{"product_id":"jordan-ford-191-7up-4th-place-canadian-gp-1991-andrea-de-cesaris-143","title":"Jordan-Ford 191 7UP 4th place Canadian Gp 1991 Andrea De Cesaris 1:43","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003eJordan-Ford 191 7UP 4th place Canadian Gp 1991 Andrea De Cesaris 1:43 (Spark S8078)\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa Jordan 191 fu la prima monoposto di Formula 1 per il team irlandese e fece il suo debutto al Gran Premio degli Stati Uniti 1991.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eProgettata da Gary Anderson e Andrew Green, veniva spinta da un motore Ford Cosworth ed era gommata Goodyear.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl disegno era molto compatto e riprendeva alcuni principi da diverse auto dell'epoca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eColpivano particolarmente il musetto e le pance laterali, il primo era semirialzato e stretto con l'alettone inglobato che si estendeva dallo stesso con un piccolo sbalzo, ed era\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003earcuato verso l'alto nella parte frontale.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eUna soluzione tipica dell'epoca alla ricerca della miglior penetrazione aerodinamica, figlia della Tyrrel 019 di Posteltwhaite e Migeot, ma meno estremo e simile al frontale\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edella Williams disegnata da Newey.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSempre nell'ala anteriore spiccavano le bandelle laterali, abbastanza alte, e le due superfici alari supplementari contornate da splitter e nolder con lo scopo di accelerare i\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eflussi e ridurre lo strato limite sulla superficie alare principale, ma anche indirizzare i filetti fluidi della parte superiore sulle fiancate evitando l'area delle sospensioni.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto era possibile proprio perché le pance laterali erano molto basse.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePer questo le pance offrivano poca superficie all'aria, incrementando la penetrazione aerodinamica, ma erano raccordate alla coda in un modo che accentuava parecchio la\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ecosiddetta zona Coca-Cola, ricordando vagamente il disegno a cassa di violino visto sulle Ferrari di Barnard, ma con un disegno più spinto e una rastrematura molto marcata.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl rollbar e il cofano motore erano molto avvolgenti, tanto che la parte esterna di quest'ultimo ricalcava il supporto del filtro dell'aria del motore.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl profilo estrattore aveva dimensioni generose, e sfruttava al limite le prescrizioni regolamentari.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEra composto da due canali venturi simmetrici a forma di semicerchio e sembrava una soluzione semplificata della \"cattedrale di Oatley\" presente nelle McLaren.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn sostanza il disegno aerodinamico era semplice ed estremo allo stesso tempo, improntato molto sulla riduzione degli attriti e la penetrazione aerodinamica più che sulla\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ericerca del carico come avviene nelle macchine moderne, anche perché all'epoca era possibile utilizzare assetti molto rigidi con altezze da terra minime, che consentivano\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eun'alta efficienza del fondo della macchina grazie ad un alto livello di evacuazione dei flussi dal fondo scocca.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesto disegnato è stato possibile grazie all'utilizzo del Ford Cosworth HB, che era abbastanza corto avendo solo quattro cilindri per bancata, e l'adozione di una cambio di\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003evelocità trasversale (manuale a sei marce prodotto dalla Hewland) che consentiva una riduzione significativa del passo e tra le altre cose permetteva di rendere la vettura\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eparticolarmente maneggevole.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLe sospensioni erano a triangoli sovrapposti di tipo push rod, una soluzione all'avanguardia nella gestione delle escursioni delle ruote, ma che unito ad un angolo di bancata\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003edel motore di soli 75°, non ha permesso di abbassare ulteriormente il baricentro della macchina, tra l'altro all'avantreno venne sperimentata la soluzione del\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003emonoammortizzatore (ripreso dalla Ferrari l'anno seguente) che rendeva la macchina troppo rigida e creava problemi di beccheggio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIl telaio era una monoscocca in fibra di carbonio, in un sol pezzo con la carrozzeria, una scelta più avanguardista rispetto a quella di squadre più blasonate come Ferrari e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCorse i 16 Gran Premi stagionali ottenendo buoni risultati e conquistando anche il giro più veloce in Ungheria con Bertrand Gachot.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ePochi giorni dopo il pilota belga fu arrestato e si verificò l'avvicendamento durante la stagione di quattro piloti sull'auto numero 32:\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003ei debuttanti Michael Schumacher e Alessandro Zanardi ed il brasiliano Roberto Moreno.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa seconda vettura fu guidata per tutta l'annata da Andrea De Cesaris.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSpark ci presenta la vettura con il quale il compianto pilota romano giunse quarto in Canada nel 1991\u003c\/p\u003e","brand":"Spark Models","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":58256002548096,"sku":"S8078","price":89.95,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0994\/3970\/6496\/files\/62112.jpg?v=1781735719","url":"https:\/\/www.e-sco.com\/products\/jordan-ford-191-7up-4th-place-canadian-gp-1991-andrea-de-cesaris-143","provider":"e-sco","version":"1.0","type":"link"}