{"title":"Mitica Scale Models","description":"\u003cp\u003eMitica Scale Models è la novità italiana nel mondo del modellismo statico,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMarchio di proprietà di Carmodel il più grande sito italiano di modellismo\u003c\/p\u003e","products":[{"product_id":"alfa-romeo-145-16-boxer-1995-metallic-green-1-18","title":"Alfa Romeo 145 1.6 Boxer 1995 Metallic Green 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo 145 1.6 Boxer 1995 Metallic Green 1:18 (Mitica MITICA100041)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'Alfa Romeo 145 è una autovettura compatta, prodotta dal 1994 al 2001 nello stabilimento di Pomigliano d'Arco, in Campania, come sostituta dell'Alfa Romeo 33.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer sostituire la 33 vennero presentati due modelli distinti: l'Alfa Romeo 145, una berlina 3 porte 2 volumi che nel suo primo anno di vita venne prodotta assieme alla 33, e l'Alfa Romeo 146, una berlina 5 porte e 2 volumi e mezzo, che con la sua uscita nel 1995 sancì il definitivo pensionamento del modello precedente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 145 venne svelata al pubblico nel luglio 1994 dall’allora amministratore delegato del Gruppo Fiat Paolo Cantarella. Le vendite partirono dal 9 settembre dello stesso anno.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 145 aveva una linea sportiva, grazie al disegno di Chris Bangle ed era basata sul pianale Tipo 2 sviluppato dal Gruppo Fiat per tutti i veicoli di segmento C come la Fiat Tipo e la Lancia Delta seconda serie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eInizialmente i motori furono i boxer derivati dalla 33 con cilindrata 1351 cm³, 1596 cm³ e 1712 cm³, quest'ultimo con distribuzione a sedici valvole.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl motore di 1596 cm³ era una versione inedita e unica del famoso e collaudato boxer Alfa Romeo, ottenuta con la riduzione dell'alesaggio del 1712 cm³ a otto valvole.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLo schema meccanico risultava semplice e raffinato allo stesso tempo: motore longitudinale (per le versioni Boxer) o trasversale (per le versioni diesel o Twin Spark) con cambio in blocco e sospensioni a 4 ruote indipendenti del tipo MacPherson all'anteriore e a bracci tirati al posteriore connessi da barra stabilizzatrice. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVeniva costruita nello stabilimento di Pomigliano d'Arco.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 1997 i motori boxer vennero sostituiti dai Twin Spark Pratola Serra, più adeguati in termini di coppia motrice alla massa della vettura e più parchi nei consumi, e nel 1999 il Turbodiesel a iniezione indiretta da 90 CV venne sostituito dal nuovo JTD a iniezione diretta Common Rail, già visto su altri modelli del gruppo Fiat. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl motore Twin Spark di 1970 cm³ e 150 CV, già usato in altre vetture dell'Alfa Romeo del periodo come la GTV e la Spider, equipaggiava la versione Quadrifoglio, che rappresentava il modello di punta della gamma 145; dotata di assetto sportivo, freni maggiorati, e particolari estetici come le minigonne e i cerchi in lega da 15 pollici di disegno specifico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNell'autunno 2000 venne introdotta nel mercato l'Alfa Romeo 147 che però non sostituì immediatamente la 145: quest'ultima rimase sul mercato fino alla fine del 2001\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMitica produzione del gruppo Carmodel ci presenta per la prima volta questo modello in scala 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214035652992,"sku":"MITICA100041","price":149.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/71923.jpg?v=1781740603"},{"product_id":"alfa-romeo-166-30-v6-1998-black-interni-rosso-1-18","title":"Alfa Romeo 166 3.0 V6 1998 Black - interni Rosso 1:18","description":"\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo 166 3.0 V6 1998 Black - interni Rosso 1:18 (Mitica 200033-D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'Alfa Romeo 166 è un'autovettura berlina 3 volumi appartenente al segmento E, prodotta dal 1998 al 2007 in quasi 100.000 esemplari dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIdentificata col codice prodotto 936, rimase a listino sino al primo trimestre del 2008 poiché gli ultimi stock di vetture furono esauriti nel corso dell'anno. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIn quasi nove anni di produzione ha subito un restyling principale presentato al salone dell'automobile di Ginevra nel marzo del 2003; \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eè da considerarsi come l'ultima ammiraglia dell'Alfa Romeo, in quanto non è mai stata sostituita da nessun modello nella stessa fascia di mercato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSostituisce l'Alfa Romeo 164, ponendosi in diretta concorrenza con modelli quali l'Audi A6, la BMW Serie 5, la Jaguar S-Type, la Mercedes-Benz Classe E e la Saab 9-5.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl design, opera del Centro Stile Alfa Romeo, è definito Low Style per il basso profilo della parte anteriore della carrozzeria. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTutta la vettura risulta caratterizzata da una linea a cuneo che converge fino ad arrivare alla coda, piuttosto massiccia. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQueste scelte hanno permesso di ottenere una bassa resistenza aerodinamica che garantisce una maggiore sensazione di guida e minori consumi di carburante.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLo scudetto centrale cromato garantisce un tocco di eleganza e i gruppi ottici sottili garantiscono continuità alla piccola calandra sdoppiata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAlla fine degli anni ’90 l’Alfa Romeo godette di grande successo con la 156, ed era giunto il momento di sostituire anche la berlina maggiore, ossia la 164. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa nuova vettura, denominata 166, venne presentata a Madrid nell’estate del 1998. Si trattava di una vettura larga, bassa e dalle linee slanciate. Il telaio era in acciaio e derivava da quello della 164: le sospensioni anteriori erano ora a quadrilatero alto e al posteriore faceva la propria apparizione il multilink. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCiò permetteva un comportamento su strada sicuro, sportivo e divertente. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 166 confermò i contenuti tecnici della 164 con cinque motorizzazioni, fra cui vi erano alcune unità derivate dalla 156 (2.0 TS, 2.5 24V e 2.4 JTD) e altre due di punta, ossia il 2.0 V6 Turbo da 205cv e il 3.0 V6 24v da 226cv. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eForse la trazione anteriore costituì un limite per molti appassionati, così come il disegno del frontale, da alcuni giudicato poco aggressivo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSia come sia, nel 2003 il restyling della vettura portò a un muso dalle caratteristiche più decise, che alterò però il concetto pensato originariamente da Walter De Silva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMalgrado i quasi 20 anni di storia, il motore V6 di 60° conservava ancora validissime caratteristiche; nella versione da 2.5 e da 3 litri venne montato sulla 166; la configurazione da 2.5 litri era quella classica, mentre quella da 3 litri era stata utilizzata per la prima volta nel 1987, sulla 75. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 3.0i V6 24v Super era la vettura di punta della gamma 166.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl suo V6 aveva una cilindrata di 2959cc con ben 226cv di potenza. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 2003 fu introdotta una versione da 3179cc, ottenuta aumentando sia l’alesaggio sia la corsa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEccola per la prima volta riprodotta dal marchio Mitica in edizione limitata ed in scala 1:18 con l'apertura degli sportelli anteriori\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAlfa Romeo 166 3.0 V6 1998 Black - interni Rosso 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214254412160,"sku":"200033-D","price":89.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/84450.jpg?v=1781750467"},{"product_id":"alfa-romeo-166-30-v6-1998-red-interior-black-1-18","title":"Alfa Romeo 166 3.0 V6 1998 Red - interior Black 1:18","description":"\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo 166 3.0 V6 1998 Red - interior Black 1:18 (Mitica 200031-D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'Alfa Romeo 166 è un'autovettura berlina 3 volumi appartenente al segmento E, prodotta dal 1998 al 2007 in quasi 100.000 esemplari dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIdentificata col codice prodotto 936, rimase a listino sino al primo trimestre del 2008 poiché gli ultimi stock di vetture furono esauriti nel corso dell'anno. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIn quasi nove anni di produzione ha subito un restyling principale presentato al salone dell'automobile di Ginevra nel marzo del 2003; \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eè da considerarsi come l'ultima ammiraglia dell'Alfa Romeo, in quanto non è mai stata sostituita da nessun modello nella stessa fascia di mercato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSostituisce l'Alfa Romeo 164, ponendosi in diretta concorrenza con modelli quali l'Audi A6, la BMW Serie 5, la Jaguar S-Type, la Mercedes-Benz Classe E e la Saab 9-5.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl design, opera del Centro Stile Alfa Romeo, è definito Low Style per il basso profilo della parte anteriore della carrozzeria. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTutta la vettura risulta caratterizzata da una linea a cuneo che converge fino ad arrivare alla coda, piuttosto massiccia. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQueste scelte hanno permesso di ottenere una bassa resistenza aerodinamica che garantisce una maggiore sensazione di guida e minori consumi di carburante.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLo scudetto centrale cromato garantisce un tocco di eleganza e i gruppi ottici sottili garantiscono continuità alla piccola calandra sdoppiata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAlla fine degli anni ’90 l’Alfa Romeo godette di grande successo con la 156, ed era giunto il momento di sostituire anche la berlina maggiore, ossia la 164. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa nuova vettura, denominata 166, venne presentata a Madrid nell’estate del 1998. Si trattava di una vettura larga, bassa e dalle linee slanciate. Il telaio era in acciaio e derivava da quello della 164: le sospensioni anteriori erano ora a quadrilatero alto e al posteriore faceva la propria apparizione il multilink. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCiò permetteva un comportamento su strada sicuro, sportivo e divertente. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 166 confermò i contenuti tecnici della 164 con cinque motorizzazioni, fra cui vi erano alcune unità derivate dalla 156 (2.0 TS, 2.5 24V e 2.4 JTD) e altre due di punta, ossia il 2.0 V6 Turbo da 205cv e il 3.0 V6 24v da 226cv. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eForse la trazione anteriore costituì un limite per molti appassionati, così come il disegno del frontale, da alcuni giudicato poco aggressivo. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSia come sia, nel 2003 il restyling della vettura portò a un muso dalle caratteristiche più decise, che alterò però il concetto pensato originariamente da Walter De Silva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMalgrado i quasi 20 anni di storia, il motore V6 di 60° conservava ancora validissime caratteristiche; nella versione da 2.5 e da 3 litri venne montato sulla 166; la configurazione da 2.5 litri era quella classica, mentre quella da 3 litri era stata utilizzata per la prima volta nel 1987, sulla 75. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 3.0i V6 24v Super era la vettura di punta della gamma 166.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl suo V6 aveva una cilindrata di 2959cc con ben 226cv di potenza. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 2003 fu introdotta una versione da 3179cc, ottenuta aumentando sia l’alesaggio sia la corsa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEccola per la prima volta riprodotta dal marchio Mitica in edizione limitata ed in scala 1:18 con l'apertura degli sportelli anteriori\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214254444928,"sku":"200031-D","price":89.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/84444_11b174ee-f11b-482f-aebb-b7fdeb313264.jpg?v=1781750456"},{"product_id":"alfa-romeo-166-30-v6-1998-rosso-proteo-metallizzato-interni-beige-1-18","title":"Alfa Romeo 166 3.0 V6 1998 Rosso Proteo Metallizzato - interni Beige 1:18","description":"\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo 166 3.0 V6 1998 Rosso Proteo Metallizzato - interni Beige 1:18 (Mitica 200032-D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'Alfa Romeo 166 è un'autovettura berlina 3 volumi appartenente al segmento E, prodotta dal 1998 al 2007 in quasi 100.000 esemplari dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIdentificata col codice prodotto 936, rimase a listino sino al primo trimestre del 2008 poiché gli ultimi stock di vetture furono esauriti nel corso dell'anno. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIn quasi nove anni di produzione ha subito un restyling principale presentato al salone dell'automobile di Ginevra nel marzo del 2003; \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eè da considerarsi come l'ultima ammiraglia dell'Alfa Romeo, in quanto non è mai stata sostituita da nessun modello nella stessa fascia di mercato.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSostituisce l'Alfa Romeo 164, ponendosi in diretta concorrenza con modelli quali l'Audi A6, la BMW Serie 5, la Jaguar S-Type, la Mercedes-Benz Classe E e la Saab 9-5.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl design, opera del Centro Stile Alfa Romeo, è definito Low Style per il basso profilo della parte anteriore della carrozzeria. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTutta la vettura risulta caratterizzata da una linea a cuneo che converge fino ad arrivare alla coda, piuttosto massiccia. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQueste scelte hanno permesso di ottenere una bassa resistenza aerodinamica che garantisce una maggiore sensazione di guida e minori consumi di carburante.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLo scudetto centrale cromato garantisce un tocco di eleganza e i gruppi ottici sottili garantiscono continuità alla piccola calandra sdoppiata.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAlla fine degli anni ’90 l’Alfa Romeo godette di grande successo con la 156, ed era giunto il momento di sostituire anche la berlina maggiore, ossia la 164. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa nuova vettura, denominata 166, venne presentata a Madrid nell’estate del 1998. Si trattava di una vettura larga, bassa e dalle linee slanciate. Il telaio era in acciaio e derivava da quello della 164: le sospensioni anteriori erano ora a quadrilatero alto e al posteriore faceva la propria apparizione il multilink. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eCiò permetteva un comportamento su strada sicuro, sportivo e divertente. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 166 confermò i contenuti tecnici della 164 con cinque motorizzazioni, fra cui vi erano alcune unità derivate dalla 156 (2.0 TS, 2.5 24V e 2.4 JTD) e altre due di punta, ossia il 2.0 V6 Turbo da 205cv e il 3.0 V6 24v da 226cv. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eForse la trazione anteriore costituì un limite per molti appassionati, così come il disegno del frontale, da alcuni giudicato poco aggressivo. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSia come sia, nel 2003 il restyling della vettura portò a un muso dalle caratteristiche più decise, che alterò però il concetto pensato originariamente da Walter De Silva.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMalgrado i quasi 20 anni di storia, il motore V6 di 60° conservava ancora validissime caratteristiche; nella versione da 2.5 e da 3 litri venne montato sulla 166; la configurazione da 2.5 litri era quella classica, mentre quella da 3 litri era stata utilizzata per la prima volta nel 1987, sulla 75. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 3.0i V6 24v Super era la vettura di punta della gamma 166.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eIl suo V6 aveva una cilindrata di 2959cc con ben 226cv di potenza. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eNel 2003 fu introdotta una versione da 3179cc, ottenuta aumentando sia l’alesaggio sia la corsa.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eEccola per la prima volta riprodotta dal marchio Mitica in edizione limitata ed in scala 1:18 con l'apertura degli sportelli anteriori\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eAlfa Romeo 166 3.0 V6 1998 Rosso Proteo Metallizzato - interni Beige 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214254936448,"sku":"200032-D","price":89.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/84447.jpg?v=1781750461"},{"product_id":"alfa-romeo-1750-berlina-1968-prugna-118","title":"Alfa Romeo 1750 Berlina 1968 Prugna 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eAlfa Romeo 1750 Berlina 1968 Prugna 1:18 (MITICA 200001-D)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo 1750 Berlina e la successiva \"2000 Berlina\", anche denominate \"1750\" e \"2000\", sono due modelli di automobile tre volumi a quattro porte, prodotti dalla casa milanese tra il 1968 e il 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePresentata ufficialmente al pubblico il 17 gennaio 1968, in occasione del Salone dell'automobile di Bruxelles, la \"1750\" ripropone i canoni tecnici della \"Giulia\", senza però\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eseguirne quelli stilistici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRispetto alla \"Giulia\", la \"1750 Berlina\" aumenta il passo di soli 6 cm, ma gli sbalzi anteriore e posteriore vengono aumentati, fino a raggiungere la lunghezza di 4,39 mt,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eguadagnando quei 25 cm in più che le consentono di aspirare ad una categoria superiore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSapientemente vestita da Bertone, nasce un'automobile dalle caratteristiche sportive nella guida, ma dall'aspetto sobrio ed elegante che ci si aspetta da una vettura di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003equesta classe.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa scocca autoportante mantiene la struttura differenziata a deformazione progressiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl blocco motore-cambio con trazione posteriore, raggiunge un ottimo equilibrio di funzionamento.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSarà l'ultimo modello Alfa Romeo dotato di questo schema che era stato iniziato con la \"Giulietta\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNei modelli successivi, a cominciare dall'\"Alfetta\", il cambio verrà spostato sul ponte posteriore, aumentando la stabilità, ma perdendo quella dolcezza di innesto dei rapporti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eche era il vanto delle vetture milanesi negli anni '50 e anni '60.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMitica marchio di Carmodel delizia nuovamente con questa ennesima chicca il pubblico di appassionati del marchio e non solo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEdizione Limitata Stampo unico con aperture e ruote sterzanti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214255427968,"sku":"MITICA 200001-D","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/62409.jpg?v=1781735851"},{"product_id":"alfa-romeo-1750-berlina-1969-bianco-118","title":"Alfa Romeo 1750 Berlina 1969 Bianco 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Bertone, nasce un'automobile dalle caratteristiche sportive nella guida, ma dall'aspetto sobrio ed elegante che ci si aspetta da una vettura di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003equesta classe.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa scocca autoportante mantiene la struttura differenziata a deformazione progressiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl blocco motore-cambio con trazione posteriore, raggiunge un ottimo equilibrio di funzionamento.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSarà l'ultimo modello Alfa Romeo dotato di questo schema che era stato iniziato con la \"Giulietta\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNei modelli successivi, a cominciare dall'\"Alfetta\", il cambio verrà spostato sul ponte posteriore, aumentando la stabilità, ma perdendo quella dolcezza di innesto dei rapporti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eche era il vanto delle vetture milanesi negli anni '50 e anni '60.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMitica marchio di Carmodel delizia nuovamente con questa ennesima chicca il pubblico di appassionati del marchio e non solo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEdizione Limitata Stampo unico con aperture e ruote sterzanti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214255460736,"sku":"MITICA 200003-D","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/62455.jpg?v=1781735865"},{"product_id":"alfa-romeo-1750-berlina-1969-verde-oliva-metallizzato-118","title":"Alfa Romeo 1750 Berlina 1969 Verde Oliva Metallizzato 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eAlfa Romeo 1750 Berlina 1969 Verde Oliva Metallizzato 1:18 (MITICA 200002-D)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo 1750 Berlina e la successiva \"2000 Berlina\", anche denominate \"1750\" e \"2000\", sono due modelli di automobile tre volumi a quattro porte, prodotti dalla casa milanese tra il 1968 e il 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePresentata ufficialmente al pubblico il 17 gennaio 1968, in occasione del Salone dell'automobile di Bruxelles, la \"1750\" ripropone i canoni tecnici della \"Giulia\", senza però\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eseguirne quelli stilistici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eRispetto alla \"Giulia\", la \"1750 Berlina\" aumenta il passo di soli 6 cm, ma gli sbalzi anteriore e posteriore vengono aumentati, fino a raggiungere la lunghezza di 4,39 mt,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eguadagnando quei 25 cm in più che le consentono di aspirare ad una categoria superiore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSapientemente vestita da Bertone, nasce un'automobile dalle caratteristiche sportive nella guida, ma dall'aspetto sobrio ed elegante che ci si aspetta da una vettura di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003equesta classe.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa scocca autoportante mantiene la struttura differenziata a deformazione progressiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl blocco motore-cambio con trazione posteriore, raggiunge un ottimo equilibrio di funzionamento.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSarà l'ultimo modello Alfa Romeo dotato di questo schema che era stato iniziato con la \"Giulietta\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNei modelli successivi, a cominciare dall'\"Alfetta\", il cambio verrà spostato sul ponte posteriore, aumentando la stabilità, ma perdendo quella dolcezza di innesto dei rapporti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eche era il vanto delle vetture milanesi negli anni '50 e anni '60.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMitica marchio di Carmodel delizia nuovamente con questa ennesima chicca il pubblico di appassionati del marchio e non solo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEdizione Limitata Stampo unico con aperture e ruote sterzanti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214255493504,"sku":"MITICA 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aveva inanellato una lunga e ininterrotta serie di successi commerciali nel settore\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edelle vetture berlina, coupé e spider di gamma medio-alta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDurante questo gravoso impegno, era stato abbandonato sia lo sviluppo, sia l'aggiornamento delle vetture di fascia alta, popolarmente denominate le \"Alfone\", rappresentate\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edalla gamma \"2000\/2600\", ultime e ormai obsolete derivazioni del modello \"1900\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa differenziazione produttiva attuata dall'Alfa Romeo e l'aumento dei costi di mano d'opera, rendevano antieconomica la produzione delle vetture di alta classe, realizzate\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econ metodi quasi artigianali, oltre che difficoltoso il continuo sviluppo tecnico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSostenere il confronto con case straniere come Mercedes e Jaguar, unicamente concentrate sulla produzione di tale tipologia di vetture, sarebbe risultato troppo oneroso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer contro, la casa del biscione non poteva, per motivi d'immagine, rinunciare totalmente a proporre vetture di prestigio che erano state per decenni il fiore all'occhiello della\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esua produzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInfine, oltre alle \"ragioni d'immagine\", occorre anche ricordare che il cosiddetto \"miracolo economico italiano\" aveva creato migliaia di piccoli imprenditori in grado di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esborsare le cifre necessarie per acquistare una vettura di classe superiore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTali clienti, in assenza di prodotti Alfa Romeo rispondenti alle loro aspirazioni, si erano rivolti ad altre aziende nazionali o estere.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel giugno 1971, a Gardone Riviera, viene presentata la gamma \"2000\", dotata del nuovo motore portato alla \"cilindrata europea\" di due litri\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa potenza sale a 132 CV  la velocità a oltre 190 Km\/h e il prezzo a L. 2.348.000.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNon si tratta di un adeguamento della potenza che, in effetti, era già più che sufficiente, ma di una seconda operazione commerciale per entrare nella cilindrata europea dei\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\"due litri\", dove BMW e Lancia stavano ottenendo buoni risultati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePur restando simile alla \"1750\" nella sostanza tecnica, la \"2000 Berlina\" riceve una miriade di piccole modifiche volte a ridurre la sportività della vettura, nel tentativo di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003erenderla adatta a una fascia di acquirenti sempre più vasta, che ricerca soprattutto vetture dotate di comfort e ben rifinite, anche se di intonazione sportiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSeguendo questa linea di mercato, gli interni risultano decisamente migliorati nella conformazione dei sedili e nella fattura di sellerie e tappezzerie, con ampio utilizzo di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emoquette e velluti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePiù ampia e completa la strumentazione, con grafica più ricercata e regolazione della luminosità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura restò in produzione fino al 1976, con l'uscita dal listino nei primi mesi del 1977, quando il prezzo di vendita aveva abbondantemente superato i 5 milioni di lire,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eper effetto dell'inflazione galoppante verificatasi in Italia negli anni settanta e ottanta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMitica marchio di Carmodel celebra questa splendida vettura in edizione limitata in stampo chiuso con aperture sportelli e ruote sterzanti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSpecchietti inclusi nella confezione da applicare\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214256443776,"sku":"MITICA 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ininterrotta serie di successi commerciali nel settore\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edelle vetture berlina, coupé e spider di gamma medio-alta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDurante questo gravoso impegno, era stato abbandonato sia lo sviluppo, sia l'aggiornamento delle vetture di fascia alta, popolarmente denominate le \"Alfone\", rappresentate\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edalla gamma \"2000\/2600\", ultime e ormai obsolete derivazioni del modello \"1900\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa differenziazione produttiva attuata dall'Alfa Romeo e l'aumento dei costi di mano d'opera, rendevano antieconomica la produzione delle vetture di alta classe, realizzate\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econ metodi quasi artigianali, oltre che difficoltoso il continuo sviluppo tecnico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSostenere il confronto con case straniere come Mercedes e Jaguar, unicamente concentrate sulla produzione di tale tipologia di vetture, sarebbe risultato troppo oneroso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer contro, la casa del biscione non poteva, per motivi d'immagine, rinunciare totalmente a proporre vetture di prestigio che erano state per decenni il fiore all'occhiello della\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esua produzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eInfine, oltre alle \"ragioni d'immagine\", occorre anche ricordare che il cosiddetto \"miracolo economico italiano\" aveva creato migliaia di piccoli imprenditori in grado di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003esborsare le cifre necessarie per acquistare una vettura di classe superiore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTali clienti, in assenza di prodotti Alfa Romeo rispondenti alle loro aspirazioni, si erano rivolti ad altre aziende nazionali o estere.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel giugno 1971, a Gardone Riviera, viene presentata la gamma \"2000\", dotata del nuovo motore portato alla \"cilindrata europea\" di due litri\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa potenza sale a 132 CV  la velocità a oltre 190 Km\/h e il prezzo a L. 2.348.000.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNon si tratta di un adeguamento della potenza che, in effetti, era già più che sufficiente, ma di una seconda operazione commerciale per entrare nella cilindrata europea dei\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\"due litri\", dove BMW e Lancia stavano ottenendo buoni risultati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePur restando simile alla \"1750\" nella sostanza tecnica, la \"2000 Berlina\" riceve una miriade di piccole modifiche volte a ridurre la sportività della vettura, nel tentativo di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003erenderla adatta a una fascia di acquirenti sempre più vasta, che ricerca soprattutto vetture dotate di comfort e ben rifinite, anche se di intonazione sportiva.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSeguendo questa linea di mercato, gli interni risultano decisamente migliorati nella conformazione dei sedili e nella fattura di sellerie e tappezzerie, con ampio utilizzo di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emoquette e velluti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePiù ampia e completa la strumentazione, con grafica più ricercata e regolazione della luminosità.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa vettura restò in produzione fino al 1976, con l'uscita dal listino nei primi mesi del 1977, quando il prezzo di vendita aveva abbondantemente superato i 5 milioni di lire,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eper effetto dell'inflazione galoppante verificatasi in Italia negli anni settanta e ottanta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMitica marchio di Carmodel celebra questa splendida vettura in edizione limitata in stampo chiuso con aperture sportelli e ruote sterzanti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSpecchietti inclusi nella confezione da applicare\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214256902528,"sku":"MITICA 200005-D","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/62337.jpg?v=1781735836"},{"product_id":"alfa-romeo-alfa-156-20-twin-spark-1997-carabinieri-1-18","title":"Alfa Romeo Alfa 156 2.0 Twin Spark 1997 Carabinieri 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo Alfa 156 2.0 Twin Spark 1997 Carabinieri 1:18 (Mitica 200056-D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Alfa Romeo 156, presentata nel 1997, rappresenta uno dei modelli più importanti nella rinascita del marchio negli anni ’90. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDisegnata da Walter de Silva, la 156 introduce un linguaggio stilistico innovativo: linea filante, maniglie posteriori integrate nei montanti e un frontale aggressivo che reinterpreta in chiave moderna lo scudetto Alfa Romeo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotta da Alfa Romeo, la 156 2.0 Twin Spark è equipaggiata con il celebre quattro cilindri bialbero da 1.970 cc con doppia candela per cilindro. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCapace di erogare circa 155 CV, offre prestazioni brillanti unite a un comportamento dinamico preciso grazie allo schema sospensivo anteriore a quadrilateri alti, soluzione tecnica raffinata per il segmento.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa versione destinata ai Carabinieri è diventata nel tempo una delle più iconiche nel panorama automobilistico italiano. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLivrea blu con striscia rossa laterale, lampeggianti e allestimento specifico la rendono immediatamente riconoscibile. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 156 Carabinieri è stata protagonista sulle strade italiane per anni, simbolo di servizio e presenza istituzionale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOggi la 156 è considerata una youngtimer di grande interesse storico, mentre la versione Carabinieri rappresenta un soggetto particolarmente ricercato nel collezionismo tematico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello Mitica 200056-D riproduce la Alfa Romeo 156 2.0 Twin Spark 1997 Carabinieri in scala 1:18, con grande attenzione ai dettagli specifici dell’allestimento istituzionale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto da Mitica, il modello è realizzato in resina e a stampo chiuso (non apribile), garantendo linee pulite e finiture accurate.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche principali:\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003escala 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003erealizzazione in resina\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003emodello chiuso (non apribile)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eversione Carabinieri 1997\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003emotorizzazione 2.0 Twin Spark\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003elivrea istituzionale con dettagli fedeli\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eproduzione Mitica in tiratura limitata\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eUn modello ideale per collezioni dedicate alle auto delle Forze dell’Ordine italiane, alle Alfa Romeo anni ’90 e alle youngtimer istituzionali.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAlfa Romeo 156 2.0 Twin Spark 1997 Carabinieri 1:18 – Mitica 200056-D\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eAlfa Romeo 156 2.0 Twin Spark 1997\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eVersione Carabinieri ufficiale\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eScala 1:18 – modello in resina\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eLivrea istituzionale dettagliata\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eTiratura limitata Mitica\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eLa Alfa Romeo 156 Carabinieri 1:18 Mitica è un modello dal forte valore storico e simbolico. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUnisce il fascino della 156, protagonista della rinascita Alfa Romeo, alla livrea istituzionale che ha segnato un’epoca sulle strade italiane.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSu e-sco Modellismo, da oltre vent’anni selezioniamo modelli esclusivi e tematici, offrendo ai collezionisti prodotti accurati e in tiratura limitata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e👉 Acquistala ora e aggiungi alla tua collezione una delle Alfa Romeo più iconiche degli anni ’90 in versione istituzionale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214265651584,"sku":"200056-D","price":89.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/92799.jpg?v=1781750494"},{"product_id":"alfa-romeo-alfa-156-25-v6-24v-1997-nero-601-interni-rossi-1-18","title":"Alfa Romeo Alfa 156 2.5 V6 24V 1997 Nero 601 - interni Rossi 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo Alfa 156 2.5 V6 24V 1997 Nero 601 - interni Rossi 1:18  (Mitica 200053-D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eL'Alfa Romeo 156 è una berlina di segmento D prodotta dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 1997 al 2005. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eVenne sostituita nel 2005 dalla Alfa 159 e fu commercializzata anche nelle versioni Sportwagon (2000-2006) e Crosswagon (2003-2007)\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePer qualche appassionato del marchio, nei primi anni 1990 l'Alfa Romeo 155 aveva in qualche modo minato la reputazione della casa del biscione per quel che doveva essere l'aspetto dinamico di una vettura di Arese. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 155 veniva rimproverata, in particolare, di aver completamente abbandonato la trazione posteriore e di utilizzare parti meccaniche derivate dal gruppo Fiat.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eI vertici Fiat cercarono allora di realizzare una sostituta della 155 che potesse ritrovare quelle caratteristiche dinamiche che gli alfisti chiedevano; niente ritorno della trazione posteriore, comunque, ma certo una vettura che potesse diversificarsi e non poco dalle altre auto medie del gruppo. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSi decise di partire dal pianale Tipo II, ma di modificare molte parti in modo da ottenere una massa inferiore (struttura plancia in magnesio) e un comportamento dinamico superiore con sospensioni indipendenti posteriori derivate dalla Lancia Delta Integrale da rally. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSi arrivò, quindi, a definire il pianale Tipo II rev 3 da condividere con la più piccola 147, la GT e, con sospensioni differenti sia anteriori che posteriori, anche con la Lancia Lybra, che rimarrà nel tempo un'esclusiva Alfa Romeo. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eUna piattaforma dotata di sospensioni inedite a quattro ruote indipendenti, del tipo a quadrilatero alto all'anteriore e \"MacPherson evoluto\" al posteriore. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLo schema a quadrilatero alto riproduce il classico schema a quadrilatero, ma è adatto ad essere ospitato in telai originariamente concepiti per ospitare motori a disposizione trasversale e il solo MacPherson all'anteriore a causa dei minori ingombri trasversali. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesto fu il compromesso trovato dal gruppo Fiat, nella speranza di poter tornare a soddisfare quelle che erano le richieste di un mercato molto esigente quale quello che sempre si era rivolto alle vetture Alfa Romeo.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eFu sotto queste linee guida che al Salone di Francoforte del 1997 venne presentata la nuova berlina di segmento D, la quale ottenne subito un enorme numero di consensi sia da parte degli appassionati del marchio, sia da parte delle riviste specializzate. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eA riprova di questo, i numeri di vendita sopra ogni aspettativa (90 000 ordini solo nei primi 4 mesi di commercializzazione) e il titolo di Auto dell'anno 1998.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eSolo nel 2000 verrà poi lanciata la versione familiare della 156, denominata Sportwagon.La I serie (1997-2001)\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa 156 è un'auto caratterizzata da una linea particolarmente armoniosa e al tempo stesso aggressiva, che porta la firma di Walter de Silva.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eUna caratteristica particolare è data poi dallo spostamento delle maniglie delle portiere posteriori in una posizione integrata con i finestrini laterali, tale da renderne difficile l'individuazione ad un primo sguardo.\u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAnche gli interni portano in dote la stessa evoluzione stilistica degli esterni: linee molto morbide caratterizzano l'intera plancia e due grandi elementi circolari costituiscono il cruscotto di fronte al pilota. \u003c\/p\u003e\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eTre piccoli strumenti circolari presenti sulla plancia centrale seguono la tradizione della casa. Il volante, inedito, incorpora l'airbag (fino a quel momento di serie solo sulla più lussuosa 164), e la corona era disponibile in tre diversi materiali: schiumato, radica di mogano o pelle.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eL'ultimo modello della prima serie fu la Limited Edition; a listino tra il 2001 e il 2002, fu prodotta in colorazione azzurro gabbiano metallizzato solamente con le motorizzazioni 1.9 JTD 116 cv e 1.8 Twin Spark 140cv. \u003c\/p\u003e\u003cp\u003eQuesta versione presentava un allestimento quasi identico al Pack Sport 3 (il più completo dell'epoca): assetto ribassato, cerchi in lega da 16 pollici, minigonne, interni in pelle (sedili, volante, pomello cambio e pannelli porta), strumentazione con fondo nero e indicatori rossi, consolle centrale in effetto fibra di carbonio, quattro vetri elettrici e terzo appoggiatesta posteriore. \u003c\/p\u003e\u003cp\u003eSu richiesta era inoltre disponibile uno spoiler posteriore con terza luce di stop integrata.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eMitica ci lascia nuovamente a bocca aperta con questa splendida realizzazione in scala 1:18 in metallo con aperture ed in edizione limitata\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eAlfa Romeo Alfa 156 2.5 V6 24V 1997 Nero 601 - interni Rossi 1:18 \u003c\/p\u003e\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58214266110336,"sku":"200053-D","price":89.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/92796.jpg?v=1781750485"},{"product_id":"alfa-romeo-alfetta-20l-1978-avorio-1-18","title":"Alfa Romeo Alfetta 2.0L 1978 Avorio 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eAlfa Romeo Alfetta 2.0L 1978 Avorio 1:18 (Mitica 200011-D)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo Alfetta è una berlina sportiva di classe medio-alta prodotta tra il 1972 e il 1984 dalla casa milanese Alfa Romeo nello stabilimento di Arese.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePresentata nel maggio 1972, l'Alfetta fu senza dubbio una delle Alfa Romeo più innovative del dopoguerra.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEssa infatti pur rispondendo a tutti i canoni tipici del marchio rappresentava un deciso passo avanti rispetto ai modelli precedenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa sua linea, che avrebbe ispirato a lungo l'evoluzione di gamma, segnò un punto di rottura con il precedente stile Alfa Romeo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1977 anche l’Alfetta, dopo un anno dalla GTV, venne dotata del motore 2000cc.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFurono introdotte notevoli modifiche estetiche con calandra, fari e paraurti ridisegnati, così come le maniglie e i gruppi ottici posteriori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAll’inizio del luglio 1978 arrivò la versione 2000L  con un motore che presentava nuovi alberi a camme e un correttore pneumatico di anticipo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto riduceva i consumi e comportava anche un aumento della potenza di circa 8 cavalli.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA partire dal dicembre 1978, la 2000L fu disponibile anche con cambio automatico ZF.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa “L” restò in produzione fino al 1982, quando arrivò la 116.55F che conservava il motore 01655.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMitica marchio esclusivo di Carmodel ci presenta questa splendida vettura in scala 1:18 in edizione limitata\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255217033600,"sku":"200011-D","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/73970.jpg?v=1781742213"},{"product_id":"alfa-romeo-giulia-16-ti-1962-grigio-grafite-118","title":"Alfa Romeo Giulia 1.6 Ti 1962 Grigio Grafite 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo Giulia 1.6 Ti 1962 Grigio Grafite 1:18 (Mitica 200022-D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eL'Alfa Romeo Giulia Tipo 105 è un'autovettura prodotta dall'Alfa Romeo dal 1962 al 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eNata come erede della \"Giulietta\", è stata proposta in numerose varianti di carrozzeria, nelle tipologie berlina, coupé, cabriolet e spider.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eComplessivamente, in 15 anni, ne sono stati prodotti circa 1 milione di esemplari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eCiò ha reso la Giulia una delle vetture più vendute della storia dell'Alfa Romeo;\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa vettura, secondo le strategie dei vertici Alfa Romeo, doveva essere lanciata in concomitanza con l'inaugurazione del nuovo stabilimento di Arese, ma a causa dei continui ritardi nella consegna dello stesso, i primi esemplari di Giulia, che furono assemblati nel 1962, vennero realizzati interamente allo storico impianto milanese del Portello.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003ePoi, per circa 2 anni, si ebbe una curiosa fase di transizione durante la quale le scocche erano prodotte ad Arese, mentre la componentistica meccanica proveniva ancora dal Portello. Ciò fu possibile per la distanza dei due siti produttivi, che era di soli 15 chilometri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa prima vettura ad essere prodotta interamente ad Arese fu invece la Giulia GT del 1963.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eProdotta in numerose cilindrate e svariati allestimenti \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eL'Alfa Romeo Giulia TI Super, più nota come \"Giulia Quadrifoglio\", è una berlina sportiva prodotta dall'Alfa Romeo tra il 1963 e il 1964.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eSeguendo una moda nata negli USA con le gare Grand National Series, alla fine degli anni '50 iniziarono a comparire sulle piste europee vetture da competizione derivate da berline di serie o ad esse collegate dall'impiego di organi meccanici comuni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eTale soluzione, naturalmente, aveva lo scopo di conferire alle vetture della grande serie un'aura di sportività e potenza che incideva positivamente sulle scelte dei potenziali acquirenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eDopo l'enorme sforzo economico e tecnico per mettere in produzione la berlina media più potente e tecnologicamente avanzata sul mercato mondiale, l'Alfa Romeo non poteva certo veder vanificato il proprio impegno dalle vittorie di automobili ibride e, per contrastare la concorrenza, decise di realizzare la versione \"Tipo 105.16\" della \"Giulia\", da omologare sia per la normale circolazione, sia per le competizioni nella categoria \"Turismo\", come indicato dalla sigla \"TI\", acronimo di \"Turismo Internazionale\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eCostruita con cura artigianale negli opifici del Portello, la \"TI Super\" venne mostrata in anteprima, il 24 aprile 1963, a un folto gruppo di giornalisti italiani ed esteri, invitati a visitare il nuovo stabilimento di Arese, del quale era stato completato in quei giorni il primo lotto, con il trasferimento della linea produttiva del modello \"Giulia\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eApparentemente simile alla \"Giulia\" di grande serie, la \"Giulia TI Super\" era il frutto di un'elaborazione certosina, ma non radicale, dato che il modello di partenza possedeva una decisa impostazione sportiva, sia del corpo vettura, sia della meccanica, oltre a un livello tecnologico generale assai elevato per l'epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eIl lavoro di alleggerimento della carrozzeria era stato affidato alla Touring che provvide ad eliminare vari componenti e sostituirne altri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa variante maggiore consiste nelle portiere e nel cofano in alluminio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003ePer il cruscotto venne adottato quello più leggero della \"Giulia SS\", due spartani e avvolgenti sedili anteriori presero il posto della confortevole panchetta, le vetrature laterali posteriori e del lunotto furono sostituite da lastre di plexiglas fisse e i cerchi ruota in lamiera stampata vennero rimpiazzati da cerchioni in elektron prodotti dalla Campagnolo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003ePer diminuire ulteriormente il peso, furono eliminati i proiettori centrali, l'impianto di riscaldamento e altri piccoli particolari come i braccioli e il cassetto del vano porta guanti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eI paraurti e il sedile posteriore vennero lasciati perché necessari all'omologazione, ma potevano essere facilmente asportati prima dell'impiego in gara.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eAltrettanto improntate al risparmio furono le modifiche apportate alla meccanica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eIndecisi con quale colorazione presentarla, vennero verniciate due scocche della Giulia TI Super di rosso e di bianco : fu scelto di adottare il bianco per tutta la produzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eSi registra anche un esemplare di colore grigio, realizzato su ordinazione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eFurono costruite 178 Giulia TI Super nel 1963 e altre 323 nel 1964, per un totale di 501 vetture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eNonostante i molti decenni trascorsi e l'ampio utilizzo in massacranti competizioni, sono sopravvissuti una cinquantina di esemplari circa, gelosamente custoditi da collezionisti di tutti i continenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eUn esemplare bianco è esposto al Museo Storico Alfa Romeo, mentre l'esemplare rosso risulta di proprietà di un collezionista argentino e l'esemplare grigio è custodito al Museo Fratelli Cozzi di Legnano.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eAlfa Romeo Giulia 1.6 Ti 1962 Grigio Grafite 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255232434560,"sku":"200022-D","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/82334.jpg?v=1781742940"},{"product_id":"alfa-romeo-giulia-ti-1962-acqua-di-fonte-1-18","title":"Alfa Romeo Giulia Ti 1962 Acqua di Fonte 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo Giulia Ti 1962 Acqua di Fonte 1:18 (Mitica 200021-D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLanciata nel 1962, la Giulia Ti rappresenta una pietra miliare nella storia Alfa Romeo: prima berlina italiana ad abbinare prestazioni da sportiva e spazio da famiglia. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCon il suo motore 1.6 bialbero da oltre 90 CV, superava i 165 km\/h, un risultato straordinario per una berlina dell’epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMitica propone questo modello in scala 1:18 nella raffinata colorazione “Acqua di Fonte”, un azzurro chiaro elegante e d’altri tempi. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa riproduzione è dettagliata, con interni curati, componenti in plastica e metallo, e ruote sterzanti. \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUn omaggio perfetto a un’auto che ha fatto la storia delle strade italiane.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCaratteristiche principali:\u003c\/p\u003e\n\u003cul\u003e\n\u003cli\u003eScala 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eColore: Acqua di Fonte (azzurro pastello)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eInterni realistici e dettagliati\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eRuote sterzanti\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eModello statico in metallo pressofuso\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eProdotto da Mitica con licenza ufficiale Alfa Romeo\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\n\u003cp\u003eAlfa Romeo Giulia Ti 1962 Acqua di Fonte 1:18 – Mitica 200021-D\u003c\/p\u003e\n\u003col\u003e\n\u003cli\u003eReplica della Giulia Ti 1962 in scala 1:18\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eColore azzurro “Acqua di Fonte”\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eModello statico in metallo pressofuso\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eInterni curati e ruote sterzanti\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eProdotto da Mitica con licenza ufficiale Alfa Romeo\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ol\u003e\n\u003cp\u003eAlfa Romeo Giulia Ti 1962 Acqua di Fonte 1:18 – Mitica | e-sco Modellismo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAcquista ora su e-sco Modellismo e aggiungi un’icona alla tua vetrina!\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255243018624,"sku":"200021-D","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/89949.jpg?v=1781742946"},{"product_id":"alfa-romeo-giulia-ti-1963-polizia-milano-777-squadra-mobile-118","title":"Alfa Romeo Giulia Ti 1963 Polizia Milano 777 Squadra Mobile 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eAlfa Romeo Giulia Ti 1963 Polizia Milano 777 Squadra Mobile 1:18 (Mitica 200026-D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eL'Alfa Romeo Giulia Tipo 105 è un'autovettura prodotta dall'Alfa Romeo dal 1962 al 1977.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eNata come erede della \"Giulietta\", è stata proposta in numerose varianti di carrozzeria, nelle tipologie berlina, coupé, cabriolet e spider.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eComplessivamente, in 15 anni, ne sono stati prodotti circa 1 milione di esemplari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eCiò ha reso la Giulia una delle vetture più vendute della storia dell'Alfa Romeo;\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa vettura, secondo le strategie dei vertici Alfa Romeo, doveva essere lanciata in concomitanza con l'inaugurazione del nuovo stabilimento di Arese, ma a causa dei continui ritardi nella consegna dello stesso, i primi esemplari di Giulia, che furono assemblati nel 1962, vennero realizzati interamente allo storico impianto milanese del Portello.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003ePoi, per circa 2 anni, si ebbe una curiosa fase di transizione durante la quale le scocche erano prodotte ad Arese, mentre la componentistica meccanica proveniva ancora dal Portello. Ciò fu possibile per la distanza dei due siti produttivi, che era di soli 15 chilometri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa prima vettura ad essere prodotta interamente ad Arese fu invece la Giulia GT del 1963.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eProdotta in numerose cilindrate e svariati allestimenti \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eL'Alfa Romeo Giulia TI Super, più nota come \"Giulia Quadrifoglio\", è una berlina sportiva prodotta dall'Alfa Romeo tra il 1963 e il 1964.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eSeguendo una moda nata negli USA con le gare Grand National Series, alla fine degli anni '50 iniziarono a comparire sulle piste europee vetture da competizione derivate da berline di serie o ad esse collegate dall'impiego di organi meccanici comuni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eTale soluzione, naturalmente, aveva lo scopo di conferire alle vetture della grande serie un'aura di sportività e potenza che incideva positivamente sulle scelte dei potenziali acquirenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eDopo l'enorme sforzo economico e tecnico per mettere in produzione la berlina media più potente e tecnologicamente avanzata sul mercato mondiale, l'Alfa Romeo non poteva certo veder vanificato il proprio impegno dalle vittorie di automobili ibride e, per contrastare la concorrenza, decise di realizzare la versione \"Tipo 105.16\" della \"Giulia\", da omologare sia per la normale circolazione, sia per le competizioni nella categoria \"Turismo\", come indicato dalla sigla \"TI\", acronimo di \"Turismo Internazionale\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eCostruita con cura artigianale negli opifici del Portello, la \"TI Super\" venne mostrata in anteprima, il 24 aprile 1963, a un folto gruppo di giornalisti italiani ed esteri, invitati a visitare il nuovo stabilimento di Arese, del quale era stato completato in quei giorni il primo lotto, con il trasferimento della linea produttiva del modello \"Giulia\".\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eApparentemente simile alla \"Giulia\" di grande serie, la \"Giulia TI Super\" era il frutto di un'elaborazione certosina, ma non radicale, dato che il modello di partenza possedeva una decisa impostazione sportiva, sia del corpo vettura, sia della meccanica, oltre a un livello tecnologico generale assai elevato per l'epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eIl lavoro di alleggerimento della carrozzeria era stato affidato alla Touring che provvide ad eliminare vari componenti e sostituirne altri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eLa variante maggiore consiste nelle portiere e nel cofano in alluminio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003ePer il cruscotto venne adottato quello più leggero della \"Giulia SS\", due spartani e avvolgenti sedili anteriori presero il posto della confortevole panchetta, le vetrature laterali posteriori e del lunotto furono sostituite da lastre di plexiglas fisse e i cerchi ruota in lamiera stampata vennero rimpiazzati da cerchioni in elektron prodotti dalla Campagnolo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003ePer diminuire ulteriormente il peso, furono eliminati i proiettori centrali, l'impianto di riscaldamento e altri piccoli particolari come i braccioli e il cassetto del vano porta guanti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eI paraurti e il sedile posteriore vennero lasciati perché necessari all'omologazione, ma potevano essere facilmente asportati prima dell'impiego in gara.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eAltrettanto improntate al risparmio furono le modifiche apportate alla meccanica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eIndecisi con quale colorazione presentarla, vennero verniciate due scocche della Giulia TI Super di rosso e di bianco : fu scelto di adottare il bianco per tutta la produzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eSi registra anche un esemplare di colore grigio, realizzato su ordinazione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eFurono costruite 178 Giulia TI Super nel 1963 e altre 323 nel 1964, per un totale di 501 vetture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eNonostante i molti decenni trascorsi e l'ampio utilizzo in massacranti competizioni, sono sopravvissuti una cinquantina di esemplari circa, gelosamente custoditi da collezionisti di tutti i continenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eUn esemplare bianco è esposto al Museo Storico Alfa Romeo, mentre l'esemplare rosso risulta di proprietà di un collezionista argentino e l'esemplare grigio è custodito al Museo Fratelli Cozzi di Legnano.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eBellissime sono le livree delle forza dell'ordine come questa splendida Giulia nell'allestimento Squadra Mobile Milano\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"text-align:justify;\"\u003eAlfa Romeo Giulia Ti 1963 Polizia Milano 777 Squadra Mobile 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255243346304,"sku":"200026-D","price":99.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/82323.jpg?v=1781742929"},{"product_id":"ape-piaggio-p501-open-1979-blu-7210-con-vetrina-1-18","title":"Ape Piaggio P501 Open 1979 Blu 7210 con vetrina 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eApe Piaggio P501 Open 1979 Blu 7210 con vetrina 1:18 (Mitica 204003-D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Piaggio Ape a volte impropriamente chiamato Apecar dal nome del modello introdotto nel 1971 è un motocarro a tre ruote prodotto dalla Piaggio fin dal 1948, ritenuto un vero e proprio simbolo del design italiano nel mondo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNacque nel 1948, in un'Italia ancora stremata dalla guerra, in cui la carenza di mezzi di trasporto era evidente e molti non potevano permettersi l'acquisto di un mezzo a quattro ruote.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCosì, alla Piaggio venne l'idea di costruire un veicolo commerciale su tre ruote: un motofurgone derivato dai primi modelli dalla Vespa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe prime due serie erano costituite da una Vespa con asse posteriore a due ruote, che sosteneva il cassone.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eE in alcuni prospetti di vendita, come in taluni mercati, venne infatti pubblicizzato come VespaCar o TriVespa, venduta a circa 170.000 lire dell'epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Ape, dalla terza serie, acquisisce una struttura indipendente dalla Vespa, nonostante mantenga molti componenti in comune, come il manubrio e il cambio manuale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOggi l'Ape è costruita anche in India su licenza ed uno dei suoi utilizzi più caratteristici, nella versione \"Ape Calessino\", è quello di risciò motorizzato o di Tuk-tuk, che sono mezzi di trasporto pubblico ormai desueti in Italia, ma ancora molto diffusi nel sud est asiatico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1979 la piaggio presenta il modello Ape P: con motore di 175 cm³ e particolari vari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMitica ci presenta per la prima volta in scala 1:18 questo splendido modellino con aperture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePosizionato su base in plastica rimuovibile e con teca in plexiglass\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255304917376,"sku":"204003-D","price":69.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/82279.jpg?v=1781748598"},{"product_id":"ape-piaggio-p501-open-1979-giallo-texas-7210-con-vetrina-118","title":"Ape Piaggio P501 Open 1979 Giallo Texas 7210 con vetrina 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eApe Piaggio P501 Open 1979 Giallo Texas 7210 con vetrina 1:18 (Mitica 204001-D)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl Piaggio Ape a volte impropriamente chiamato Apecar dal nome del modello introdotto nel 1971 è un motocarro a tre ruote prodotto dalla Piaggio fin dal 1948, ritenuto un vero e proprio simbolo del design italiano nel mondo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNacque nel 1948, in un'Italia ancora stremata dalla guerra, in cui la carenza di mezzi di trasporto era evidente e molti non potevano permettersi l'acquisto di un mezzo a quattro ruote.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCosì, alla Piaggio venne l'idea di costruire un veicolo commerciale su tre ruote: un motofurgone derivato dai primi modelli dalla Vespa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe prime due serie erano costituite da una Vespa con asse posteriore a due ruote, che sosteneva il cassone.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eE in alcuni prospetti di vendita, come in taluni mercati, venne infatti pubblicizzato come VespaCar o TriVespa, venduta a circa 170.000 lire dell'epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Ape, dalla terza serie, acquisisce una struttura indipendente dalla Vespa, nonostante mantenga molti componenti in comune, come il manubrio e il cambio manuale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOggi l'Ape è costruita anche in India su licenza ed uno dei suoi utilizzi più caratteristici, nella versione \"Ape Calessino\", è quello di risciò motorizzato o di Tuk-tuk, che sono mezzi di trasporto pubblico ormai desueti in Italia, ma ancora molto diffusi nel sud est asiatico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1979 la piaggio presenta il modello Ape P: con motore di 175 cm³ e particolari vari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMitica ci presenta per la prima volta in scala 1:18 questo splendido modellino con aperture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePosizionato su base in plastica rimuovibile e con teca in 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evidente e molti non potevano permettersi l'acquisto di un mezzo a quattro ruote.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCosì, alla Piaggio venne l'idea di costruire un veicolo commerciale su tre ruote: un motofurgone derivato dai primi modelli dalla Vespa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe prime due serie erano costituite da una Vespa con asse posteriore a due ruote, che sosteneva il cassone.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eE in alcuni prospetti di vendita, come in taluni mercati, venne infatti pubblicizzato come VespaCar o TriVespa, venduta a circa 170.000 lire dell'epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Ape, dalla terza serie, acquisisce una struttura indipendente dalla Vespa, nonostante mantenga molti componenti in comune, come il manubrio e il cambio manuale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOggi l'Ape è costruita anche in India su licenza ed uno dei suoi utilizzi più caratteristici, nella versione \"Ape Calessino\", è quello di risciò motorizzato o di Tuk-tuk, che sono mezzi di trasporto pubblico ormai desueti in Italia, ma ancora molto diffusi nel sud est asiatico.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1979 la piaggio presenta il modello Ape P: con motore di 175 cm³ e particolari vari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMitica ci presenta per la prima volta in scala 1:18 questo splendido modellino con aperture.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePosizionato su base in plastica rimuovibile e con teca in plexiglass\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255306948992,"sku":"204002-D","price":69.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/82305.jpg?v=1781748610"},{"product_id":"fiat-850-familiare-serie-2-1970-carabinieri-1-18","title":"Fiat 850 Familiare Serie 2 1970 Carabinieri 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFiat 850 Familiare Serie 2 1970 Carabinieri 1:18 (Mitica 201014-D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Fiat 850 Familiare è una variante della serie Fiat 850, prodotta tra il 1964 e il 1976. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ stata progettata come una station wagon a sette posti con un focus sulla praticità e la versatilità. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Familiare presentava un motore da 843 cc con 34 cavalli, in seguito potenziato a 903 cc con 45 cavalli negli anni '70.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLe sue dimensioni compatte e il design efficiente la resero popolare sia per l'uso familiare che per scopi commerciali leggeri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAl Salone di Torino del 1964 venne presentato il prototipo di una Fiat 600 “Familiare”, una evoluzione stilistica ben riuscita della 600 Multipla, dal muso schiacciato e non più inclinato e con tre file di sedili. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa commercializzazione di questo veicolo iniziò nel maggio dell’anno successivo, con meccanica della 850, ossia motore tipo 100 G.000 da 843cc e 33cv. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAl Salone di Torino 1970 venne presentata la seconda serie, che al posto del motore da 850cc riceveva la nuova unità da 903cc. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa portata del Fiat 850 Familiare era di 7 persone + 70 kg nel bagagliaio oppure di 1 persona + 490 kg complessivi. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Fiat 850 Familiare venne rimpiazzata dal 900 T nel 1976, prodotto in ben undici configurazioni fino al 1979.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMitica presenta in pressofuso in scala 1:18 della Fiat 850 Familiare Carabinieri del 1970. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePresenta un esterno blu e bianco con un interno marrone. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesto pezzo da collezione è molto dettagliato, con portiere apribili, sospensioni e volanti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ un'edizione limitata, con solo 504 pezzi prodotti, il che lo rende un raro ritrovamento per i collezionisti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFiat 850 Familiare Serie 2 1970 Carabinieri 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255800009088,"sku":"201014-D","price":89.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/86525.jpg?v=1781752350"},{"product_id":"fiat-850-familiare-serie-2-1970-polizia-1-18","title":"Fiat 850 Familiare Serie 2 1970 Polizia 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFiat 850 Familiare Serie 2 1970 Polizia 1:18 (Mitica 201015-D)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Fiat 850 Familiare è una variante della 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meccanica della 850, ossia motore tipo 100 G.000 da 843cc e 33cv. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eAl Salone di Torino 1970 venne presentata la seconda serie, che al posto del motore da 850cc riceveva la nuova unità da 903cc. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa portata del Fiat 850 Familiare era di 7 persone + 70 kg nel bagagliaio oppure di 1 persona + 490 kg complessivi. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eLa Fiat 850 Familiare venne rimpiazzata dal 900 T nel 1976, prodotto in ben undici configurazioni fino al 1979.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eMitica presenta in pressofuso in scala della Fiat 850 Familiare Polizia del 1970. \u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003ePresenta un esterno azzurro chiaro con interni marroni\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eQuesto pezzo da collezione è molto dettagliato, con portiere apribili, sospensioni e volanti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp style=\"margin-bottom:0px;\"\u003eÈ un'edizione limitata, con solo 504 pezzi prodotti, il che lo rende un raro ritrovamento per i collezionisti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFiat 850 Familiare Serie 2 1970 Polizia 1:18\u003c\/p\u003e","brand":"Mitica Scale Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255800795520,"sku":"201015-D","price":89.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/86538.jpg?v=1781752356"}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/collections\/175.jpg?v=1781193092","url":"https:\/\/www.e-sco.com\/collections\/mitica-scale-models.oembed?page=2","provider":"e-sco","version":"1.0","type":"link"}