{"product_id":"ferrari-6412-f1-1990-nigel-mansell-118","title":"Ferrari 641\/2 F1 1990 Nigel Mansell 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari 641\/2 F1 1990 Nigel Mansell 1:18 (GP Replicas GP35B)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari 641 F1, conosciuta anche come F1-90 è una monoposto da competizione prodotta dalla Scuderia Ferrari, che partecipò al campionato mondiale di Formula 1 1990.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto modello fu a disposizione del campione del mondo in carica, il francese Alain Prost, e dall'inglese Nigel Mansell;\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003econ tale monoposto la Ferrari ritornò a competere, con Prost, per il titolo mondiale dopo anni di digiuno, e sempre con il transalpino ottenne a Le Castellet la sua vittoria numero\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ecento nelle gare della massima serie.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDurante la stagione l'auto venne evoluta in una versione aggiornata e identificata come 641\/2, pur se altri non era che una F1-90 più affinata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eOltre che per la sua competitività, la vettura è ricordata per la bellezza e l'armoniosità delle sue forme, che ne hanno fatto una delle monoposto di F1 più apprezzate di sempre:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ela 641\/2 è tuttora l'unica auto da competizione, e una delle sole sei automobili, entrate a far parte della collezione storica del Museum of Modern Art di New York.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 641 F1 aveva un'impostazione meccanica e aerodinamica tipica delle monoposto Ferrari a cavallo degli anni 1980 e 1990.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl progetto iniziato nel 1989 da John Barnard, ex direttore tecnico della McLaren, venne portata a termine dal nuovo direttore tecnico Enrique Scalabroni assieme al nuovo\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003earrivato Steve Nichols, quest'ultimo già all'opera sull'imbattibile McLaren MP4\/4 del 1988, sotto la supervisione del direttore sportivo Cesare Fiorio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUno dei punti di forza di questa vettura era la semplicità della linea.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAerodinamicamente era molto valida in quanto era stata disegnata in modo armonioso e non necessitava\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVisivamente somigliava parecchio alla sua progenitrice 640 ma, rispetto a questa, le linee erano meno tese e più smussate; in particolare nel musetto di nuova concezione, e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003enelle prese d'aria laterali per il raffreddamento di motore e radiatori.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe pance laterali, molto basse, avevano la tipica conformazione a \"cassa di violino\", dunque molto tondeggianti, le quali partivano dalle prese d'aria laterali, si allargavano fino a\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e3\/4 vettura, e poi stringevano verso il retrotreno, creando la cosiddetta forma a \"Coca-Cola\" e terminavano sulla scatola del cambio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl corpo-vettura della monoposto, dalla linea sinuosa e tondeggiante, veniva ritenuto molto efficace aerodinamicamente.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGli alettoni non avevano dimensioni esagerate, soprattutto rispetto ai concorrenti (ad esempio l'ala posteriore della McLaren), e ciò è indice di una migliore efficienza\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eaerodinamica del corpo vettura, il quale da solo riusciva a fornire una sufficiente deportanza e a offire di conseguenza un'ottimale tenuta di strada.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesta affermazione è ancora più vera, se si va a osservare il profilo estrattore: anche in questo caso quello della Ferrari era più piccolo rispetto a quelli delle altre vetture,\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edunque la 641 sfruttava bene il fenomeno di effetto suolo grazie alla conformazione aerodinamica del corpo vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer il resto poteva contare sulle innovative sospensioni push rod e su di un telaio molto leggero.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa 641 era munita del classico V12 Ferrari propulsore, che come il resto dell'auto era derivato dalla 640.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl regolamento tecnico imponeva una cilindrata totale massima di 3500 cm³: gli ingegneri modenesi sfruttarono al massimo questa regola, realizzando un motore di 3497,96 cm³\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eche, in configurazione da qualifica, nel corso della stagione arrivò a sprigionare 710 CV a 13.800 giri al minuto.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl V12 montato sulla 641 F1 verrà poi utilizzato come base per l'unità con cui equipaggiare la Ferrari F50, supercar stradale prodotta nel 1995 per celebrare il cinquantenario\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edella casa del Cavallino.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGP Replicas celebra questa splendida vettura\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera tipo carbonio, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255709962624,"sku":"GP35B","price":249.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/24628.jpg?v=1781724865","url":"https:\/\/www.e-sco.com\/products\/ferrari-6412-f1-1990-nigel-mansell-118","provider":"e-sco","version":"1.0","type":"link"}