{"product_id":"alfa-romeo-arna-13-ti-1984-blanc-capodimonte-118","title":"Alfa Romeo Arna 1.3 TI 1984 Blanc Capodimonte 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eAlfa Romeo Arna 1.3 TI 1984 Blanc Capodimonte 1:18\u003c\/b\u003e\u003cstrong\u003e (Laudoracing LM151B)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Alfa Romeo Arna è una vettura acronimo di Alfa Romeo Nissan Auto berlina di segmento C, costruita dalla casa milanese in collaborazione con la Nissan e prodotta dal 1983 al 1987.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAlla fine degli anni settanta l'Alfa Romeo, a quel tempo di proprietà dell'IRI, decise di proporre una vettura a 2 volumi da affiancare all'Alfa Romeo Alfasud nella fascia di prezzo più bassa del segmento C allo scopo di inserirsi nel settore di mercato originato nel 1974 dal debutto della Volkswagen Golf, cui il Gruppo Fiat aveva risposto contrapponendo, con qualche anno di ritardo la Fiat Ritmo e altri gruppi generalisti avevano fatto con auto di simile impostazione che tanto successo stavano riscuotendo in tutta Europa in quegli anni, come Renault 14 o Talbot Horizon o come le nuove versioni compatte di Opel Kadett e Ford Escort.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePiuttosto che creare una vettura completamente nuova, operazione inattuabile per tempi e costi, la dirigenza Alfa optò per utilizzare, con alcune modifiche, le scocche di un'auto già in produzione, adattandole alla meccanica derivata dall'Alfasud.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa scelta cadde sul modello Nissan Pulsar N10, lanciato in Giappone nel maggio 1978 ed in Europa con il nome Cherry nel marzo 1979, anche se in realtà le scocche utilizzate sarebbero state quelle della successiva Nissan Pulsar N12, commercializzata dal 1983.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA tal fine venne stilato un accordo di associazione temporanea globale con la Nissan in base al quale fu costituita una nuova società con sede in Italia, la Alfa Romeo Nissan Automobili S.p.A.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa nuova unità produttiva fu impiantata in un apposito stabilimento costruito in tempi record a Pratola Serra, in provincia di Avellino, anche se parte del processo, relativo all'innesto della meccanica, fu terminato nello stabilimento dell'Alfasud a Pomigliano d'Arco.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa macchina definitiva risultò essere un'integrazione tecnica delle due vetture: carrozzeria, retrotreno, interni, plancia e sedili erano della Nissan, con qualche modifica minore. Il motore boxer 4 cilindri 1.2 da 63 cv, la trasmissione e l’avantreno erano quelli dell'Alfasud.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'impressione degli addetti ai lavori e del pubblico non fu positiva; il disegno della carrozzeria rimaneva infatti in larga parte quello decisamente convenzionale della Pulsar\/Cherry, peraltro commercializzata in quegli stessi anni da Nissan sia in Europa sia in Oriente, con alcuni esemplari presenti già in Italia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAnche gli interni, per quanto razionali e moderni, erano identici alla versione giapponese, eccetto il volante e il pomello del cambio, quindi con nessuna somiglianza stilistica rispetto al resto della gamma Alfa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGli sforzi dei progettisti italiani, volti a richiamare esteticamente il family feeling delle Alfa Romeo dei primi anni 1980, poterono esprimersi solo in maniera al quanto limitata e mirata sulle fanalerie e sulla mascherina anteriore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA complicare il quadro, a fronte dei ritardi del progetto Arna e alla necessità di garantire quote di produzione allo stabilimento di Pomigliano d'Arco, vi fu la decisione della dirigenza Alfa Romeo di realizzare una nuova vettura su meccanica e pianale dell'Alfasud ma di segmento superiore, la Alfa 33, che fu presentata al salone di Ginevra 1983, cioè addirittura sei mesi prima dell'Arna, e uscì sui mercati all'inizio del 1984, praticamente in contemporanea.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto modello, più brillante ed esteticamente riuscito, mise immediatamente in ombra la vettura italo-nipponica, sottraendole molti eventuali clienti interessati.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSul mercato, al momento del lancio l'Arna costava 9.980.000 lire per la versione L e 10.730.000 Lire per la SL.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI numeri di vendita evidenziarono subito uno scollamento fra le attese e l'effettiva domanda.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1984 che si rivelerà l'anno di maggiore successo vennero vendute sole 31.066 Arna, la metà di quanto stimato.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1985 le auto immatricolate si fermarono a 10.976.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuando, nel 1987, l'ultima Arna lasciò la catena di montaggio, erano state assemblate appena 53.047 scocche, molte delle quali rimasero a lungo invendute.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1987 - nonostante fossero stati commissionati alcuni studi per un restyling della vettura - la nuova dirigenza Fiat, nel frattempo subentrata ad IRI nel controllo dell'Alfa Romeo, decise lo stop immediato e definitivo della produzione, che avveniva in forte perdita, sia per i costi dello stabilimento che Fiat successivamente riconvertì nella produzione di motori, sia per il rialzo del valore dello yen, valuta con cui venivano pagati i lamierati e le componenti in Giappone.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl basso numero di esemplari venduti posizionò l'Arna fra gli insuccessi di vendita delle case automobilistiche.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'Arna è stata costruita nelle versioni L 3 porte ed SL 5 porte dotate della motorizzazione Alfasud base, ovvero del boxer 1.2 da 63 CV.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA queste, si affiancava la versione sportiva TI (3 porte) che, motorizzata con il più potente 1.3 da 86 CV, raggiungeva facilmente velocità superiori a 170 km\/h.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eArna L\u003cspan style=\"white-space:pre;\"\u003e \u003c\/span\u003edal 1983 al 1987\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eArna SL\u003cspan style=\"white-space:pre;\"\u003e \u003c\/span\u003edal 1983 al 1987\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eArna TI\u003cspan style=\"white-space:pre;\"\u003e \u003c\/span\u003edal 1984 al 1987\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal punto di vista prettamente tecnico, l'Arna presentava alcune novità rispetto al passato: il motore boxer, collaudato e revisionato aveva un cavallo in più della versione precedente garantiva prestazioni brillanti soprattutto sulla versione TI, mentre le dimensioni e il bilanciamento dell'auto assicuravano una tenuta di strada molto al di sopra degli standard delle concorrenti; al contrario, il cambio risultava poco fluido.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGli stessi lamierati Nissan, a struttura differenziata e trattati con metodo zincrometal, avevano in buona parte risolto gli annosi problemi di corrosione che avevano afflitto la precedente produzione Alfasud.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAnche gli interni e le plastiche, di produzione asiatica, erano di qualità buona rispetto agli abituali standard.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSempre dal punto di vista tecnico, la vettura presentava altre particolarità aggiunte dai tecnici italiani: i freni a disco anteriori erano stati spostati dal semiasse alle ruote.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNell’edizione del 1985, si rinuncia ad un qualsiasi restyling, mentre vengono apportate alcune modifiche tecniche:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eil motore ad esempio non ha più il carburatore monocorpo e trova un cavallo in più di potenza.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel 1987 nonostante fossero stati commissionati alcuni studi per un restyling della vettura la nuova dirigenza Fiat decide lo stop definitivo della produzione.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNumerosi esemplari di Arna fra cui parte degli invenduti a fine produzione vengono ceduti a taluni enti pubblici, che li impiegano prevalentemente per compiti di servizio e, in alcuni casi, per attività di polizia municipale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSe non risultano oggi esemplari di Arna delle FFOO conservati in musei, qualcuno di essi, restaurato, viene utilizzato per manifestazioni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNella cultura popolare, anche a distanza di anni, la reputazione del modello l'ha portata ad essere giudicata nel 2008 l'auto più brutta, in un \"sondaggio\" lanciato da parte dal quotidiano nazionale Il Sole 24 Ore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAd ogni modo, sebbene nel 2013 ACI l'abbia inserita fra le auto \"storiche\",l'Arna continua a non essere al centro dell'attenzione del collezionismo del marchio Alfa Romeo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDal 1984 al 1987 è stata prodotta in Australia la Holden Astra, nella sola configurazione a 5 porte.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe differenze con la versione originale giapponese erano minime: una nuova griglia anteriore, fanali posteriori e le targhette identificative.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa meccanica era basata su un motore Nissan 1500cc costruito sul posto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLaudoracing per la prima volta in assoluto in scala 1:18 presenta questa vettura tanto discussa che genera sempre discussioni tra gli appassionati\u003c\/p\u003e","brand":"Laudoracing Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255223292288,"sku":"LM151B","price":109.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/69042.jpg?v=1781738602","url":"https:\/\/www.e-sco.com\/products\/alfa-romeo-arna-13-ti-1984-blanc-capodimonte-118","provider":"e-sco","version":"1.0","type":"link"}