{"product_id":"ferrari-f92a-1992-ivan-capelli-118","title":"Ferrari F92A 1992 Jean Alesi 1:18","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eFerrari F92A 1992 Jean Alesi 1:18 (GP Replicas GP20A)\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari F92A è un'automobile monoposto sportiva di Formula 1 che gareggiò nel Campionato mondiale di Formula 1 1992.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA differenza di tutte le Ferrari di Formula 1 progettate tra il 1989 e il 1991, la F92A non condivideva nessun componente con la Ferrari 640 F1, che aveva costituito la base di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003epartenza per le nuove monoposto realizzate fino all'anno prima.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eConsiderato lo scarso rendimento delle vetture impiegate nella stagione 1991 (tecnicamente obsolete e incapaci di tenere il passo con le prestazioni di McLaren e Williams),\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ela Ferrari aveva infatti deciso di realizzare una monoposto di concezione completamente rinnovata: carrozzeria, motore e cambio vennero ridisegnate tentando di massimizzare\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003el'efficienza del telaio e della conformazione aerodinamica (il cui sviluppo tentò di allinearsi agli ultimi ritrovati tecnologici introdotti in quegli anni in Formula 1).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAerodinamica\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel campo dell'aerodinamica, la vettura riprendeva diverse soluzioni adoperate in aeronautica sui velivoli militari, dovute essenzialmente all'apporto dell'ingegnere aeronautico\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eJean Claude Migeot, che in quegli anni realizzò molte soluzioni innovative su diverse monoposto di Formula 1.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNello specifico, riprendendo una soluzione introdotta da Migeot stesso ai tempi in cui lavorava alla Tyrrell (e destinata ad un grande successo), la F92 A fu la prima monoposto\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eFerrari di Formula 1 a presentare un musetto rialzato, collegato all'ala anteriore con due montanti paralleli, in luogo del profilo spiovente usato fino alle stagioni precedenti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAltra caratteristica peculiare erano le prese d'aria delle fiancate, di forma ovoidale e separate dal corpo vettura, imitando le tendenze progettuali dei jet militari\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e(nei quali le prese d'aria dei motori sono sempre staccate dalla fusoliera per evitare l'ingestione dello strato limite).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'estetica della monoposto le valse pertanto il nomignolo di caccia.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'innovazione maggiore riguardava però il cosiddetto doppio fondo, con cui si tentò di riprodurre un effetto Venturi paragonabile a quello delle monoposto dei primi anni 1980\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edotate di minigonne: al di sopra del normale fondo piatto, imposto dal regolamento tecnico, ne era infatti stato creato un altro, parallelo al primo e formante con esso una serie\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edi canalizzazioni che avrebbero dovuto generare un elevato effetto suolo.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVenne infine modificata la zona Coca-Cola, ossia la parte terminale della carrozzeria che converge verso il cambio e l'asse posteriore, che assunse una forma più squadrata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMotore\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSotto il profilo motoristico, la F92A non si discostava più di tanto dalle precedenti realizzazioni della casa.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl motore, sempre in posizione posteriore centrale longitudinale, adottava la classica architettura V12, con l'angolo di bancata corrispondente ai canonici 65°; come da\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eregolamento la cilindrata era di 3500 cm³.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eVennero mantenute le cinque valvole per cilindro, sempre comandate con due alberi a camme in testa per bancata e il richiamo a molle tradizionali al posto del sistema\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003epneumatico in uso presso i top team avversari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCiò impedì di migliorare le prestazioni in termini di potenza massima incrementando il regime di rotazione: il richiamo a molla oltre un certo regime diventa infatti inefficace\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e, perché non riesce più a garantire il contatto con la camma, causando una chiusura ritardata della valvola.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl motore perse inoltre 35 CV di potenza rispetto a quello della precedente vettura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA questo propulsore venne abbinato il classico cambio semiautomatico, dotato tuttavia di solo 6 rapporti più retromarcia (laddove dal 1990 era prassi in Formula 1 averne 7)\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003eMessa alla prova in competizione, la monoposto si rivelò concettualmente errata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eL'impianto aerodinamico, che negli studi al computer ed in galleria del vento mostrava rendimenti eccellenti, nelle situazioni reali della pista rendeva la vettura instabile e lenta:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003el'elevata resistenza aerodinamica del corpo vettura consentì buone prestazioni solo in circostanze particolari, quali ad esempio le gare con pioggia (dove le velocità massime\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ehanno un'importanza relativa).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn aggiunta, lungi dall'essere state risolte dalle scelte \"penalizzanti\" (motore depotenziato e cambio con meno marce) le noie meccaniche e strutturali continuarono ad essere\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003efrequenti e a causare molti ritiri.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNel tentativo di correggere la rotta, la Ferrari provò a schierare una versione evoluta della vettura (denominata Ferrari F92 AT) a partire dal Gran Premio del Belgio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEssa venne dotata di un motore più potente, di una nuova aerodinamica ritenuta più adatta ai circuiti particolarmente veloci (come appunto Spa-Francorchamps, Monza e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSuzuka) e di un nuovo cambio trasversale in luogo del precedente longitudinale (da cui l'aggiunta della lettera T nel nome).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eNemmeno tale innovazione produsse però benefici apprezzabili e la monoposto rimase lenta e fragile.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer il secondo anno consecutivo la Ferrari non ottenne né una vittoria, né una pole position, né tanto meno (a differenza dell'anno prima) un giro più veloce in gara.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eI piazzamenti di maggior rilievo che riuscì a conseguire furono due terzi posti nel Gran Premio di Spagna e nel Gran Premio del Canada, in tutte e due le occasioni grazie a Jean\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eAlesi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl suo compagno di squadra Ivan Capelli (distintosi negli anni precedenti alla guida della Leyton House progettata dal tecnico inglese Adrian Newey) ottenne due soli piazzamenti\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ea punti: il quinto posto in Brasile e il sesto in Ungheria, venendo peraltro sostituito nelle ultime due gare della stagione dal terzo pilota Nicola Larini, che non ottenne punti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Ferrari raccolse in totale 21 punti, pari a meno della metà di quelli ottenuti nel 1991:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ela squadra di Maranello retrocedette dal terzo al quarto posto nella classifica costruttori, dietro anche alla Benetton, oltre che a McLaren e Williams.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl modello è in edizione limitata a soli 500 pezzi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProdotto in resina, su base nera tipo carbonio, con targhetta metallica con incise le informazioni del modello\u003c\/p\u003e","brand":"GP Replicas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58255740305792,"sku":"GP20A","price":249.95,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/22857.jpg?v=1781724317","url":"https:\/\/www.e-sco.com\/products\/ferrari-f92a-1992-ivan-capelli-118","provider":"e-sco","version":"1.0","type":"link"}