{"title":"Leggende in scala","description":"Leggende in scala. I miti dell'automobilismo in una collezione esclusiva, per un tempo limitato, su questa selezione hai uno sconto speciale del 15%. Che tu sia un appassionato di auto d'epoca, di bolidi da corsa o di leggendarie auto, troverai sicuramente il pezzo che mancava alla tua collezione. Non perdere l'opportunità di possedere un pezzo di storia. 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Nuovi gli interni, con un cruscotto molto sportivo ma una qualità inferiore dei materiali in generale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMolto rapida ed equipaggiata col robusto motore 2 litri, la 2000 GTV apportava un netto miglioramento sul piano della motricità col ponte autobloccante montato di serie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa produzione andò dal 1971 al 1977 con circa 37000 esemplari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'incremento delle prestazioni portò la velocità massima dichiarata ad oltre 195 km\/h.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl mensile U.S. \"Hot Rod\" nel mese di ottobre 1980 definì l'Alfa Romeo 2000 GT Veloce \"the only european car able to be called muscle car\", cioè \"l'unica auto europea che potesse essere definita una muscle car\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNorev celebra con la sua enorme maestria questa splendida vettura della casa di arese in edizione limitata con aperture in scala 1:18\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eAlfa Romeo 2000 GTV 1973 Blue Pervinca Metallizzato 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Norev","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214256935296,"sku":"187915","price":119.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/81226.jpg?v=1781747731"},{"product_id":"alfa-romeo-1750-berlina-1968-grigio-metallizzato-118","title":"Alfa Romeo 2000 berlina 1971 Blu Pervinca metallizzato 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eAlfa Romeo 2000 berlina 1971 Blu Pervinca metallizzato 1:18 (Laudoracing LM141A)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo 1750 Berlina e la successiva \"2000 Berlina\", anche denominate \"1750\" e \"2000\", sono due modelli di automobile tre volumi a quattro porte, prodotti dalla casa\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emilanese tra il 1968 e il 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNella seconda metà degli anni sessanta l'Alfa Romeo aveva ormai pienamente realizzata la sua trasformazione in industria di grande serie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn un solo decennio, con i modelli su meccaniche \"Giulietta\" e \"Giulia\", la Casa milanese aveva inanellato una lunga e ininterrotta serie di successi commerciali nel settore\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edelle vetture berlina, coupé e spider di gamma medio-alta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDurante questo gravoso impegno, era stato abbandonato sia lo sviluppo, sia l'aggiornamento delle vetture di fascia alta, popolarmente denominate le \"Alfone\", rappresentate\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edalla gamma \"2000\/2600\", ultime e ormai obsolete derivazioni del modello \"1900\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa differenziazione produttiva attuata dall'Alfa Romeo e l'aumento dei costi di mano d'opera, rendevano antieconomica la produzione delle vetture di alta classe, realizzate\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econ metodi quasi artigianali, oltre che difficoltoso il continuo sviluppo tecnico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSostenere il confronto con case straniere come Mercedes e Jaguar, unicamente concentrate sulla produzione di tale tipologia di vetture, sarebbe risultato troppo oneroso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer contro, la casa del biscione non poteva, per motivi d'immagine, rinunciare totalmente a proporre vetture di prestigio che erano state per decenni il fiore all'occhiello della\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esua produzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInfine, oltre alle \"ragioni d'immagine\", occorre anche ricordare che il cosiddetto \"miracolo economico italiano\" aveva creato migliaia di piccoli imprenditori in grado di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esborsare le cifre necessarie per acquistare una vettura di classe superiore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTali clienti, in assenza di prodotti Alfa Romeo rispondenti alle loro aspirazioni, si erano rivolti ad altre aziende nazionali o estere.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel giugno 1971, a Gardone Riviera, viene presentata la gamma \"2000\", dotata del nuovo motore portato alla \"cilindrata europea\" di due litri\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa potenza sale a 132 CV  la velocità a oltre 190 Km\/h e il prezzo a L. 2.348.000.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNon si tratta di un adeguamento della potenza che, in effetti, era già più che sufficiente, ma di una seconda operazione commerciale per entrare nella cilindrata europea dei\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\"due litri\", dove BMW e Lancia stavano ottenendo buoni risultati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePur restando simile alla \"1750\" nella sostanza tecnica, la \"2000 Berlina\" riceve una miriade di piccole modifiche volte a ridurre la sportività della vettura, nel tentativo di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003erenderla adatta a una fascia di acquirenti sempre più vasta, che ricerca soprattutto vetture dotate di comfort e ben rifinite, anche se di intonazione sportiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSeguendo questa linea di mercato, gli interni risultano decisamente migliorati nella conformazione dei sedili e nella fattura di sellerie e tappezzerie, con ampio utilizzo di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emoquette e velluti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePiù ampia e completa la strumentazione, con grafica più ricercata e regolazione della luminosità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura restò in produzione fino al 1976, con l'uscita dal listino nei primi mesi del 1977, quando il prezzo di vendita aveva abbondantemente superato i 5 milioni di lire,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eper effetto dell'inflazione galoppante verificatasi in Italia negli anni settanta e ottanta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLaudoracing celebra questa splendida vettura in edizione limitata in stampo chiuso senza aperture\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Laudoracing Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214258442624,"sku":"LM141A","price":109.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/57595.jpg?v=1781734178"},{"product_id":"alfa-romeo-2000-berlina-1971-giallo-piper-118","title":"Alfa Romeo 2000 berlina 1971 Giallo piper 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eAlfa Romeo 2000 berlina 1971 Giallo piper 1:18 (Laudoracing LM141E\u003c\/b\u003e\u003cb\u003e)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo 1750 Berlina e la successiva \"2000 Berlina\", anche denominate \"1750\" e \"2000\", sono due modelli di automobile tre volumi a quattro porte, prodotti dalla casa\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emilanese tra il 1968 e il 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNella seconda metà degli anni sessanta l'Alfa Romeo aveva ormai pienamente realizzata la sua trasformazione in industria di grande serie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn un solo decennio, con i modelli su meccaniche \"Giulietta\" e \"Giulia\", la Casa milanese aveva inanellato una lunga e ininterrotta serie di successi commerciali nel settore\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edelle vetture berlina, coupé e spider di gamma medio-alta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDurante questo gravoso impegno, era stato abbandonato sia lo sviluppo, sia l'aggiornamento delle vetture di fascia alta, popolarmente denominate le \"Alfone\", rappresentate\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edalla gamma \"2000\/2600\", ultime e ormai obsolete derivazioni del modello \"1900\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa differenziazione produttiva attuata dall'Alfa Romeo e l'aumento dei costi di mano d'opera, rendevano antieconomica la produzione delle vetture di alta classe, realizzate\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econ metodi quasi artigianali, oltre che difficoltoso il continuo sviluppo tecnico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSostenere il confronto con case straniere come Mercedes e Jaguar, unicamente concentrate sulla produzione di tale tipologia di vetture, sarebbe risultato troppo oneroso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer contro, la casa del biscione non poteva, per motivi d'immagine, rinunciare totalmente a proporre vetture di prestigio che erano state per decenni il fiore all'occhiello della\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esua produzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInfine, oltre alle \"ragioni d'immagine\", occorre anche ricordare che il cosiddetto \"miracolo economico italiano\" aveva creato migliaia di piccoli imprenditori in grado di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esborsare le cifre necessarie per acquistare una vettura di classe superiore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTali clienti, in assenza di prodotti Alfa Romeo rispondenti alle loro aspirazioni, si erano rivolti ad altre aziende nazionali o estere.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel giugno 1971, a Gardone Riviera, viene presentata la gamma \"2000\", dotata del nuovo motore portato alla \"cilindrata europea\" di due litri\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa potenza sale a 132 CV  la 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1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eAlfa Romeo Arna 1.3 TI 1984 Nero 1:18\u003c\/b\u003e\u003cstrong\u003e (Laudoracing LM151C)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo Arna è una vettura acronimo di Alfa Romeo Nissan Auto berlina di segmento C, costruita dalla casa milanese in collaborazione con la Nissan e prodotta dal 1983 al 1987.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAlla fine degli anni settanta l'Alfa Romeo, a quel tempo di proprietà dell'IRI, decise di proporre una vettura a 2 volumi da affiancare all'Alfa Romeo Alfasud nella fascia di prezzo più bassa del segmento C allo scopo di inserirsi nel settore di mercato originato nel 1974 dal debutto della Volkswagen Golf, cui il Gruppo Fiat aveva risposto contrapponendo, con qualche anno di ritardo la Fiat Ritmo e altri gruppi generalisti avevano fatto con auto di simile impostazione che tanto successo stavano riscuotendo in tutta Europa in quegli anni, come Renault 14 o Talbot Horizon o come le nuove versioni compatte di Opel Kadett e Ford Escort.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePiuttosto che creare una vettura completamente nuova, operazione inattuabile per tempi e costi, la dirigenza Alfa optò per utilizzare, con alcune modifiche, le scocche di un'auto già in produzione, adattandole alla meccanica derivata dall'Alfasud.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa scelta cadde sul modello Nissan Pulsar N10, lanciato in Giappone nel maggio 1978 ed in Europa con il nome Cherry nel marzo 1979, anche se in realtà le scocche utilizzate sarebbero state quelle della successiva Nissan Pulsar N12, commercializzata dal 1983.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA tal fine venne stilato un accordo di associazione temporanea globale con la Nissan in base al quale fu costituita una nuova società con sede in Italia, la Alfa Romeo Nissan Automobili S.p.A.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa nuova unità produttiva fu impiantata in un apposito stabilimento costruito in tempi record a Pratola Serra, in provincia di Avellino, anche se parte del processo, relativo all'innesto della meccanica, fu terminato nello stabilimento dell'Alfasud a Pomigliano d'Arco.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa macchina definitiva risultò essere un'integrazione tecnica delle due vetture: carrozzeria, retrotreno, interni, plancia e sedili erano della Nissan, con qualche modifica minore. Il motore boxer 4 cilindri 1.2 da 63 cv, la trasmissione e l’avantreno erano quelli dell'Alfasud.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'impressione degli addetti ai lavori e del pubblico non fu positiva; il disegno della carrozzeria rimaneva infatti in larga parte quello decisamente convenzionale della Pulsar\/Cherry, peraltro commercializzata in quegli stessi anni da Nissan sia in Europa sia in Oriente, con alcuni esemplari presenti già in Italia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAnche gli interni, per quanto razionali e moderni, erano identici alla versione giapponese, eccetto il volante e il pomello del cambio, quindi con nessuna somiglianza stilistica rispetto al resto della gamma Alfa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGli sforzi dei progettisti italiani, volti a richiamare esteticamente il family feeling delle Alfa Romeo dei primi anni 1980, poterono esprimersi solo in maniera al quanto limitata e mirata sulle fanalerie e sulla mascherina anteriore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA complicare il quadro, a fronte dei ritardi del progetto Arna e alla necessità di garantire quote di produzione allo stabilimento di Pomigliano d'Arco, vi fu la decisione della dirigenza Alfa Romeo di realizzare una nuova vettura su meccanica e pianale dell'Alfasud ma di segmento superiore, la Alfa 33, che fu presentata al salone di Ginevra 1983, cioè addirittura sei mesi prima dell'Arna, e uscì sui mercati all'inizio del 1984, praticamente in contemporanea.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto modello, più brillante ed esteticamente riuscito, mise immediatamente in ombra la vettura italo-nipponica, sottraendole molti eventuali clienti interessati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSul mercato, al momento del lancio l'Arna costava 9.980.000 lire per la versione L e 10.730.000 Lire per la SL.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI numeri di vendita evidenziarono subito uno scollamento fra le attese e l'effettiva domanda.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1984 che si rivelerà l'anno di maggiore successo vennero vendute sole 31.066 Arna, la metà di quanto stimato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1985 le auto immatricolate si fermarono a 10.976.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuando, nel 1987, l'ultima Arna lasciò la catena di montaggio, erano state assemblate appena 53.047 scocche, molte delle quali rimasero a lungo invendute.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1987 - nonostante fossero stati commissionati alcuni studi per un restyling della vettura - la nuova dirigenza Fiat, nel frattempo subentrata ad IRI nel controllo dell'Alfa Romeo, decise lo stop immediato e definitivo della produzione, che avveniva in forte perdita, sia per i costi dello stabilimento che Fiat successivamente riconvertì nella produzione di motori, sia per il rialzo del valore dello yen, valuta con cui venivano pagati i lamierati e le componenti in Giappone.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl basso numero di esemplari venduti posizionò l'Arna fra gli insuccessi di vendita delle case automobilistiche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Arna è stata costruita nelle versioni L 3 porte ed SL 5 porte dotate della motorizzazione Alfasud base, ovvero del boxer 1.2 da 63 CV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA queste, si affiancava la versione sportiva TI (3 porte) che, motorizzata con il più potente 1.3 da 86 CV, raggiungeva facilmente velocità superiori a 170 km\/h.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eArna L\u003cspan style=\"white-space:pre;\"\u003e \u003c\/span\u003edal 1983 al 1987\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eArna SL\u003cspan style=\"white-space:pre;\"\u003e \u003c\/span\u003edal 1983 al 1987\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eArna TI\u003cspan style=\"white-space:pre;\"\u003e \u003c\/span\u003edal 1984 al 1987\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal punto di vista prettamente tecnico, l'Arna presentava alcune novità rispetto al passato: il motore boxer, collaudato e revisionato aveva un cavallo in più della versione precedente garantiva prestazioni brillanti soprattutto sulla versione TI, mentre le dimensioni e il bilanciamento dell'auto assicuravano una tenuta di strada molto al di sopra degli standard delle concorrenti; al contrario, il cambio risultava poco fluido.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGli stessi lamierati Nissan, a struttura differenziata e trattati con metodo zincrometal, avevano in buona parte risolto gli annosi problemi di corrosione che avevano afflitto la precedente produzione Alfasud.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAnche gli interni e le plastiche, di produzione asiatica, erano di qualità buona rispetto agli abituali standard.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSempre dal punto di vista tecnico, la vettura presentava altre particolarità aggiunte dai tecnici italiani: i freni a disco anteriori erano stati spostati dal semiasse alle ruote.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNell’edizione del 1985, si rinuncia ad un qualsiasi restyling, mentre vengono apportate alcune modifiche tecniche:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eil motore ad esempio non ha più il carburatore monocorpo e trova un cavallo in più di potenza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1987 nonostante fossero stati commissionati alcuni studi per un restyling della vettura la nuova dirigenza Fiat decide lo stop definitivo della produzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNumerosi esemplari di Arna fra cui parte degli invenduti a fine produzione vengono ceduti a taluni enti pubblici, che li impiegano prevalentemente per compiti di servizio e, in alcuni casi, per attività di polizia municipale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSe non risultano oggi esemplari di Arna delle FFOO conservati in musei, qualcuno di essi, restaurato, viene utilizzato per manifestazioni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNella cultura popolare, anche a distanza di anni, la reputazione del modello l'ha portata ad essere giudicata nel 2008 l'auto più brutta, in un \"sondaggio\" lanciato da parte dal quotidiano nazionale Il Sole 24 Ore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAd ogni modo, sebbene nel 2013 ACI l'abbia inserita fra le auto \"storiche\",l'Arna continua a non essere al centro dell'attenzione del collezionismo del marchio Alfa Romeo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal 1984 al 1987 è stata prodotta in Australia la Holden Astra, nella sola configurazione a 5 porte.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe differenze con la versione originale giapponese erano minime: una nuova griglia anteriore, fanali posteriori e le targhette identificative.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa meccanica era basata su un motore Nissan 1500cc costruito sul posto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLaudoracing per la prima volta in assoluto in scala 1:18 presenta questa vettura tanto discussa che genera sempre discussioni tra gli appassionati\u003c\/p\u003e","brand":"Laudoracing Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255223554432,"sku":"LM151C","price":109.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/69058.jpg?v=1781738611"},{"product_id":"alfa-romeo-p3-winner-gp-italy-1932-tazio-nuvolari-1-18","title":"Alfa Romeo P3 winner GP Italy 1932 Tazio Nuvolari 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo P3 winner GP Italy 1932 Tazio Nuvolari 1:18 (CMC M-219)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa-Romeo Tipo B è stata la monoposto da corsa da Gran Premio di maggior successo del suo tempo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa-Romeo la costruì e la mise in campo tra il 1932 e il 1936.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInizialmente come auto da lavoro Alfa-Romeo, poi sotto l'etichetta della Scuderia Ferrari dopo che l'Alfa ne rilevò le attività agonistiche. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProgettata dal leggendario designer Vittorio Jano, l'auto era basata sui non meno leggendari modelli Alfa-Romeo 8C. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa P3 fu la seconda monoposto dell'Alfa Romeo dopo la Tipo-A monoposto del 1931.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl 10° Gran Premio d'Italia faceva parte del Campionato Europeo 1932. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVi hanno preso parte quindici dei migliori piloti europei e la gara si è svolta principalmente tra Nuvolari su una nuova Alfa Romeo Tipo B leggera da 2,65 litri e Fagioli su Maserati 16 cilindri. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI frequenti cambi di posizione hanno reso questa gara molto emozionante da guardare mentre tutti i record sono stati battuti nel corso di essa. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTra i principali contendenti c'erano Chiron e Varzi che gareggiavano per Bugatti, Nuvolari, Campari, Borzacchini e Caracciola che correvano per l'Alfa Romeo e Fagioli che correvano per la Maserati. Alla fine l'Alfa Romeo si dimostrò superiore e vinse.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl 5 giugno 1932 si svolse il 10° Gran Premio d'Italia sul famoso Autodromo di Monza di 10 km (4,5 km di pista ovale ad alta velocità più 5,5 km di circuito in asfalto). \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eInsieme ai Gran Premi di Francia e Germania, sarebbe stato valido per il Campionato Europeo e tutti e tre gli eventi dovevano essere svolti con la stessa formula di 5 ore. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe auto potevano partecipare senza restrizioni di peso o cilindrata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe auto da corsa monoposto erano ora consentite e la Societá Anonima Alfa Romeo fece debuttare le loro monoposto (P3) a 8 cilindri da 2650 cc. Tazio Nuvolari e Giuseppe Campari furono chiamati a guidare queste nuovissime monoposto, mentre Mario Umberto Borzacchini e Rudolf Caracciola furono assegnati a pilotare le vecchie Monza 8 cilindri da 2300 cc. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eBugatti ha schierato i suoi piloti più affermati, Louis Chiron e Achille Varzi su due dei suoi modelli da 5 litri, che avevano mostrato la loro incredibile velocità all'Avusrennen. Officine A. Maserati è stata la terza squadra ufficiale che ha partecipato alla gara, ed è entrato Luigi Fagioli nella voluminosa Maserati 16 cilindri da 5 litri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eOltre ai tre team ufficiali, non sono mancate le iscrizioni indipendenti, tra cui Hans Stuck con la sua Mercedes, gli abili piloti Bugatti René Dreyfus, Marcel Lehoux, Jean-Pierre Wimille, Emilio Romano e Guglielmo Peri, Clemente Biondetti con la sua speciale M.B. auto e i rappresentanti della Scuderia Ferrari Pietro Ghersi ed Eugenio Siena su due Alfa Romeo 2300 cc Monza, e così via.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa gara doveva iniziare alle 9:30 e terminare alle 14:30. La partecipazione stimata variava da oltre 50.000 a 100.000. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuindici degli iscritti confermati si sono presentati sulla griglia di partenza. Quando la bandiera a scacchi è stata abbassata alle 9:42, le auto sono decollate con un fragoroso lamento di compressori e una densa nuvola di fumo bluastro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDopo 3m34, Nuvolari sull'Alfa Romeo Tipo B ha concluso il primo giro davanti a Chiron sulla grande Bugatti azzurra e Campari sulla seconda sottile Tipo B P3. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eEntrando nel secondo giro, Nuvolari era ancora in testa, seguito da Campari e Chiron. Al terzo giro, invece, Chiron ha stabilito un nuovo giro record in 3'24 a 176,125 km\/h.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa battaglia per il comando era feroce e continuava a passare di mano. Dopo 10 giri Fagioli ha preso il comando con la sua Maserati davanti a Nuvolari, Varzi e Chironi. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFagioli si è sentito a suo agio sul circuito di Monza e ha mantenuto il comando per molti giri. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA nulla valsero anche i ripetuti tentativi di Nuvolari di superare il 16 cilindri Maserati. In The AutocarW. F. Bradley ha descritto la situazione: “La gara è stata molto emozionante. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA intervalli di meno di due minuti i leader sfrecciavano, sia all'interno che all'esterno dei due binari paralleli, a 140 miglia all'ora, a volte fianco a fianco, finché non ci si chiedeva chi avrebbe ceduto alle curve, ma mai separati da più di poche lunghezze.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDopo 20 giri Fagioli ha mantenuto il comando. Al 23esimo giro, però, ha dovuto cambiare le gomme e fare rifornimento, il che ha richiesto 3m7 e lo ha fatto scivolare in ottava posizione. Nel frattempo Nuvolari è tornato al comando, ma è stato di breve durata e si è concluso con una sosta per gomme nuove e rifornimento che ha richiesto 1'36. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDopo 26 giri l'ordine era Varzi, Chiron, Nuvolari, Campari e Dreyfus.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe pesanti Bugatti 5 litri guidate da Varzi e Chiron sembravano vincenti sui rettilinei, ma in curva l'Alfa Tipo B P3 riusciva a batterle a mani basse. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDopo 30 giri Nuvolari era di nuovo in testa. Lui e Campari sono rimasti davanti con Fagioli al terzo posto dopo 40 giri. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAl 45° giro, Nuvolari aveva esteso il suo vantaggio su Campari da appena 16 secondi a 1'11 secondi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDopo il 50esimo giro, Nuvolari ha dovuto fare un altro pit-stop per nuove gomme, carburante e assistenza, e Fagioli è passato in testa alla corsa. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSenza dubbio, la Maserati è stata l'auto più veloce in pista. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMa al 61° giro Fagioli si è dovuto fermare per le gomme nuove.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesto pit-stop gli è costato 4'10 secondi e la ragionevole possibilità di vincere la gara. W. F. Bradley ha scritto in The Autocar: “Ha cambiato tutte e quattro le gomme, ha riempito di benzina, olio e acqua, si è sciacquato la bocca e si è versato abbondantemente dell'acqua sulla testa, ha vacillato per alcuni secondi, quindi ha consegnato l'auto a Ernesto Maserati, con una perdita di 4 min. 15 sec.” \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSe Ernesto Maserati sulla macchina di Fagioli abbia recuperato tempo contro Nuvolari non è riportato da nessuna parte.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAl 71esimo giro Nuvolari era ora un giro davanti a Dreyfus al secondo posto. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFagioli si è ritrovato al quarto posto ed è partito con grande determinazione per recuperare il tempo perduto. Il tenace italiano è riuscito a migliorare il proprio tempo per sette giri di fila riconquistando la seconda posizione. Il suo giro record è stato di tre secondi più veloce del migliore di Nuvolari sull'Alfa Tipo B P3. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'inseguimento determinato di Fagioli ha portato nuova vita alla gara. Al 77° giro Fagioli ha superato Dreyfus e si è portato al secondo posto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo aver completato 83 giri in cinque tortuose ore, Nuvolari ha tagliato il traguardo a pieni voti tra gli applausi frenetici degli spettatori. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFagioli è arrivato secondo circa due minuti e mezzo dopo. Con questa vittoria Nuvolari consolidò la sua posizione di pilota di maggior successo della stagione 1932. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer la terza volta in due mesi, il 40enne italiano si è distinto nelle gare più dure a Monte Carlo, alla Targa Florio e ora a Monza. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer l'Alfa Romeo è stato fantastico vincere la prima gara con la loro nuovissima monoposto – Tipo B P3.\u003c\/p\u003e\n\u003cul style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\n\u003cli\u003eModello di precisione assemblato a mano da 1.805 parti, di cui oltre l'85% di metallo\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCarrozzeria monoposto autentica e in scala reale\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ePreciso telaio a scala in acciaio inossidabile\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCofano apribile su entrambi i lati con chiusure a molla\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eMotore a otto cilindri in linea altamente dettagliato con due compressori Roots completo di unità ausiliarie, percorso e cablaggio\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eRuote assemblate a mano con cerchi in alluminio e raggi in acciaio inox montati su nippli di base\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eRuote staccabili fissate da dadi di bloccaggio centrali che presentano filettature dipendenti dal lato\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eTiranteria dettagliata dello sterzo e del freno\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eTappi rifornimento benzina, acqua e olio funzionanti\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ePozzetto autentico con sedile in pelle\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCruscotto dal design originale con tutti gli indicatori e i controlli\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eSospensioni anteriori e posteriori riprodotte fedelmente con balestre e ammortizzatori a frizione\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ePianale smontabile dopo aver svitato le viti\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e","brand":"CMC Modelcars","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255248687488,"sku":"M-219","price":699.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/71448.jpg?v=1781740305"},{"product_id":"autobianchi-a112-abarth-1974-red-black-1-43","title":"Autobianchi A112 Abarth 1974 Red - Black 1:43","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAutobianchi A112 Abarth 1974 Red - Black 1:43 (Maxichamps 940121171)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'Autobianchi A112 Abarth è una utilitaria sportiva prodotta dalla Autobianchi, in collaborazione con Abarth, in sette serie successive, dal 1971 al 1985.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCon il successo dell'Autobianchi A112 il gruppo Fiat aveva assestato un duro colpo alla supremazia della Innocenti Mini nel ricco segmento di mercato delle piccole automobili di lusso destinate ai giovani ed all'utenza femminile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIn particolare quest'ultima aveva apprezzato il nuovo modello Autobianchi per la facilità di guida, l'eleganza delle finiture e la versatilità d'uso, anche determinata dal portellone posteriore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDopo aver verificato l'impossibilità di proporre un nuovo modello in tempi brevi, la Innocenti corse immediatamente ai ripari presentando il modello \"Mini Cooper MK3\", che si rivolgeva ad una clientela prettamente maschile, disposta a sopportare un rilevante aumento di spesa pur di sfoggiare una prestigiosa immagine sportiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'idea per fronteggiare la \"Mini Cooper\" fu concretizzata dall'opera di Carlo Abarth che, in occasione del \"Saloncino dell'auto sportiva\" del 1970, aveva realizzato un prototipo su base \"A112\" espressamente pensato per le corse, con distribuzione a testa radiale, potenza di 107 CV e velocità di punta oltre i 180 km\/h ottenendo il corale consenso della stampa specializzata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFu prodotta in numerose serie ed aggiornata in continuazione\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAutobianchi A112 Abarth 1974 Red - Black 1:43 prodotta da Maxichamps bellissima\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Maxichamps","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255361966464,"sku":"940121171","price":39.96,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/80679.jpg?v=1781747195"},{"product_id":"citroen-ds-19-convertible-1961-corail-red-118","title":"Citroën DS 19 Convertible 1961 Corail Red 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eCitroën DS 19 Convertible 1961 Corail Red 1:18\u003c\/b\u003e\u003cstrong\u003e (Norev \u003c\/strong\u003e\u003cb\u003e181599\u003c\/b\u003e\u003cstrong\u003e)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Citroën DS è un'autovettura di fascia alta prodotta dal 1955 al 1975 dalla casa automobilistica francese Citroën.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl primo modello della gamma DS, quello presentato a Parigi, fu la DS19, mossa da un'unità da 1.9 litri\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edirettamente derivata da quella equivalente montata sulla Traction Avant, ma perfezionata in modo da erogare fino\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ea 75 CV di potenza massima a 4500 giri\/min.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1958 la DS fu proposta anche in versione cabriolet, dando vita ad una delle più belle ed affascinanti convertibili della storia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOggigiorno, le DS cabriolet sono molto ambite dai collezionisti e spuntano quotazioni piuttosto alte.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNorev ci propone questa splendida DS 19 in metallo e parti apribili in scala 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Norev","offers":[{"title":"Default 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dettagliato \u003c\/p\u003e\u003cp\u003e\n\n\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"e-sco","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255632597376,"sku":"01-4006","price":219.99,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/80362.jpg?v=1781746628"},{"product_id":"ferrari-312-t4-winner-italy-gp-1979-monza-jody-schecter-1-18","title":"Ferrari 312 T4 Winner Italy GP 1979 Monza Jody Schecter 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 312 T4 Winner Italy GP 1979 Monza Jody Schecter 1:18 (BBurago 18-16814-JS-IT)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cem\u003eUn capolavoro Ferrari nel tempio della Velocità\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Ferrari 312 T4 è una delle monoposto più leggendarie nella storia della Scuderia di Maranello. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eGuidata nel 1979 da Jody Scheckter, fu protagonista di una stagione trionfale, culminata con il titolo mondiale piloti e costruttori. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eProgettata da Mauro Forghieri, debuttò nel 1979 e fu protagonista di una stagione trionfale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl momento più iconico? \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl Gran Premio d’Italia a Monza, dove Jody Scheckter tagliò il traguardo per primo, conquistando il titolo mondiale piloti e regalando alla Ferrari anche il campionato costruttori. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFu l’ultima volta, prima dell’era Schumacher, che un pilota Ferrari vinse il mondiale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cem\u003eDettagli del modello BBurago Signature\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl modello in scala 1:18 prodotto da BBurago è una replica dettagliata della vettura vincitrice del GP d’Italia 1979. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePensato per collezionisti e appassionati di Formula 1 storica, offre:\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl livello di dettaglio di questa versione è elevato: la livrea rossa Ferrari è esaltata da decal storiche, l’aerodinamica della monoposto è ricostruita fedelmente, così come gli elementi del cockpit e del retrotreno. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe ruote sono sterzanti, mentre il cofano motore è sollevabile, rivelando la complessità del propulsore 12 cilindri boxer.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cem\u003eCaratteristiche Tecniche\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cul style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\n\u003cli\u003eScala: 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eProduttore: BBurago (linea Signature)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCodice prodotto: 18-16814-JS-IT\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eModello: Ferrari 312 T4\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ePilota: Jody Scheckter\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eGP: Monza Italia, vincitore 1979\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eMateriale: Metallo pressofuso con parti in plastica\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eDettagli: Motore visibile, ruote sterzanti, componenti realistici\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003ePackaging: Box da collezione con vetrina trasparente\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cem\u003ePerché inserirla nella tua collezione\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesta replica della Ferrari 312 T4 celebrativa della vittoria nel GP di Monza del 1979 è un vero omaggio a un’epoca d’oro della Formula 1.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eUn modello pensato per appassionati del Cavallino Rampante, tifosi di Jody Scheckter e collezionisti di monoposto storiche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL’attenzione al dettaglio della linea BBurago Signature lo rende un pezzo da esposizione imperdibile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cem\u003eOrdina subito\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eRivivi le emozioni del GP di Monza del 1979 con questa Ferrari 312 T4. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAggiungi al carrello un modello che ha fatto la storia della F1 e della Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"BBurago","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255697478016,"sku":"18-16814-JS-IT","price":89.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/88284.jpg?v=1781753986"},{"product_id":"ferrari-330p4-winner-24h-daytona-1967-lorenzo-bandini-1-24","title":"Ferrari 330P4 Winner 24h Daytona 1967 Lorenzo Bandini 1:24","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 330P4 Winner 24h Daytona 1967 Lorenzo Bandini 1:24 (Bburago 18-26310)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari iniziò la stagione dell’endurance 1967 con una magnifica tripletta a Daytona, con tanto di arrivo in parata. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura vincente fu la 330P4 telaio 0846 (lo spider P4 nato P3), pilotato da Bandini e Amon; seconda fu l’altra P4 ufficiale di Parkes\/Scarfiotti e la 412P NART di Rodriguez\/Guichet.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta replica dettagliata cattura la potenza e l'eleganza della leggendaria Ferrari, rifinita in un accattivante colore rosso che fa girare la testa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePerfetta nei minimi dettagli, questa Ferrari 330 P4 Daytona è un vero capolavoro di ingegneria in miniatura. Dotata di interni realistici, porte apribili, e un motore dettagliato visibile sotto il cofano, è il modello ideale per collezionisti e appassionati di auto sportive.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAggiungi subito la FFerrari 330 P4 Daytona di Bburago alla tua collezione!\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eCaratteristiche principali:\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cstrong\u003eMarca:\u003c\/strong\u003e Bburago\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cstrong\u003eModello:\u003c\/strong\u003e Ferrari 330 P4 Daytona\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cstrong\u003eScala:\u003c\/strong\u003e 1:24\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cstrong\u003eColore:\u003c\/strong\u003e Rosso\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cstrong\u003eMateriali:\u003c\/strong\u003e Pressofuso metallico con dettagli in plastica\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cstrong\u003eEtà Consigliata:\u003c\/strong\u003e 14+\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\n\u003cstrong\u003eSicurezza:\u003c\/strong\u003e Prodotto conforme agli standard di sicurezza europei EN71\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"BBurago","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255698362752,"sku":"18-26310","price":24.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/85401.jpg?v=1781751357"},{"product_id":"ferrari-499p-30l-turbo-v6-team-ferrari-af-corse-51-24h-le-mans-2023-pierguidi-calado-giovinazzi-1-24","title":"Ferrari 499P 3.0L Turbo V6 Team Ferrari AF Corse 51 24h Le Mans 2023 Pierguidi- Calado - Giovinazzi 1:24","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 499P 3.0L Turbo V6 Team Ferrari AF Corse 51 24h Le Mans 2023 Pierguidi- Calado - Giovinazzi 1:24 (BBurago 26309-51)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Ferrari 499P è un'autovettura da competizione di tipo sport prototipo, progettata dalla Ferrari secondo i regolamenti Le Mans Hypercar per gareggiare nel campionato del mondo endurance FIA.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 2018 la Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA) e l'Automobile Club de l'Ouest hanno approvato il nuovo regolamento tecnico Le Mans Hypercar (LMH), in sostituzione del precedente regolamento LMP1 nel FIA WEC, che sarebbe poi entrato in vigore a partire dalla stagione 2020-21. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSuccessivamente il 24 febbraio 2021, la Ferrari ha annunciato il suo ritorno alle gare e competizioni di durata tra i prototipi, attraverso una collaborazione con il team AF Corse, per affiancarla e aiutarla nella gestione della squadra impiegata nel programma LMH.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCon la 499P, la Ferrari torna a competere dopo cinquant'anni nella classifica assoluta della 24 Ore di Le Mans, quella riservata ai prototipi; in omaggio a ciò, la prima delle 499P adotta in gara il numero 50, mentre la seconda adotta il numero 51. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl nome 499P sta a indicare: 499 la cubatura unitaria di ogni singolo cilindro, mentre la P quella di \"prototipo\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA spingere la vettura c'è un powertrain ibrido composto dal Ferrari F163CE: un motore V6 con bancate a 120°, sovralimentato mediante due turbocompressori in parallelo posto al centro delle bancate, dalla cilindrata di 2994 cm³, derivato da quello della Ferrari 296 GT3, con potenza limitata come da regolamento  a 680 CV (500 kW);[11] tuttavia, invece di essere montato su di un telaietto ausiliario come nella 296, sulla 499P il motore è fissato direttamente sul telaio  una monoscocca in fibra di carbonio progettata con Dallara fungendo da elemento portante.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl sistema ibrido, oltre che dal motore termico montato centralmente in posizione longitudinale, è costituito da un motogeneratore elettrico situato sull'assale anteriore, che eroga 200 kW (272 CV) ed entra in funzione oltre la velocità massima imposta dalla FIA inizialmente fissata a 120 km\/h ma poi innalzata a seconda del balance of performance (BoP) ed è collegato a un pacco batterie da 900 V, che si ricarica attraverso un sistema di recupero dell'energia (ERS) durante le frenate, le decelerazioni e in taluni casi anche attraverso la spinta del motore a combustione. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eInsieme, il motore a benzina e quello elettrico, creano un sistema di trazione integrale a innesto temporaneo la cui potenza totale non supera in ogni caso i 500 kW anche qui, salvo diversa indicazione del BoP.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'aerodinamica della 499P è stata sviluppata in collaborazione con il Centro Stile Ferrari, guidato da Flavio Manzoni e sotto la supervisione di Ferdinando Cannizzo, capo del dipartimento di ingegneria delle auto sportive di Maranello\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'auto, come da regolamento LMH, non utilizza parti standardizzate come quelle che si trovano nelle vetture progettate secondo i regolamenti Le Mans Daytona h.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer la stagione 2023 la vettura numero 50 viene affidata all'equipaggio composto da Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, mentre la numero 51 a quello formato da Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAll'esordio, avvenuto alla 1000 Miglia di Sebring, la vettura numero 50 ottiene subito la pole position e termina poi la gara sul podio dietro le due Toyota.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 499P si conferma a podio anche nelle successive 6 Ore di Portimão, sempre con l'equipaggio numero 50 e Spa-Francorchamps, stavolta con la vettura numero 51.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa prima vittoria arriva nell'appuntamento più prestigioso del calendario, alla 24 Ore di Le Mans, dove già nella Hyperpole le Ferrari avevano ottenuto la prima fila dello schieramento: in gara, l'equipaggio numero 51 ha la meglio sulle Toyota, reduci da un quinquennio di successi sul Circuit de la Sarthe, e riporta il Cavallino a primeggiare nella prova di durata francese dopo cinquantotto anni, quando a trionfare era stata la 250 LM gestita dal North American Racing Team;\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eper la casa di Maranello è la decima affermazione a Le Mans, nell'edizione del centenario e dopo mezzo secolo di assenza dalla top class.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCon altri due piazzamenti a podio nella restante parte di campionato, sempre per mano della 499P numero 50 che chiude seconda alla 6 Ore di Monza e terza alla 8 Ore del Bahrain, Ferrari termina il campionato al secondo posto della graduatoria costruttori, dietro alla Toyota;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003el'equipaggio Fuoco-Molina-Nielsen è invece terzo nella classifica piloti, sempre dietro ai due equipaggi Toyota e immediatamente davanti ai compagni di box Pier Guidi-Calado-Giovinazzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBBurago ci presenta la Ferrari 499P 3.0L Turbo V6 Team Ferrari AF Corse 51 24h Le Mans 2023 Pierguidi- Calado - Giovinazzi 1:24 \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"BBurago","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255708062080,"sku":"26309-51","price":39.96,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/81055.jpg?v=1781747628"},{"product_id":"ferrari-f1-1982-126-c2-long-beach-3-squalificato-with-gilles-villeneuve-1-43","title":"Ferrari F1 1982 126 C2 Long Beach 3 Squalificato with Gilles Villeneuve 1:43","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari F1 1982 126 C2 Long Beach 3° Squalificato with Gilles Villeneuve 1:43 (Brumm R272-CH)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBrumm ci delizia con un classico: la Ferrari di Gilles Villeneuve\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTra le collezioni meglio note e più ricercate ci sono le riproduzioni in scala 1:43 delle vetture del Cavallino che hanno corso nelle varie stagioni di formula uno.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta linea è caratterizzata dalla base in plastica e teca in plexiglass, con tutti i loghi degli sponsor ufficiali della stagione sportiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello riproduce la Ferrari F1 che ha corso il Gran Premio USA Long Beach del 1982 con il famoso doppio alettone che portò alla squalifica del canadese Gilles Villeneuve a fine gara \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello con pilota nel cockpit\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFerrari F1 1982 126 C2 Long Beach 3° Squalificato Gilles Villeneuve 1:43\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Brumm","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255711076736,"sku":"R272-CH","price":49.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/82553.jpg?v=1781748805"},{"product_id":"fiat-131-abarth-1980-yellow-1-18","title":"Fiat 131 Abarth 1980 Yellow 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFiat 131 Abarth 1980 Yellow 1:18 (Solido 1806006)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa Fiat 131 Abarth è una delle vetture da rally più iconiche degli anni ’70 e ’80. \u003c\/p\u003e\u003cp\u003eNata dalla collaborazione tra Fiat, Abarth e Bertone, venne sviluppata per competere nel Campionato del Mondo Rally nella categoria Gruppo 4. \u003c\/p\u003e\u003cp\u003eEquipaggiata con un motore 2.0 bialbero da 140 CV nella versione stradale e oltre 220 CV nelle specifiche da gara, la 131 Abarth Rally conquistò ben tre titoli costruttori nel WRC (1977, 1978 e 1980), rendendola un punto di riferimento per le vetture da competizione a trazione posteriore dell’epoca.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eIl modello in scala 1:18 prodotto da Solido raffigura la versione stradale del Fiat 131 Abarth del 1980, in una grintosa livrea gialla, colore audace che esalta il carattere sportivo della vettura. \u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa riproduzione include tutti gli elementi distintivi: passaruota allargati, cofano con prese d’aria, cerchi specifici, paraurti sportivi e specchietti racing. \u003c\/p\u003e\u003cp\u003eAnche gli interni, con volante sportivo e sedili anatomici, sono finemente riprodotti. \u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa carrozzeria, fedele nelle proporzioni e nei dettagli, è realizzata in metallo pressofuso, con portiere apribili.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eUn modello imperdibile per ogni appassionato di rally vintage, di auto italiane ad alte prestazioni e del glorioso marchio Abarth.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003e\nFiat 131 Abarth 1980 Gialla 1:18 – Modellino Solido da Collezione\u003c\/p\u003e\u003col\u003e\n\u003cli\u003e\nReplica in scala 1:18 della Fiat 131 Abarth del 1980\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nLivrea Yellow sportiva con dettagli racing e carrozzeria ampliata\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nCofano con prese d’aria, cerchi specifici e interni sportivi\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nPortiere apribili e carrozzeria in metallo pressofuso\n\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\nProdotta da Solido, ideale per fan Abarth e rally anni ’80\n\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ol\u003e\u003cp\u003eLa Fiat 131 Abarth è un’icona indiscussa della storia del rally e questo modello Solido in scala 1:18 rende omaggio alla sua grinta e al suo fascino senza tempo. \u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa livrea gialla, i dettagli sportivi e l’impostazione da corsa ti faranno rivivere l’epoca d’oro dei rally, quando la potenza era pura e la trazione era tutta dietro. \u003c\/p\u003e\u003cp\u003eUn pezzo unico per veri intenditori e per chi ama il rombo dell’Abarth!\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eAggiungila ora alla tua collezione su e-sco e porta il mito dei rally anni ’80 nella tua vetrina!\u003c\/p\u003e\u003cp\u003e\n\n\u003c\/p\u003e","brand":"e-sco","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255775465856,"sku":"1806006","price":49.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/88872_83916952-0011-4e2a-8726-af32e670b44a.jpg?v=1781456888"},{"product_id":"ford-gran-torino-1976-red-jet-cars-1-43","title":"Ford Gran Torino 1976 Red Jet Cars 1:43","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFord Gran Torino 1976 Red Jet Cars 1:43 (Norev 270586)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNorev ha iniziato un filone bellissimo nella serie Jet Cars con riproduzioni di automobili iconiche \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEcco qui la bellissima Ford Gran Torino 1976 Red \"Starsky \u0026amp; Hutch\" in scala 1:43\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modellino rende omaggio al mitico telefilm degli anni settanta con i detective ed una \"terza protagonista\", ovvero l'auto di Starsky, una Ford Gran Torino rossa\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econ una striscia bianca che va da un lato all'altro dell'auto passando per il tetto, sulla quale i due agenti prestano servizio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGli inseguimenti con sgommate, testacoda e burnouts sono degno complemento di ogni episodio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eC'è un piccolo particolare: la stessa auto Ford Gran Torino rossa con la striscia bianca ai lati e senza la targa era apparsa anche in un episodio dal titolo Slot machine, della prima\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003estagione della serie TV Hazzard, e al volante c'era proprio Cooter Davenport, interpretato da Ben Jones.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUn'altra peculiarità da sottolineare è che inizialmente alla produzione e soprattutto a Starsky e Hutch era destinata una Chevrolet Camaro del 1975 verde con striscia bianca,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eanche se poi il destino ha voluto che i due sfrecciassero per le strade di Bay City a bordo di una Gran Torino rossa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eBellissima nella serie Jet Cars prodotta da Norev \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Norev","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255886844288,"sku":"270586","price":14.99,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/85667.jpg?v=1781751628"},{"product_id":"jeep-grand-wagoner-1989-brown-metallic-wood-1-18","title":"Jeep Grand Wagoner 1989 Brown Metallic - Wood 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eJeep Grand Wagoner 1989 Brown Metallic - Wood 1:18 (DD-MODELS DC00102)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl nome Wagoneer ha identificato per molti anni il modello top della gamma Jeep. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto modello è famoso in tutto il mondo per lo stile tipicamente \"Yankee\": dimensioni importanti, dotazione di lusso e soprattutto per le classiche fiancate color legno. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ apparsa sette anni prima della Range Rover e, assieme a quest'ultima, può essere considerata la \"madre\" dei SUV di lusso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI motori erano potenti 6 cilindri in linea o V8, tutti a benzina:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e4.2 l (4226 cm³) 6 cilindri a benzina. Potenza max: 110 CV (80,9 kW) a 3500 rpm.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e5.3 l (327 cid) \"Vigilante\" AMC\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e5.7 l (350 cid) Buick GM\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e5.0 l (304 cid) AMC V8\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e5.9 l (360 cid) AMC V8\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e6.6 l (401 cid) AMC V8\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal 1984 al 1990 il nome Wagoneer identifica un modello più piccolo ricavato dalla nuova Jeep Cherokee (XJ), sempre nella classica linea con pannelli in legno: il Wagoneer XJ.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo l'ingresso della Wagoneer XJ, dal 1984, la precedente Wagoneer SJ diventa Grand Wagoneer SJ, rimanendo in produzione fino al 1991.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMotore: 5.9 l V8 a benzina Magnum (a carburatori) Potenza max: 235 CV. Coppia max: 386 N·m Cambio: automatico a 4 rapporti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNell'ultima versione della Grand Wagoneer SJ il motore era un 5.900 cm³ V8 \/ 360 cid AMC, l'ultimo motore a carburatori montato su una jeep.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEccola in tutto il  suo splendore riprodotta in scala 1:18 da DD-MODELS\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eJeep Grand Wagoner 1989 Brown Metallic - Wood 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"e-sco","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255989932416,"sku":"DC00102","price":199.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/82474.jpg?v=1781748727"},{"product_id":"lancia-fulvia-3a-serie-1976-verde-dublino-1-18","title":"Lancia Fulvia 3.a Serie 1976 Verde Dublino 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb style=\"font-weight:bolder;\"\u003eLancia Fulvia 3.a Serie 1976 Verde Dublino 1:18 (Norev 187983)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Lancia Fulvia è un'automobile prodotta dalla casa automobilistica torinese Lancia dal 1963 al 1976 con 3 tipi di carrozzeria: berlina 4 porte, coupé e coupé Sport Zagato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDalla non fortunatissima berlina derivò, nel 1965, un'elegante e sportiva coupé, che divenne immediatamente un enorme successo commerciale, grazie alla bellezza della linea e,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ein un secondo tempo, all'impulso derivante dalle numerose vittorie nelle gare di rally, culminate con la conquista del Campionato Internazionale Rally 1972 antesignano del\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCampionato del Mondo Rally che sarà istituito l'anno successivo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDisegnata da Piero Castagnero, che s'ispirò secondo le sue dichiarazioni al motoscafo Riva, la Fulvia Coupé (costruita nella fabbrica Lancia di Chivasso) è una berlinetta sportiva a 2 posti più 2, dall'aspetto curato sin dai minimi particolari (come la plancia rivestita in vero legno) coadiuvato da un assetto di guida corsaiolo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn realtà, sono piuttosto evidenti le similitudini del frontale e della linea di fiancata con il prototipo presentato da Giovanni Michelotti al Salone di Torino del 1961, su meccanica Fiat 1300\/1500.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEsteticamente la Coupé HF era riconoscibile per la banda verniciata giallo\/blu su cofani e tetto, per l'elefantino sui parafanghi anteriori e la verniciatura in Amaranto di Montebello.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOltre alla Coupé 1.3 S, la gamma includeva la Coupé 1600 HF (1584 cm³, 115 CV) e la 1600 HF Lusso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa prima aveva carrozzeria priva di paraurti, sedili sportivi, allestimento semplificato; la seconda, aveva dotazioni più raffinate come i sedili con poggiatesta, i deflettori sulle portiere, insonorizzazione completa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe Coupé 1600 HF erano dotate di cerchioni Cromodora in lega leggera e la carrozzeria con parafanghi allargati che, assieme ad una meccanica più sportiva con camber negativo e sterzo diretto, le distinguono dalle 1,3 S.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer celebrare la vittoria del Rally di Montecarlo del 1972 fu allestita sulla carrozzeria a passaruota allargati (simili a quelli della Coupé 1600 HF una serie speciale di Coupé 1,3 S, con livrea bicolore analoga alla vettura da corsa - la cosiddetta Montecarlo - che però ricalcava le normali prestazioni delle 1,3 S stradali.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuando, alla fine del 1972, la Fulvia berlina fu tolta di listino, la Coupé vendeva ancora bene e rimase in produzione. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer non fare concorrenza alla nuova Beta Coupé nel 1973 la gamma venne ridotta alla sola versione 1.3 da 90 CV, sottoposta ad leggero aggiornamento, nacque così la Fulvia 3.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI ritocchi erano mirati ad aggiornarne l'estetica, nonché a rispondere ai nuovi standard di sicurezza stradale, cercando di contenere ancora di più i costi: la mascherina divenne in plastica nera conformemente alla moda dell'epoca, il volante in materiale sintetico imbottito, furono adottate cinture di sicurezza fisse a 3 punti ed i poggiatesta; il pomello della leva del cambio in legno come sulla Beta Coupé e sulla Stratos e un cruscotto con strumenti a sfondo bianco al posto di quelli neri della seconda serie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl restyling segnò anche l'abbandono delle competizioni, dove fu sostituita dalla mostruosa Stratos. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDalla 3 derivarono le versioni Montecarlo e Safari, quest'ultima costruita in sole 900 unità, diverse dalle altre Fulvia vista l'assenza del paraurti anteriore e l'impiego dei cerchi verniciati in nero, così come la mascherina, la presa d'aria e i tergicristalli. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa produzione della Fulvia 3 cessò nel 1976, quando fu lanciata la versione 1300 della Beta Coupé, risultando al contempo l'ultima vettura della casa torinese ad essere equipaggiata con il longevo motore Lancia V4.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eComplessivamente la Fulvia Coupé fu prodotta in 140.454 esemplari, di cui 6.419 HF \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNorev tocca il cuore degli appassionati del marchio torinese e non solo con questa splendida replica in scala 1:18 in edizione limitata solo 1000pz\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLancia Fulvia 3.a Serie 1976 Verde Dublino 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Norev","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256095510912,"sku":"187983","price":119.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/83067.jpg?v=1781749219"},{"product_id":"lotus-brm-h-16-south-africa-gp-kyalami-1967-jim-clark-1-18","title":"Lotus BRM H-16 South Africa Gp Kyalami 1967 Jim Clark 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLotus BRM H-16 South Africa Gp Kyalami 1967 Jim Clark 1:18 (GP Replicas GP157C)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Lotus 43 è una vettura da Formula 1 progettata da Colin Chapman per la stagione 1966 del campionato. In parte riprendeva alcune componenti della Lotus 38, vettura destinata a Indianapolis, permettendo così di sfruttare l'esperienza con motori di grande cilindrata e con l'assetto delle sospensioni e degli pneumatici.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa vettura venne progettata in risposta al nuovo regolamento del 1966 che portava la cilindrata dei motori a 3 litri. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eInsieme con le gomme nuove e più larghe che permettevano di gestire la potenza dei motori più grandi si rese necessario realizzare un progetto più solido.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eChapman e la Lotus firmarono un contratto per l'utilizzo del nuovo motore H16 prodotto dalla BRM e per nuovi pneumatici. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSulla carta il motore era molto avanzato dal punto di vista tecnico e molto potente e Chapman sperava che questo motore potesse portare ad un'altra stagione di successi.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMa questa speranza non si realizzò.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl primo segnale dei successivi problemi di questo motore divenne evidente quando per scaricarlo dal camion furono necessarie quattro persone. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl motore si dimostrò poco affidabile, troppo pesante e non forniva il livello di potenza promesso. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eJim Clark non riuscì ad ottenere nessun punto fino a metà della stagione. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSolo nel finale di stagione, Clark riuscì a ottenere qualche risultato e alla fine della stagione vinse il Gran Premio degli Stati Uniti a Watkins Glen, unica gara vinta dal motore BRM H16. Nel 1967 la 43 effettuò la sua ultima partenza durante il Gran Premio del Sud Africa sul circuito di Kyalami dove Clark si ritirò. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl telaio della Lotus 43 era un progetto eccellente non supportato da un motore competitivo.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Lotus tornò così al modello \"33\" con motore Climax (2,2 litri) sino al \"Gran Premio d'Olanda 1967', quando con l'arrivo del motore Ford Cosworth DFV sulla Lotus 49, la scuderia iniziò un periodo di dominio nel campionato.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa \"49\" ereditava dalla \"43\" vari elementi come l'utilizzo del motore quale elemento portante del telaio, soluzione che faceva risparmiare peso; ad esso era anche collegata la sospensione posteriore\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eEccola in scala 1:18 prodotta da GP Replicas la Lotus 43 nell'ultima gara disputata a Kyalami alla guida Jim Clark\u003c\/p\u003e","brand":"GP 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Title","offer_id":58256276029824,"sku":"TR191","price":39.96,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/84226.jpg?v=1781750258"},{"product_id":"massey-ferguson-2725-jubilee-edition-trattore-1-32","title":"Massey Ferguson 2725 Jubilee Edition Trattore 1:32","description":"\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cstrong\u003eMassey Ferguson 2725 Jubilee Edition Trattore 1:32 (Universal Hobbies UH6687)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eRiproduzione accurata del trattore Massey Ferguson 2725 Jubilee Edition Trattore 1:32 pressofuso con i migliori dettagli, prodotto in edizione limitata, solo 1750 pezzi prodotti\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCollezione in scala 1:32\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eParti totali: 99 parti e operazioni di stampa tampografica: 119 volte\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eRealizzato in metallo, plastica e gomma\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eConsegnato in una bella scatola a 4 colori\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePeso del modello: 0,72 libbre\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDimensioni: 5,9 x 3,0 x 3,5 pollici\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eColore rosso\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eProdotto con licenza ufficiale Massey Ferguson\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eEtà consigliata: dai 14 anni in su\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"e-sco","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256286351744,"sku":"UH6687","price":84.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/80581.jpg?v=1781747091"},{"product_id":"mercedes-benz-classe-g-1980-w460-passo-lungo-rosso-scuro-1-18","title":"Mercedes-Benz Classe G 1980 (W460) Passo Lungo Rosso Scuro 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eMercedes-Benz Classe G 1980 (W460) Passo Lungo Rosso Scuro 1:18 (Minichamps 155038102)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Mercedes-Benz Classe G del 1980, identificata dalla sigla W460, è la prima generazione di questo iconico fuoristrada. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotta da Mercedes-Benz in collaborazione con Steyr-Daimler-Puch, è stata progettata per offrire robustezza e affidabilità in condizioni estreme.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl design squadrato e funzionale, ideato da Bruno Sacco, è diventato un simbolo di durabilità e stile senza tempo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa W460 era disponibile in diverse configurazioni di carrozzeria, tra cui torpedo telonata, station wagon a passo corto e lungo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'abitacolo rifletteva la sua vocazione spartana, con componenti derivati da altri veicoli Mercedes-Benz, come il furgone 207 D\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello Minichamps 155038102 rappresenta una Mercedes-Benz G-Class Long (W460) del 1980 in scala 1:18. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eÈ realizzato in metallo pressofuso e presenta dettagli accurati, inclusi interni ben rifiniti e una colorazione in rosso scuro. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto modello è ideale per collezionisti appassionati di automobili classiche e di alta qualità.\u003c\/p\u003e","brand":"Minichamps","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256381444480,"sku":"155038102","price":119.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/86282.jpg?v=1781752236"},{"product_id":"mercedes-benz-l-608-d1980-blue-1-43","title":"Mercedes-Benz L 608 D1980 Blue 1:43","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eMercedes-Benz L 608 D1980 Blue 1:43 (Ixo CLC571)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Mercedes-Benz T2 era un trasportatore prodotto da Daimler-Benz.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl T2 è anche conosciuto come il \"trasportatore di Düsseldorf\", poiché è stato costruito a Düsseldorf a partire dal 1967.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa terza serie, costruita a partire dal 1996 a Ludwigsfelde, è stata marchiata Mercedes-Benz Vario.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAlcuni T2 sono stati assemblati da Mercedes-Benz España nel loro stabilimento di assemblaggio di Alcobendas.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer l'Argentina, i primi prodotti T2 sono l'L 608 D dal 1969 al 1990.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIxo Models ci propone la versione carroattrezzi per assistenza stradale in scala 1:43\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eModello su base in plastica e teca in plexiglass\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMercedes-Benz L 608 D1980 Blue 1:43\u003c\/p\u003e","brand":"IXO Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256385114496,"sku":"CLC571","price":39.96,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/84111.jpg?v=1781750120"},{"product_id":"mercedes-benz-r107-500-sl-amg-1986-signal-red-118","title":"Mercedes-Benz R107 500 SL AMG 1986 Signal Red 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eMercedes-Benz R107 500 SL AMG 1986 Signal Red 1:18 (Ottomobile OT962)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto modello non è il più famoso in Europa... ed è normale visto che la R107 era destinata principalmente al mercato americano. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl 60% della produzione è stato venduto negli Stati Uniti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione americana della R107 è già un mostro a quattro ruote, ma quando passa nelle mani di AMG, la bestia diventa una bestia. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUna belva che sviluppa 385 cv contro i 227 cv della versione base americana. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAbbastanza per attirare molti amanti del brivido... incluso un certo Michael Schumacher! \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn rosso, questa Roadster potrebbe quasi essere scambiata per una Ferrari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOttomobile celebra questa splendida vettura in scala 1:18 in edizione limitata \u003c\/p\u003e","brand":"Ottomobile","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256385737088,"sku":"OT962","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/71219.jpg?v=1781740079"},{"product_id":"peugeot-104-s-1981-ibis-blue-1-18","title":"Peugeot 104 S 1981 Ibis Blue 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003ePeugeot 104 S 1981 Ibis Blue 1:18 (Norev 184903)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Peugeot 104 era una piccola vettura prodotta e venduta in molti paesi europei dalla casa automobilistica francese Peugeot dal 1972 al 1983 \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 104, prima vera utilitaria prodotta dalla Peugeot, stabilì subito un primato, ossia quello di essere la vettura a 4 porte più piccola del mondo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNon solo, ma gli obiettivi che i progettisti si erano prefissati in fatto di abitabilità interna furono raggiunti pienamente: la 104 trovava uno dei suoi migliori punti di forza\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eproprio in tale aspetto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAltri pregi stavano nella sua maneggevolezza e nella sua tenuta di strada, dovuta ad una impeccabile progettazione del telaio, ma anche al peso a vuoto decisamente ridotto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInoltre, la visibilità era più che soddisfacente e permetteva di valutare efficacemente gli spazi in fase di manovra.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1976 venne introdotta la nuova 104 GL caratterizzata sottopelle dalla presenza del nuovo motore XW3 da 1124 cm³\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa GL6 non fu l'unica novità nella gamma della 104: sempre nel 1976 venne infatti introdotta la 104 SL, caratterizzata da tutta quella dotazione fino a quel momento\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eriservata alla serie Z, vale a dire il tergicristallo a due velocità, la moquette sul pavimento, plancia e strumentazione specifica, sbrinalunotto, cinture di sicurezza anteriori,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eaccendisigari, ecc.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEsternamente la GL6 e la SL si riconoscevano per i grandi fari anteriori ripresi pari pari dalle versioni a 3 porte e per i nuovi paraurti anteriori che integravano gli indicatori di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edirezione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione di base GL mantenne invece i vecchi fari quadrati di dimensioni minori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTante furono le novità per il 1976 quanto poche furono quelle dell'anno seguente, almeno per la berlina: il 1977 ha visto infatti semplicemente l'arrivo dei sedili anteriori con\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eschienale regolabile, di serie sulla SL, optional sulla GL6 e non previsti per la GL.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNovità un po' più consistenti per la serie Z, con l'arrivo di una versione da competizione e di una versione commerciale, ma anche di nuovi fari posteriori più grandi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNorev ci presenta la replica fedele del modello in scala 1:18 Peugeot 104 S 1981 Ibis Blue 1:18\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Norev","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256454484352,"sku":"184903","price":79.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/80947.jpg?v=1781747487"},{"product_id":"pontiac-trans-am-1978-firebird-black-gold-1-18","title":"Pontiac Trans Am 1978 Firebird Black Gold 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003ePontiac Trans Am 1978 Firebird Black Gold 1:18 (Maisto 31464BK) \u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Pontiac Firebird è un'autovettura, della categoria pony, costruita dalla Pontiac, divisione della General Motors, in quattro serie tra il 1967 e il 2002.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ stata introdotta nello stesso anno della cugina Chevrolet Camaro, con cui condivide la piattaforma. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1967 uscì anche la Mercury Cougar, che condivide la sua piattaforma con un'altra auto della categoria pony, la Ford Mustang.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa prima generazione è stata prodotta dal 1967 al 1969, la seconda dal 1970 al 1981, la terza dal 1982 al 1992 e la quarta, nonché ultima, serie dal 1993 al 2002.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1970 venne creata la seconda versione della Firebird. Rispetto alla generazione precedente, la vettura aveva una linea più pulita ed aerodinamica. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1974, per adeguarsi nuovamente alle leggi sulla circolazione stradale, la carrozzeria della Firebird viene modificata introducendo un frontale in fibra di vetro a forma di cuneo e paraurti in plastica. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'intera gamma dei motori venne depotenziata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1975 la Firebird venne nuovamente modificata esteticamente tanto da implementare un nuovo frontale più pulito e un lunotto posteriore che permetteva una maggiore visibilità. Fu l'unica pony car prodotta in quell'anno, in quanto la produzione delle sue potenziali concorrenti era stata arrestata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1976 la Trans-Am venne aggiornata con un nuovo frontale reso più spigoloso e da una nuova livrea speciale bianco-oro.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1977 si ebbero numerose modifiche per quanto riguarda i propulsori disponibili e il design della sezione frontale della vettura subì un ulteriore aggiornamento. Il successo di questa versione fece incrementare notevolmente le vendite nel 1978, tanto da far introdurre numerose versioni speciali.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1979 fu effettuato l'ennesimo restyling per la parte frontale e diversi altri elementi della vettura. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer festeggiare il decennale della creazione della Trans-Am ne venne realizzata una speciale versione con colorazione argentata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMaisto celebra questa vettura divenuta iconica in numerosi film in scala 1:18 in diecast con aperture in edizione limitata\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Maisto","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256492921216,"sku":"31464BK","price":59.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/85466.jpg?v=1781751446"},{"product_id":"vespa-50-n-1969-acqua-marina-blue-1-18","title":"Vespa 50 N 1969 Acqua Marina Blue 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eVespa 50 N 1969 Acqua Marina Blue 1:18 (Norev 182081)\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e\u003cem\u003eL’eleganza della semplicità: Vespa 50 N\u003c\/em\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eNel cuore dell’Italia anni Sessanta nasceva la Vespa 50 N, una versione compatta e giovanile dello scooter Piaggio, pensata per rispondere alle nuove normative che permettevano ai minorenni di guidarla senza patente.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eQuesto modello divenne subito un cult tra i più giovani e un’icona pop del design italiano. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eNella bellissima colorazione Acqua Marina Blue, questa riproduzione cattura tutto il fascino vintage di una Vespa che ha segnato un’epoca.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto scooter emblematico, riconoscibile in tutto il mondo come la Fiat 500, incarna l'essenza del design italiano.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEquipaggiato con un motore monocilindrico da 50 cc, questo ciclomotore era accessibile a partire dai 14 anni, offrendo l'ambita autonomia. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e\u003cem\u003eDettagli del modello Norev in scala 1:18\u003c\/em\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eRealizzata da Norev, questa miniatura in scala 1:18 rappresenta con cura e precisione la Vespa 50 N del 1969.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eLa verniciatura Acqua Marina è fedele alle tonalità originali Piaggio, mentre i dettagli cromati, i cerchi, la sella e il manubrio riprendono fedelmente lo stile dell’epoca. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eIdeale sia per collezionisti di due ruote sia per appassionati di design retrò.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa fedele miniatura riproduce alcuni dettagli come il cavalletto mobile, il manubrio direzionale, i cerchi caratteristici e la ruota di scorta. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl realismo del modello cattura così lo spirito di un'epoca in cui la Vespa simboleggiava l'avventura e l'indipendenza su due ruote.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eCaratteristiche Tecniche\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eScala: 1:18\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eModello: Vespa 50 N\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eAnno: 1969\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eColore: Acqua Marina Blue\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eProduttore: Norev\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eCodice prodotto: 182081\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eMateriale: Metallo pressofuso e plastica\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eDettagli: Verniciatura accurata, sella scolpita, specchietto laterale, ruote dettagliate\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003ePackaging: Confezione finestrata da esposizione\u003c\/span\u003e\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e\u003cem\u003ePerché inserirla nella tua collezione\u003c\/em\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eLa Vespa 50 N è molto più di uno scooter: è uno dei simboli più autentici del boom economico italiano e della dolce vita urbana. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eQuesto modello firmato Norev è una perfetta riproduzione per chi desidera portare un pezzo di storia italiana nella propria collezione.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e\u003cem\u003eOrdina subito\u003c\/em\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eNon perdere l’occasione di aggiungere alla tua vetrina la Vespa 50 N in colorazione Acqua Marina. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003eClicca su \"Aggiungi al carrello\" e vivi il fascino di un’Italia che viaggia in Vespa.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan class=\"text-o-color-5\"\u003e​\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Norev","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58257035657600,"sku":"182081","price":24.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/87056.jpg?v=1781752848"},{"product_id":"volkswagen-vw-t2-1968-pick-up-custom-performance-shop-green-metallic-1-18","title":"Volkswagen VW T2 1968 Pick-Up \"Custom Performance Shop\" Green Metallic 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eVolkswagen VW T2 1968 Pick-Up \"Custom Performance Shop\" Green Metallic 1:18 (Solido 1809401)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Volkswagen Kombi fu un veicolo utilitario che caratterizzò varie epoche nei vari allestimenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRobusto ed al tempo stesso di un utilizzo facile e versatile, divenne il compagno ideale nel lavoro,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003enelle vacanze, per la famiglia, per gli yuppies.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eUn simbolo universale per una vita facile, il suo stile inimitabile non è mai passato di moda\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa Volkswagen T2, fratellino della T1, è un'icona automobilistica. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eCome molte auto iconiche e popolari, è stata trattata con molte personalizzazioni. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQui, un garage si è divertito a dare alla T2 un look low-rider. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eCon questo verde mela, questo pick-up non passa di certo inosservato!\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eDotato di un motore posteriore a quattro cilindri raffreddato ad aria, viene proposto da Solido in scala 1:18 \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003enella versione T2 pick up\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eIconico ed inimitabile.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Solido","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58257092149632,"sku":"1809401","price":49.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/71591.jpg?v=1781740468"},{"product_id":"citroen-dyane-6-1983-colorado-beige-1-18","title":"Citroen Dyane 6 1983 Colorado Beige 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eCitroen Dyane 6 1983 Colorado Beige 1:18 (Norev 181617)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA metà degli anni '60, le vendite della Citroën 2CV risentono dell'arrivo del concorrente della Renault, la R4.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSi decide di reagire ordinando un'evoluzione profonda del Deuche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl Dyane trova il suo nome nel catalogo delle denominazioni disponibili a Panhard, appena acquistato dal marchio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eHa un portellone posteriore, come il suo rivale, i moderni proiettori integrati sulle ali e un doppio motore derivato da quello che equipaggia il resto della gamma.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eDestinato a succedere alla 2CV morirà prima di esso, con la fine del suo marketing nel 1983.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eModello in metallo con aperture ed interni coordinati con la carrozzeria\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1964, le vendite dell'iconica Citroën 2 CV erano in calo, superate dalla Renault 4. Citroën rispose creando la Dyane, utilizzando la linea di produzione della 2 CV per tagliare i costi. Se la Dyane avesse avuto successo, la 2 CV avrebbe potuto essere sostituita. Tuttavia, il nuovo modello doveva mantenere le dimensioni della 2 CV, in particolare in larghezza. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesto modello Norev in scala 1:18 altamente dettagliato presenta quattro aperture funzionali: portellone posteriore, portiere anteriori e cofano. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl motore da 602 cc con un carburatore a doppio corpo e un sofisticato sistema di aspirazione dell'aria è visibile sotto il cofano.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCitroën Dyane 1978 Beige Opale métallisé 1:18 con tettuccio aperto ma con il tettuccio chiuso applicabile a seconda del gradimento\u003c\/p\u003e","brand":"Norev","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58289519264128,"sku":"181617","price":79.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/85535_31e46a88-f3a7-4007-a51c-6ac88b518346.jpg?v=1781797662"}],"url":"https:\/\/www.e-sco.com\/collections\/leggende-in-scala.oembed?page=2","provider":"e-sco","version":"1.0","type":"link"}