1957 al settembre 1957. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl nome ufficiale della prima serie è semplicemente Nuova 500; le serie successive conservano questo nome ma gli affiancano una denominazione esplicativa (Economica, Normale, America, Sport, Giardiniera D, Giardiniera F e Giardiniera Autobianchi, D, F, L, R; nelle varianti trasformabile e tetto apribile) quasi mai indicata sul corpo della vettura in modo chiaro ed inequivocabile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDivenne simbolo della rinascita italica e del miracolo economico\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ekyosho ne celebra il mito con questo modello scala 1:18 in edizione limitata in diecast con aperture\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFiat Nuova 500 1957 Verde Chiaro 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255833497984,"sku":"8966LG","price":219.99,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/79698.jpg?v=1781746420"},{"product_id":"fiat-nuova-500-accessoriata-avorio-1-18","title":"Fiat Nuova 500 Accessoriata Avorio 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFiat Nuova 500 Accessoriata Avorio 1:18 (Kyosho 8966WA)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Fiat Nuova 500, presentata nel 1957 dalla FIAT, è una delle vetture più rappresentative della storia automobilistica italiana. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePensata per motorizzare il Paese nel pieno del boom economico, questa piccola utilitaria fu progettata con l’obiettivo di offrire mobilità economica, dimensioni compatte e grande praticità nell’utilizzo quotidiano.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl progetto della Nuova 500 fu sviluppato dall’ingegnere Dante Giacosa, già autore di altri modelli storici del marchio torinese. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl motore era un piccolo bicilindrico raffreddato ad aria montato posteriormente, una soluzione che consentiva di ottimizzare gli spazi interni e mantenere la vettura estremamente compatta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel corso della produzione furono realizzate diverse varianti e configurazioni, tra cui versioni accessoriate, arricchite da dettagli estetici e funzionali che rendevano la piccola city car più elegante e confortevole. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe personalizzazioni potevano includere finiture cromate aggiuntive, interni curati e accessori che miglioravano l’esperienza di guida.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa colorazione Avorio è una delle tinte più classiche della Nuova 500 e ne esalta perfettamente lo stile senza tempo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAncora oggi la Fiat 500 storica è considerata un simbolo della creatività italiana e una delle auto più amate dai collezionisti di tutto il mondo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello Kyosho 8966WA riproduce la Fiat Nuova 500 Accessoriata Avorio in scala 1:18, con un elevato livello di dettaglio tipico delle produzioni Kyosho.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRealizzato in metallo pressofuso (die-cast) con parti apribili, il modello consente di osservare l’abitacolo e il motore posteriore, riprodotti con grande fedeltà.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche principali\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003escala 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ecarrozzeria die-cast\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eporte e cofano apribili\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eversione Fiat Nuova 500 accessoriata\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ecolorazione Avorio\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003edettagli interni e motore accurati\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eproduzione Kyosho\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eUn modello ideale per collezionisti di auto italiane storiche, Fiat 500 classiche e modelli die-cast di alta qualità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFiat Nuova 500 Accessoriata Avorio 1:18 – Kyosho 8966WA\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eFiat Nuova 500 accessoriata\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eIcona dell’automobile italiana\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eScala 1:18 modello die-cast\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eParti apribili con motore dettagliato\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eProduzione Kyosho\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eLa Fiat Nuova 500 Accessoriata 1:18 Kyosho è un modello che racchiude tutta la storia e il fascino della piccola utilitaria italiana più famosa al mondo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa colorazione Avorio e i dettagli accurati rendono questa miniatura una presenza elegante e nostalgica in qualsiasi collezione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDa oltre vent’anni e-sco Modellismo seleziona modelli iconici e di grande valore collezionistico, offrendo agli appassionati una selezione di qualità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e👉 Acquistala ora su e-sco e aggiungi alla tua collezione una delle auto più amate della storia automobilistica italiana.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255834546560,"sku":"8966WA","price":229.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/93176_1ba6db0d-3f5d-4d32-914b-204b02e0f50b.jpg?v=1781460293"},{"product_id":"fiat-nuova-500-elaborazione-abarth-record-light-green-1-18","title":"Fiat Nuova 500 Elaborazione Abarth Record Light Green 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFiat Nuova 500 Elaborazione Abarth Record Light Green 1:18 (Kyosho 8966ALG)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Fiat Nuova 500 è una delle automobili più iconiche della storia italiana. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePresentata nel 1957 dalla FIAT, la piccola utilitaria torinese fu progettata per motorizzare l’Italia del dopoguerra, diventando rapidamente un simbolo di mobilità accessibile e di design compatto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAccanto alle versioni di serie nacquero presto elaborazioni sportive realizzate da Abarth, il celebre preparatore fondato da Carlo Abarth. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGrazie a interventi su motore, scarico e assetto, le piccole 500 trasformate da Abarth diventarono protagoniste delle competizioni nelle categorie turismo e nelle gare di durata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe versioni Abarth Record furono sviluppate con l’obiettivo di stabilire nuovi primati di velocità e resistenza. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAlleggerimenti, motori potenziati e soluzioni tecniche innovative permisero a queste vetture di ottenere numerosi record internazionali negli anni ’50 e ’60, consolidando la reputazione sportiva del marchio Abarth.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa colorazione Light Green richiama le livree storiche utilizzate su alcune vetture da competizione e mette in risalto le linee compatte e aerodinamiche della piccola vettura elaborata. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOggi le Fiat 500 Abarth storiche rappresentano un capitolo fondamentale della storia dell’automobilismo italiano.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello Kyosho 8966ALG riproduce la Fiat Nuova 500 Elaborazione Abarth Record in scala 1:18, con un livello di dettaglio molto elevato tipico della produzione Kyosho.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRealizzato in metallo pressofuso (die-cast) con parti apribili, il modello permette di osservare l’abitacolo racing e il piccolo motore posteriore tipico della 500 elaborata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche principali\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003escala 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ecarrozzeria die-cast\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eporte e cofano apribili\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eversione Abarth Record\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ecolorazione Light Green\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003edettagli racing storici\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eproduzione Kyosho\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eUn modello perfetto per collezionisti di auto italiane storiche, elaborazioni Abarth e vetture da record degli anni ’60.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFiat Nuova 500 Elaborazione Abarth Record Light Green 1:18 – Kyosho 8966ALG\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eFiat Nuova 500 elaborazione Abarth Record\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eIcona delle competizioni anni ’60\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eScala 1:18 modello die-cast\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eParti apribili con dettagli motore\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eProduzione Kyosho\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eLa Fiat Nuova 500 Abarth Record 1:18 Kyosho è un modello straordinario per chi ama le piccole sportive italiane e la storia delle elaborazioni Abarth. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe dimensioni compatte, la livrea verde e i dettagli racing rendono questo modello un pezzo affascinante e ricco di carattere.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDa oltre vent’anni e-sco Modellismo è un punto di riferimento europeo per i collezionisti, selezionando modelli iconici e di grande valore storico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e👉 Acquistala ora su e-sco e aggiungi alla tua collezione una delle più celebri elaborazioni Abarth della storia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255834677632,"sku":"8966ALG","price":229.99,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/93151_94cf77bb-42a8-4aa8-8214-b444fb6291cd.jpg?v=1781460279"},{"product_id":"fiat-nuova-500-sport-grigio-chiaro-con-linea-rossa-sulla-fiancata-1-18","title":"Fiat Nuova 500 Sport Grigio Chiaro con Linea Rossa sulla Fiancata 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFiat Nuova 500 Sport Grigio Chiaro con Linea Rossa sulla Fiancata 1:18 (Kyosho 8966SLG)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Fiat Nuova 500 Sport è una delle versioni più affascinanti e ricercate della storica 500. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIntrodotta nel 1958 dalla FIAT, questa variante rappresentava la declinazione più dinamica della piccola utilitaria che aveva rivoluzionato la mobilità italiana dopo il debutto della Nuova 500 nel 1957.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer distinguersi dal modello standard, la versione Sport ricevette numerose modifiche tecniche e stilistiche. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl motore bicilindrico raffreddato ad aria venne potenziato fino a circa 21,5 CV, consentendo alla vettura di raggiungere una velocità massima prossima agli 105 km\/h, un valore notevole per una city car dell’epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEsteticamente la 500 Sport si riconosceva facilmente grazie alla caratteristica livrea grigio chiaro con banda rossa longitudinale che attraversava cofano, tetto e cofano posteriore, oltre alla linea rossa sulle fiancate. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesti dettagli conferivano alla vettura un look sportivo ed elegante, diventando uno dei segni distintivi più iconici della gamma 500.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCompatta, leggera e sorprendentemente vivace, la Fiat Nuova 500 Sport rappresenta ancora oggi uno dei modelli più apprezzati tra le piccole auto storiche italiane, simbolo della creatività e dell’ingegneria automobilistica del periodo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello Kyosho 8966SLG riproduce la Fiat Nuova 500 Sport Grigio Chiaro con linea rossa sulla fiancata in scala 1:18, con grande attenzione ai dettagli storici della versione Sport.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto dalla casa giapponese Kyosho, il modello è realizzato in metallo pressofuso (die-cast) e presenta numerose parti apribili che permettono di osservare gli interni e il piccolo motore posteriore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche principali\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003escala 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ecarrozzeria die-cast\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eporte e cofano apribili\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eversione Fiat Nuova 500 Sport\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003elivrea grigio chiaro con banda rossa\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003edettagli interni e meccanici accurati\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eproduzione Kyosho\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eUn modello ideale per collezionisti di auto italiane storiche, Fiat 500 classiche e modelli die-cast di alta qualità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFiat Nuova 500 Sport Grigio Chiaro con Linea Rossa 1:18 – Kyosho 8966SLG\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eFiat Nuova 500 Sport 1958\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eIcona delle utilitarie italiane\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eScala 1:18 modello die-cast\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eParti apribili con motore dettagliato\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eProduzione Kyosho\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eLa Fiat Nuova 500 Sport 1:18 Kyosho è un modello affascinante che racchiude tutta la storia della piccola utilitaria italiana diventata icona mondiale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa livrea grigia con la caratteristica linea rossa la rende una delle versioni più eleganti e riconoscibili della gamma 500.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDa oltre vent’anni e-sco Modellismo seleziona modelli iconici e di grande valore collezionistico per gli appassionati di auto storiche e modellismo statico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e👉 Acquistala ora su e-sco e aggiungi alla tua collezione una delle versioni più iconiche della leggendaria Fiat 500.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255835005312,"sku":"8966SLG","price":229.99,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/93164_52d878f3-2387-47d1-a7a9-284be2326248.jpg?v=1781460285"},{"product_id":"jaguar-e-type-rhd-1961-coupe-series-38-green-1-18","title":"Jaguar E Type RHD 1961 coupe series 3.8 Green 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eJaguar E Type RHD 1961 coupe series 3.8 Green 1:18 (Kyosho 08954DG)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Jaguar E-Type fu prodotta dalla casa automobilistica britannica Jaguar dal 1961 al 1975.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa E-Type fu una vettura rivoluzionaria per la progettazione, le caratteristiche di guida e l'estetica; era in anticipo sui tempi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl suo prezzo era più basso di quello delle vetture pari classe della concorrenza e questo aiutò le vendite che, nei 14 anni nei quali rimase in produzione, arrivarono a 70.000 vetture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDisegnata da Malcolm Sayer, al quale si devono anche le precedenti C-Type e D-Type, la E-Type fu inizialmente progettata e presentata come coupé gran turismo sportivo a due\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eposti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione 2+2, con passo allungato, fu realizzata nel 1966.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl 15 marzo 1961 la versione coupé  fu presentata al Salone dell'automobile di Ginevra, mentre la roadster fu lanciata ad aprile dello stesso anno al Salone dell'automobile di New York.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa linea fu un capolavoro di Malcom Sayer e di Sir William Lyons, ricca di curve così aggraziate ma allo stesso tempo muscolose e aggressive fu definita \"La più bella del mondo\" da Enzo Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl lungo cofano anteriore includeva i parafanghi, per accedere al motore infatti l'intera parte anteriore si ribaltava in avanti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue serie di prese d'aria nella parte alta aiutavano il raffreddamento del 6 cilindri in linea e un rigonfiamento ne ricordava la presenza a chiunque guardasse la vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI fari erano carenati e le luci di posizione erano poste sopra i sottili paraurti cromati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue rostri cromati affiancavano la \"bocca\" anteriore ovale ed erano collegati da un listello sempre cromato che sosteneva il piccolo logo circolare Jaguar.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho ci propone questa splendida ed iconica vettura in scala 1:18 con aperture in diecast\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eJaguar E Type RHD 1961 coupe series 3.8 Green 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255967027584,"sku":"08954DG","price":249.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/81713.jpg?v=1781748204"},{"product_id":"jaguar-e-type-coupe-series-38-red-118","title":"Jaguar E-Type coupe series  3.8 Red 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eJaguar E-Type coupe series  3.8 Red 1:18 (Kyosho KS08954R)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Jaguar E-Type fu prodotta dalla casa automobilistica britannica Jaguar dal 1961 al 1975.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa E-Type fu una vettura rivoluzionaria per la progettazione, le caratteristiche di guida e l'estetica; era in anticipo sui tempi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl suo prezzo era più basso di quello delle vetture pari classe della concorrenza e questo aiutò le vendite che, nei 14 anni nei quali rimase in produzione, arrivarono a 70.000 vetture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDisegnata da Malcolm Sayer, al quale si devono anche le precedenti C-Type e D-Type, la E-Type fu inizialmente progettata e presentata come coupé gran turismo sportivo a due\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eposti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione 2+2, con passo allungato, fu realizzata nel 1966.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl 15 marzo 1961 la versione coupé  fu presentata al Salone dell'automobile di Ginevra, mentre la roadster fu lanciata ad aprile dello stesso anno al Salone dell'automobile di New York.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa linea fu un capolavoro di Malcom Sayer e di Sir William Lyons, ricca di curve così aggraziate ma allo stesso tempo muscolose e aggressive fu definita \"La più bella del mondo\" da Enzo Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl lungo cofano anteriore includeva i parafanghi, per accedere al motore infatti l'intera parte anteriore si ribaltava in avanti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue serie di prese d'aria nella parte alta aiutavano il raffreddamento del 6 cilindri in linea e un rigonfiamento ne ricordava la presenza a chiunque guardasse la vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI fari erano carenati e le luci di posizione erano poste sopra i sottili paraurti cromati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue rostri cromati affiancavano la \"bocca\" anteriore ovale ed erano collegati da un listello sempre cromato che sosteneva il piccolo logo circolare Jaguar.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho ci propone questa splendida ed iconica vettura in scala 1:18 con aperture in diecast\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255967748480,"sku":"KS08954R","price":229.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/50152.jpg?v=1781731817"},{"product_id":"jaguar-e-type-coupe-series-38-silver-blue-metallic-118","title":"Jaguar E-Type coupe series  3.8 silver blue metallic 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eJaguar E-Type coupe series  3.8 silver blue metallic 1:18 (Kyosho \u003cspan\u003eKS08954SBL\u003c\/span\u003e)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Jaguar E-Type fu prodotta dalla casa automobilistica britannica Jaguar dal 1961 al 1975.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa E-Type fu una vettura rivoluzionaria per la progettazione, le caratteristiche di guida e l'estetica; era in anticipo sui tempi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl suo prezzo era più basso di quello delle vetture pari classe della concorrenza e questo aiutò le vendite che, nei 14 anni nei quali rimase in produzione, arrivarono a 70.000 vetture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDisegnata da Malcolm Sayer, al quale si devono anche le precedenti C-Type e D-Type, la E-Type fu inizialmente progettata e presentata come coupé gran turismo sportivo a due\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eposti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione 2+2, con passo allungato, fu realizzata nel 1966.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl 15 marzo 1961 la versione coupé  fu presentata al Salone dell'automobile di Ginevra, mentre la roadster fu lanciata ad aprile dello stesso anno al Salone dell'automobile di New York.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa linea fu un capolavoro di Malcom Sayer e di Sir William Lyons, ricca di curve così aggraziate ma allo stesso tempo muscolose e aggressive fu definita \"La più bella del mondo\" da Enzo Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl lungo cofano anteriore includeva i parafanghi, per accedere al motore infatti l'intera parte anteriore si ribaltava in avanti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue serie di prese d'aria nella parte alta aiutavano il raffreddamento del 6 cilindri in linea e un rigonfiamento ne ricordava la presenza a chiunque guardasse la vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI fari erano carenati e le luci di posizione erano poste sopra i sottili paraurti cromati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue rostri cromati affiancavano la \"bocca\" anteriore ovale ed erano collegati da un listello sempre cromato che sosteneva il piccolo logo circolare Jaguar.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho ci propone questa splendida ed iconica vettura in scala 1:18 con aperture in diecast\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255968764288,"sku":"KS08954SBL","price":229.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/50156.jpg?v=1781731821"},{"product_id":"jaguar-e-type-coupe-series-38-white-118","title":"Jaguar E-Type coupe series  3.8 white 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eJaguar E-Type coupe series  3.8 white 1:18 (Kyosho \u003cspan\u003eKS08954W\u003c\/span\u003e)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Jaguar E-Type fu prodotta dalla casa automobilistica britannica Jaguar dal 1961 al 1975.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa E-Type fu una vettura rivoluzionaria per la progettazione, le caratteristiche di guida e l'estetica; era in anticipo sui tempi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl suo prezzo era più basso di quello delle vetture pari classe della concorrenza e questo aiutò le vendite che, nei 14 anni nei quali rimase in produzione, arrivarono a 70.000 vetture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDisegnata da Malcolm Sayer, al quale si devono anche le precedenti C-Type e D-Type, la E-Type fu inizialmente progettata e presentata come coupé gran turismo sportivo a due\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eposti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione 2+2, con passo allungato, fu realizzata nel 1966.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl 15 marzo 1961 la versione coupé  fu presentata al Salone dell'automobile di Ginevra, mentre la roadster fu lanciata ad aprile dello stesso anno al Salone dell'automobile di New York.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa linea fu un capolavoro di Malcom Sayer e di Sir William Lyons, ricca di curve così aggraziate ma allo stesso tempo muscolose e aggressive fu definita \"La più bella del mondo\" da Enzo Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl lungo cofano anteriore includeva i parafanghi, per accedere al motore infatti l'intera parte anteriore si ribaltava in avanti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue serie di prese d'aria nella parte alta aiutavano il raffreddamento del 6 cilindri in linea e un rigonfiamento ne ricordava la presenza a chiunque guardasse la vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI fari erano carenati e le luci di posizione erano poste sopra i sottili paraurti cromati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue rostri cromati affiancavano la \"bocca\" anteriore ovale ed erano collegati da un listello sempre cromato che sosteneva il piccolo logo circolare Jaguar.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho ci propone questa splendida ed iconica vettura in scala 1:18 con aperture in diecast\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255969386880,"sku":"KS08954W","price":229.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/50172.jpg?v=1781731826"},{"product_id":"jaguar-e-type-coupe-series-i-38-blue-metallic-118","title":"Jaguar E-Type coupe series I 3.8 Blue Metallic 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eJaguar E-Type coupe series I 3.8 Blue Metallic 1:18 (Kyosho 08954BL)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Jaguar E-Type fu prodotta dalla casa automobilistica britannica Jaguar dal 1961 al 1975.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa E-Type fu una vettura rivoluzionaria per la progettazione, le caratteristiche di guida e l'estetica; era in anticipo sui tempi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl suo prezzo era più basso di quello delle vetture pari classe della concorrenza e questo aiutò le vendite che, nei 14 anni nei quali rimase in produzione, arrivarono a 70.000 vetture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDisegnata da Malcolm Sayer, al quale si devono anche le precedenti C-Type e D-Type, la E-Type fu inizialmente progettata e presentata come coupé gran turismo sportivo a due\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eposti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione 2+2, con passo allungato, fu realizzata nel 1966.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl 15 marzo 1961 la versione coupé  fu presentata al Salone dell'automobile di Ginevra, mentre la roadster fu lanciata ad aprile dello stesso anno al Salone dell'automobile di New York.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa linea fu un capolavoro di Malcom Sayer e di Sir William Lyons, ricca di curve così aggraziate ma allo stesso tempo muscolose e aggressive fu definita \"La più bella del mondo\" da Enzo Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl lungo cofano anteriore includeva i parafanghi, per accedere al motore infatti l'intera parte anteriore si ribaltava in avanti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue serie di prese d'aria nella parte alta aiutavano il raffreddamento del 6 cilindri in linea e un rigonfiamento ne ricordava la presenza a chiunque guardasse la vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI fari erano carenati e le luci di posizione erano poste sopra i sottili paraurti cromati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue rostri cromati affiancavano la \"bocca\" anteriore ovale ed erano collegati da un listello sempre cromato che sosteneva il piccolo logo circolare Jaguar.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho ci propone questa splendida ed iconica vettura in scala 1:18 con aperture in diecast\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255969845632,"sku":"08954BL","price":229.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/43220.jpg?v=1781729950"},{"product_id":"jaguar-e-type-coupe-series-i-38-gun-metallic-118","title":"Jaguar E-Type coupe series I 3.8 Gun Metallic 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eJaguar E-Type coupe series I 3.8 Gun Metallic 1:18 (Kyosho 08954GM)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Jaguar E-Type fu prodotta dalla casa automobilistica britannica Jaguar dal 1961 al 1975.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa E-Type fu una vettura rivoluzionaria per la progettazione, le caratteristiche di guida e l'estetica; era in anticipo sui tempi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl suo prezzo era più basso di quello delle vetture pari classe della concorrenza e questo aiutò le vendite che, nei 14 anni nei quali rimase in produzione, arrivarono a 70.000 vetture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDisegnata da Malcolm Sayer, al quale si devono anche le precedenti C-Type e D-Type, la E-Type fu inizialmente progettata e presentata come coupé gran turismo sportivo a due\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eposti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione 2+2, con passo allungato, fu realizzata nel 1966.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl 15 marzo 1961 la versione coupé  fu presentata al Salone dell'automobile di Ginevra, mentre la roadster fu lanciata ad aprile dello stesso anno al Salone dell'automobile di New York.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa linea fu un capolavoro di Malcom Sayer e di Sir William Lyons, ricca di curve così aggraziate ma allo stesso tempo muscolose e aggressive fu definita \"La più bella del mondo\" da Enzo Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl lungo cofano anteriore includeva i parafanghi, per accedere al motore infatti l'intera parte anteriore si ribaltava in avanti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue serie di prese d'aria nella parte alta aiutavano il raffreddamento del 6 cilindri in linea e un rigonfiamento ne ricordava la presenza a chiunque guardasse la vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI fari erano carenati e le luci di posizione erano poste sopra i sottili paraurti cromati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDue rostri cromati affiancavano la \"bocca\" anteriore ovale ed erano collegati da un listello sempre cromato che sosteneva il piccolo logo circolare Jaguar.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho ci propone questa splendida ed iconica vettura in scala 1:18 con aperture in diecast\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255970369920,"sku":"08954GM","price":229.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/43204.jpg?v=1781729946"},{"product_id":"lamborghini-countach-lp500-1982-walter-wolf-1-18","title":"Lamborghini Countach LP500 1982 Walter Wolf 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLamborghini Countach LP500 1982 Walter Wolf 1:18 (Kyosho KY8320A2)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Countach è una vettura sportiva prodotta dalla Lamborghini. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDisegnata da Marcello Gandini e progettata da Paolo Stanzani.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVenne presentata come prototipo al Salone di Ginevra del 1971, e rimase in produzione fino al 1990, quando venne sostituita dalla Diablo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta vettura, che ha il merito di essere riuscita a far sopravvivere la Lamborghini dopo che questa venne dichiarata insolvente nel 1980, ha imposto nel mondo la sport-car all'italiana con la tipica forma a cuneo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA differenza di molti altri modelli della casa, il nome Countach non deriva dalla tauromachia, ma da contacc!, un'espressione piemontese che, come riferito dallo stesso Gandini, era ripetutamente usata da un profilista che lavorava alla Bertone insieme al team che stava progettando l'auto. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa parola, traducibile letteralmente come \"contagio\", \"peste\", è usata nel dialetto torinese per esprimere stupore e meraviglia corrispondente agli italiani accidenti! o perbacco!.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl design si deve, come detto, a Marcello Gandini, che aveva già disegnato la Miura, e, nel 1968, la show car Alfa Romeo Carabo, a cui la Countach somiglia, soprattutto, per la parte centrale, l'abitacolo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa vettura era molto larga (2 m.) e bassa (1,06 m) ed era una sapiente miscela di linee curve longitudinali, che davano immediatamente l'impressione dell'aerodinamicità, ed elementi geometrici, come la fanaleria posteriore, e il profilo delle porte, di tipo esagonale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa caratteristica più sorprendente della vettura, che ha contribuito a farne un'icona mondiale, erano le portiere che, incernierate sul davanti, si aprivano ruotando verso l'alto, come le elitre di certi insetti: d'altronde questo 'colpo di genio' era stata ripreso proprio dalla Carabo, nome latino dello scarabeo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta modalità, che gli anglosassoni chiamarono LSD (Lamborghini style doors) non era un puro esercizio di stile, ma era funzionale a superare la difficoltà di entrare\/uscire dall'auto nell'uso normale, come ad esempio in un parcheggio a pettine. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa carrozzeria della vettura era realizzata con pannelli trapezoidali di alluminio, ed era fissata, tramite rivettatura, a un 'capolavoro' telaistico di tubi tondi in acciaio. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer quanto questa costruzione fosse molto costosa, garantiva la realizzazione di un telaio che fosse allo stesso tempo leggero e rigido. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe parti inferiori della carrozzeria erano realizzate in fibra di vetro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl gruppo fari di profondità anteriore era a scomparsa, mentre le luci di posizione e i lampeggianti erano a vista.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl motore montato sul prototipo era il Lamborghini V12, portato alla cilindrata di 4971 cm³. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eEsso venne però accantonato, in fase di industrializzazione, a causa di problemi di sviluppo legati alle nuove norme antiinquinamento degli USA, principale mercato delle vetture di Sant'Agata. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa vettura venne perciò motorizzata con il V12 da 3929 cm³, già montato trasversalmente sulla Miura, e adattato alle nuove specifiche: disposizione longitudinale con cambio nell'abitacolo, e l'albero di trasmissione che riporta il moto alle ruote posteriori, raggiungendo il differenziale mediante un apposito tunnel ricavato all'interno del blocco motore sotto l'albero a gomiti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa sigla LP 400 che contraddistinse il primo modello di produzione, sta appunto a indicare la disposizione del motore e la cilindrata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta nuova versione, introdotta nel 1978, era facilmente distinguibile dalla precedente Countach LP400 per via della gommatura a profilo ribassato e per l'eliminazione della scanalatura sul tetto. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe modifiche apportate erano state testate su alcune LP400 sviluppate appositamente da Gian Paolo Dallara in collaborazione con Lamborghini, per conto di Walter Wolf, proprietario dell'omonima scuderia di Formula 1.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eWolf non era totalmente soddisfatto della guida della propria LP400 (telaio numero 1120202) e finanziò lo sviluppo di tre Countach speciali; grazie alle esperienze maturate su questi tre prototipi, la Lamborghini introdusse il nuovo modello Countach S. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDotato di passaruota allargati e di spoiler anteriore, questo modello montava pneumatici Pirelli P7 Corsa su cerchi da 15\": 265\/40 anteriormente, e 345\/35 al posteriore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl motore rimase inizialmente quello della LP400 (sei carburatori Weber doppio corpo 45 mm, potenza dichiarata 375 CV), per essere poi depotenziato a 353 CV DIN (263 kW) a 7.500 giri al minuto sulle ultime LP400S prodotte (con carburatori Weber doppio corpo orizzontali, con diffusore da 40 mm).\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eEsistono ben tre serie diverse di LP400S: S1 (serie uno), S2 (serie due) e S3 (serie tre). \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe prime due serie sono più estreme, più basse e leggere, presentano però qualche problema di spazio per la testa dei passeggeri e lo spoiler anteriore rasoterra obbliga a prestare attenzione a ogni ostacolo sulla strada.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eS1: tetto basso, assetto basso, cerchi Campagnolo \"Bravo\" in magnesio (50 esemplari);\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eS2: tetto basso, assetto basso, cerchi Campagnolo lisci in magnesio;\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eS3: tetto alto, assetto alto, cerchi Campagnolo lisci in magnesio;\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer tutte e tre le serie, furono 237 gli esemplari prodotti complessivamente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho ci presenta per la prima volta il modello Walter Wolf del 1982 in diecast con aperture \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eWalter Wolf,  austriaco di madre slovena, trasferito in Germania e quindi trapiantato in Canada, era uno dei personaggi più interessanti apparsi nel mondo dell’automobile.\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eLavorando dapprima come subacqueo addetto alle riparazioni nelle piattaforme petrolifere, a nemmeno quarant’anni era già titolare di una fortuna frutto dei suoi investimenti nel settore delle trivellazioni nel periodo della prima crisi energetica. \u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eMa Wolf non era semplicemente un “self-made man”, era anche e soprattutto un uomo che sapeva e voleva vivere la vita al massimo. \u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eOltre alle esperienze di subacqueo era anche pilota di elicotteri, motociclista e vantava esperienze nei rally. \u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eAveva creato il suo marchio con una linea di sigarette e acqua di colonia e, da cittadino canadese, si era trasferito nel sud della Francia.  \u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eIl rampante uomo d’affari era un cliente Lamborghini tra i più affezionati e facoltosi.\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eCosì tanto da riuscire a farsi costruire appositamente una Miura P400SV assemblando parti inutilizzate nell’aprile 1975, ovvero ben tre anni oltre il termine delle produzione ufficiale. \u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eTuttavia, una volta entrato in possesso anche della Countach, voleva qualcosa di più.\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256050913664,"sku":"8320A2","price":319.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/78391.jpg?v=1781742644"},{"product_id":"lamborghini-countach-lp500-1982-walter-wolf-blu-1-18","title":"Lamborghini Countach LP500 1982 Walter Wolf Blu 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLamborghini Countach LP500 1982 Walter Wolf Blu 1:18 (Kyosho KY8320D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Countach è una vettura sportiva prodotta dalla Lamborghini. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDisegnata da Marcello Gandini e progettata da Paolo Stanzani.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVenne presentata come prototipo al Salone di Ginevra del 1971, e rimase in produzione fino al 1990, quando venne sostituita dalla Diablo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta vettura, che ha il merito di essere riuscita a far sopravvivere la Lamborghini dopo che questa venne dichiarata insolvente nel 1980, ha imposto nel mondo la sport-car all'italiana con la tipica forma a cuneo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA differenza di molti altri modelli della casa, il nome Countach non deriva dalla tauromachia, ma da contacc!, un'espressione piemontese che, come riferito dallo stesso Gandini, era ripetutamente usata da un profilista che lavorava alla Bertone insieme al team che stava progettando l'auto. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa parola, traducibile letteralmente come \"contagio\", \"peste\", è usata nel dialetto torinese per esprimere stupore e meraviglia corrispondente agli italiani accidenti! o perbacco!.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl design si deve, come detto, a Marcello Gandini, che aveva già disegnato la Miura, e, nel 1968, la show car Alfa Romeo Carabo, a cui la Countach somiglia, soprattutto, per la parte centrale, l'abitacolo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa vettura era molto larga (2 m.) e bassa (1,06 m) ed era una sapiente miscela di linee curve longitudinali, che davano immediatamente l'impressione dell'aerodinamicità, ed elementi geometrici, come la fanaleria posteriore, e il profilo delle porte, di tipo esagonale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa caratteristica più sorprendente della vettura, che ha contribuito a farne un'icona mondiale, erano le portiere che, incernierate sul davanti, si aprivano ruotando verso l'alto, come le elitre di certi insetti: d'altronde questo 'colpo di genio' era stata ripreso proprio dalla Carabo, nome latino dello scarabeo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta modalità, che gli anglosassoni chiamarono LSD (Lamborghini style doors) non era un puro esercizio di stile, ma era funzionale a superare la difficoltà di entrare\/uscire dall'auto nell'uso normale, come ad esempio in un parcheggio a pettine. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa carrozzeria della vettura era realizzata con pannelli trapezoidali di alluminio, ed era fissata, tramite rivettatura, a un 'capolavoro' telaistico di tubi tondi in acciaio. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer quanto questa costruzione fosse molto costosa, garantiva la realizzazione di un telaio che fosse allo stesso tempo leggero e rigido. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe parti inferiori della carrozzeria erano realizzate in fibra di vetro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl gruppo fari di profondità anteriore era a scomparsa, mentre le luci di posizione e i lampeggianti erano a vista.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl motore montato sul prototipo era il Lamborghini V12, portato alla cilindrata di 4971 cm³. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eEsso venne però accantonato, in fase di industrializzazione, a causa di problemi di sviluppo legati alle nuove norme antiinquinamento degli USA, principale mercato delle vetture di Sant'Agata. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa vettura venne perciò motorizzata con il V12 da 3929 cm³, già montato trasversalmente sulla Miura, e adattato alle nuove specifiche: disposizione longitudinale con cambio nell'abitacolo, e l'albero di trasmissione che riporta il moto alle ruote posteriori, raggiungendo il differenziale mediante un apposito tunnel ricavato all'interno del blocco motore sotto l'albero a gomiti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa sigla LP 400 che contraddistinse il primo modello di produzione, sta appunto a indicare la disposizione del motore e la cilindrata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta nuova versione, introdotta nel 1978, era facilmente distinguibile dalla precedente Countach LP400 per via della gommatura a profilo ribassato e per l'eliminazione della scanalatura sul tetto. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe modifiche apportate erano state testate su alcune LP400 sviluppate appositamente da Gian Paolo Dallara in collaborazione con Lamborghini, per conto di Walter Wolf, proprietario dell'omonima scuderia di Formula 1.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eWolf non era totalmente soddisfatto della guida della propria LP400 (telaio numero 1120202) e finanziò lo sviluppo di tre Countach speciali; grazie alle esperienze maturate su questi tre prototipi, la Lamborghini introdusse il nuovo modello Countach S. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDotato di passaruota allargati e di spoiler anteriore, questo modello montava pneumatici Pirelli P7 Corsa su cerchi da 15\": 265\/40 anteriormente, e 345\/35 al posteriore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl motore rimase inizialmente quello della LP400 (sei carburatori Weber doppio corpo 45 mm, potenza dichiarata 375 CV), per essere poi depotenziato a 353 CV DIN (263 kW) a 7.500 giri al minuto sulle ultime LP400S prodotte (con carburatori Weber doppio corpo orizzontali, con diffusore da 40 mm).\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eEsistono ben tre serie diverse di LP400S: S1 (serie uno), S2 (serie due) e S3 (serie tre). \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe prime due serie sono più estreme, più basse e leggere, presentano però qualche problema di spazio per la testa dei passeggeri e lo spoiler anteriore rasoterra obbliga a prestare attenzione a ogni ostacolo sulla strada.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eS1: tetto basso, assetto basso, cerchi Campagnolo \"Bravo\" in magnesio (50 esemplari);\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eS2: tetto basso, assetto basso, cerchi Campagnolo lisci in magnesio;\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eS3: tetto alto, assetto alto, cerchi Campagnolo lisci in magnesio;\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer tutte e tre le serie, furono 237 gli esemplari prodotti complessivamente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho ci presenta per la prima volta il modello Walter Wolf del 1982 in diecast con aperture \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eWalter Wolf,  austriaco di madre slovena, trasferito in Germania e quindi trapiantato in Canada, era uno dei personaggi più interessanti apparsi nel mondo dell’automobile.\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eLavorando dapprima come subacqueo addetto alle riparazioni nelle piattaforme petrolifere, a nemmeno quarant’anni era già titolare di una fortuna frutto dei suoi investimenti nel settore delle trivellazioni nel periodo della prima crisi energetica. \u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eMa Wolf non era semplicemente un “self-made man”, era anche e soprattutto un uomo che sapeva e voleva vivere la vita al massimo. \u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eOltre alle esperienze di subacqueo era anche pilota di elicotteri, motociclista e vantava esperienze nei rally. \u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eAveva creato il suo marchio con una linea di sigarette e acqua di colonia e, da cittadino canadese, si era trasferito nel sud della Francia.  \u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eIl rampante uomo d’affari era un cliente Lamborghini tra i più affezionati e facoltosi.\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eCosì tanto da riuscire a farsi costruire appositamente una Miura P400SV assemblando parti inutilizzate nell’aprile 1975, ovvero ben tre anni oltre il termine delle produzione ufficiale. \u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eTuttavia, una volta entrato in possesso anche della Countach, voleva qualcosa di più.\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256051339648,"sku":"8320D","price":319.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/78390.jpg?v=1781742649"},{"product_id":"lamborghini-countach-lp5000-quattrovalvole-black-1-18","title":"Lamborghini Countach LP5000 Quattrovalvole Black 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLamborghini Countach LP5000 Quattrovalvole Black 1:18 (Kyosho KY8320BK)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Countach è una vettura sportiva prodotta dalla Lamborghini. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDisegnata da Marcello Gandini e progettata da Paolo Stanzani.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVenne presentata come prototipo al Salone di Ginevra del 1971, e rimase in produzione fino al 1990, quando venne sostituita dalla Diablo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta vettura, che ha il merito di essere riuscita a far sopravvivere la Lamborghini dopo che questa venne dichiarata insolvente nel 1980, ha imposto nel mondo la sport-car all'italiana con la tipica forma a cuneo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA differenza di molti altri modelli della casa, il nome Countach non deriva dalla tauromachia, ma da contacc!, un'espressione piemontese che, come riferito dallo stesso Gandini, era ripetutamente usata da un profilista che lavorava alla Bertone insieme al team che stava progettando l'auto. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa parola, traducibile letteralmente come \"contagio\", \"peste\", è usata nel dialetto torinese per esprimere stupore e meraviglia corrispondente agli italiani accidenti! o perbacco!.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl design si deve, come detto, a Marcello Gandini, che aveva già disegnato la Miura, e, nel 1968, la show car Alfa Romeo Carabo, a cui la Countach somiglia, soprattutto, per la parte centrale, l'abitacolo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa vettura era molto larga (2 m.) e bassa (1,06 m) ed era una sapiente miscela di linee curve longitudinali, che davano immediatamente l'impressione dell'aerodinamicità, ed elementi geometrici, come la fanaleria posteriore, e il profilo delle porte, di tipo esagonale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa caratteristica più sorprendente della vettura, che ha contribuito a farne un'icona mondiale, erano le portiere che, incernierate sul davanti, si aprivano ruotando verso l'alto, come le elitre di certi insetti: d'altronde questo 'colpo di genio' era stata ripreso proprio dalla Carabo, nome latino dello scarabeo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta modalità, che gli anglosassoni chiamarono LSD (Lamborghini style doors) non era un puro esercizio di stile, ma era funzionale a superare la difficoltà di entrare\/uscire dall'auto nell'uso normale, come ad esempio in un parcheggio a pettine. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa carrozzeria della vettura era realizzata con pannelli trapezoidali di alluminio, ed era fissata, tramite rivettatura, a un 'capolavoro' telaistico di tubi tondi in acciaio. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer quanto questa costruzione fosse molto costosa, garantiva la realizzazione di un telaio che fosse allo stesso tempo leggero e rigido. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe parti inferiori della carrozzeria erano realizzate in fibra di vetro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl gruppo fari di profondità anteriore era a scomparsa, mentre le luci di posizione e i lampeggianti erano a vista.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl motore montato sul prototipo era il Lamborghini V12, portato alla cilindrata di 4971 cm³. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eEsso venne però accantonato, in fase di industrializzazione, a causa di problemi di sviluppo legati alle nuove norme antiinquinamento degli USA, principale mercato delle vetture di Sant'Agata. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa vettura venne perciò motorizzata con il V12 da 3929 cm³, già montato trasversalmente sulla Miura, e adattato alle nuove specifiche: disposizione longitudinale con cambio nell'abitacolo, e l'albero di trasmissione che riporta il moto alle ruote posteriori, raggiungendo il differenziale mediante un apposito tunnel ricavato all'interno del blocco motore sotto l'albero a gomiti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa sigla LP 400 che contraddistinse il primo modello di produzione, sta appunto a indicare la disposizione del motore e la cilindrata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa LP5000S montava un motore, sempre due valvole per cilindro, di 4.754 cm³ che sviluppava 375 CV DIN a 7.000 giri al minuto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl motore della 5000S era dotato di maggior coppia motrice e, grazie anche ai rapporti allungati, contribuiva a rendere l'auto più trattabile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFu la prima Countach a montare l'accensione elettronica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e La velocità massima dichiarata era di 290 km\/h. Il peso era di 1.480 kg, lievemente aumentato rispetto alle ultime LP400S. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDal punto di vista estetico la vettura rimase pressoché invariata. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eModifiche furono apportate agli interni. Ne vennero realizzati 321 esemplari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLP5000 Quattrovalvole\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'annunciato arrivo sul mercato della Ferrari Testarossa spinse la Lamborghini a migliorare ulteriormente la Countach, per non rimanere indietro a livello prestazionale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta nuova versione montava un V12 migliorato, con una cilindrata aumentata a 5.167 cm³ e l'importante novità delle quattro valvole per cilindro, da cui la rettifica nel nome.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEra equipaggiato con sei carburatori verticali Weber 44 DCNF. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'adozione di questo gruppo di carburatori, che venne alloggiato sotto una 'gobba' del cofano motore, ridusse ancora la già scarsa visibilità posteriore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl motore erogava 455 cv nella versione carburatori, e 420 nella versione a iniezione. Il vistoso alettone posteriore venne ridotto di dimensioni e reso più piatto. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eScelto dalla maggior parte dei clienti della Countach, è rimasto sempre un optional, poiché, a detta degli stessi tecnici della Lamborghini, non aveva una reale utilità aerodinamica. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl peso a vuoto salì a 1.490 kg e la velocità massima a 295 km\/h. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1988 la vettura fu dotata di vistose minigonne laterali che raccordando alla base i due ampi passaruota presentavano anche una presa d'aria a lamelle orizzontali con lo scopo di agevolare il raffreddamento dei dischi freno posteriori. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione fu prodotta in 631 esemplari\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho ci presenta per la prima volta il modello Quattrovalvole del 1985 in diecast con aperture\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256051503488,"sku":"8320BK","price":319.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/78392.jpg?v=1781745490"},{"product_id":"lamborghini-countach-lp5000-quattrovalvole-yellow-1-18","title":"Lamborghini Countach LP5000 Quattrovalvole Yellow 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLamborghini Countach LP5000 Quattrovalvole Yellow 1:18 (Kyosho KY8320Y)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Countach è una vettura sportiva prodotta dalla Lamborghini. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDisegnata da Marcello Gandini e progettata da Paolo Stanzani.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVenne presentata come prototipo al Salone di Ginevra del 1971, e rimase in produzione fino al 1990, quando venne sostituita dalla Diablo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta vettura, che ha il merito di essere riuscita a far sopravvivere la Lamborghini dopo che questa venne dichiarata insolvente nel 1980, ha imposto nel mondo la sport-car all'italiana con la tipica forma a cuneo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA differenza di molti altri modelli della casa, il nome Countach non deriva dalla tauromachia, ma da contacc!, un'espressione piemontese che, come riferito dallo stesso Gandini, era ripetutamente usata da un profilista che lavorava alla Bertone insieme al team che stava progettando l'auto. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa parola, traducibile letteralmente come \"contagio\", \"peste\", è usata nel dialetto torinese per esprimere stupore e meraviglia corrispondente agli italiani accidenti! o perbacco!.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl design si deve, come detto, a Marcello Gandini, che aveva già disegnato la Miura, e, nel 1968, la show car Alfa Romeo Carabo, a cui la Countach somiglia, soprattutto, per la parte centrale, l'abitacolo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa vettura era molto larga (2 m.) e bassa (1,06 m) ed era una sapiente miscela di linee curve longitudinali, che davano immediatamente l'impressione dell'aerodinamicità, ed elementi geometrici, come la fanaleria posteriore, e il profilo delle porte, di tipo esagonale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa caratteristica più sorprendente della vettura, che ha contribuito a farne un'icona mondiale, erano le portiere che, incernierate sul davanti, si aprivano ruotando verso l'alto, come le elitre di certi insetti: d'altronde questo 'colpo di genio' era stata ripreso proprio dalla Carabo, nome latino dello scarabeo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta modalità, che gli anglosassoni chiamarono LSD (Lamborghini style doors) non era un puro esercizio di stile, ma era funzionale a superare la difficoltà di entrare\/uscire dall'auto nell'uso normale, come ad esempio in un parcheggio a pettine. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa carrozzeria della vettura era realizzata con pannelli trapezoidali di alluminio, ed era fissata, tramite rivettatura, a un 'capolavoro' telaistico di tubi tondi in acciaio. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer quanto questa costruzione fosse molto costosa, garantiva la realizzazione di un telaio che fosse allo stesso tempo leggero e rigido. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe parti inferiori della carrozzeria erano realizzate in fibra di vetro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl gruppo fari di profondità anteriore era a scomparsa, mentre le luci di posizione e i lampeggianti erano a vista.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl motore montato sul prototipo era il Lamborghini V12, portato alla cilindrata di 4971 cm³. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eEsso venne però accantonato, in fase di industrializzazione, a causa di problemi di sviluppo legati alle nuove norme antiinquinamento degli USA, principale mercato delle vetture di Sant'Agata. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa vettura venne perciò motorizzata con il V12 da 3929 cm³, già montato trasversalmente sulla Miura, e adattato alle nuove specifiche: disposizione longitudinale con cambio nell'abitacolo, e l'albero di trasmissione che riporta il moto alle ruote posteriori, raggiungendo il differenziale mediante un apposito tunnel ricavato all'interno del blocco motore sotto l'albero a gomiti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa sigla LP 400 che contraddistinse il primo modello di produzione, sta appunto a indicare la disposizione del motore e la cilindrata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa LP5000S montava un motore, sempre due valvole per cilindro, di 4.754 cm³ che sviluppava 375 CV DIN a 7.000 giri al minuto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl motore della 5000S era dotato di maggior coppia motrice e, grazie anche ai rapporti allungati, contribuiva a rendere l'auto più trattabile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFu la prima Countach a montare l'accensione elettronica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e La velocità massima dichiarata era di 290 km\/h. Il peso era di 1.480 kg, lievemente aumentato rispetto alle ultime LP400S. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDal punto di vista estetico la vettura rimase pressoché invariata. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eModifiche furono apportate agli interni. Ne vennero realizzati 321 esemplari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLP5000 Quattrovalvole\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'annunciato arrivo sul mercato della Ferrari Testarossa spinse la Lamborghini a migliorare ulteriormente la Countach, per non rimanere indietro a livello prestazionale. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta nuova versione montava un V12 migliorato, con una cilindrata aumentata a 5.167 cm³ e l'importante novità delle quattro valvole per cilindro, da cui la rettifica nel nome.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEra equipaggiato con sei carburatori verticali Weber 44 DCNF. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'adozione di questo gruppo di carburatori, che venne alloggiato sotto una 'gobba' del cofano motore, ridusse ancora la già scarsa visibilità posteriore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl motore erogava 455 cv nella versione carburatori, e 420 nella versione a iniezione. Il vistoso alettone posteriore venne ridotto di dimensioni e reso più piatto. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eScelto dalla maggior parte dei clienti della Countach, è rimasto sempre un optional, poiché, a detta degli stessi tecnici della Lamborghini, non aveva una reale utilità aerodinamica. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl peso a vuoto salì a 1.490 kg e la velocità massima a 295 km\/h. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1988 la vettura fu dotata di vistose minigonne laterali che raccordando alla base i due ampi passaruota presentavano anche una presa d'aria a lamelle orizzontali con lo scopo di agevolare il raffreddamento dei dischi freno posteriori. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione fu prodotta in 631 esemplari\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho ci presenta per la prima volta il modello Quattrovalvole del 1985 in diecast con aperture\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256051536256,"sku":"8320Y","price":319.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/78406.jpg?v=1781745495"},{"product_id":"lamborghini-countach-lp500r-1982-quattrovalvole-black-1-18","title":"Lamborghini Countach LP500R 1982 Quattrovalvole Black 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLamborghini Countach LP500R 1982 Quattrovalvole Black 1:18 (Kyosho KY8320C)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Countach è una vettura sportiva prodotta dalla Lamborghini. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDisegnata da Marcello Gandini e progettata da Paolo Stanzani.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVenne presentata come prototipo al Salone di Ginevra del 1971, e rimase in produzione fino al 1990, quando venne sostituita dalla Diablo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta vettura, che ha il merito di essere riuscita a far sopravvivere la Lamborghini dopo che questa venne dichiarata insolvente nel 1980, ha imposto nel mondo la sport-car all'italiana con la tipica forma a cuneo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA differenza di molti altri modelli della casa, il nome Countach non deriva dalla tauromachia, ma da contacc!, un'espressione piemontese che, come riferito dallo stesso Gandini, era ripetutamente usata da un profilista che lavorava alla Bertone insieme al team che stava progettando l'auto. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa parola, traducibile letteralmente come \"contagio\", \"peste\", è usata nel dialetto torinese per esprimere stupore e meraviglia corrispondente agli italiani accidenti! o perbacco!.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl design si deve, come detto, a Marcello Gandini, che aveva già disegnato la Miura, e, nel 1968, la show car Alfa Romeo Carabo, a cui la Countach somiglia, soprattutto, per la parte centrale, l'abitacolo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa vettura era molto larga (2 m.) e bassa (1,06 m) ed era una sapiente miscela di linee curve longitudinali, che davano immediatamente l'impressione dell'aerodinamicità, ed elementi geometrici, come la fanaleria posteriore, e il profilo delle porte, di tipo esagonale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa caratteristica più sorprendente della vettura, che ha contribuito a farne un'icona mondiale, erano le portiere che, incernierate sul davanti, si aprivano ruotando verso l'alto, come le elitre di certi insetti: d'altronde questo 'colpo di genio' era stata ripreso proprio dalla Carabo, nome latino dello scarabeo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta modalità, che gli anglosassoni chiamarono LSD (Lamborghini style doors) non era un puro esercizio di stile, ma era funzionale a superare la difficoltà di entrare\/uscire dall'auto nell'uso normale, come ad esempio in un parcheggio a pettine. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa carrozzeria della vettura era realizzata con pannelli trapezoidali di alluminio, ed era fissata, tramite rivettatura, a un 'capolavoro' telaistico di tubi tondi in acciaio. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer quanto questa costruzione fosse molto costosa, garantiva la realizzazione di un telaio che fosse allo stesso tempo leggero e rigido. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe parti inferiori della carrozzeria erano realizzate in fibra di vetro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl gruppo fari di profondità anteriore era a scomparsa, mentre le luci di posizione e i lampeggianti erano a vista.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl motore montato sul prototipo era il Lamborghini V12, portato alla cilindrata di 4971 cm³. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eEsso venne però accantonato, in fase di industrializzazione, a causa di problemi di sviluppo legati alle nuove norme antiinquinamento degli USA, principale mercato delle vetture di Sant'Agata. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa vettura venne perciò motorizzata con il V12 da 3929 cm³, già montato trasversalmente sulla Miura, e adattato alle nuove specifiche: disposizione longitudinale con cambio nell'abitacolo, e l'albero di trasmissione che riporta il moto alle ruote posteriori, raggiungendo il differenziale mediante un apposito tunnel ricavato all'interno del blocco motore sotto l'albero a gomiti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho ci presenta per la prima volta il modello Lamborghini Countach LP500R 1982 Quattrovalvole Black 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256051569024,"sku":"08320C","price":319.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/78948.jpg?v=1781745899"},{"product_id":"lamborghini-miura-p400s-1969-red-gold-118","title":"Lamborghini Miura P400S 1969 Red - Gold 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLamborghini Miura P400S 1969 Red - Gold 1:18 (Kyosho KS08316R)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQuando Lamborghini presentò una GT con un motore montato centralmente al salone automobilistico di Ginevra \u003c\/span\u003edel 1966, il costruttore balzò davanti alla sua rivale, la Ferrari,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ecosì come la maggior parte degli altri costruttori di auto da corsa dell'epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa Miura era rivoluzionaria quanto era sorprendente da guardare. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eL'auto ha un giovane designer italiano, Marcello Gandini, all'epoca responsabile del design di Bertone, per \u003c\/span\u003eringraziare per il suo design. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQuesto colpo di genio, associato a un eccezionale motore V12 ha reso la Miura un dio tra le auto.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cdiv id=\"gt-src-c\" class=\"g-unit\"\u003e\n\u003cdiv id=\"gt-src-p\"\u003e\n\u003cdiv id=\"gt-src-wrap\"\u003eKyosho ripropone questa splendida ed iconica vettura frutto della passione e dello stile italiano in diecast ed in edizione limitata\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256054714752,"sku":"08316R","price":219.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/48270.jpg?v=1781731198"},{"product_id":"lamborghini-miura-svr-1970-black-gold-118","title":"Lamborghini Miura SVR 1970 Black - Gold 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eLamborghini Miura SVR 1970 Black - Gold 1:18 (Kyosho 8319BKG)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQuando Lamborghini presentò una GT con un motore montato centralmente al salone automobilistico di Ginevra \u003c\/span\u003edel 1966, il costruttore balzò davanti alla sua rivale, la Ferrari,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ecosì come la maggior parte degli altri costruttori di auto da corsa dell'epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa Miura era rivoluzionaria quanto era sorprendente da guardare. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eL'auto ha un giovane designer italiano, Marcello Gandini, all'epoca responsabile del design di Bertone, per \u003c\/span\u003eringraziare per il suo design. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQuesto colpo di genio, associato a un eccezionale motore V12 ha reso la Miura un dio tra le auto.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa versione definitiva della Miura, la SV acronimo di SuperVeloce arrivò nel marzo del 1971.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e La potenza aumentò ancora fino a 385 hp (287 kW).\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e La parte posteriore della carrozzeria fu allargata per consentire l'installazione di pneumatici più larghi e i fari anteriori persero le caratteristiche ciglia.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e La produzione della SV fu di 150 esemplari. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eL'ultima Miura costruita, una SV nera consegnata a Luigi Innocenti figlio dell'inventore della Lambretta e destinata al figlio Gianfranco, all'epoca ventenne, lasciò la catena di\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e montaggio il 15 gennaio 1973. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQuesta Miura beneficiava di un V12 potenziato su richiesta e di altri optional particolari come il bocchettone del serbatoio cromato a vista e le cornici cromate, modifiche che \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003ei \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e più facoltosi esigevano e che l'azienda si occupava di soddisfare. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eIn totale vennero prodotti 763 esemplari di Miura.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lamborghini Miura SVR è la versione da corsa della già rara Miura Jota.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCostruita in 763 esemplari fra il 1966 e il 1972, la Lamborghini Miura è l’auto simbolo della casa di Sant’Agata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSono in molti infatti a considerarla la \"madre\" di tutte le moderne supercar, complice l'abitacolo a due posti secchi e il motore V12 in posizione centrale, soluzioni tecniche riprese negli anni da tutte le supersportive.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e Fu sostituita dalla Countach solo nel 1974.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cdiv id=\"gt-src-c\" class=\"g-unit\"\u003e\n\u003cdiv id=\"gt-src-p\"\u003e\n\u003cdiv id=\"gt-src-wrap\"\u003eKyosho ripropone questa splendida ed iconica vettura frutto della passione e dello stile italiano in diecast ed in edizione limitata\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256054813056,"sku":"8319BKG","price":229.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/66441.jpg?v=1781737606"},{"product_id":"lamborghini-miura-svr-1970-red-black-118","title":"Lamborghini Miura SVR 1970 Red - Black 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eLamborghini Miura SVR 1970 Red - Black 1:18 (Kyosho 8319RBK)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQuando Lamborghini presentò una GT con un motore montato centralmente al salone automobilistico di Ginevra \u003c\/span\u003edel 1966, il costruttore balzò davanti alla sua rivale, la Ferrari,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ecosì come la maggior parte degli altri costruttori di auto da corsa dell'epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa Miura era rivoluzionaria quanto era sorprendente da guardare. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eL'auto ha un giovane designer italiano, Marcello Gandini, all'epoca responsabile del design di Bertone, per \u003c\/span\u003eringraziare per il suo design. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQuesto colpo di genio, associato a un eccezionale motore V12 ha reso la Miura un dio tra le auto.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa versione definitiva della Miura, la SV acronimo di SuperVeloce arrivò nel marzo del 1971.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e La potenza aumentò ancora fino a 385 hp (287 kW).\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e La parte posteriore della carrozzeria fu allargata per consentire l'installazione di pneumatici più larghi e i fari anteriori persero le caratteristiche ciglia.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e La produzione della SV fu di 150 esemplari. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eL'ultima Miura costruita, una SV nera consegnata a Luigi Innocenti figlio dell'inventore della Lambretta e destinata al figlio Gianfranco, all'epoca ventenne, lasciò la catena di\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e montaggio il 15 gennaio 1973. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQuesta Miura beneficiava di un V12 potenziato su richiesta e di altri optional particolari come il bocchettone del serbatoio cromato a vista e le cornici cromate, modifiche che \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003ei \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e più facoltosi esigevano e che l'azienda si occupava di soddisfare. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eIn totale vennero prodotti 763 esemplari di Miura.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lamborghini Miura SVR è la versione da corsa della già rara Miura Jota.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCostruita in 763 esemplari fra il 1966 e il 1972, la Lamborghini Miura è l’auto simbolo della casa di Sant’Agata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSono in molti infatti a considerarla la \"madre\" di tutte le moderne supercar, complice l'abitacolo a due posti secchi e il motore V12 in posizione centrale, soluzioni tecniche riprese negli anni da tutte le supersportive.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e Fu sostituita dalla Countach solo nel 1974.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cdiv id=\"gt-src-c\" class=\"g-unit\"\u003e\n\u003cdiv id=\"gt-src-p\"\u003e\n\u003cdiv id=\"gt-src-wrap\"\u003eKyosho ripropone questa splendida ed iconica vettura frutto della passione e dello stile italiano in diecast ed in edizione limitata\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256054878592,"sku":"8319RBK","price":229.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/66434.jpg?v=1781737601"},{"product_id":"lamborghini-urraco-p250-1975-red-metallic-118","title":"Lamborghini Urraco P250 1975 Red Metallic 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLamborghini Urraco P250 1975 Red Metallic 1:18 (Kyosho 08446R)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa Lamborghini Urraco è un'autovettura prodotta dalla casa automobilistica italiana Lamborghini dal 1972 al 1979.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eAll'inizio degli anni settanta la casa del toro decise di sviluppare un concetto nuovo di coupé sportiva, a 4 posti con motore centrale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLe difficoltà insite nella scelta della configurazione non erano poche, ma il costruttore era convinto della bontà della soluzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa strada tracciata dalla Lamborghini, sarà seguita in modo sorprendentemente parallelo anche dalla rivale Ferrari qualche anno dopo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eEntrambi i costruttori si rivolsero a Bertone per la carrozzeria, entrambe adottarono un telaio a traliccio centrale con sospensioni a ruote indipendenti con triangoli\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003esovrapposti, entrambe scelsero un motore V8.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa Urraco P 250, unica versione disponibile al momento del lancio 1970, era spinta da un V8 monoalbero per bancata di 2463 cm³ alimentato con 4 carburatori\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003edoppiocorpo Weber, montato in posizione centrale trasversale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa particolare disposizione tecnica condizionava la linea, caratterizzata da un frontale basso e appuntito e da una coda fastback affusolata e dotata di \"veneziane\" colorate in\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003enero opaco sopra al vano motore e ai montanti laterali, soluzione stilistica mutuata dalla sorella maggiore Miura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa vettura fu presentata in anteprima al salone di Torino del 1970 ma i primi esemplari poterono essere consegnati solo un paio di anni dopo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eGli esemplari prodotti furono 520\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eGli acquirenti della P 250, tuttavia, non furono pienamente soddisfatti delle prestazioni della Urraco, i cui 220 CV non furono considerati sufficienti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eDa una Lamborghini, secondo quanto dichiarato anche dalle testate giornalistiche che, all'epoca, ebbero modo di testare la P 250, era lecito attendersi molto di più.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa casa di Sant'Agata Bolognese corse ai ripari nel 1974 spinta anche dall'arrivo della concorrente Ferrari Dino 308 GT4, affiancando alla P 250 la Urraco P 300, equipaggiata\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003econ una versione a 4 alberi a camme in testa del V8 da 2996 cm³ di cilindrata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eGrazie ai 265 CV erogati dal nuovo propulsore, le prestazioni miglioravano sensibilmente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa Urraco venne prodotta fino al 1979 in un totale di 791 esemplari, quando fu rimpiazzata dalla Silhouette.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eKyosho dopo alcuni anni di assenza sul mercato del modello di questa iconica vettura della casa di Sant'Agata Bolognese ci presenta questa meraviglia del genio italico in\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eedizione limitata in Diecast con aperture \u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256056025472,"sku":"08446R","price":219.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/65637.jpg?v=1781737272"},{"product_id":"lamborghini-urraco-rally-1974-orange-118","title":"Lamborghini Urraco Rally 1974 Orange 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eLamborghini Urraco Rally 1974 Orange 1:18 (Kyosho 08445P)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa Lamborghini Urraco è un'autovettura prodotta dalla casa automobilistica italiana Lamborghini dal 1972 al 1979.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa Porsche 911 dimostrò ampiamente che era possibile correre nei rally a partire dagli anni ‘70, epoca in cui volle cimentarsi nel singolare esperimento anche Lamborghini.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eNacquero così due delle Lamborghini più singolari della storia, sebbene destinate a rimanere esemplari unici:\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003ele Lamborghini Jarama e Urraco Rally, due frutti dell’estro di Bob Wallace, il neozelandese pilota, ingegnere e storico test driver di Lamborghini dal 1963\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eanno in cui fu inaugurata la fabbrica di Sant’Agata Bolognese al 1975, quando Ferruccio Lamborghini vendette la sua “creatura” nata dal famoso battibecco con Enzo Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eWallace aveva modificato i due modelli pensando di creare delle auto sportive a elevate prestazioni in grado di solcare le dune del deserto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eFu una sua iniziativa, essendo noto il poco interesse di Ferruccio nei confronti delle competizioni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eNel 1974 Wallace prese un esemplare di pre-serie del 1971 della Urraco P250 e lo equipaggiò con un 3 litri 4 valvole per cilindro da 310 CV con lubrificazione a secco e cambio a\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003e6 marce in luogo di 5, ammortizzatori Koni regolabili, frontale modificato, una grande ala al posteriore e carrozzeria vistosamente modificata per ospitare i grandi cerchi in\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003emagnesio Campagnolo da 15”.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eEntrambe le vetture non gareggiarono mai fatta salva una sorta di esibizione a Misano, pare con buoni riscontri per la Urraco Rally con il neozoelandese al volante,\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003ema il concetto è rimasto attuale, tanto che la Casa del Toro di recente ha presentato la concept Huracan Sterrato ispirata proprio alle due curiose digressioni di Wallace\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eKyosho celebra questa iconica vettura della casa di Sant'Agata Bolognese ci presenta questa meraviglia del genio italico in edizione limitata in Diecast con aperture \u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256056091008,"sku":"08445P","price":219.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/65651.jpg?v=1781737279"},{"product_id":"lamborghini-urraco-rally-1974-yellow-1-18","title":"Lamborghini Urraco Rally 1974 Yellow 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eLamborghini Urraco Rally 1974 Yellow 1:18 (Kyosho 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Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eWallace aveva modificato i due modelli pensando di creare delle auto sportive a elevate prestazioni in grado di solcare le dune del deserto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eFu una sua iniziativa, essendo noto il poco interesse di Ferruccio nei confronti delle competizioni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eNel 1974 Wallace prese un esemplare di pre-serie del 1971 della Urraco P250 e lo equipaggiò con un 3 litri 4 valvole per cilindro da 310 CV con lubrificazione a secco e cambio a 6 marce in luogo di 5, ammortizzatori Koni regolabili, frontale modificato, una grande ala al posteriore e carrozzeria vistosamente modificata per ospitare i grandi cerchi in magnesio Campagnolo da 15”.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eEntrambe le vetture non gareggiarono mai fatta salva una sorta di esibizione a Misano, pare con buoni riscontri per la Urraco Rally con il neozoelandese al volante, ma il concetto è rimasto attuale, tanto che la Casa del Toro di recente ha presentato la concept Huracan Sterrato ispirata proprio alle due curiose digressioni di Wallace\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eKyosho celebra questa iconica vettura della casa di Sant'Agata Bolognese ci presenta questa meraviglia del genio italico in edizione limitata in Diecast con aperture \u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256056156544,"sku":"08445GY","price":219.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/73164.jpg?v=1781741613"},{"product_id":"lamborghini-urraco-yellow-1-18","title":"Lamborghini Urraco Yellow 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLamborghini Urraco Yellow 1:18 (Kyosho 08446GY)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lamborghini Urraco è un'autovettura prodotta dalla casa automobilistica italiana Lamborghini dal 1972 al 1979.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAll'inizio degli anni settanta la casa del toro decise di sviluppare un concetto nuovo di coupé sportiva, a 4 posti con motore centrale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe difficoltà insite nella scelta della configurazione non erano poche, ma il costruttore era convinto della bontà della soluzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa strada tracciata dalla Lamborghini, sarà seguita in modo sorprendentemente parallelo anche dalla rivale Ferrari qualche anno dopo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEntrambi i costruttori si rivolsero a Bertone per la carrozzeria, entrambe adottarono un telaio a traliccio centrale con sospensioni a ruote indipendenti con triangoli\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esovrapposti, entrambe scelsero un motore V8.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Urraco P 250, unica versione disponibile al momento del lancio 1970, era spinta da un V8 monoalbero per bancata di 2463 cm³ alimentato con 4 carburatori\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edoppiocorpo Weber, montato in posizione centrale trasversale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa particolare disposizione tecnica condizionava la linea, caratterizzata da un frontale basso e appuntito e da una coda fastback affusolata e dotata di \"veneziane\" colorate in\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003enero opaco sopra al vano motore e ai montanti laterali, soluzione stilistica mutuata dalla sorella maggiore Miura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura fu presentata in anteprima al salone di Torino del 1970 ma i primi esemplari poterono essere consegnati solo un paio di anni dopo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGli esemplari prodotti furono 520\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGli acquirenti della P 250, tuttavia, non furono pienamente soddisfatti delle prestazioni della Urraco, i cui 220 CV non furono considerati sufficienti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDa una Lamborghini, secondo quanto dichiarato anche dalle testate giornalistiche che, all'epoca, ebbero modo di testare la P 250, era lecito attendersi molto di più.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa casa di Sant'Agata Bolognese corse ai ripari nel 1974 spinta anche dall'arrivo della concorrente Ferrari Dino 308 GT4, affiancando alla P 250 la Urraco P 300, equipaggiata\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econ una versione a 4 alberi a camme in testa del V8 da 2996 cm³ di cilindrata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGrazie ai 265 CV erogati dal nuovo propulsore, le prestazioni miglioravano sensibilmente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Urraco venne prodotta fino al 1979 in un totale di 791 esemplari, quando fu rimpiazzata dalla Silhouette.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho dopo alcuni anni di assenza sul mercato del modello di questa iconica vettura della casa di Sant'Agata Bolognese ci presenta questa meraviglia del genio italico in\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eedizione limitata in Diecast con aperture \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLamborghini Urraco Yellow 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256056516992,"sku":"08446GY","price":219.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/85679.jpg?v=1781751654"},{"product_id":"lancia-037-rally-grifone-wuerth-3rd-rallye-costa-smeralda-1983-gianfranco-cunico-ergy-bartolich-118","title":"Lancia 037 Rally Grifone Würth 3rd Rallye Costa Smeralda 1983 Gianfranco Cunico - Ergy Bartolich 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eLancia 037 Rally Grifone Würth 3rd Rallye Costa Smeralda 1983 Gianfranco Cunico - Ergy Bartolich 1:18 (Kyosho 08306C)\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lancia Rally 037 è una autovettura sportiva costruita dalla casa automobilistica italiana Lancia, dal 1982 al 1983, nello stabilimento Lancia di Borgo San Paolo a Torino per partecipare al Campionato del mondo rally.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'ing. Sergio Limone fu il responsabile del progetto SE037 e fu Cesare Fiorio, il direttore sportivo Fiat ad annunciare nel 1981 la nascita di un nuovo modello per il rally a causa dei cambiamenti nel regolamento.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl progetto fu sostenuto da una collaborazione tra Lancia, Pininfarina, Dallara e Abarth, riprendendo l'evoluzione della Fiat 030 realizzata dalla Abarth nel 1974 e fu presentato al 59º Salone dell'automobile di Torino nel 1982.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn sostanza si trattava di una vettura progettata in Abarth, sulla base del telaio della Lancia Beta Montecarlo Turbo da pista prodotto da Dallara e carrozzato in Pininfarina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAll'inizio del progetto non era ancora stato deciso quale marchio sarebbe stato assegnato alla vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione stradale non riscosse particolare successo e neppure esso fu cercato, visto che per l'omologazione nel gruppo B erano necessari 200 esemplari del modello.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 037 aveva però il non facile compito di sostituire la gloriosa Fiat 131 Abarth Rally che aveva raccolto numerosi successi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSi decise di scartare il sistema di turbocompressore in virtù di un compressore volumetrico sviluppato dall'Abarth e si sviluppò un telaio estremamente semplice e munito di sospensioni a quadrilatero come per i modelli da pista anziché del tipo MacPherson come sulla 131.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer risparmiare tempo e sui costi si pensò di usare il telaio già esistente, la Lancia Beta Montecarlo, versione sportiva della vettura che aveva avuto un grande successo, anche negli USA dove era venduta come \"Scorpion\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl telaio era stata realizzato presso Dallara, partendo dalla base della versione silhouette che disputava il mondiale marche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione da gara colse numerose affermazioni in campo rallystico, tra cui il titolo mondiale del 1983.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu l'ultima auto a 2 ruote motrici a vincere il mondiale rally e fu anche l'unica a prevalere sulle più avanzate auto a trazione integrale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCostituì anche la base di sperimentazione per il propulsore Volumex + turbo della futura Lancia Delta S4.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Rally Costa Smeralda è un rally che si disputa dal 1978 sugli sterrati galluresi e della Costa Smeralda, nato\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edall'incontro del Principe Karim Aga Khan IV fondatore della Costa Smeralda e l'allora Presidente dell'Automobile\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eClub Sassari Don Franco di Suni come evento veicolo evento per promuovere il territorio della Costa Smeralda.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa prima edizione si è svolta nell'Aprile del 1978.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQui hanno vinto piloti come Verini, Toivonen, Kankkunen, Cerrato e Biasion, alcuni dei quali sono diventati successivamente Campioni del Mondo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Sesto Rally Costa Smeralda 1983 si corse dal \u003cspan\u003e23\/03 al 26\/03\/1983 a Porto Cervo\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho celebra questa splendida vettura del tema Lancia Grifone Wurth che si classifico terza al Rally della Costa Smeralda 1983 con il duo italiano \u003cspan\u003eGianfranco Cunico, Ergy Bartolich\u003c\/span\u003e\u003cspan\u003e con inoltre le prime sei posizioni tutte con vetture Lancia in classifica finale\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eIl modello è stato prodotto nella solita alta qualità Kyosho e riflette l'originale possibile.\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eCaratteristiche del modello:\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eFiniture interne autentiche\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eVano motore dettagliato\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eRuote Sterzanti\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eCofano, porte e bagagliaio apribili\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e\u003cspan\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003e\u003cspan\u003eVersione notturna con fari supplementari\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256057958784,"sku":"08306C","price":199.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/36853.jpg?v=1781728265"},{"product_id":"lancia-037-rally-jolly-club-totip-winner-rally-isola-d-elba-1985-d-cerrato-g-cerri-1-18","title":"Lancia 037 Rally Jolly Club Totip Winner Rally Isola d'Elba 1985 D. Cerrato - G. Cerri 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003eLancia 037 Rally Jolly Club Totip Winner Rally Isola d'Elba 1985 D. Cerrato - G. Cerri 1:18 (Kyosho 08306G)\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lancia Rally 037 è una autovettura sportiva costruita dalla casa automobilistica italiana Lancia, dal 1982 al 1983, nello stabilimento Lancia di Borgo San Paolo a Torino per partecipare al Campionato del mondo rally.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'ing. Sergio Limone fu il responsabile del progetto SE037 e fu Cesare Fiorio, il direttore sportivo Fiat ad annunciare nel 1981 la nascita di un nuovo modello per il rally a causa dei cambiamenti nel regolamento.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl progetto fu sostenuto da una collaborazione tra Lancia, Pininfarina, Dallara e Abarth, riprendendo l'evoluzione della Fiat 030 realizzata dalla Abarth nel 1974 e fu presentato al 59º Salone dell'automobile di Torino nel 1982.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn sostanza si trattava di una vettura progettata in Abarth, sulla base del telaio della Lancia Beta Montecarlo Turbo da pista prodotto da Dallara e carrozzato in Pininfarina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAll'inizio del progetto non era ancora stato deciso quale marchio sarebbe stato assegnato alla vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione stradale non riscosse particolare successo e neppure esso fu cercato, visto che per l'omologazione nel gruppo B erano necessari 200 esemplari del modello.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 037 aveva però il non facile compito di sostituire la gloriosa Fiat 131 Abarth Rally che aveva raccolto numerosi successi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSi decise di scartare il sistema di turbocompressore in virtù di un compressore volumetrico sviluppato dall'Abarth e si sviluppò un telaio estremamente semplice e munito di sospensioni a quadrilatero come per i modelli da pista anziché del tipo MacPherson come sulla 131.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer risparmiare tempo e sui costi si pensò di usare il telaio già esistente, la Lancia Beta Montecarlo, versione sportiva della vettura che aveva avuto un grande successo, anche negli USA dove era venduta come \"Scorpion\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl telaio era stata realizzato presso Dallara, partendo dalla base della versione silhouette che disputava il mondiale marche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione da gara colse numerose affermazioni in campo rallystico, tra cui il titolo mondiale del 1983.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFu l'ultima auto a 2 ruote motrici a vincere il mondiale rally e fu anche l'unica a prevalere sulle più avanzate auto a trazione integrale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCostituì anche la base di sperimentazione per il propulsore Volumex + turbo della futura Lancia Delta S4.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eil 17° Rallye dell'Isola D'Elba 1985 e si svolse dal 23 al 25 Maggio 1985 e vide uno strapotere delle vetture Lancia con quattro vetture classificate nelle prime cinque posizioni.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eKyosho celebra questa splendida vettura Lancia 037 Rally Jolly Club Totip Winner Rally Isola d'Elba 1985 D. Cerrato - G. Cerri 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003eIl modello è stato prodotto nella solita alta qualità Kyosho e riflette l'originale possibile.\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003eCaratteristiche del modello:\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003eFiniture interne autentiche\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e \u003c\/span\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003eVano motore dettagliato\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e \u003c\/span\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003eRuote Sterzanti\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e \u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003eCofano, porte e bagagliaio apribili\u003c\/span\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b\"\u003e \u003c\/span\u003e\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"JLqJ4b ChMk0b\"\u003eVersione notturna con fari supplementari\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256058024320,"sku":"8306G","price":249.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/79445.jpg?v=1781746280"},{"product_id":"lancia-delta-hf-4wd-rally-monte-carlo-1987-martini-racing-miki-biasion-tiziano-siviero-118","title":"Lancia Delta HF 4WD Rally Monte Carlo 1987 Martini Racing Miki Biasion - Tiziano Siviero 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eLancia Delta HF 4WD Rally Monte Carlo 1987 Martini Racing Miki Biasion - Tiziano Siviero 1:18 (Kyosho 08960A)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lancia Delta HF Integrale è una versione sportiva della Lancia Delta, esplicitamente progettata per partecipare al Campionato del mondo rally, campionato in cui ha\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003egareggiato dal 1988 al 1993 ottenendo 5 titoli mondiali costruttori e 35 vittorie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl Salone dell'automobile di Francoforte del settembre 1987 venne presentato il primo step evolutivo della Delta HF 4WD: ribattezzata Delta HF Integrale, risultava\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eaggiornata in alcuni particolari, sia stilistici sia meccanici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEsternamente la nuova versione si riconosceva per i parafanghi allargati, il nuovo disegno di paraurti e minigonne, le nuove prese d'aria anteriori e sul cofano motore, i cerchi\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ein lega da 15 anziché da 14 pollici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer quanto concerne la parte meccanica, furono migliorate sospensioni e impianto frenante.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa potenza del motore 1995 cm³ turbocompresso e dotato di intercooler, passò da 165 CV a 185 CV grazie all'adozione di una turbina Garrett T3 e a una rinnovata gestione elettronica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta versione della Lancia Delta venne presentata nell'ottobre 1987 con il preciso scopo di partecipare al Campionato del mondo rally a partire dalla stagione 1988.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura era una diretta evoluzione della Delta HF 4WD, modello che aveva partecipato con successo all'edizione 1987 monopolizzando i titoli marche e conduttori,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003equest'ultimo con Juha Kankkunen.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Delta HF Integrale Club Italia nasce sulla base della filosofia del Club e in perfetto accordo con le finalità di promozione dell’immagine dell’auto italiana nel mondo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSi distingue per una serie di modifiche rispetto alla vettura di serie, che riguardano all’esterno il colore nel tipico blu scuro Lancia e la personalizzazione con due stemmi in\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esmalto del Club.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInteramente, spicca l’adozione di sedili Recaro di tipo più avvolgente rispetto a quelli usati di normale impiego rivestiti, come tutti gli elementi di finitura, in pelle Connolly di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ecolore bordeaux con il marchio HF termo impresso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal punto di visto tecnico il particolare più singolare della Delta Club Italia è il pulsante di avviamento, posizionato su una piastra di fibra di carbonio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ stata modificata anche la leva del cambio, ora dotata di un pomello nero sferico e di cuffia ribassata, alloggiata anch’essa su di un supporto in fibra di carbonio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNuovo anche il bocchettone di rifornimento con ghiera in alluminio a vista.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel vano motore spiccano il coperchio delle punterie verniciato con i classici colori giallo-blu delle Fulvia Hf degli anni Settanta e l’adozione di una barra di collegamento tra i\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eduomi delle sospensioni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOgnuna delle 15 Delta HF Integrale Club Italia reca due targhette, poste vicino al cambio e nel vano motore, che identificano la serie speciale limitata, la numerazione\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eprogressiva di costruzione e l’abbinamento fra il nome Lancia e quello del Club Italia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa targa posta nel vano motore è inoltre personalizzata con il nome del possessore della vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCome detto, la realizzazione di questa esclusiva serie limitata creata dalla Lancia per il Club Italia rappresenta un importante omaggio alla Delta, la vettura che più di ogni\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ealtra ha contribuito alle affermazioni dello sport automobilistico italiano negli anni Ottanta e Novanta e meglio ha saputo esportare nel mondo il prestigioso tecnologico della\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003enostra industria.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo anni di attesa ecco la vera novità relativa alle Delte Integrali.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho propone questa vettura in Die Cast con aperture ed elevatissimi dettagli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello ad alto valore collezionistico nel tempo\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer replicare la carrozzeria stretta della Lancia Delta HF 4WD che ha corso nel 1987-1988, le caratteristiche dettagliate sono state realizzate con un nuovo stampo per la carrozzeria, ad esempio parafanghi, cofano, prese d'aria sul tetto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eApplicando nuove cerniere al cofano anteriore, l'angolo di apertura diventa più ampio. Per mantenere il cofano aperto, è presente un'asta di sostegno.                                 \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePrese d'aria fisicamente trasparenti sul cofano anteriore.                   \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa copertura del cilindro del motore e le relative parti sono di nuova costruzione così come i contatori analogici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI pannelli interni delle porte sono riprodotti in tutti i colori.                 \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl tappo del carburante sul montante C (lato passeggero) è realizzato con parti separate.             \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa separazione netta tra la cabina e il baule posteriore è realizzata con parti in plastica trasparente.         \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDecalcomania della livrea con rivestimento trasparente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'aletta di protezione dei pneumatici posteriori è abbassata.                         \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDischi di raffreddamento dei freni.                         \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl modello è dotato di baccelli luminosi per la sezione notturna.                   \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSono state aggiunte le coperture ai fari fendinebbia.                             \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eOltre alle prese d'aria sul tetto anteriore, sono state aggiunte prese d'aria sul tetto posteriore.         \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa sezione rally è dotata di pneumatici slick.                         \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInterni altamente dettagliati e fedeli all'auto originale\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLancia Delta HF 4WD Rally Monte Carlo 1987 Martini Racing Miki Biasion - Tiziano Siviero 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256064119168,"sku":"08960A","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/82397.jpg?v=1781748642"},{"product_id":"lancia-delta-hf-4wd-winner-37-rally-1000-lakes-1987-martini-racing-markku-alen-ilkka-kivimaki-118","title":"Lancia Delta HF 4WD Winner 37° Rally 1000 Lakes 1987 Martini Racing Markku Alen - Ilkka Kivimaki 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eLancia Delta HF 4WD Winner 37° Rally 1000 Lakes 1987 Martini Racing Markku Alen - Ilkka Kivimaki 1:18 (Kyosho 08960B)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lancia Delta HF Integrale è una versione sportiva della Lancia Delta, esplicitamente progettata per partecipare al Campionato del mondo rally, campionato in cui ha\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003egareggiato dal 1988 al 1993 ottenendo 5 titoli mondiali costruttori e 35 vittorie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAl Salone dell'automobile di Francoforte del settembre 1987 venne presentato il primo step evolutivo della Delta HF 4WD: ribattezzata Delta HF Integrale, risultava\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eaggiornata in alcuni particolari, sia stilistici sia meccanici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEsternamente la nuova versione si riconosceva per i parafanghi allargati, il nuovo disegno di paraurti e minigonne, le nuove prese d'aria anteriori e sul cofano motore, i cerchi\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ein lega da 15 anziché da 14 pollici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer quanto concerne la parte meccanica, furono migliorate sospensioni e impianto frenante.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa potenza del motore 1995 cm³ turbocompresso e dotato di intercooler, passò da 165 CV a 185 CV grazie all'adozione di una turbina Garrett T3 e a una rinnovata gestione elettronica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta versione della Lancia Delta venne presentata nell'ottobre 1987 con il preciso scopo di partecipare al Campionato del mondo rally a partire dalla stagione 1988.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura era una diretta evoluzione della Delta HF 4WD, modello che aveva partecipato con successo all'edizione 1987 monopolizzando i titoli marche e conduttori,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003equest'ultimo con Juha Kankkunen.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Delta HF Integrale Club Italia nasce sulla base della filosofia del Club e in perfetto accordo con le finalità di promozione dell’immagine dell’auto italiana nel mondo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSi distingue per una serie di modifiche rispetto alla vettura di serie, che riguardano all’esterno il colore nel tipico blu scuro Lancia e la personalizzazione con due stemmi in\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esmalto del Club.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInteramente, spicca l’adozione di sedili Recaro di tipo più avvolgente rispetto a quelli usati di normale impiego rivestiti, come tutti gli elementi di finitura, in pelle Connolly di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ecolore bordeaux con il marchio HF termo impresso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal punto di visto tecnico il particolare più singolare della Delta Club Italia è il pulsante di avviamento, posizionato su una piastra di fibra di carbonio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ stata modificata anche la leva del cambio, ora dotata di un pomello nero sferico e di cuffia ribassata, alloggiata anch’essa su di un supporto in fibra di carbonio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNuovo anche il bocchettone di rifornimento con ghiera in alluminio a vista.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel vano motore spiccano il coperchio delle punterie verniciato con i classici colori giallo-blu delle Fulvia Hf degli anni Settanta e l’adozione di una barra di collegamento tra i\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eduomi delle sospensioni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOgnuna delle 15 Delta HF Integrale Club Italia reca due targhette, poste vicino al cambio e nel vano motore, che identificano la serie speciale limitata, la numerazione\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eprogressiva di costruzione e l’abbinamento fra il nome Lancia e quello del Club Italia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa targa posta nel vano motore è inoltre personalizzata con il nome del possessore della vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCome detto, la realizzazione di questa esclusiva serie limitata creata dalla Lancia per il Club Italia rappresenta un importante omaggio alla Delta, la vettura che più di ogni\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ealtra ha contribuito alle affermazioni dello sport automobilistico italiano negli anni Ottanta e Novanta e meglio ha saputo esportare nel mondo il prestigioso tecnologico della\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003enostra industria.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo anni di attesa ecco la vera novità relativa alle Delte Integrali.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eKyosho propone questa vettura in Die Cast con aperture ed elevatissimi dettagli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello ad alto valore collezionistico nel tempo\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Lancia Delta HF 4WD versione rally è stata una vettura del Gruppo A che ha partecipato al Campionato del Mondo Rally dal 1987 al 1988, vincendo 2 (due) titoli mondiali e 11 (undici) gare. Mentre in precedenza Kyosho distribuiva la Lancia Delta HF Integrale Evolution, Kyosho ha sviluppato una serie di nuovi stampi per replicare le specifiche autentiche della Lancia Delta 4WD. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer replicare la carrozzeria stretta della Lancia Delta HF 4WD che ha corso nel 1987-1988, le caratteristiche dettagliate sono state realizzate con un nuovo stampo per la carrozzeria, ad esempio parafanghi, cofano, prese d'aria sul tetto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eApplicando nuove cerniere al cofano anteriore, l'angolo di apertura diventa più ampio. Per mantenere il cofano aperto, è presente un'asta di sostegno.                                 \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePrese d'aria fisicamente trasparenti sul cofano anteriore.     \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa copertura del cilindro del motore e le relative parti sono di nuova costruzione, così come i contatori analogici.             \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI pannelli interni delle porte sono riprodotti in tutti i colori.                 \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl tappo del carburante sul montante C (lato passeggero) è realizzato con parti separate.             \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa separazione netta tra la cabina e il baule posteriore è realizzata con parti in plastica trasparente.         \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDecalcomania della livrea con rivestimento trasparente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSottocoperchio dietro il motore.                             \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSportello folle in corrispondenza dei pneumatici anteriori.                         \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAggiunte prese d'aria sul tetto (lato anteriore).                                     \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eInterni altamente dettagliati e fedeli all'auto originale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCARATTERISTICHE\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMateriale: Die-Cast con aperture\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCodice EAN: 4548565443338\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eRally: 1000 Laghi 1987 - WINNER\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDriver \/ Co-Driver: M. Alen \/ I. Kivimaki\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTeam: Lancia Martini #4\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eData di Uscita: Agosto 2024\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNuovamente disponibile: Fine Ottobre 2024\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLancia Delta HF 4WD Winner 37° Rally 1000 Lakes 1987 Martini Racing Markku Alen - Ilkka Kivimaki 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"Kyosho","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256070705536,"sku":"08960B","price":299.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/82388.jpg?v=1781748649"}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/collections\/47.jpg?v=1781193125","url":"https:\/\/www.e-sco.com\/collections\/kyosho.oembed?page=3","provider":"e-sco","version":"1.0","type":"link"}